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Per una fuga d’amore o un'avventura piena di azione, assicurati di aggiungere alcuni dei laghi in Italia al tuo itinerario di viaggio. Dalle acque del Lago di Garda allo scenario romantico del Lago di Como, sono tantissimi i laghi da visitare dove riposarsi e godere di panorami mozzafiato.

Laghi 20 risultati di ricerca
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Isola del Garda

Vivere in una favola nel giardino di Isola del Garda Nell’antichità, uno spaventoso cataclisma staccò una porzione di terraferma, lasciandola galleggiare sulle acque. Nasce così Isola del Garda, un luogo incantato sulla sponda bresciana del lago omonimo, aperto ai turisti per visite guidate e interessanti esperienze. Sono transitati da qui San Francesco d’Assisi, Sant’Antonio da Padova e Dante Alighieri. Proprietà della famiglia Cavazza, che curano la residenza e il parco con amore e dedizione, è una gemma verde del lago. Preziosa e unica. Natura incontaminata Lo sbarco avviene nel profumo intenso di cedri e limoni. L’aria è tersa e il particolare microclima concede giornate miti per molti mesi all’anno. Non appena si approda su questo scenografico scoglio verdeggiante che è l’Isola del Garda, sono i cipressi secolari a colpire. Maestosi, fanno da degna cornice alla splendida villa in stile neogotico veneziano, eretta ai primi del 900 su progetto dell’architetto Luigi Rovelli. Ai suoi piedi, terrazze e giardini digradano verso le acque placide e cristalline del lago. Il grande parco è un’assoluta meraviglia in ogni angolo, frutto com’è di cure infinite e di ricerche lungo i secoli. Dal punto di vista progettuale, tutto il parco è stato concepito per essere ammirato dall’acqua, a mano a mano che ci si avvicina a bordo delle imbarcazioni. Sulla terrazza centrale il giardino è in stile classico italiano, mentre in quello che in passato era l’orto frutteto, organizzato sulla terrazza inferiore, si estende un giardino all’inglese. Vi prosperano kaki, limoni, peri, melograni, arance, pompelmi, fichi d’India, giuggiole e capperi. In un’altra area svettano le palme delle Isole Canarie. Rose e bouganville fanno esplodere i colori. Querce, pioppi e pini sono grandiosi. Miti e magia Non è soltanto lo straordinario contesto naturale ad ammaliare, perché il parco di Isola del Garda riserva altre sorprese. Le siepi sono modellate in modo da rappresentare varie figure, in giochi di geometrie, compresa la riproduzione dello stemma della famiglia De Ferrari, che per prima diede vita al giardino. Mentre si passeggia, si incontrano inoltre misteriose presenze, a metà tra l’umano e il mitologico. Li chiamano “i custodi del giardino” e sono sculture in legno create dall’artista Gianluigi Zambelli. C’è un ragazzino seduto su una panchina, che osserva pensieroso una crisalide: sta per schiudersi e all’interno si intravede il bel volto di una fanciulla. C’è una libellula che affiora da un laghetto, c’è un cavallo che spunta dal verde. Poi faune, ninfe e spiritelli, a popolare una fiaba che è pura realtà. Sua maestà l’oliva Per il clima e la posizione geografica favorevoli, il Lago di Garda costituisce l’habitat ideale per la coltivazione delle olive. Questo Isolotto non fa eccezione e vanta 50 varietà di cultivar, alcune delle quali risalenti ai tempi degli antichi romani. Tra le varietà spiccano Leccino, Frantoio, Pendolino, Casaliva e Gargnà. I proprietari, con la loro Azienda Agricola Borghese Cavazza, ne traggono diverse tipologie di Olio Garda DOP di eccellente qualità. Leggero e con note fruttate, è un ingrediente fondamentale della cucina del territorio. A questo proposito, vale la pena suggerire un piccolo, irrinunciabile rito, poesia per il palato nella sua semplicità: per assaporare tutti gli aromi che sprigiona, l’olio va gustato su una bruschetta. Acquistabili anche altri prodotti, ugualmente “figli” del parco: liquori di limoni e cosmetici a base di olio extravergine d’oliva. Una gita, tante possibilità La visita guidata all’Isola del Garda, che comprende il parco e la Villa, è già un’esperienza notevole in sé. In alcune date dell’anno, tuttavia, si può abbinare una degustazione dei vini locali, rinomati al pari dell’olio. Oppure si può optare per una straordinaria osservazione della volta celeste, quando piovono le stelle, nei giorni che vanno dal 10 agosto, la notte di san Lorenzo, al 14 dello stesso mese. Se invece è l’acqua ad attrarvi, cogliete al volo la seguente possibilità: una crociera su un veliero.
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Parco Nazionale del Gargano

