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Parti alla scoperta delle mete di montagna più belle della penisola. Lasciati incantare da paesaggi sorprendenti e da percorsi montani imperdibili. Dalle Alpi alle alture degli Appennini, crea una connessione con la natura scoprendo valli, cascate ed altre esperienze da vivere durante le tue vacanze in montagna sia in estate che d’inverno.

Montagna 168 risultati di ricerca
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Alpe Lusia San Pellegrino

Alpe Lusia San Pellegrino: 100 chilometri di puro divertimento tra indimenticabili panorami Sci di fondo tra i boschi, impianti di risalita moderni e super attrezzati, strutture ricettive adatte a tutte le tasche. Il comprensorio sciistico Alpe Lusia San Pellegrino è un paradiso a portata di famiglia. Due differenti ski area, entrambi piccoli gioielli nel panorama dolomitico tra Moena, Val di Fassa e il Passo San Pellegrino. Entrambe meta d’elezione per chi ama la montagna nella sua interezza. Uno sguardo d’insieme Alpe Lusia San Pellegrino è un comprensorio molto amato dai giovani che trovano nei suoi 100 chilometri di piste tutto quello che cercano. Ai numeri della zona sciistica si aggiungono 23 impianti di risalita, 3 snowpark, piste per slittino e 30 chilometri per lo sci di fondo. Durante la stagione invernale, tra rifugi accoglienti e panorami da cartolina, si svolgono diversi eventi a tema, che richiamano turisti da ogni parte del mondo. Per chi vuole sciare, il primo punto di riferimento è Moena, un paese trentino caratteristico, con un’importante tradizione ladina. L’ospitalità locale e l’amore per l’enogastronomia sono quasi proverbiali. Nel cuore della Ski Area Basta spostarsi di pochi chilometri per raggiungere Alpe Lusia, con i suoi moderni impianti e le piste perfettamente tenute. Esistono due modi per raggiungerla: il primo è sulla strada che unisce Moena e il Passo San Pellegrino; il secondo da Bellamonte, in Val di Fiemme. I tracciati qui sono adatti a ogni esigenza e grado di preparazione, non mancano nemmeno le piste nere che scendono verso i Ronc: la Piavac, considerata particolarmente difficile, e la Fiamme Oro 1. Per i piccoli è attivo un servizio di Baby Club con l’assistenza della Scuola Sci Moena Dolomiti. E per chi desidera godersi l’aria di montagna con vista panoramica, i punti più spettacolari sono il gruppo del Catinaccio, il Sassolungo, il gruppo delle Pale di San Martino e il Latemar. Il Passo San Pellegrino è più vasto e può contare su piste d’alta quota che raggiungono il Veneto e quelle più tecniche che passano da Col Margherita. Sorge a metà strada tra Moena e Falcade a 1918 metri di altezza e sono disponibili diversi campi scuola e attività alternative come lo slittino e le passeggiate sui sentieri. Qui si trovano anche itinerari freeride, con la nerissima La Volata, tra le ultime nate nel comprensorio e pronta a ospitare gare sempre più importanti. E se non amate sciare, ecco un consiglio C’è sempre un buon motivo per scoprire queste zone in buona parte incontaminate. Oltre alle escursioni fuori pista, potrete optare per le ciaspole, le caratteristiche racchette da neve, per spostarvi e fare esercizio tra i paesaggi imbiancati. Per non parlare dell’estate: le passeggiate sono splendide…
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Snowboarder nel comprensorio del Monte Civetta - Veneto

Monte Civetta

Monte Civetta: un monumento alla natura e allo sport La posizione geografica del Monte Civetta, e della Val Civetta in generale, rende questo comprensorio in provincia di Belluno uno dei più belli (e spesso innevati) della zona. È una meraviglioso gruppo montuoso che si trova nel cuore delle Dolomiti Agordine tra Alleghe, Selva di Cadore e Val di Zoldo. Una pista per ogni esigenza Civetta è un paradiso per tutti, compresi gli sciatori appassionati della Coppa del Mondo: tra le piste memorabili del comprensorio c’è infatti la famosa discesa libera “Foppe”. Una nera, nerissima. Nessun problema anche per dormire, visto che in zona sono diverse le strutture alberghiere adatte a tutte le tasche e principalmente a gestione familiare. Se siete in zona in estate impegnati in trekking più o meno difficili non dimenticate di prendere in cosiderazione i rifugi. Il Torriani e il rifugio Tissi sono delle vere e proprie istituzioni qui. Tutti i numeri del Monte Civetta Con 80 chilometri di piste da sci inserite nel cuore delle Dolomiti Bellunesi, avrete diverse ore di divertimento davanti a voi. In più, sono presenti 22 impianti di risalita, 2 snowpark, 1 parco divertimenti per bambini, piste per slittino e 17 chilometri per sci di fondo. E chi vuole restare sulla neve al chiaro di luna potrà anche sciare in notturna. In Valzoldana, infatti, potrete contare su 5 chilometri di percorso illuminato a giorno. La zona del Civetta è amatissima anche dai fondisti, che vi possono trovare 40 chilometri di piste, le più importanti delle quali sono a Selva di Cadore, a Zoldo e a Palafavera. Chi pratica sci d’alpinismo può scegliere fra diversi itinerari. Uno su tutti è la parete nord del Civetta. Per i piccoli, invece, il divertimento sulla neve passa dall’Happy Park di Alleghe, dallo Zoldoland di Zoldo e dal Campo Scuola di Santa Fosca. E il Monte Civetta è un paradiso anche oltre agli sci. Qui ci si può distrarre con gli stadi di ghiaccio, il polo su ghiaccio, il pattinaggio e l’ice climbing. Senza contare i percorsi escursionistici, arrampicate e vie ferrate da fare durante la bella stagione. Gli appassionati di montagna vi possono scoprire romantici paesini da visitare in tutte le stagioni e che dire dei colori del tramonto che sembrano infiammare le rocce e la vegetazione imbiancata? Uno spettacolo assolutamente da non perdere. Il nostro consiglio Intorno a Col di Lana c’è un tour speciale, il Giro Sciistico della Grande Guerra. Si parte da Alleghe e si seguono le aree protagoniste del primo conflitto mondiale. Potete farvi scortare da una guida esperta che vi aiuterà a scoprire tutti i segreti del percorso. Per i vacanzieri estivi il lago Coldai è il luogo da visitare senza se e senza ma. Si tratta di uno splendido lago di montagna racchiuso tra Monte Civetta e Monte Coldai. Famoso tra gli amanti delle Dolomiti per le tonalità delle sue acque, per la facilità di accesso e per la maestosità del contesto naturale, di altissimo valore paesaggistico, il lago Coldai è una meta escursionistica amatissima nonché una delle attrazioni più famose e visitate delle Dolomiti UNESCO.
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Val ferret

