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Un viaggio in primavera è la scelta migliore per godersi il clima favorevole e vedere gli affascinanti borghi italiani fiorire

In Primavera si assiste al risveglio della natura capace di trasformare luoghi e paesaggi. Uno dei piaceri più semplici è quello di esplorare l'ambiente e di cogliere i panorami e i suoni circostanti. Quando sceglierai dove andare in primavera in Italia preparati e lasciati stupire dai colori, i profumi e gli scenari incredibili, per vivere appieno la stagione della rinascita.
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Borghi
Scanno

Scanno

Bandiera Arancione del Touring Club Italiano Scanno è sicuramente uno dei borghi più noti della montagna abruzzese, ritratto anche da fotografi famosi come Cartier-Bresson, Giacomelli e Berengo Gardin. Nel contesto suggestivo del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, è una destinazione ideale sia in estate sia in inverno. Il centro storico è inconfondibile, con le case a schiera, le scalinate, gli archi e gli scorci. Da non perdere la chiesa di S. Maria della Valle con il campanile di forme romaniche con cuspide cinquecentesca e la chiesa di S. Maria delle Grazie con decorazione a stucco di Pietro Piazzoli. Numerosi palazzi antichi ed eleganti (ad esempio palazzo Mosca e palazzo Tanturri) arricchiscono le stradine che convergono poi in piazza San Rocco. Per quanto riguarda l’aspetto naturalistico, il lago di Scanno, il più grande bacino naturale d’Abruzzo, è ideale per attività come canoa e windsurf, passeggiate ed escursioni in bic ed è sfondo perfetto per le foto, grazie alla sua forma di cuore. In inverno il comprensorio sciistico del monte Rotondo e del passo Godi è meta di tanti sportivi e appassionati di sci, mentre in estate è la fitta rete sentieristica del Parco ad essere attraversata dai visitatori con escursioni a piedi, a cavallo o in mountain bike. Scanno è ricco di tradizioni: il costume tradizionale femminile è il più famoso d’Abruzzo e ancora oggi le donne del borgo indossano fiere queste gonne nere o turchine, le camicie rigonfie e i giubbetti colorati chiusi da file di bottoni argentei e dal “cappellitto” che protegge la testa. A tavola, le eccellenze sono legate alla pastorizia (carni di pecora e agnello, formaggi pecorini, salumi) insieme ad alcuni dolci caratteristici e gustosi, come il Pan dell’orso e i Mostacciuoli.
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Sulle orme del Giro d’Italia 2022: Sanremo - Cuneo

Pedalare lungo questo itinerario è vivere un duello tra testa e cuore. Con la prima che impone di tenere gli occhi sull’asfalto e il secondo che invita ad alzare lo sguardo. Verso colli, fortificazioni e terrazze che vi faranno innamorare. Tre scenari in uno Spiagge ampie e sabbiose, intervallate da scogli e lunghi tratti di roccia: siamo sulla Riviera dei Fiori, nel Ponente Ligure, dove le colline ricoperte dalla macchia mediterranea si spingono a ridosso del mare. Lo scenario cambia radicalmente nelle Alte Langhe, i colli piemontesi al confine con la Liguria votati alla viticoltura. Qui i pendii sono più aspri, ma sempre incantevoli nel loro cambiare abito a ogni stagione: verdissimo nella primavera-estate, bianco-neve in inverno, giallo-arancio con il foliage autunnale. Infine, la provincia di Cuneo, adagiata nell’Alta Val di Tanaro, un ambiente naturale ancora incontaminato, con fitti boschi di querce, castagni, faggi e pini, dove le linee all’orizzonte si fanno più verticali: sono le pareti delle Alpi Liguri e, più in lontananza quelle, dell’Arco Alpino. In bici dal Ponente Ligure al Piemonte La Riviera dei Fiori e le colline piemontesi. Il mar Tirreno e l’Arco Alpino che rapisce lo sguardo e rasserena la mente. È difficile immaginare un itinerario più ricco di questo, che si snoda lungo le strade della tredicesima tappa del Giro d’Italia 2022. Al patrimonio naturalistico, si aggiungono spunti storici, artistici e spirituali. E un invito per tutti i cicloamatori: guardate all’insù. Non limitatevi alle salite (una per la verità) sui pedali, ma approfittate anche di torri, aerostati e cupoloni. Dall’alto questo territorio vi apparirà ancora più meraviglioso.
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Sulle orme del Giro d’Italia 2022: Borgo Valsugana - Treviso

Lungo questo percorso dal Trentino al Veneto tutto è dettato dalla natura: il paesaggio, l’arte, i mestieri, l’urbanistica. Perfino i ritmi sui pedali, sostenuti sì, ma non troppo, per permettervi di sentire la brezza dei colli e il profumo delle cantine vinicole. Tutte le sfumature di verde Racchiusa tra la catena del Lagorai a Nord e le Prealpi Vicentine a Sud, la Valsugana è un paradiso di boschi secolari, sorgenti termali, colli coltivati a vigneti e prati punteggiati da masi. Qui l’ecosostenibilità è il primo comandamento: al centro del modello turistico, infatti, ci sono la salute dell’ambiente e il benessere della società che abita il territorio. Una filosofia che si estende alle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, Patrimonio Mondiale Unesco: una distesa di alture impervie, ricamate da filari di viti paralleli, simbolo della simbiosi perfetta tra l’uomo, con il suo patrimonio di conoscenze, e la natura, con le sue risorse. Infine la bassa pianura veneta, una zona ricca di risorse idriche, tra cui i fiumi Piave, Sile e Livenza. Rotta in bicicletta attraverso la Valdobbiadene Dalla Valsugana, valle-modello di ecosostenibilità, a Treviso, passando per le colline della Valdobbiadene con i suoi pregiati vitigni. In queste righe vi raccontiamo un itinerario ricco di saliscendi facili da pedalare, ispirato alla tappa numero 18 del Giro d’Italia 2022. Che cosa vi dovete aspettare? Una terra che non impressiona con le sue salite, bensì con altri effetti speciali: si trasforma in opere d’arte, concede spazio all’uomo e ai suoi attrezzi agricoli, regala sbuffi di calore che arrivano dal suo ventre. In poche parole, diventa amica. Anche di voi cicloamatori che state per attraversarla.
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