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Le Marche, un tuffo nella storia, nell’arte e nell’architettura di una regione che profuma di mare, tradizioni e accoglienza

Una grande varietà di paesaggi e una gamma infinita di colori che rendono impareggiabili le bellezze naturalistiche del territorio, a cui si aggiunge un patrimonio artistico che non teme confronti: così le Marche, con una superficie che non arriva ai 10.000 chilometri quadrati, vi conquisteranno per sempre.

Ancona Pesaro-Urbino Macerata Fermo Ascoli Piceno
Ancona
Ancona

Ancona, sentinella sul mar Adriatico Nella parte settentrionale del promontorio del Conero, la città di Ancona si eleva su un porto naturale e domina un ampio tratto di costa adriatica. Il suo centro storico, a pochi metri dall’imbarco dei traghetti, custodisce tesori d’arte, bei palazzi e quella vivacità che solo le città di porto posseggono. Da scoprire a piedi, dal porto al Duomo, fino al parco del Cardeto e alla spiaggia del Passetto, dove gli anconetani vanno a godersi il mare, Ancona è una città che sa stupire. Una passeggiata fra bellezze storiche e la vista sul mare All’arrivo ad Ancona, in macchina o dalla stazione, uno dei primi monumenti ad attirare l’attenzione è l’edificio a pianta pentagonale all’ingresso del porto antico, la cosiddetta Mole Vanvitelliana, dal nome del suo architetto Luigi Vanvitelli, costruito come Lazzaretto per la quarantena di persone e merci provenienti d’oltremare e oggi riconvertito a spazio per eventi culturali. Proseguendo verso la stazione marittima si vede il quattrocentesco palazzo Benincasa e la Loggia dei Mercanti, il più importante edificio laico, in stile gotico fiorito veneziano. Addentrandosi nel centro storico, lungo viale Mazzini, si vede la rinascimentale Fontana del Calamo o delle Tredici Cannelle, con i mascheroni di bronzo. Salendo verso l’acropoli, dopo una visita al Mercato delle erbe, struttura liberty in ferro e ghisa, vedrete la bella chiesa del Gesù, altra opera di Vanvitelli, affacciata sul mare. A seguire, l’Anfiteatro romano, riscoperto nell’Ottocento, e finalmente il Duomo di San Ciriaco, la basilica romano-gotica sorta sui resti di un tempio dedicato a Venere e su una basilica paleocristiana: domina in modo spettacolare la città e il porto. Se scendete verso il porto vecchio potete vedere l’Arco di Traiano del II sec. d. C. e l’Arco Clementino, opera settecentesca del Vanvitelli. Invece a sud si estende il Parco del Cardeto, un’area verde sul colle omonimo dove passeggiare con il mare all’orizzonte: al suo interno trovate il vecchio faro e il suggestivo cimitero monumentale ebraico, tra i più grandi d’Europa. I musei da non perdere ad Ancona Il Museo archeologico nazionale delle Marche espone la più ampia collezione di reperti dell’intera regione dal Paleolitico all’età classica e dà l’opportunità di visitare il cinquecentesco palazzo Ferretti con i suoi ricchi decori e splendidi affacci sul porto e la baia di Ancona. La storia anconetana è ricostruita nel Museo di città con documenti, reperti, plastici, pannelli didattici, mappe e video. La Pinacoteca comunale di palazzo Bosdari espone alcuni capolavori come la Pala Gozzi di Tiziano, la sua prima opera autografa, la Sacra Conversazione di Lorenzo Lotto, e opere di Sebastiano Del Piombo. Un’esperienza unica è quella offerta dal Museo tattile Omero, ospitato nella Mole Vanvitelliana, che offre la rara opportunità di imparare a conoscere l’arte attraverso il tatto, grazie ai calchi in gesso a grandezza naturale di sculture, modellini di celebri monumenti e reperti archeologici. Le spiagge di Ancona La spiaggia più amata e frequentata dagli anconetani è quella del Passetto, una lingua di sabbia sotto il promontorio verde, che ha la particolarità di comprendere oltre 500 “grotte” scavate nella roccia dall’Ottocento fino agli Anni 60 dalla gente del posto. Il motivo? Ricoverarvi piccole imbarcazioni e attrezzi da pesca. Ogni “grotta” è chiusa, come un garage, con materiale di recupero di vario genere e colore: un insieme pittoresco. Meno frequentata, perché l’accesso è difficoltoso, è la spiaggia della Scalaccia, a Pietralacroce. La si raggiunge da una scalinata non sempre agevole. Una volta arrivati, però, la fatica sarà ampiamente ripagata. Bella e selvaggia anche la spiaggia di Mezzavalle, proseguimento della baia di Portonovo, di sabbia e ghiaia: vi si arriva da due ripidi sentieri da affrontare con gli scarponcini adatti. Cosa mangiare ad Ancona Tra i piatti più tipici della cucina anconetana ci sono lo stoccafisso, ovvero il merluzzo essiccato cucinato con patate, pomodori ed erbe aromatiche. Se vi state chiedendo perché proprio il merluzzo - un pesce del Nord Europa - la risposta sta nella frequenza dei contatti commerciali fra Ancona e i Paesi del Nord Europa. Qui, come in molte altre città marchigiane, si mangia il brodetto, che è una tipica zuppa di pesce e il mosciolo selvatico di Portonovo, un tipo di cozza che vive sulla costa del Conero, riconosciuta come presidio Slow Food.