Val Ferret

Val d’Aosta: in Val Ferret, a un passo dal cielo Ai piedi del Monte Bianco, a nord della conca di Courmayeur in Valle d’Aosta, si sviluppa la Val Ferret, che insieme alla Val Vény costituisce il limite geografico orientale del massiccio e dà accesso al versante svizzero. Emozioni ad alta quota Percorrendo la valle sulla sinistra, potrete ammirare alcune delle più alte e maestose cime delle Alpi: il Dente del Gigante, le Grandes Jorasses, l'Aiguille de Triolet e il Mont Dolent, mentre sulla destra i pendii del Mont de La Saxe sono decisamente più dolci. Se siete appassionati di montagna, nella stagione estiva potrete approfittare di una vasta scelta di itinerari, dalle passeggiate, adatte a tutti, alle escursioni in mountain bike o a cavallo, fino ai percorsi alpinistici. Tra questi ultimi, ad esempio, è molto suggestivo quello del Dente del Gigante. Il suo profilo inconfondibile attrae chiunque visiti Courmayeur e Punta Helbronner per ammirare lo spettacolare scenario offerto dall’alta montagna. La sua salita per la via normale è facilitata da una serie di corde fisse che rendono accessibile il Dente ad un gran numero di alpinisti. Potrete salire con la prima funivia di giornata. Se non siete sicuri di riuscire a scendere con lo stesso mezzo, potrete rimanere a dormire al Rifugio Torino. L’importante è che siate esperti, magari fatevi accompagnare da una guida alpina per una salita in tutta sicurezza. Il paradiso degli amanti del trekking La Val Ferret è la meta ideale anche se siete amanti del trekking: un percorso agevole e ben segnalato porta da Courmayeur al Col du Petit Ferret. Dopo aver attraversato Entreves, lasciate l’auto e imboccate il sentiero sterrato; passerete la Dora di Val Ferret e, poco dopo, inizierete a salire nel bosco. Una volta fuori, vedrete la Val Ferret, la Val Vény e il Monte Bianco. Il percorso, lungo 15 chilometri, può anche essere diviso in tappe, grazie ai tre rifugi che incontrerete sulla vostra strada: il primo è il Rifugio Bonatti, da cui potrete godere una splendida vista sul Dente del Gigante, il secondo è il Rifugio Elena, dopo Arnouva, mentre l’ultimo è il Rifugio Bertone. D’inverno, sci di fondo e snow bike La Val Ferret è imperdibile anche in inverno. Se amate i panorami imbiancati e le attività sulla neve qui c’è solo l’imbarazzo della scelta: potrete praticare lo sci di fondo, ma anche provare fat bike, snow bike e snowboard. A Courmayeur avrete a disposizione due scuole di sci, soluzione ideale se siete alle prime armi, e due versanti perfetti per l’avventura, quello di Chécrouit e quello della Val Veny. La ricchezza della Val Ferret, dalla fauna alla flora La Val Ferret è anche una Zona di Protezione Speciale della Valle d’Aosta, ossia un’area posta su una rotta di migrazione, istituita con lo scopo di proteggere l’avifauna. Si parte dall'abitato di La Palud per concludersi al Col Ferret: sono state identificate 81 specie di uccelli, tra cui alcune sempre più rare, come l’aquila reale, il gipeto, la civetta capogrosso, la pernice bianca, il gracchio corallino, il gallo forcello, il picchio nero e l'averla piccola. Qui vive anche la colonia di stambecchi più alta d’Europa, e non è difficile avvistare camosci, caprioli, cervi, lepri e marmotte: c’è anche un piccolo gruppo di esemplari albini. La flora è ugualmente spettacolare. A parte i fiori e le piante che incontrerete lungo i sentieri, non perdete l’occasione di visitare Il Giardino Alpino Saussurea, tra i più alti d’Europa. Realizzato nel 1984 dalla Fondazione Donzelli-Gilberti, con lo scopo di salvaguardare la flora del Monte Bianco, ospita anche specie provenienti dalle Alpi orientali, dall’Asia e dal Nord America. Per saperne di più https://www.saussurea.it
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Parco Nazionale del Gargano

