Salta il menu

Per le ultime informazioni sulle restrizioni di viaggio relative al COVID-19 in Italia. Fai click qui.

Immergiti tra dolci colline e paesini pittoreschi. L'Italia ospita alcuni dei borghi più belli al mondo, che offrono uno sguardo ravvicinato della ricca storia del paese. 

Metti in cima alla lista l’esperienza autentica di visitare le strade medievali di Siena o le caratteristiche Cinque Terre. Di viverne l’essenza.

 

Borghi 124 risultati di ricerca
Arte & Cultura

Vernazza

Vernazza, piccolo borgo dalle grandi meraviglie Uno sperone disteso verso il mare, alle spalle le alte scogliere, poi le alture verdeggianti e qui, proprio a ridosso del porticciolo, il grappolo di case e monumenti del villaggio. Siamo a Vernazza, uno dei borghi più autentici delle Cinque Terre. Le piccole abitazioni colorate e le barche attraccate, i fichi d’India e i terrazzamenti coltivati che vi basterà alzare lo sguardo per scorgere tratteggiano un paesaggio incantevole. Respirate a pieni polmoni e avventuratevi nei sentieri di quello che è uno dei borghi più belli d’Italia, per un tuffo nell’incontaminato paesaggio mediterraneo. Lungo vicoli e scalinate A Vernazza tutto gira attorno al porticciolo e alla piazzetta a ridosso, dove la gente del posto affitta anche appartamenti ai turisti. Da qui si ramificano i carruggi, le strette viuzze dei villaggi liguri. Si cammina lentamente tra le case-torre colorate e arroccate, nei cortili, sotto portici e logge dove bere un caffè è un piacere e lungo Via Roma, antico canale interrato. Il monumento da non perdere in questo antico borgo, che risale all’anno Mille e che i già i romani usavano come porto strategico, è la Chiesa di Santa Maria d’Antiochia dedicata alla patrona del paese, con le bifore che guardano il mare e uno stile sovrapposto di romanico, barocco e gotico. E se accanto al porticciolo fa da vedetta il Bastione Belforte, a dominare dall’alto il paese è il Castello Doria, su un vertiginoso strapiombo. Approdate in un ristorante e gustate un piatto che è la specialità locale, il Tian di Vernazza: patate e alici in tegame all’aroma di erbe mediterranee e scorza di limone. Terra e mare in un unico piatto. A passo lento per contemplare il paesaggio Tutte le Cinque Terre, dichiarate dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità, sono dominate da roccia e mare, piccole baie e insenature, vegetazione esuberante. La natura impera e le autorità del Parco Nazionale delle Cinque Terre raccomandano di muoversi con rispetto, possibilmente a piedi o in treno. Portate con voi un telo da mare e distendetelo sulle scogliere subito a destra del molo oppure nei pressi del porto. Fate un bagno, ma poi calzate scarpe da trekking e camminate. Un’ottima soluzione è arrivare con uno spettacolare trekking da Monterosso al Mare o da Corniglia, perché Vernazza si trova proprio tra questi altri due borghi delle Cinque Terre. Siete sul famoso Sentiero Azzurro, che in alcuni punti si restringe inoltrandosi nei boschi, in altri si apre donando la visione improvvisa del mare e della costa alta, in scorci mozzafiato. Un percorso di trekking ad anello sale verso il Santuario di Nostra Signora di Reggio dalla bella facciata romanica. Il piazzale vi regala un contorno di lecci, cedri, ippocastani e a farvi ombra è il più antico cipresso della Liguria, che prospera qui da 800 anni. Il circuito prosegue in direzione San Bernardino per poi ridiscendere al villaggio, tra campi coltivati e vigneti, muretti a secco, profumata macchia mediterranea, ruscelli e fonti sorgive. Calpestate antichissime mulattiere avvolte nel silenzio e incrociate abitazioni perse nel nulla. Siete fuori dalla civiltà, dentro una natura rigenerante per corpo e mente.
Natura