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Provincia di Pesaro e Urbino
Pesaro-Urbino

Là dove cultura e storia incontrano il mare La provincia di Pesaro e Urbino, nelle Marche, è una delle province storiche italiane. Affacciata sul mar Adriatico, Pesaro è una tipica città di mare ma a renderla speciale non sono soltanto i sette chilometri di spiaggia tra litorale attrezzato e libero. Il suo centro storico custodisce un patrimonio artistico importante. Imperdibili i mosaici della Cattedrale e un tour tra i luoghi di rossiniana memoria; proprio a Pesaro infatti nel 1792 è nato Gioacchino Rossini. Due gli appuntamenti culturali che portano in città turisti e appassionati, il Rossini Opera Festival e la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema. Girovagando per i vicoli, i palazzi e le piazze di Urbino è facile intuire perché il suo centro storico è patrimonio dell'umanità UNESCO. Iniziate il vostro tour dal Palazzo Ducale, che più che un palazzo è una città fortificata. Qui, è conservato uno dei quadri simbolo dell’arte italiana, la Città ideale di Piero della Francesca. Se siete appassionati di arte non perdete la Galleria Nazionale delle Marche. Città capoluogo ma anche piccoli borghi, Gradara e la sua rocca in primis, e una natura incontaminata come quella del Parco del Sasso Simone e Simoncello: la provincia di Pesaro e Urbino custodisce grandi tesori. Da Fano a Montefeltro, da Gabicce alla riviera del San Bartolo. Infine, per gli amanti dello sport all'aria aperta, a 20 km da Urbino, le Marmitte dei Giganti offrono un vero spettacolo. Prenotate un tour in canoa per godere della bellezza della forra dall'interno. Abbinate un trekking all'interno della Riserva Naturale Statale della Gola del Furlo, la vista è da togliere il fiato.

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Teatro Sferisterio di Macerata
Macerata