Il Parco Nazionale del Gargano, un’isola di biodiversità Il Parco Nazionale del Gargano si trova nello sperone d’Italia, il promontorio che si estende nel mare Adriatico nella parte settentrionale della Puglia. Si tratta di un territorio unico, dove sono presenti il 35% di tutte le specie botaniche italiane che riflettono un’altrettanta varietà di paesaggi, dal mare delle Isole Tremiti a importanti zone umide che lambiscono fitte foreste. Una terra antica, ricca di cultura, arte e spiritualità, dalla bellezza multiforme. Un sorprendente micro-cosmo di habitat diversi Il filo conduttore di ogni visita al Parco Nazionale del Gargano è l’osservazione della varietà dei suoi habitat che si traduce in un mosaico di paesaggi. In una zona non più grande di una provincia media italiana trovate spiagge di sabbia finissima intervallate da alte scogliere con grotte e archi naturali, laghi costieri e zone umide, estensioni di macchia mediterranea che sconfinano in una foresta millenaria, altopiani carsici con doline alternati a colline e a pianure steppose sui cui si elevano borghi bianchi come Rodi Garganico, Vieste, Peschici sulla costa oppure Ischitella, Mattina o Monte Sant’Angelo, tutti con vista mare. Se a questo si aggiunge che, da un punto di vista geologico, il promontorio è stato originariamente un’isola separata dal resto della penisola italiana, alla varietà si somma la presenza di endemismi, cioè di specie che esistono solo in questo territorio, per esempio la campanula garganica o il fiordaliso delle Tremiti. Ecco spiegato perché il promontorio del Gargano sorprende i naturalisti e stupirà anche voi. Il paesaggio scolpito del Gargano Scolpite sembrano le alte falesie bianche della costa adriatica, scolpite le vallate carsiche che l’azione della pioggia rende sempre più profonde. Sono almeno 4 mila le doline, cavità di origine carsica, che si trovano nel Parco: quella di Pozzatina, nel comune di San Nicandro Garganico, è la più spettacolare, profonda 132 metri, si presenta come una conca ricoperta da un fitto bosco di lecci e querce. Sulla costa si trovano diverse grotte e archi naturali modellati dalla forza del mare da visitare in barca partendo dai porti di Vieste e Peschici. Le zone umide delle lagune di Varano e Lesina Il primo cronista delle zone umide del parco del Gargano è stato nientemeno che l’imperatore di Svevia Federico II (1194-1250). Nel suo trattato De arte venandi cum avibus (l’arte della caccia con gli uccelli) descrive la falconeria e l’avifauna che osservò per lo più in Puglia nelle zone paludose di Frattarolo e del lago Salso, oggi nel comune di Manfredonia, note come Paludi di Federico II, ricche di canneti, luoghi ideali per il birdwatching. Nella zona settentrionale del parco ci sono i laghi di retrodunali di Varano e Lesina, bacini di acqua salmastra che si sono formati con l’accumulo di detriti che hanno chiuso baie costiere. Oggi i laghi sono considerati zone umide di grande importanza, quali stazioni di sosta degli uccelli migratori in rotta dal nord Europa verso l’Africa. Tutto il territorio calcareo del Gargano è inoltre ricco di sorgenti e ristagni di acqua che sono vitali per anfibi e rettili. Gli animali e le piante del parco del Gargano Tra gli animali che potete vedere nel loro habitat naturale nel parco c’è il capriolo italico, una sottospecie endemica che vive solo qui, oltre a numerosi cinghiali, daini, donnole e gatti selvatici. Davvero tanti gli uccelli che nidificano nel Gargano, circa 170 specie, tra i quali 5 diversi picchi, rapaci diurni, falchi pescatori, le rare aquile anatraie minori, oltre ad anatre, aironi, oche selvatiche, e fenicotteri. Tra gli alberi ne trovate alcuni secolari, veri e propri monumenti della natura, come il carrubo di 13 metri di circonferenza nel parco di Pugnochiuso, nel comune di Vieste o i 2 pini d’Aleppo alti 30 metri a Vico Gargano dove vive anche un leccio di 17 metri e con un tronco di 5 metri di diametro, presso il convento dei Cappuccini. Quanto alle faggete vetuste della Foresta Umbra, sono state dichiarate patrimonio naturale dell’umanità dell’Unesco nel 2017. E poi ci sono i fiori: nelle radure e nelle praterie steppiche fioriscono 85 specie di orchidee selvatiche di tutti i colori e forme. Le isole Tremiti Del parco fa parte l’arcipelago delle isole Tremiti, a 12 miglia dalla costa del Gargano, tra le isole più belle del Mediterraneo. Per la limpidezza delle acque, le grotte e la ricchezza della vita sottomarina sono un paradiso per chi ama le immersioni. Sono 5 isolette, delle quali solo 2 (San Domino e San Nicola) sono abitate, altre 2 (Capraia e Cretaccio) sono poco più che scogli, mentre Pianosa è inaccessibile perché si trova nella riserva integrale dell’Area marina protetta. San Domino, dove sono presenti le strutture ricettive, è ricoperta da una fitta foresta di pini d’Aleppo che scendono fino al mare ombreggiando piccole cale di sabbia e di scogli: il luogo ideale per chi, per una una vacanza al mare, ama circondarsi di sola natura.
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Plan de Corones