Il Parco Nazionale del Gargano, un’isola di biodiversità Il Parco Nazionale del Gargano si trova nello sperone d’Italia, il promontorio che si estende nel mare Adriatico nella parte settentrionale della Puglia. Si tratta di un territorio unico, dove sono presenti il 35% di tutte le specie botaniche italiane che riflettono un’altrettanta varietà di paesaggi, dal mare delle Isole Tremiti a importanti zone umide che lambiscono fitte foreste. Una terra antica, ricca di cultura, arte e spiritualità, dalla bellezza multiforme. Un sorprendente micro-cosmo di habitat diversi Il filo conduttore di ogni visita al Parco Nazionale del Gargano è l’osservazione della varietà dei suoi habitat che si traduce in un mosaico di paesaggi. In una zona non più grande di una provincia media italiana trovate spiagge di sabbia finissima intervallate da alte scogliere con grotte e archi naturali, laghi costieri e zone umide, estensioni di macchia mediterranea che sconfinano in una foresta millenaria, altopiani carsici con doline alternati a colline e a pianure steppose sui cui si elevano borghi bianchi come Rodi Garganico, Vieste, Peschici sulla costa oppure Ischitella, Mattina o Monte Sant’Angelo, tutti con vista mare. Se a questo si aggiunge che, da un punto di vista geologico, il promontorio è stato originariamente un’isola separata dal resto della penisola italiana, alla varietà si somma la presenza di endemismi, cioè di specie che esistono solo in questo territorio, per esempio la campanula garganica o il fiordaliso delle Tremiti. Ecco spiegato perché il promontorio del Gargano sorprende i naturalisti e stupirà anche voi. Il paesaggio scolpito del Gargano Scolpite sembrano le alte falesie bianche della costa adriatica, scolpite le vallate carsiche che l’azione della pioggia rende sempre più profonde. Sono almeno 4 mila le doline, cavità di origine carsica, che si trovano nel Parco: quella di Pozzatina, nel comune di San Nicandro Garganico, è la più spettacolare, profonda 132 metri, si presenta come una conca ricoperta da un fitto bosco di lecci e querce. Sulla costa si trovano diverse grotte e archi naturali modellati dalla forza del mare da visitare in barca partendo dai porti di Vieste e Peschici. Le zone umide delle lagune di Varano e Lesina Il primo cronista delle zone umide del parco del Gargano è stato nientemeno che l’imperatore di Svevia Federico II (1194-1250). Nel suo trattato De arte venandi cum avibus (l’arte della caccia con gli uccelli) descrive la falconeria e l’avifauna che osservò per lo più in Puglia nelle zone paludose di Frattarolo e del lago Salso, oggi nel comune di Manfredonia, note come Paludi di Federico II, ricche di canneti, luoghi ideali per il birdwatching. Nella zona settentrionale del parco ci sono i laghi di retrodunali di Varano e Lesina, bacini di acqua salmastra che si sono formati con l’accumulo di detriti che hanno chiuso baie costiere. Oggi i laghi sono considerati zone umide di grande importanza, quali stazioni di sosta degli uccelli migratori in rotta dal nord Europa verso l’Africa. Tutto il territorio calcareo del Gargano è inoltre ricco di sorgenti e ristagni di acqua che sono vitali per anfibi e rettili. Gli animali e le piante del parco del Gargano Tra gli animali che potete vedere nel loro habitat naturale nel parco c’è il capriolo italico, una sottospecie endemica che vive solo qui, oltre a numerosi cinghiali, daini, donnole e gatti selvatici. Davvero tanti gli uccelli che nidificano nel Gargano, circa 170 specie, tra i quali 5 diversi picchi, rapaci diurni, falchi pescatori, le rare aquile anatraie minori, oltre ad anatre, aironi, oche selvatiche, e fenicotteri. Tra gli alberi ne trovate alcuni secolari, veri e propri monumenti della natura, come il carrubo di 13 metri di circonferenza nel parco di Pugnochiuso, nel comune di Vieste o i 2 pini d’Aleppo alti 30 metri a Vico Gargano dove vive anche un leccio di 17 metri e con un tronco di 5 metri di diametro, presso il convento dei Cappuccini. Quanto alle faggete vetuste della Foresta Umbra, sono state dichiarate patrimonio naturale dell’umanità dell’Unesco nel 2017. E poi ci sono i fiori: nelle radure e nelle praterie steppiche fioriscono 85 specie di orchidee selvatiche di tutti i colori e forme. Le isole Tremiti Del parco fa parte l’arcipelago delle isole Tremiti, a 12 miglia dalla costa del Gargano, tra le isole più belle del Mediterraneo. Per la limpidezza delle acque, le grotte e la ricchezza della vita sottomarina sono un paradiso per chi ama le immersioni. Sono 5 isolette, delle quali solo 2 (San Domino e San Nicola) sono abitate, altre 2 (Capraia e Cretaccio) sono poco più che scogli, mentre Pianosa è inaccessibile perché si trova nella riserva integrale dell’Area marina protetta. San Domino, dove sono presenti le strutture ricettive, è ricoperta da una fitta foresta di pini d’Aleppo che scendono fino al mare ombreggiando piccole cale di sabbia e di scogli: il luogo ideale per chi, per una una vacanza al mare, ama circondarsi di sola natura.
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Lago di Como, Lombardia