Le vicende che accompagnano il suo nome sono il racconto delle origini faticose di una città che adesso riposa in terre dolci e fertili. Furono i profughi della romana Helvia Rìcina distrutta nel 408 a fondare Macerata, divenuta comune nel 1138 e nel 1320 anche sede vescovile. Intorno all’ultimo ventennio del 1500 il suo nome varca i confini italiani e la città viene celebrata anche nel lontano Oriente, in Cina, quando il maceratese Matteo Ricci, dotto padre gesuita, lasciò l'Italia per le missioni d'Oriente diventando il primo dell'ordine a essere ammesso alla corte imperiale dei Ming. Il gesuita influenzò tanto quel paese. Pensate che quando morì a Pechino nel 1610 si contavano in Cina trecento chiese cristiane. Nel frattempo la sua lontana città cominciava ad assumere il volto di misurata dignità e signorilità che tuttora la distingue. Il centro storico è tutto racchiuso tra le mura quattro-cinquecentesche che, quasi intatte, le conferiscono il garbo tipico delle piccole cittadine a misura d’uomo in cui i ritmi della provincia – con la stagione lirica e teatrale, la vivacità universitaria – dimostrano di poter essere quieti e piacevoli ma nient’affatto sonnolenti. La signorile eleganza del nucleo storico si apre alla sorpresa del neoclassico Sferisterio, costruito per il gioco del pallone a bracciale” (una sorta di antico gioco del muretto) e oggi amato tempio della lirica e di eventi di richiamo internazionale. Camminando ammirerete palazzi e chiese, manieriste e barocche, che ruotano attorno a piazza della Libertà. Sui suoi quattro lati si leggono i segni della signorilità cittadina con il Palazzo del Comune, il cinquecentesco Palazzo Apostolico (che ospita oggi la Prefettura), la Torre Civica con l’orologio astronomico, la Loggia dei Mercanti, e Palazzo Ricci con la sua collezione d’arte dedicata al Novecento che vanta nomi Medardo Rosso, Balla, Boccioni, De Chirico e Burri, per citarne alcuni. Sempre sulla piazza, accanto alla chiesa di S. Paolo, si slancia il voltone ad annunciarvi l’ingresso dell’Università, una delle più antiche al mondo: le facoltà accademiche che dal lontano 1540 si susseguono in via Don Minzoni costituiscono una città nella città. Sempre in via Don Minzoni non perdetevi, nella bella cornice di Palazzo Buonaccorsi, i Musei civici con le collezioni di arte antica, quella d’arte moderna e il Museo della Carrozza. Qui ammirate anche la splendida volta affrescata del salone dell’Eneide e non perdetevi l’Adorazione dei Magi del Tintoretto, che un tempo impreziosiva la bramantesca chiesa di S. Maria delle Vergini, con una slanciata cupola ottagonale e che si trova fuori le mura, a circa 2 chilometri da Porta Picena. Che dire poi della gastronomia? I suoi prodotti e sapori sono tutti da scoprire.

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Fermo
Fermo

A soli 7 chilometri dal mare Adriatico, in bella posizione sulle ultime propaggini delle colline che separano le valle del Tenna e dell’Ete Vivo, Fermo è disposta attorno a un ripido colle dominato dalla Cattedrale. Vi stupirà per le straordinarie vedute panoramiche sul mare e sui colli, da quelle larghe lungo i viali di circonvallazione e dal colle del Girfalco agli scorci nei quali vi imbatterete, spesso improvvisamente, che si aprono tra i tetti o i muri delle case. Il suo fascino e la sua bellezza la potete cogliere girovagando per le strade strette e tortuose, spesso ancora tutte in cotto – lascito questo delle origini romane e medievali e per i vicoli del centro storico –, e nei vicoli contornati da case scure. Oppure osservando i palazzetti quattrocenteschi, gli edifici rinascimentali che testimoniamo della città nei secoli: li trovate tra corso Cavour e corso Cefalonia ma anche in piazza del Popolo. Il cuore e il simbolo di Fermo è appunto piazza del Popolo, da sempre spettatrice e parte attiva degli avvenimenti della città, e anche scenografica terrazza d’ingresso al colle del Girfalco. Vi si affacciano i luoghi simbolo della città, come il rinascimentale palazzo dei Priori con la Pinacoteca civica e la sala del Mappamondo, che custodisce il più antico fondo della Biblioteca civica e prende il nome dal mappamondo disegnato nel 1713 dal cartografo Amanzio Moroncelli di Fabriano, il palazzo apostolico, o il Duomo con la sua facciata asimmetrica e in pietra d’Istria e all’interno scrigno di opere d’arte come una icona greco-bizantina del XII secolo o i resti del pavimento a mosaico della precedente chiesa paleocristiana del V secolo sopra la quale è stato realizzato. La piazza con i suoi due loggiati è anche luogo di mercato, di incontri, di passeggiate rilassanti sotto i portici. Molto bella è la loggetta pensile che collega il palazzo dei Priori a quello degli Studi: percorretela ma alzando lo sguardo verso l’alto per non perdervi i bellissimi affreschi che ne adornano le volte. E se per caso vi trovate a Fermo un giovedì sera d’estate, tra luglio e agosto, non perdetevi la mostra mercato dell’antiquariato e artigianato che si svolge proprio sotto i portici della piazza.