A Plan de Corones, in Alto Adige, dove svago e sport incontrano il territorio ideale L’area di Plan de Corones, vero e proprio spartiacque tra la Val Pusteria e la Val di Marebbe, si distingue per il suo paesaggio naturale vario e suggestivo. Immersi nella straordinaria bellezza di questo Patrimonio mondiale UNESCO, il territorio offre diverse possibilità di svago, dalle escursioni allo sci, garanzia di una vacanza all’insegna di natura, sport e anche cultura. Brunico: ai piedi del Plan de Corones La prima tappa che vi consigliamo è Brunico, nel cuore della verde Val Pusteria. Visitando questa città vi immergerete in un’atmosfera mondana che si fonde con l’autenticità altoatesina. Vi imbatterete in storiche architetture come il maestoso Castello, che vi accoglierà da lontano. Attraverserete un viavai di variopinte botteghe, che si alternano a rinomate boutique. E poi non trascurate enoteche e caffè, disseminati lungo il centro. A colpirvi sarà la qualità e la tranquillità della vita che si respira. La cultura della montagna: i Musei Il binomio esperienze in Plan de Corones non può prescidente alla vera e propria celebrazione della montagna che troverete in ben due musei: il Messner Mountain Museum Corones e il LUMEN. Il MMM, progettato dall’architetto Zaha Hadid, è il futuristico museo dedicato all’alpinismo tradizionale e vi offrirà una vista mozzafiato sulle Alpi. Al LUMEN, Museo della fotografia di montagna, troverete una quantità incredibile di scatti storici e digitali sulla montagna, su temi che spaziano dall’alpinismo al turismo, fino alla spiritualità. Escursioni e area sciistica: i tre Parchi naturali Avete uno stile di vita attivo? Allora siete nel posto giusto. La regione turistica di Plan de Corones si estende nelle immediate vicinanze di ben 3 parchi naturali, in cui potete sbizzarrirvi tra sci, escursioni, alpinismo, percorsi in mountain bike e altro ancora. Che siano gli ampi altipiani del Parco Naturale Fanes-Senes-Braies con il fiabesco Lago di Braies, o i pianori sassosi e le vette vertiginose del Parco Naturale Puez-Odle, o ancora i ghiacciai e le pareti a picco del Parco Naturale Vedrette di Ries-Aurina, non avrete che l’imbarazzo della scelta. La cultura ladina: San Martino in Badia Suggeriamo di concludere il tour in Alto Adige facendo un salto nel paese di San Martino in Badia. Vi potrete visitare il Museo Ćiastel de Tor, allestito all’interno dell’antico Castello, con le sue mostre sulla cultura e sulla lingua ladine. E poi la tipica cucina tradizionale altoatesina vale il viaggio, perché conserva le radici ladine persino nei piatti. Pietanze invitanti, con pochi ingredienti, proprio come nella tradizione contadina. Fatevi preparare le gustose zuppe d’orzo, le turtres, tasche ripiene di spinaci o crauti, e per concludere in dolcezza le furtaies, dolci fritti a forma di spirale.
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Rio di Pusteria

Rio Pusteria - Bressanone: sciare fino a 2.500 metri di quota Il comprensorio di Rio Pusteria - Bressanone si trova nella Valle Isarco, in Alto Adige, e vanta alcune delle piste più lunghe, continue e con diversi dislivelli del Dolomiti Superski. Con i suoi 2.500 metri di quota è un paradiso per sciatori incalliti ma le numerose attività sportive a misura di famiglia, in un contesto come quello delle Dolomiti, Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, fanno di Rio Pusteria Bressanone la meta perfetta per una vacanza invernale indimenticabile. Divertimento assicurato sulla neve Con 95 chilometri di piste, 25 impianti di risalita, 2 snowpark, piste per slittino e 40 chilometri per sci di fondo, la varietà dell’offerta e il divertimento sono assicurati. Le due grandi località sciistiche locali sono Plose-Bressanone (Brixen) e Maranza-Valles (Gitschberg-Jochtal). A queste macro skiarea corrispondono 3 mini località che sono Val di Funes, Velturno e Luson, ognuna con un piccolo skilift. Sognando la Trametsch, la discesa più lunga in Alto Adige Chi viene a sciare qui non può che cimentarsi con la Trametsch, che più che una pista è una leggenda. Sede dei Campionati Italiani di Sci Alpino nel 1971, parte dal Rifugio Plose, che si trova a ben 2.446 metri, e ha una lunghezza totale di 9 chilometri. La vista che offre sulle Dolomiti, sull’arco alpino e sulle vette circostanti è di indiscutibile bellezza, mentre il dislivello di 1400 metri è un vero test di resistenza per cuore e gambe. Una volta giù avrete la sensazione di aver scritto un pezzo di storia dello sci. L’ebbrezza non finisce qui. Già, perché puntando verso il comprensorio di Maranza-Gitschberg vi troverete davanti una una montagna di vaste dimensioni e un larghissimo pendio dalla visuale senza eguali. Sei sulla pista rossa Gitsch, a tratti molto ripida e con improvvisi cambi di dislivello mix che per gli sciatori significa divertimento assicurato. La pista termina in prossimità della stazione della seggiovia Gitschberg, ma si può scegliere di scendere ancora e proseguire verso le piste di Kanonenrohr, non sempre aperta, Gaisraste, Nesselwiese, Wastl Huber e Segerwiese. Tutto quello che c’è da sapere su Rio Pusteria - Bressanone Sulle piste da discesa di questo comprensorio, si può sciare anche in notturna e nella quasi totalità dei casi è presente un sistema di innevamento programmato, che garantisce una stagione sciistica fino ad aprile. Il 39% dei tracciati presenta bassa difficoltà, il 38% media difficoltà e il 23% è classificato come difficile. Da queste parti è molto apprezzato anche lo slittino con oltre 50 chilometri di piste dedicate a questo sport per tutta la famiglia. Per lo sci nordico sono presenti circa 75 chilometri di piste e sull’alpe di Rodengo, a quota 1800 metri, si trova un centro di sci di fondo. E dopo lo sport? Nel comprensorio non è difficile trovare ristoro in uno degli oltre 30 rifugi e baite. E non potrete che innamorarvene.
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Lago di Garda