Riomaggiore

Riomaggiore, il borgo sul tetto delle Cinque Terre Stretto al centro di due vallate in posizione panoramica, Riomaggiore si distende dalla costa ligure verso l’Appennino, aggrappandosi al crinale. È il primo borgo delle Cinque Terre provenendo da La Spezia e offre splendidi scenari tra terra e mare: acqua cristallina e scogliere, le case dai colori vivaci, i sentieri che salgono verso i monti per un’immersione totale nella vegetazione mediterranea del Parco Nazionale delle Cinque Terre. Tra i carruggi del centro storico Carruggi e ripide scalinate si snodano attorno alle abitazioni dagli intonaci a tinte pastello e i tetti in ardesia, tratteggiando un borgo pittoresco dove si alternano luce abbagliante e angoli in ombra. Il paese segue il corso del torrente, interrato nella parte terminale, guardando il mare nella parte bassa e poi arrampicandosi simmetricamente sui due lati dell’altura: una perfetta “V” disegnata sulla scogliera. Nella parte alta si ammira la trecentesca Chiesa di San Giovanni Battista antistante una bella piazza, poi salendo ancora si arriva al Castello, un fortino dal quale si gode il magnifico panorama sulla linea costiera. Per ammirare il tramonto, scegliete un punto lungo il muraglione e aspettate che si apra il sipario sullo spettacolo del sole che si tuffa in acqua. La passeggiata nel centro storico offre piacevoli pause a un tavolo all’aperto, dove ogni ristorante propone menu di terra e di mare. Gli immancabili: le celeberrime trofie al pesto e le acciughe, generosamente offerte dal mare. Nella scelta dei souvenir gourmet, non mancate di includere i pregiati vini Bianchi DOC e i rossi IGT delle Cinque Terre dai vitigni coltivati sui terrazzamenti, acciughe in conserva e profumate confetture di limone. Vivere il mare La spiaggia di Riomaggiore è in una piccola insenatura, solo di sassi e lambita da un mare perfettamente limpido. In paese c’è un organizzato, e autorizzato, diving center: qui, nell’Area Marina Protetta, snorkeling e immersioni sono un’autentica esperienza. Vi imbatterete in una sorprendente quantità di pesci, dalle cernie alle orate e saraghi; più a largo nuotano i balenotteri. Scoprirete la variegata vegetazione sui fondali a ridosso delle scogliere e in alcuni tratti scorgerete veri e propri orti marini composti da rigogliose specie di alghe. Per una gita sul mare, si possono noleggiare barche, anche per gruppi numerosi, in solitaria canoe e kayak. Via terra Una passeggiata di meno di un’ora conduce al Santuario della Madonna del Montenero attraverso un sentiero nel bosco e una sequenza di scalette. Ed è l’unico modo di arrivarci, non c’è una strada percorribile in auto. Vi trovate a 350 metri di altitudine in un punto in cui la vegetazione si infittisce e il verde si staglia sul cielo azzurro in un contrasto poetico. La vista è di quelle che non dimenticherete. L’intera area delle Cinque Terre si spalanca da lassù, comprese le tre isole di Palmaria, Tino e Tinetto, e nelle giornate terse lo sguardo vola fino in Corsica. Per i più allenati, il Santuario della Madonna del Montenero può essere la prima tappa di un lungo trekking panoramico. Basta imboccare da qui il Sentiero dell’Infinito che in 12 km collega Riomaggiore a Portovenere. Siete nel Parco Nazionale delle Cinque Terre e il territorio si porge in tutta la sua magnificenza, con scorci sempre diversi. Camminando a picco sul mare, incontrate gli antichi terrazzamenti per la coltivazione di viti e ulivi, ameni orti e boschi fitti: il meglio del paesaggio mediterraneo, che l’UNESCO ha onorato dichiarandolo Patrimonio dell’Umanità. Ancora più impegnativa risulta la Scalinata di Monesteroli per raggiungere l’omonimo, minuscolo borgo che si può ammirare anche dal mare. Ma sono i 1200 gradini a donare un’emozione unica. Il litorale vi segue in parallelo, su questa che era un’antica mulattiera utilizzata dai contadini per raggiungere i vigneti. Una salita vertiginosa verso il cielo, respirando a pieni polmoni l’aria profumata: un bouquet di fiori, essenze e salsedine.
Arte & Cultura
Gradara