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Ascoli Piceno
Ascoli Piceno

A due passi dal mare e fatta di travertino, la città marchigiana brilla di luce dorata. Un borgo senza tempo dove arte, architettura ed enogastronomia si fanno portavoce dell'eccellenza italiana nella sua espressione più elevata. Tutto questo è Ascoli Piceno, città medievale dalle mille sorprese che non potrà che conquistare tutti.

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Città d'arte
Teatro Sferisterio di Macerata

Macerata

Le vicende che accompagnano il suo nome sono il racconto delle origini faticose di una città che adesso riposa in terre dolci e fertili. Furono i profughi della romana Helvia Rìcina distrutta nel 408 a fondare Macerata, divenuta comune nel 1138 e nel 1320 anche sede vescovile. Intorno all’ultimo ventennio del 1500 il suo nome varca i confini italiani e la città viene celebrata anche nel lontano Oriente, in Cina, quando il maceratese Matteo Ricci, dotto padre gesuita, lasciò l'Italia per le missioni d'Oriente diventando il primo dell'ordine a essere ammesso alla corte imperiale dei Ming. Il gesuita influenzò tanto quel paese. Pensate che quando morì a Pechino nel 1610 si contavano in Cina trecento chiese cristiane. Nel frattempo la sua lontana città cominciava ad assumere il volto di misurata dignità e signorilità che tuttora la distingue. Il centro storico è tutto racchiuso tra le mura quattro-cinquecentesche che, quasi intatte, le conferiscono il garbo tipico delle piccole cittadine a misura d’uomo in cui i ritmi della provincia – con la stagione lirica e teatrale, la vivacità universitaria – dimostrano di poter essere quieti e piacevoli ma nient’affatto sonnolenti. La signorile eleganza del nucleo storico si apre alla sorpresa del neoclassico Sferisterio, costruito per il gioco del pallone a bracciale” (una sorta di antico gioco del muretto) e oggi amato tempio della lirica e di eventi di richiamo internazionale. Camminando ammirerete palazzi e chiese, manieriste e barocche, che ruotano attorno a piazza della Libertà. Sui suoi quattro lati si leggono i segni della signorilità cittadina con il Palazzo del Comune, il cinquecentesco Palazzo Apostolico (che ospita oggi la Prefettura), la Torre Civica con l’orologio astronomico, la Loggia dei Mercanti, e Palazzo Ricci con la sua collezione d’arte dedicata al Novecento che vanta nomi Medardo Rosso, Balla, Boccioni, De Chirico e Burri, per citarne alcuni. Sempre sulla piazza, accanto alla chiesa di S. Paolo, si slancia il voltone ad annunciarvi l’ingresso dell’Università, una delle più antiche al mondo: le facoltà accademiche che dal lontano 1540 si susseguono in via Don Minzoni costituiscono una città nella città. Sempre in via Don Minzoni non perdetevi, nella bella cornice di Palazzo Buonaccorsi, i Musei civici con le collezioni di arte antica, quella d’arte moderna e il Museo della Carrozza. Qui ammirate anche la splendida volta affrescata del salone dell’Eneide e non perdetevi l’Adorazione dei Magi del Tintoretto, che un tempo impreziosiva la bramantesca chiesa di S. Maria delle Vergini, con una slanciata cupola ottagonale e che si trova fuori le mura, a circa 2 chilometri da Porta Picena. Che dire poi della gastronomia? I suoi prodotti e sapori sono tutti da scoprire.
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Ancona