Lago di Garda

In primavera sul Lago di Garda tra borghi, natura e sport sull’acqua Ci sono molti modi per godersi una vacanza di primavera in riva al Lago di Garda: girare per borghi pieni di storia, scoprire rovine antiche e castelli sperduti, dedicarsi allo sport, lasciarsi sopraffare dalla meraviglia di panorami mozzafiato, fare un tuffo grazie al clima mite già in primavera. L’azzurro del lago si distende tra pianure verdissime e montagne dalle cime innevate e gode di un clima molto speciale per queste latitudini, cosa che consente agli agrumi, ai vigneti e agli ulivi di crescere rigogliosi. Una vacanza nella natura tra relax e adrenalina Grazie ai venti costanti che spirano da terra, la distesa d’acqua è un paradiso per chi ama gli sport acquatici. Qui potete noleggiare una barca a vela o fare windsurf e kitesurf ma godervi anche un’immersione nei suoi fondali o sorvolare il lago in deltaplano. Se siete più avventurosi potete fare canyoning o percorrere a piedi o in mountain bike più di 1000 km di sentieri. I più belli? La Strada del Ponale che parte da Riva del Garda verso Ledro, scavata nella roccia già a metà 800. Oppure il sentiero che arriva a Rocca di Manerba. In cima ci sono i resti di un castello e una vista sul lago che toglie il fiato. Da non perdere la ciclabile sospesa di Limone del Garda, costruita a strapiombo sull’acqua. Per chi è alla ricerca di un brivido c’è una terrazza sospesa a 350 metri di altitudine appena fuori dal borgo di Tremosine. La vista sul lago e sulle montagne compenserà le vertigini. Arrivateci percorrendo la Strada della Forra che Winston Churchill definì “la strada più bella del mondo”. Altre vertigini garantisce Arco, un borghetto arroccato tra le migliori mete europee per l’arrampicata libera. Sirmione, Desenzano e Peschiera del Garda Tra una passeggiata nella natura e uno sport adrenalinico, resta tempo per due passi nella storia. Quasi tutti i borghi intorno al lago ne sono ricchissimi. A cominciare da Sirmione con la sua Rocca Scaligera fortificata che si protende sul mare. Non mancate la passeggiata sulle mura e salite in cima alla torre più alta per la vista. A Sirmione si trovano anche le Grotte di Catullo, un’area archeologica che custodisce i resti di una villa romana. Poco lontano c’è la spiaggia Giamaica, tra le più belle del lago. Un’altra splendida villa romana con mosaici policromi si trova a Desenzano. Regalatevi una vista lago anche da qui salendo sul punto più alto del mastio fortificato che domina il centro storico con le sue torri. Poi una passeggiata al Porto Vecchio e una visita al Duomo rinascimentale che custodisce L’ultima cena del Tiepolo. Da Desenzano fate un salto a Lonato per visitare la Rocca Viscontea. A Peschiera del Garda scoprirete una città fortezza circondata dall’acqua usata prima dagli Scaligeri, poi dai Veneziani, infine come parte di un sistema defensivo ottocentesco. Da non perdere una passeggiata in bici lungo il fiume Mincio costeggiando i bastioni cinquecenteschi, il Ponte dei Voltoni e la passeggiata Mascagni con una splendida vista sulla fortezza. Se viaggiate con i bambini, a poca distanza c’è il parco divertimenti Gardaland. Da Peschiera concedetevi una gita nell’entroterra, a Valeggio si arriva in 15 minuti. Il borgo è dominato da un castello scaligero e qui si trovano anche il bellissimo Parco Giardino Sigurtà e il ponte Visconteo, una diga fortificata che risale al 1393. Ma il vero motivo per venirci è la frazione di Borghetto sul Mincio con i suoi mulini ad acqua. Da assaggiare i tortellini di Valeggio legati alla leggenda del nodo d’amore: si racconta che nel 1300 un soldato e una ninfa, innamorati e in fuga, si gettarono nel Mincio lasciando un fazzoletto annodato in riva al fiume come simbolo del loro amore. Gardone Riviera e Limone del Garda Due sono le attrattive principali di Gardone Riviera: il Vittoriale degli Italiani, la stupefacente villa che Gabriele D’Annunzio costruì come momumento a se stesso, e il giardino botanico Heller che colleziona piante da tutto il mondo tra installazioni e sculture di Keith Haring, Auguste Rodin, Roy Lichtenstein e Joan Miró. Fino al 1932 Limone si poteva raggiungere solo via lago o attraverso i monti perché non esisteva ancora una via di collegamento. Perciò è rimasto praticamente intatto, con tutto il fascino di una volta. Qui si trova la Limonaia del Castel, un agrumeto settecentesco nel parco di Villa Borghi. Ma non fatevi ingannare, il nome Limone in realtà viene dal latino limes che significa confine, perché segnava il limite della Repubblica di Venezia. Lazise e Malcesine Lazise ha un primato, è stato tra i primi liberi Comuni italiani. Ottenne la sua autonomia dall’imperatore Ottone II già nel 983. Le mura scaligere custodiscono il centro storico con il castello e in porto stazionava la flotta veneziana, affondata pur di non farla cadere in mani nemiche. Le navi sono ancora lì, in fondo al lago. Non è il solo segreto che l’acqua custodisce. Qui nella preistoria sorgeva un villaggio su palafitte. Un altro borgo imperdibile sul lago è Malcesine, proprio sotto il Monte Baldo a cui è collegato da una funivia: vista sul lago assicurata. Da vedere il castello Scaligero, il Palazzo dei Capitani e il borghetto di Cassone.
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Atrani - Costiera Amalfitana, Campania

