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La Toscana che vi conquista tra paesaggi unici, città d’arte, storia millenaria e buon cibo

La magica atmosfera della Toscana va scoperta giorno dopo giorno in tutte le sue sfumature: a passeggio nelle città d’arte, in bici nei parchi, sul mare o assaporando i suoi tanti prodotti tipici in un patrimonio naturalistico, culturale e storico unico al mondo che affascina tutti da secoli.

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Arte & Cultura
One of the various statues around the Isoletto at the Boboli Gardens in Florence, Italy

Giardino di Boboli

Giardino di Boboli, un museo botanico a cielo aperto Se fossimo ancora in epoca medica non avremmo idea di quanta bellezza si celi dietro le mura del Giardino di Boboli. Infatti, fino alla seconda metà del XVIII, solo i membri della famiglia dei Medici potevano accedervi. Per fortuna oggi è possibile non soltanto entrarvi da ben quattro ingressi, ma anche godere della magnificenza di un parco unico del suo genere. Il Giardino di Boboli, divenuto Patrimonio dell’Umanità e bene protetto dall'UNESCO dal 2013, nacque nel 1400 come giardino annesso alla residenza dei Medici, Palazzo Pitti, e si sviluppa su un territorio di circa 45.000 mq. I lavori di realizzazione sono stati il risultato della sapiente mano dell'architetto e scultore Niccolò Tribolo, tra i maggiori esponenti del manierismo, corrente artistica rinascimentale che ha preso piede in Italia nel XVI secolo. Elencare tutto ciò che si dovrebbe davvero vedere nel Giardino di Boboli è impossibile, perché ogni angolo di questo spazio varrebbe la pena di essere esplorato. Quel che invece si può, e si deve fare, è chiarirsi le idee sulle prime cinque cose da non perdere assolutamente, ripromettendosi fin d’ora di tornare per visitare il resto. La Fontana del carciofo e l’obelisco di Luxor La prima cosa che incontrerete passando dal cortile di Palazzo Pitti per entrare nel Giardino di Boboli è la Fontana del Carciofo. Il suo nome è pienamente giustificato dall'apparenza: si tratta infatti di una vasca ottagonale al cui centro si innalza una fontana a candelabra con un fusto in marmo ornato da festoni bronzei. Andando avanti arriverete all'Anfiteatro, dove sarà impossibile non notare l'enorme obelisco proveniente da Luxor, che fu inserito nel parco nel 1789. Poco distanti ci sono la Fontana di Nettuno e la scultura dello scultore fiammingo Giambologna dedicata all'Abbondanza. Il rococò della Kaffeehaus Scendendo dalla collina verso nord-est, all'altezza della statua dell'Abbondanza, si raggiunge la Kaffeehaus, il padiglione in stile rococò dove, a fare da protagonista indiscussa, è un’esotica cupola finestrata. Il nome, tedesco, è stato deciso dal Granduca Pietro Leopoldo d'Asburgo-Lorena, che in seguito divenne l'imperatore Leopoldo II dell'Impero austro-ungarico Questo palazzo, realizzato dall'architetto Zanobi del Rosso nel 1776, rappresenta il punto visivo di fuga del Viottolone. Di norma, la Kaffeehaus è chiusa al pubblico, ma in certi momenti dell'anno apre in via del tutto eccezionale. In discesa tra i cipressi Due filari di cipressi piantati nel 1637 incorniciano il viale in discesa. Accanto agli alberi da entrambi i lati, una vegetazione stupefacente. Agli incroci con I tre viali trasversali, una serie di statue posizionate simmetricamente. Sembra incredibile pensare che in tutti questi anni la natura si sia lasciata domare riuscendo a creare ad oggi uno tale spettacolo geometrico per coloro che amano le simmetrie. La vista dal Prato del Cavaliere Se quello che cercate è una vista mozzafiato, il punto di osservazione migliore è il Prato del Cavaliere. Sorge sui bastioni ideati da Michelangelo e per arrivarci dovrete salire una scala a tenaglia dove incontrerete due statue realizzate da Giovanni Battista Caccini che raffigurano Flora e Giove. Qui, il Giambologna ha di nuovo lasciato il segno con La Fontana delle Scimmie, riconoscibile grazie alle tre scimmiette di bronzo poste alla base. Quando la Limonaia era un riparo per animali esotici Ai tempi di Cosimo III, quella che oggi è una limonaia, era un serraglio per animali esotici, quelli che il penultimo Granduca di Toscana tanto amava acquistare. Oggi, la struttura che mantiene al suo interno una temperatura mite e un microclima asciutto grazie al suo pavimento sterrato, ospita decine di piante di limoni in grandi vasi di terracotta. Si dice che molte piante presenti al suo interno siano antichissime, addirittura c'è chi giura che alcune siano state coltivate per mano dei Medici e siano sopravvissute al passare del tempo. Visita terminata? Non scordatevi di programmare la prossima: Il Bacino di Nettuno, Il Giardino di Madama, L’Orto di Giove e molto altro vi aspettano.
Arte & Cultura
Romantic Florence, Italy seen from Giardino delle rose park. Italian landscape with rose bushes, grass, rocks and trees. Skyline with Duomo, Cathedral of Santa Maria del Fiore, Brunelleschi's Dome.

