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Non nasconde i suoi anni, ma li porta benissimo: del resto Roma è la Città eterna

Camminare per le strade di Roma significa passeggiare nella Storia con la esse maiuscola. Tra le mete turistiche più amate al mondo, permette e quasi impone continue scoperte, grazie all’immensità del suo patrimonio artistico. Di fatto ospita due capitali in una città sola: quella italiana e la sede del Papa in Vaticano, meta universale di pellegrinaggi in Piazza San Pietro.   

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Arte & Cultura
Pantheon

Pantheon

Il più grande tempio di Roma Il Pantheon è uno dei monumenti romani conservati meglio al mondo. Fu costruito nel 27 a.C. per volere di Marco Vipsanio Agrippa. Tra il 112 e il 125 d.C. Adriano lo fece riedificare, ampliandolo, rovesciandone l’orientamento e aprendo davanti al nuovo tempio una grande piazza porticata. La sua cupola con 43,44 m di diametro interno, è tuttora la cupola emisferica più larga mai costruita in calcestruzzo non armato, più grande di quella di San Pietro. Ciò che più sorprende dell’architettura del Pantheon sono le sue dimensioni: l’altezza dell’edificio è pari al diametro della cupola, poco più di 43 metri, caratteristica che rispecchia i canoni classici dell’architettura razionale romana. La parte interna della cupola è decorata con cinque ordini di 28 cassettoni che vanno restringendosi verso l'alto. Al centro si apre un oculo di 8,95 metri di diametro, che consente alla luce naturale di penetrare e illuminare tutto l’edificio. In caso di pioggia l’acqua entra nel Pantheon e sparisce nei 22 fori quasi invisibili posti sul pavimento. L’oculus rende possibile uno scenografico effetto astronomico per cui ogni 21 aprile a mezzogiorno, un fascio di luce entra nel Pantheon con un’inclinazione tale da centrare perfettamente il portale d’ingresso. A quell’ora esatta, l’Imperatore Adriano varcava la soglia del tempio affinché il popolo ammirasse tutta la sua figura immersa nella luce come un dio. Caduto in stato di abbandono e saccheggiato, il Pantheon si salvò dalle incursioni barbariche grazie all’imperatore bizantino Foca che lo donò a Papa Bonifacio IV. Fu consacrato nel 609 a Santa Maria dei Martiri e nei suoi sotterranei vennero sepolti ignoti martiri cristiani. Successivamente divenne luogo di sepoltura qui riposano Raffaello Sanzio e i Reali d’Italia Vittorio Emanuele II, Re Umberto I e la Regina Margherita di Savoia. Nel giorno della Pentecoste, tutti gli anni, una pioggia di petali di rosa scende dall’oculus all’interno del Pantheon a conclusione della celebrazione del Corpus Domini.
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Parco degli Acquedotti

Il Parco degli Acquedotti sull’Appia Antica è il luogo che custodisce le imponenti arcate delle condotte idriche costruite dagli antichi romani che hanno reso unico il paesaggio romano. Sei degli 11 acquedotti che rifornivano la città di Roma confluivano in questa zona compresa tra i quartieri di Cinecittà e Quarto Miglio, che oggi si può visitare a piedi o in bicicletta in una delle più spettacolari pendici verdi della città, dominata dalle chiome dei pini marittimi. 6 acquedotti romani e uno rinascimentale Viaggiatori del Gran Tour, pittori romantici, archeologi, cultori della romanità, delle rovine e dell’ingegneria civile: tutti hanno apprezzato e amato questo lembo della campagna romana a sud-est della città che conserva i resti di 6 acquedotti romani, più uno rinascimentale, con le loro imponenti arcate geometriche interrotte dalle rotondità delle chiome dei pini marittimi. Il Parco degli Acquedotti è stato inserito nel 1988 in quello dell’Appia Antica per tutelare un paesaggio di grande valore storico-architettonico. Lo dobbiamo all’iniziativa di un comitato civico se oggi possiamo passeggiare tra tanta bellezza, in un’area sottratta al degrado e alle mire della speculazione edilizia. Quello di Anio Vetus, il più antico Dal 312 a.C. e per diversi secoli, le fonti di Roma furono alimentate di acqua pulita e sicura attraverso la costruzione di imponenti condutture che portavano in città risorse idriche captate sui monti laziali. L’acqua del Tevere non era idonea a soddisfare le esigenze di una città sempre più popolosa: ecco la necessità di approvvigionarsi più lontano, soddisfatta grazie a queste imponenti opere di ingegneria idraulica che hanno caratterizzato la storia dell’impero romano. I resti degli acquedotti che confluiscono nell’area sono quelli di Anio Vetus (sotterraneo, è il più antico ed ha una lunghezza di 64 km), Aqua Marcia, Tepula, Julia, Claudio e Anio Novus, che in parte di sovrappongono, e Felice, fatto costruire da papa Sisto V tra il 1585 3 il 1590 per rifornire alcuni quartieri romani che erano rimasti a secco a causa della decadenza degli acquedotti antichi durante il Medioevo; quest’ultimo è tutt’ora impiegato per irrigare la campagna. L’acqua degli acquedotti scorreva per lo più sottoterra, ma quando si trattava di attraversare una vallata, le condutture dovevano essere sostenute da archi in muratura. Picnic, fontanelle e bici La vasta area del Parco degli Acquedotti, che si estende 240 ettari, è chiusa al traffico e percorsa da vari sentieri che si possono fare a piedi o in bicicletta tutti i giorni. Nell’area si trovano aree picnic (ma il barbecue è vietato), fontanelle, un servizio di noleggio di biciclette (aperto la domenica), oltre ad alcuni bar e ristoranti. Il parco si raggiunge dal centro di Roma anche con la metropolitana, alle fermate di Porta Furba, dove c’è un punto informativo, e alle seguenti, fino a Cinecittà. A Roma, fate come i romani, che ci vanno al tramonto, quando la luce radente illumina le arcate di una luce magica.
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L'irresistibile fascino della Città eterna

Il bello di Roma e dei suoi 3000 anni di vita è che sa sempre sorprendere, anche con luoghi insoliti tutti da esplorare, come il Quartiere Coppedé, il Giardino degli Aranci o il Ghetto ebraico, tra i più antichi al mondo. Naturalmente, per immergersi nella romanità, si deve passare anche dalla cucina tipica della Capitale che non delude mai; del resto qui sono nati piatti poveri, ma felici per il palato, come la cacio e pepe, la carbonara, la gricia.

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