Atrani

Atrani: suggestivo, minuscolo borgo dal cuore antico A meno di un chilometro da Amalfi, grazie alla sua posizione Atrani è un punto strategico per esplorare l’intera Costiera Amalfitana, di cui fa parte. Un mondo antico in miniatura, siamo nel più piccolo comune italiano per superficie, ricco di storia che testimonia il passaggio di molti popoli. Unico paese della Costiera a mantenere l’affascinante atmosfera di un borgo di pescatori del Meridione d’Italia, a caratterizzare Atrani sono il suo pugno di casette che dalla spiaggia si arrampicano sull’altura. Un luogo ispirante, ieri come oggi Il borgo di Atrani vanta origini romane, quando era denominata Atranum. Poi tutti sono passati di qui: etruschi, greci, normanni, svevi, francesi e spagnoli, attratti dalla posizione di vedetta sul mare, lungo la valle del fiume Dragone con alle spalle le alte, inespugnabili montagne. Il paesaggio è lo stesso da sempre e il panorama uno dei più suggestivi della Costiera. Dedicatevi una passeggiata lenta tra strette viuzze, cortili e camminamenti protetti da arcate, lungo il saliscendi di scale che convergono tutte al mare. Basta questo per scoprire i luoghi più densi di storia. Dimenticate la macchina e se avete voglia di una camminata panoramica potreste arrivare a piedi direttamente da Amalfi. C’è pace in questo incavo naturale della Costiera, protetto dai rumori e dal traffico. Un caffè in piazzetta Orientatevi verso Piazza Umberto I, meglio nota come la piazzetta, e sedete a bere un caffè espresso in questo luogo raccolto, proiettato verso il mare visto che fu creato proprio come ormeggio per le barche nei giorni di mareggiata. Visitate la Chiesa di San Salvatore de’Bireto che guarda la piazza: la prima edificazione risale all’anno Mille, sebbene oggi si presenti in puro stile Neoclassico. Qui si svolgeva la manifestazione di investitura dei Dogi della Repubblica Marinara di Amalfi. Vi stupirete di quante chiesette accoglie il borgo, sbirciate al loro interno per ammirarne dipinti e statue, senza perdere, tra le altre, la Chiesa del Carmine e la Chiesa di S. Michele Fuori le Mura. In trattoria Anche i luoghi della ristorazione profumano di storia ad Atrani e una sosta gastronomica riserva un’esperienza di gusto autentico in un ambiente emozionante. Accomodatevi su un tavolino all’aperto, sotto gli ombrelloni o nella luce discreta dell’illuminazione, alla sera. Alcune osterie apparecchiano sotto gli archi destinati al riparo dei pescatori e alla conservazione delle reti. Se vi trovate nei paraggi nel mese di luglio, recatevi ad Atrani il 22. In questa data si svolgono i festeggiamenti in onore di Santa Maria Maddalena e il piatto tipico celebrativo è il Sarchiapone: cannelloni ottenuti da cilindri di zucca del tipo lungo ripieni di carne macinata, fritti e bagnati da sugo di pomodoro. Atrani vanta inoltre una lunga tradizione nella produzione di pasta fresca. Venite a mangiarla qui, condita con i doni del mare. E a tutte le ore, compreso il fine pasto, assaggiate il pasticciotto. I campani sostengono che il migliore sia proprio quello di Atrani: una friabile sfoglia, che nella versione locale racchiude un ripieno di crema pasticciera e amarene. Un tuffo nella baia Le pareti rocciose a strapiombo racchiudono una spiaggetta di sabbia mista a ghiaia fine, in parte libera in parte attrezzata, divisa a metà dal fiume Dragone. Il mare è limpido e quieto, tra il verde e l’azzurro. Nuotate e volgete lo sguardo verso l’alto, per un colpo d’occhio sul borgo con le sue piccole case colorate e le chiese; oltre, svetta la montagna verdeggiante. E tornateci di sera ad assistere alla partenza per la pesca delle lampare.
Relax & Benessere