Giardino delle Rose

A Firenze, la meraviglia del Giardino delle Rose Se siete a Firenze, trovate del tempo per una visita al Giardino delle Rose, il parco della zona di Oltrarno: potreste rimanere sorpresi. Leggenda narra che ai tempi della nascita del Granducato di Toscana, chiunque dicesse le 3 parole in codice “sotto la rosa” volesse dire al suo interlocutore che conosceva un gran segreto. E tanto antico è il detto quanto antico è il soggetto, ovvero le rose. Pare infatti che i primi esemplari risalgano a circa 35 milioni di anni fa. Se potesse lo confermerebbe certamente anche l'architetto Giuseppe Poggi, che nel 1865 ha realizzato il meraviglioso Giardino della Rosa e l'annesso Piazzale Michelangelo su incarico del Comune di Firenze, quando la città stava per diventare capitale d'Italia, dopo Torino. La rosa più antica ha oltre 450 anni Il Giardino delle Rose copre circa un ettaro di terreno terrazzato dal quale è possibile godere di una straordinaria vista panoramica della città. Il momento migliore per andarci è da aprile a giugno, quando le rose sono in fioritura. Ce ne sono oltre 350 specie da ammirare, le più antiche delle quali risalenti al 1550, oltre a splendidi alberi di limoni e piccoli laghi artificiali che ospitano decine di carpe. Ad oggi è possibile accedervi da tre ingressi: all'incrocio di Via dei Bastioni con Via del Monte alle Croci, da Viale Poggi, o lungo la scalinata arrivando dalla zona sottostante di San Niccolò. Qui Jean-Michel Folon ha messo in cornice la città E se siete dei veri appassionati di fiori o semplicemente grandi romantici, il Giardino delle Rose è davvero uno dei luoghi più magici della città di Firenze, specialmente da quando la moglie vedova dell'artista Jean-Michel Folon decise di donare dieci sculture in bronzo e due gessi del marito. Tra le più suggestive c'è Partir, una enorme cornice in bronzo posizionata su una delle terrazze panoramiche. Guardando al suo interno si osserva uno scorcio di Firenze davvero indimenticabile. Poi c'è Je me souviens, il cui protagonista è un signore intento a leggere mentre sta seduto sulla metà di una panchina sulla quale chiunque può sedersi ad ammirare la città, facendogli compagnia. Molto affascinante anche Envol, un uomo che, col suo cappello teso verso l’alto sembra voglia spiccare il volo verso il cielo e Chat, un grande gatto addormentato fra le rose. Curioso anche il bronzo 25ème Pensée, raffigurante un uomo con un vaso in testa, chiaro riferimento all'arte surrealista di Magritte. L’oasi giapponese, omaggio di Kyoto E per finire, la ciliegina sulla torta: dal 1998 il giardino ospita uno spazio donato dall'architetto giapponese Yasuo Kitayama. Si tratta di una vera e propria Oasi Shorai, donata a Firenze dalla città di Kyoto, con essa gemellata da quasi 100 anni.
La regione

Città d’arte, paesaggi da sogno e buon cibo

È una delle regioni più belle d’Italia, da sempre al centro dello sviluppo economico e artistico europeo. Dagli etruschi ai romani, dalla forza del Medioevo allo splendore del Rinascimento, la Toscana mostra fiera i segni lasciati secolo dopo secolo tra opere d’arte inestimabili, castelli sfarzosi e borghi da sogno.

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