Ancona

Ancona, sentinella sul mar Adriatico Nella parte settentrionale del promontorio del Conero, la città di Ancona si eleva su un porto naturale e domina un ampio tratto di costa adriatica. Il suo centro storico, a pochi metri dall’imbarco dei traghetti, custodisce tesori d’arte, bei palazzi e quella vivacità che solo le città di porto posseggono. Da scoprire a piedi, dal porto al Duomo, fino al parco del Cardeto e alla spiaggia del Passetto, dove gli anconetani vanno a godersi il mare, Ancona è una città che sa stupire. Una passeggiata fra bellezze storiche e la vista sul mare All’arrivo ad Ancona, in macchina o dalla stazione, uno dei primi monumenti ad attirare l’attenzione è l’edificio a pianta pentagonale all’ingresso del porto antico, la cosiddetta Mole Vanvitelliana, dal nome del suo architetto Luigi Vanvitelli, costruito come Lazzaretto per la quarantena di persone e merci provenienti d’oltremare e oggi riconvertito a spazio per eventi culturali. Proseguendo verso la stazione marittima si vede il quattrocentesco palazzo Benincasa e la Loggia dei Mercanti, il più importante edificio laico, in stile gotico fiorito veneziano. Addentrandosi nel centro storico, lungo viale Mazzini, si vede la rinascimentale Fontana del Calamo o delle Tredici Cannelle, con i mascheroni di bronzo. Salendo verso l’acropoli, dopo una visita al Mercato delle erbe, struttura liberty in ferro e ghisa, vedrete la bella chiesa del Gesù, altra opera di Vanvitelli, affacciata sul mare. A seguire, l’Anfiteatro romano, riscoperto nell’Ottocento, e finalmente il Duomo di San Ciriaco, la basilica romano-gotica sorta sui resti di un tempio dedicato a Venere e su una basilica paleocristiana: domina in modo spettacolare la città e il porto. Se scendete verso il porto vecchio potete vedere l’Arco di Traiano del II sec. d. C. e l’Arco Clementino, opera settecentesca del Vanvitelli. Invece a sud si estende il Parco del Cardeto, un’area verde sul colle omonimo dove passeggiare con il mare all’orizzonte: al suo interno trovate il vecchio faro e il suggestivo cimitero monumentale ebraico, tra i più grandi d’Europa. I musei da non perdere ad Ancona Il Museo archeologico nazionale delle Marche espone la più ampia collezione di reperti dell’intera regione dal Paleolitico all’età classica e dà l’opportunità di visitare il cinquecentesco palazzo Ferretti con i suoi ricchi decori e splendidi affacci sul porto e la baia di Ancona. La storia anconetana è ricostruita nel Museo di città con documenti, reperti, plastici, pannelli didattici, mappe e video. La Pinacoteca comunale di palazzo Bosdari espone alcuni capolavori come la Pala Gozzi di Tiziano, la sua prima opera autografa, la Sacra Conversazione di Lorenzo Lotto, e opere di Sebastiano Del Piombo. Un’esperienza unica è quella offerta dal Museo tattile Omero, ospitato nella Mole Vanvitelliana, che offre la rara opportunità di imparare a conoscere l’arte attraverso il tatto, grazie ai calchi in gesso a grandezza naturale di sculture, modellini di celebri monumenti e reperti archeologici. Le spiagge di Ancona La spiaggia più amata e frequentata dagli anconetani è quella del Passetto, una lingua di sabbia sotto il promontorio verde, che ha la particolarità di comprendere oltre 500 “grotte” scavate nella roccia dall’Ottocento fino agli Anni 60 dalla gente del posto. Il motivo? Ricoverarvi piccole imbarcazioni e attrezzi da pesca. Ogni “grotta” è chiusa, come un garage, con materiale di recupero di vario genere e colore: un insieme pittoresco. Meno frequentata, perché l’accesso è difficoltoso, è la spiaggia della Scalaccia, a Pietralacroce. La si raggiunge da una scalinata non sempre agevole. Una volta arrivati, però, la fatica sarà ampiamente ripagata. Bella e selvaggia anche la spiaggia di Mezzavalle, proseguimento della baia di Portonovo, di sabbia e ghiaia: vi si arriva da due ripidi sentieri da affrontare con gli scarponcini adatti. Cosa mangiare ad Ancona Tra i piatti più tipici della cucina anconetana ci sono lo stoccafisso, ovvero il merluzzo essiccato cucinato con patate, pomodori ed erbe aromatiche. Se vi state chiedendo perché proprio il merluzzo - un pesce del Nord Europa - la risposta sta nella frequenza dei contatti commerciali fra Ancona e i Paesi del Nord Europa. Qui, come in molte altre città marchigiane, si mangia il brodetto, che è una tipica zuppa di pesce e il mosciolo selvatico di Portonovo, un tipo di cozza che vive sulla costa del Conero, riconosciuta come presidio Slow Food.
Borghi
Recanati