Comano

Comano Terme, la vacanza slow ai piedi delle Dolomiti di Brenta Immersa nella natura delle Valli Giudicarie Esteriori, là dove il territorio del Garda cede il passo alle Dolomiti di Brenta, c’è Cormano Terme, in provincia di Trento: i locali la chiamano “valle salute”, o “valle salus”, perché, grazie alle acque termali che vi sgorgano, particolarmente efficaci nelle terapie dermatologiche, e a un paesaggio tutto da scoprire, qui troverete la destinazione più propizia per conciliare il benessere del corpo e dello spirito Cormano Terme, centro termale d'eccellenza che si trova al centro di una vallata assolata, circondata da altipiani, montagne incantate e borghi rurali, riconosciuta dall’Unesco tra le riserve mondiali di biosfera, è infatti il luogo ideale per una vacanza rigenerante, a contatto diretto con la natura, all’insegna della tranquillità, della vita slow e del turismo sostenibile. Un percorso di benessere a 360 gradi Conosciuta già in epoca romana, come attesta il ritrovamento di celle termali e condotte in terracotta, l’acqua bicarbonato calcio magnesiaca di Comano, sgorga a una temperatura costante di 27 gradi: questo rende la sua azione detergente, sedativa e riparatrice particolarmente indicata per la cura della pelle e di svariate patologie: eczemi, dermatiti, psoriasi e orticaria, soprattutto nei bambini, dalla prima infanzia all'adolescenza. Seguiti dai dottori-clown, pedagogisti e psicologi, e inseriti in programmi terapeutici che includono giochi, coccole e laboratori da seguire con i genitori, sono tantissimi i ragazzini che ogni anno raggiungono questo stabilimento per un periodo di cure con effetti duraturi nel tempo. C’è anche una sezione dedicata alla fisioterapia, che si occupa prevenzione, trattamento e riabilitazione; mentre all’interno del centro beauty e wellness potrete sottoporvi a massaggi e trattamenti estetici e correttivi. All’esterno, un grande parco attrezzato, attraversato da sentieri e piste di jogging, coronerà il vostro percorso di benessere a 360 gradi. Comano d’inverno: snow park per famiglie e grandi autostrade innevate Se arrivate qui d’inverno e amate sciare, a una manciata di chilometri trovate Bolbenolandia: area attrezzata per famiglie, con piste da sci, asilo sulla neve e animazione dedicata ai più piccoli, mentre la vicina Fiavé ospita un anello per lo sci di fondo e una pista per il pattinaggio su ghiaccio. Per chi preferisce non rifare mai due volte la stessa pista, le grandi autostrade innevate dei comprensori sciistici di Andalo-Fai della Paganella e Pinzolo-Madonna di Campiglio sono comunque vicine e a portata d’auto. Nel Parco naturale Adamello Brenta è poi anche possibile fare escursioni armati di ciaspole e racchette. A zonzo tra archeopalafitte, castelli e borghi stregati Se invece preferite il turismo culturale, troverete irresistibile la passeggiata segnalata della zona archeologica di Fiavè: lungo uno dei siti più interessanti della preistoria europea, scoprirete le rovine di villaggi su palafitte che risalgono all’età del bronzo; mentre sopra Lundo, sul monte San Martino, potrete ammirare i resti ben conservati di un insediamento fortificato fondato di età tardo-antica. Se poi andate alla scoperta dei tanti borghi contadini della vallata, consigliamo Rango, con le sue fontane e le case in pietra e legno, inserito dal Touring Club tra i “Borghi più belli d’Italia” e sede in inverno del tradizionale mercatino di Natale. Una leggenda narra che la piccola frazione di Balbido, nel comune di Bleggio Superiore, che ospita anche murales d’autore, fosse un tempo infestata dalle streghe, ritenute responsabili delle catastrofi naturali che si scatenavano in zona. Per allontanarle, gli abitanti eressero cinque croci in ferro all’imbocco della valle, una delle quali ancora visibile. Merita di essere visitato, anche all’interno, pure il Castello di Stenico: dalle sue finestre si sente il rumore delle cascate del rio Bianco e si gode di una vista meravigliosa su tutta la valle. Itinerari gustosi lungo le tappe dei prodotti tipici locali Sede di numerosi presidi Slow Food, Comano e la sua valle vi tenteranno con i Sentieri del Gusto, quattro itinerari dedicati ai prodotti tipici: la noce del Bleggio, dall’inconfondibile gusto speziato e il guscio facile da rompere, utilizzata per cucinare torte o pagnotte o nel tipico salame alle noci, la patata di Lomaso, il latte e la famosa ciuiga del Banale, un salume unico in Italia, un tempo prodotto con le parti meno nobili del maiale a cui venivano aggiunte rape bianche cotte e tritate, oggi invece realizzato con carne suina scelta, ma sempre secondo la tradizione. Vi è venuta fame? Comano vi aspetta!
Relax & Benessere