Gradara

Ritorno al Medioevo! Una volta varcata la soglia del borgo fortificato, al cospetto della rocca, vi sembrerà di essere tornati indietro nel tempo. La Rocca di Gradara e il suo Borgo Fortificato rappresentano una delle strutture medioevali meglio conservate delle Marche e d’Italia e le due cinte murarie che proteggono la Fortezza, la più esterna delle quali si estende per quasi 800 metri, la rendono anche una delle più imponenti. Il Castello sorge su una collina a 142 metri sul livello del mare e il mastio, il torrione principale, si innalza per 30 metri, dominando l’intera vallata. La fortunata posizione di Gradara la rende, fin dai tempi antichi, un crocevia di traffici e genti: durante il medioevo la fortezza è stata uno dei principali teatri degli scontri tra le milizie dello Stato Pontificio e le turbolente casate marchigiane e romagnole, mentre ai nostri giorni, grazie alla vicinanza dal mare, si trova subito nell’entroterra di una delle principali mete turistiche dell’Italia, la Riviera Marchigiano-Romagnola. Il mastio è stato costruito attorno al 1150 dalla potente famiglia dei De Griffo, ma furono i Malatesta a costruire la Fortezza e le due cinte di mura tra il XIII ed il XIV secolo e dare a Gradara l’aspetto attuale. Gradara passerà di mano diverse volte, ed alcune tra le più importanti casate della penisola si contenderanno il suo possesso: i Borgia, i Della Rovere, i Medici. L’ottimo stato di conservazione della Rocca lo si deve all’ing. Umberto Zanvettori che, attorno al 1920 riporterà la fortezza alla sua antica bellezza. Gradara sorge in un territorio ricco d’ulivi, vigneti e dall’antica tradizione culinaria. Le tipiche trattorie ed i ristoranti di Gradara offrono un’ottima cucina marchigiano-romagnola, quindi è possibile gustare piatti delle tradizioni gastronomiche sia delle Marche sia dell'Emilia Romagna. Il Piatto tipico di Gradara sono i "Tagliolini con la Bomba"; un piatto della tradizione contadina con un nome curioso che deriva dalla modalità di preparazione. Con l’iniziativa "Il Medioevo a Tavola", Gradara mette in campo la sua vocazione per la storia e per il medioevo in particolare con giornate dedicate alla cucina medievale organizzate nel corso dell'anno, nelle quali i ristoranti del borgo si trasformano in taverne quattrocentesche, un vero e proprio salto nel passato. L’evento principale di Gradara è “Assedio al Castello”, la rievocazione storica del terribile assedio del 1446. La rievocazione si svolge il penultimo week end di luglio e viene aperta da un grande spettacolo piromusicale e da una rievocazione dell’assedio con più di cento figuranti, cavalli ed effetti speciali. Seguono le giornate medioevali all’interno del centro storico. Da non perdere anche The Dragon Castle, il festival celtico più magico d’Italia dedicato alle fiabe e ai sogni per riscoprire il fascino di un mondo che vive e si nutre di fantasia. La tradizione vuole che la storia di Paolo e Francesca, i due amanti che Dante collocherà nel girone dei lussuriosi, abbia avuto come teatro il Castello di Gradara. Condannati alla dannazione eterna ma anche all’eterna commemorazione, i due personaggi sono il simbolo dell’amore puro ed incondizionato.
Arte & Cultura

Santa Severa

Castello di Santa Severa, un angolo di storia sul mare Il castello di Santa Severa risale al Trecento, ha il tipico profilo fiabesco delle fortezze medioevali e si trova nella frazione di Santa Severa, che appartiene al comune di Santa Marinella, pochi chilometri a nord di Roma, nel Lazio. Domina il paesaggio tra la spiaggia e il mare. Con i suoi ambienti unici, dove un tempo hanno soggiornato esploratori, mercanti e conquistatori, una visita al Castello di Santa Severa è un’esperienza di grande interesse. Un passato ricchissimo in uno dei luoghi più suggestivi del Lazio La prima documentazione scritta sul Castello di Santa Severa risale al 1068, quando è stato donato dal conte Gerardo di Galeria all’Abbazia di Farfa. Nel 1130 è poi diventato proprietà del papa Anacleto II e nel 1482 è passato all’Ordine del Santo Spirito. È stato gestito da quest’ultimo per cinquecento anni, fino al 1980. Deve il suo nome a una giovane martire cristiana uccisa sotto l’impero di Diocleziano. A Santa Severa e al suo martirio è dedicata anche la Chiesa paleocristiana ancora visibile nella piazza della Rocca. L’area ora occupata dal Castello è di enorme rilevanza archeologica: nel settimo secolo a. C. vi sorgeva Pyrgi, un fondamentale scalo marittimo dell’Etruria e dell’antica città etrusca di Cerveteri. Il museo del mare è dedicato all’archeologia subacquea Il Castello di Santa Severa ospita il Museo del Mare e della Navigazione Antica. Il percorso espositivo e didattico è totalmente incentrato sull’archeologia subacquea e sulla navigazione antica, con interessanti testimonianze provenienti dal porto etrusco di Pyrgi e dai vicini fondali. Un breve salto nella storia Impossibile rinunciare a una visita del borgo medievale di Santa Severa, con i suoi archi e le stradine in pietra che raccontano le attività del castello nel corso dei secoli. Nel piazzale delle Barrozze, al centro dei caseggiati, troneggia una fontana circolare su due piani, sormontata da tre grosse mole di frantoio. Dirigendoci verso la suggestiva Piazza delle due Chiese, possiamo visitare la Chiesa di Santa Maria Assunta e Santa Severa, ma anche il Battistero dedicato a Santa Severa e a Santa Lucia. All’interno di quest’ultimo, tra gli affreschi della fine del Quattrocento, si possono notare i graffiti votivi raffiguranti delle navi, opera dei marinai che transitarono nello scalo. Abbondano clima conviviale e pesce fresco Tra taverne e ristoranti, Santa Severa propone del gran pesce fresco: L’isola del Pescatore è uno dei più amati ristoranti con vista sul Castello, ma le alternative sono tante, tutte votate alla migliore cucina mediterranea della tradizione e al pescato del luogo. Per saperne di più castellodisantasevera.it