Recanati

Recanati, la città dell’Infinito Recanati è la città natale del maggior poeta italiano dell’Ottocento, Giacomo Leopardi. Qui, tutto parla di lui e della sua ispirazione poetica: il palazzo dove nacque che conserva le sue “sudate carte”, la casa di Silvia, il colle de L’Infinito. Le splendide vedute sulla campagna, l’eleganza del borgo, le notevoli opere d’arte che vi sono custodite fanno di Recanati una tappa irrinunciabile di ogni viaggio nelle Marche. A due passi dal mare di Porto Recanati e della riviera del Conero. Nel borgo del poeta Giacomo Leopardi Il “natio borgo selvaggio” di Leopardi (1798-1837) vi incanterà per la sua felice posizione su un colle molto panoramico, ma anche per i bei palazzi e il bel camminamento lungo le mura, su cui si può passeggiare e godere della vista del mare. Molto interessante è la visita della casa natale di Leopardi, un palazzo tutt’ora abitato dai suoi discendenti: si vedono le stanze dove è cresciuto, l’elegante biblioteca con rari volumi dello “studio matto e disperatissimo”, la sua stanza che si affaccia sulla più modesta casa di Silvia, la giovane figlia del suo cocchiere della quale era invaghito. Nel paese c’è il luogo che ha ispirato al poeta la sua poesia più nota, L’Infinito: è l’orto del monastero di Santo Stefano, in cima a un colle a pochi passi da casa Leopardi, riaperto al pubblico nel 2019 grazie al FAI. Trovate anche la piazza de Il sabato del villaggio e la torre de Il passero solitario, quella di Sant’Agostino. A Leopardi si deve la presenza a Recanati del Centro Mondiale della poesia, ospitato nel convento di Santo Stefano e il Centro Studi Leopardiani creato nel 1937 per stimolare ricerche e riflessioni sull’opera del poeta che viene celebrato il 21 marzo, in occasione della giornata mondiale della poesia e in giugno con un festival a lui dedicato. Da vedere a Recanati anche la Cattedrale di San Flaviano, il museo civico di villa Colloredo Mels, una pinacoteca che espone quattro importanti opere di Lorenzo Lotto, e il museo dell’Emigrazione marchigiana che documenta, con storie e testimonianze, la diaspora dei 700mila che hanno lasciato la regione in cerca di fortuna. Altro cittadino illustre di Recanati è stato Beniamino Gigli, uno dei più applauditi tenori lirici del XX secolo. Nel teatro Persiani, all’interno della Sala dei Trenta, a livello del terzo ordine di palchi, in sua memoria è stato ricostruito il suo camerino e nel museo Beniamino Gigli vi sono conservati costumi di scena. Porto Recanati Tanto raccolta è l’atmosfera che si respira a Recanati, quanto vivace e allegra è quella di Porto Recanati, sulla costa. Di giorno, ampie spiagge di ghiaia fine, per lo più attrezzate, offrono ogni genere di servizi: ce n’è una a ridosso del paese e una più defilata, la Pineta, che sconfina nel verde. Di sera Porto Recanati si anima nella zona attorno al castello Svevo (in realtà del XV secolo) che al suo interno, nel cortile intitolato a Beniamino Gigli, ospita concerti e spettacoli serali. Sulla torre del castello si può salire per vedere il panorama della costa: le sue sale ospitano una Pinacoteca con un’importante collezione di tele del XVII secolo (da Luca Giordano a Rosso Fiorentino) e un nucleo di macchiaioli (da Giovanni Fattori a Silvestro Lega). Esposti anche alcuni reperti archeologici dagli scavi della vecchia Potentia, la colonia romana fondata nel 184 a. C. che si trova nella frazione Santa Maria, dove sono visibili i resti di una domus romana con pavimento a mosaico e pareti affrescate.
Borghi
Numana