Val di Pejo

Pejo, natura e benessere nella cornice alpina del Trentino È la più antica stazione turistica della Val di Sole, circondata da alcune delle cime più alte del Trentino: Pejo, immersa nel Parco nazionale dello Stelvio è celebre per le sue acque termali note sin dal 1650. Il nome indica in realtà due località diverse: il paese, a quasi 1600 metri di altezza, e, a circa 1 chilometro di distanza, la frazione di Pejo Fonti, a quasi 1400 metri, dove si trovano le rinomate Terme di Pejo. Diventano addirittura tre, includendo anche il comprensorio di Pejo 3.000, paradiso degli amanti dello sci. Acque termali, yoga e meditazione Note da secoli per le loro proprietà curative, le Terme di Pejo, più che un centro di cura sono un luogo di pace e raccoglimento, dove ritrovare un armonioso equilibrio tra mente e corpo, anche attraverso meditazione, yoga dinamico ed esercizi respiratori. I percorsi e le terapie a base delle sue acque, provenienti da ben tre fonti, Antica Fonte, Nuova Fonte e Fonte Alpina, sono pensati per coniugare benessere fisico e psichico attraverso un gradevole coinvolgimento sensoriale ed emotivo. L'area wellness è allestita con materiali caldi e raffinati e divisa in due zone: quella calda, con sauna finlandese, biosauna, bagno romano e bagno di vapore; e quella umida, dove troverete idromassaggi, cascata cervicale, percorso Kneipp, cascata di ghiaccio, docce emozionali e scozzesi. Non mancano le stanze del sale, della cromoterapia, solarium e area fitness, tutte comunicanti per consentirvi di compiere un percorso di cura e di relax pensato per ogni esigenza. La prima skiarea al mondo plastic free 20 chilometri di piste e 7 impianti di risalita, il comprensorio sciistico di Pejo 3000, con il fiore all’occhiello della sua funivia, che raggiunge i 3000 metri di altitudine, ha tutto quello che serve per il vostro divertimento sulla neve anche in famiglia: piste per adulti e bambini, snowpark, scuole di sci, fun slope e un family park dedicato ai più piccoli, in una cornice di vette innevate e boschi secolari. Dal 2019 Pejo 3000 è diventata anche la prima skiarea plastic free al mondo. Il progetto, condiviso dagli operatori turistici del comprensorio, che hanno rinunciato a piatti, bicchieri e bottiglie di plastica, è il primo passo di un percorso che tende a preservare il patrimonio naturale montano e promuovere un turismo ecosostenibile all’insegna del divertimento. Escursioni per tutti i gusti Siete slow walker o escursionisti estremi? Non importa: in Val di Pejo avrete solo l'imbarazzo della scelta, tra percorsi di trekking adatti a ogni grado di difficoltà. Se amate le scalate impegnative e faticose, troverete pane per i vostri denti affrontando la salita verso il Rifugio Vioz o il Rifugio Mantova; mentre per i meno competitivi ci sono itinerari più semplici ma non meno incantevoli, come il giro dei laghi del Cevedale o i sentieri verso il Lago di Covel o il Lago di Pian Palù. E anche se preferite viaggiare in sella di una mountain bike le opzioni sono tante: tra queste segnaliamo il suggestivo tour della Grande guerra, lungo i luoghi e le testimonianze storiche della Prima guerra mondiale. Un museo grande come una valle La presenza di numerosissimi itinerari culturali, storici e architettonici ha fatto sì che l’intera Val di Pejo sia ormai identificata come Ecomuseo della Val di Peio Piccolo Mondo Alpino, un’immensa area visitabile che coincide con l’estensione della valle e ha l'obiettivo di promuovere la cultura e la comunità locale, la conservazione dei saperi e della memoria storica. L’Ecomuseo si concentra su valori come l'anima e il sacro, patrimoni come l'acqua e i minerali, tradizioni come quella del legno, del pane, del formaggio, del lino e della lana ed eventi storici come la Grande guerra. La sua sede è stata fissata nell’ex scuola elementare di Celentino, frazione di Pejo e luogo di incontri, laboratori e mostre.
Natura
Sci di fondo in Alta Badia - Alto Adige

Alta Badia

In Alta Badia, dove lo sci ha una tradizione storica Raggiungere l’Alta Badia in inverno significa arrivare al cuore delle leggendarie Dolomiti, dove le piste sono super attrezzate e il paesaggio è da togliere il fiato. In quest’angolo di Alto Adige le vacanze sono perfette per tutta la famiglia e gli appassionati di sci avranno di chi divertirsi. Il comprensorio, permette di accedere al giro del Sellaronda o a quello dei quattro passi intorno al massiccio roccioso del Sella e provare l’ebbrezza di sciare per intere giornate senza ripetere mai la stessa pista. Sole, rifugi e mille alternative di divertimento L’Alta Badia gode di una posizione privilegiata all’interno di Dolomiti Superski, tra Colfosco, Corvara e La Val. Qui si snodano 130 chilometri di piste da sci, 53 impianti di risalita, 1 snowpark con 3 diversi livelli di difficoltà, 30 chilometri di piste per sci di fondo e piste per slittino. Per un’esperienza indimenticabile tra la neve, è possibile prendere parte a un’escursione in notturna. Alta Badia con gli sci ai piedi: qualche info Le piste di quest’area si trovano a un’altezza compresa tra i 1300 e i 2778 metri sul livello del mare e la neve è sempre monitorata e presente da novembre ad aprile. Ci troviamo in una stazione sciistica modernissima e attrezzata, e tuttavia la sua storia non è recente. Lo sci, qui, è uno sport tradizionale, sin da quando nel 1947 fu costruita a Corvara la prima seggiovia italiana, la Col Alto. Oggi tutto è cambiato e i tempi di attesa si sono notevolmente ridotti, così come gli affollamenti sulle piste. Gli impianti di risalita sono serviti da moderne cabinovie, funivie, seggiovie e skilift, rendendolo uno degli indirizzi più attrezzati ed efficienti nel settore. Una delle mete preferite dagli sciatori Lo sci in Alta Badia è pensato per tutti, adulti e bambini, ma sono soprattutto gli sciatori di lunga esperienza a eleggerlo come meta principe per una vacanza in montagna. I primi turisti della neve arrivarono già negli anni successivi alla Prima Guerra Mondiale, alla ricerca di rifugi e relax. La prima scuola di sci fu fondata a Corvara negli anni Trenta e nel 1938 è stato costruito il primo impianto di risalita al Col Alto, la slittovia. L’Alta Badia in estate Quando la neve si scioglie lasciando il posto a paesaggi incredibili e a un clima mite e piacevolissimo, gli impianti di risalita in Alta Badia diventano il punto di partenza per piacevoli escursioni a piedi, trekking in alta quota e percorsi in mountain bike. Ciliegina sulla torta il silenzio e la quiete dei boschi che trasformeranno le vostre vacanze estive in un vero e proprio retreat. L’offerta è variegata e se pensate di annoiarvi vi sbagliate di grosso. Dall’'arrampicata all'equitazione, dal parapendio alla pesca, dal nordic walking al relax in uno dei centri termali della valle. Ogni giorno in Alta Badia sarà una scoperta. Sì, anche in estate