Numana

Numana, tra l’azzurro del mare e il Rosso Conero Numana è un colorato borgo di pescatori adagiato sulla Riviera del Conero con grandi spiagge facilmente accessibili. Siamo nelle Marche e nel vivace centro storico si visita un interessante Antiquarium, che documenta le origini antichissime degli insediamenti delle popolazioni picene su questa costiera. Dal porticciolo di Numana si possono organizzare escursioni in barca o in canoa, mentre il verde delle colline invita a scoprire l’entroterra lungo la strada del vino Rosso Conero e dei suoi mille profumi. Cosa vedere a Numana Una passeggiata per Numana invita a scoprire un gradevole centro storico che si sviluppa lungo la Costarella, una dolce scalinata che collega il borgo sul pendio alle spiagge e al mare. In cima al promontorio, sopra il porto, vedrete l’Arco di Torre, quel che resta del campanile di una chiesa o di una torre di avvistamento distrutti dal terremoto del 1930, accanto al quale c’è il monumento in bronzo dedicato al pescatore. Il belvedere è il luogo dove vorrete andare nelle giornate estive a godere della brezza che spira sempre lassù e del panorama sulla costa. Da non perdere una visita all’Antiquarium, un piccolo museo che documenta una grande scoperta archeologica: il corredo della Tomba della Regina di Sirolo (VI sec a.C.) rinvenuta a Sirolo nell’area archeologica I Pini. Nel Santuario del Crocifisso potete ammirare un crocifisso in legno di cedro, opera bizantina del XIII secolo. Interessante anche il palazzo del Municipio, in un edificio del 1773, che è stato residenza estiva dei vescovi di Ancona. Per le spiagge, si può scegliere tra le due baie a ridosso della falesia (la Spiaggiola e la Spiaggia dei frati), oppure la grande spiaggia a sud del porto che si estende fino alla frazione di Marcelli, con stabilimenti balneari e servizi per le famiglie. La caletta delle tartarughe di Numana Da alcuni anni il comune di Numana collabora con la Fondazione Cetacea di Riccione per il soccorso, la cura e la riabilitazione delle tartarughe marine. A Numana è stata realizzata la cosiddetta caletta delle tartarughe: una volta guarite da traumi o incidenti, le tartarughe vengono fatte stazionare in una zona recintata in mare nei pressi del porto. Qui sono ancora osservate e monitorate dai biologi marini e dai volontari per valutare se e quando sono definitivamente idonee a tornare libere nel mare. Il momento della liberazione definitiva è sempre una grande emozione. La strada del vino Rosso Conero Numana è una località circondata dai vigneti da cui partire alla scoperta della strada del vino Rosso Conero, che si snoda tra Ancona fino a Osimo, tra i comuni di Numana, Sirolo, Camerano, Offagna e Castelfidardo, tra le scogliere e la campagna. Qui una ventina di cantine producono il Rosso Conero DOC e il Rosso Conero Riserva DOCG, vini ottenuti da uve montepulciano e sangiovese che risentono della presenza del mare, del terreno calcareo del promontorio e del micro-clima della costa. Corposo e profumato, il Rosso Conero si abbina prevalentemente a piatti di carne. Per saperne di più www.turismonumana.it
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Sirolo

Sirolo

Sirolo è un paese-balcone affacciato sulla Riviera del Conero. Appena arretrato dalla linea di costa, il suo centro degrada dolcemente verso il mare Adriatico da cui lo separa una striscia verde di pinete e macchia mediterranea. Il borgo medievale regala scorci di grande suggestione, tesori archeologici e una memorabile balconata panoramica, mentre le spiagge sono tra le più belle delle Marche. Cosa vedere a Sirolo Il centro storico di Sirolo si è sviluppato attorno alla struttura di un castello dell’XI secolo, di cui si può ancora individuare un baluardo di difesa nella torre campanaria e nella cinta muraria. I suoi vicoli sbucano nella piazza della chiesa di San Nicola dalla quale si sviluppa il belvedere sulla costa. Sotto la rupe sulla quale si eleva Sirolo ci sono diverse spiagge, accessibili dal mare o percorrendo i sentieri nella macchia mediterranea: la più famosa è la spiaggia delle due sorelle, così chiamata per i due faraglioni che la chiudono a un’estremità. Altrettanto belle le spiagge di San Michele e dei sassi neri, in parte attrezzate in parte libere, che si raggiungono a piedi dal Parco della Repubblica, e la spiaggia Urbani, la più vasta a cui si scende da via Bosco. In estate le spiagge sono collegate al centro da navette. Tante altre calette e insenature di cui è disseminato il litorale sono invece accessibili solo via mare. Dopo la giornata al mare, verso sera, si può fare una passeggiata nell’area archeologica I pini, sul sito di una necropoli della civiltà picena dove è stata rinvenuta la Tomba della Regina di Sirolo con una biga, un calesse e numerosi oggetti ornamentali. I reperti sono esposti nell’Antiquarium Statale di Numana, ma la sua ricostruzione si vede nel centro visite del parco del Conero, che si trova in centro a Sirolo. Il Parco del promontorio del Conero Il Parco regionale del monte Conero protegge l’unico baluardo roccioso della costa del mar Adriatico tra Trieste e il Gargano. Fu istituito alla fine degli Anni 80 grazie all’impegno di comitati di cittadini locali e associazioni ambientaliste per porre un freno alle speculazioni in una zona di grande valore naturalistico e paesaggistico, una sottile striscia di terra dove convivono in pochi chilometri tanti paesaggi diversi: la campagna, i boschi, le falesie e il mare. Oggi è possibile visitare il Parco del Conero a piedi, a cavallo o in mountain bike lungo una ventina di sentieri con il mare all’orizzonte: si può fare la traversata del promontorio (8 chilometri) oppure percorrere sentieri più brevi alla scoperta delle incisioni rupestri (700 metri), dell’anello delle grotte romane e della cava nascosta (2,3 chilometri), dei laghi salmastri di Portonovo (2,3 chilometri) o per vedere dall’alto della scogliera i faraglioni della spiaggia delle due sorelle (5,4 chilometri). La città sotterranea di Camerano A 8 chilometri da Sirolo non perdetevi le grotte di Camerano. Vengono chiamate grotte, ma in realtà si tratta di una città sotterranea scavata dall’uomo, non si sa esattamente quando né perché, formata da un complesso di cunicoli che occupa il sottosuolo della città tra piazza Roma e via San Francesco nella zona nota come Rupe del Sassone, tradizionalmente chiamati buchi del diavolo. È ipotesi plausibile che siano i resti di un antico acquedotto sotterraneo successivamente ampliato nel Medioevo e usato anche come luogo di culto, come fanno pensare i motivi ornamentali e i simboli religiosi che vi si trovano. Durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale nel luglio del 1944, più di 2mila abitanti del luogo vi si rifugiarono per 18 giorni. Oggi sono uno dei luoghi di visita più affascinanti del Conero.
La regione

Una regione incantevole tra spiagge, grotte e montagne

Non solo 180 chilometri di costa tra baie da cartolina, spiagge del Conero che vi toglieranno il fiato e suggestivi porticcioli turistici, ma anche infinite e verdeggianti distese di boschi e prati che coprono sinuose colline su cui vegliano gli Appennini, borghi affascinanti come Ascoli Piceno e Urbino e luoghi mistici come le Grotte di Frasassi o Fabriano e il museo della carta. Le Marche sono una piccola regione che scoprirete con stupore.

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Una regione incantevole tra spiagge, grotte e montagne
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