Lago di Como

Sul Lago di Como tra ville da sogno e borghi da esplorare Il paesaggio del lago di Como unisce montagne, boschi, parchi fioriti e acque limpide su cui si affacciano ville da sogno e borghi da esplorare. Il modo migliore per visitarlo? Navigando. Un sistema di taxi in battello collega tutte le località principali disseminate sui tre rami del lago. Al centro si trova Bellagio, la perla del Lario, ma non è l’unico gioiello su queste rive. A Lecco con Manzoni Il panorama più bello lo vedrete qui, perché Lecco è circondata dai monti. Da non perdere la Basilica di San Nicolò il cui campanile alto 96 metri si vede da ogni punto della città e la Torre Viscontea, unico resto di un castello scomparso. A Lecco si trova anche Villa Manzoni che appartenne alla famiglia dello scrittore fino al 1818 e ospita il Museo Manzoniano. E a proposito di Promessi Sposi: dalla casa di Lucia a Lecco parte un percorso lungo i luoghi manzoniani che arriva fino al castello dell’Innominato sopra Vercurago. Le ville di Bellagio Bellagio sorge sul promontorio centrale del lago e da secoli è considerato un luogo pieno di fascino da visitatori di ogni paese. Qui sorgono alcune delle ville più belle affacciate sull’acqua, come Villa Serbelloni che risale al 500 e nel tempo ha accolto ospiti come Leonardo da Vinci o la regina Vittoria. Merita una visita anche la neoclassica Villa Melzi d’Eril il cui parco era amatissimo dal compositore Franz Liszt. La passeggiata degli Innamorati di Varenna A Varenna arrivate in battello per percorrere la passeggiata degli Innamorati che collega la riva al borgo. Il centro è un labirinto di scale e vicoletti da cui si aprono romantici scorci sul lago. Da visitare: Villa Monastero e il castello di Vezio che domina il paese dall’alto e regala una vista impareggiabile. Mentre siete a Varenna fate un salto a Bellano per visitare l’Orrido, una gola da percorrere su passerelle sospese tra l’acqua e la roccia. A Colico tra forti, abbazie e sport d’acqua Ai piedi del monte Legnone, la cima più alta del Lario, si trova il paese di Colico abitato sin dall’epoca pre-romana. Grazie al vento dolcissimo che spira su questa porzione di costa è il luogo perfetto per chi vuole fare sport d’acqua sul lago. Ma non dimenticate di visitare il secentesco Forte di Fuentes costruito sul colle di Monteggiolo e, poco lontano dal paese, l’Abbazia di Piona del VII secolo. Qui i monaci preparano miele e liquori. Da Menaggio all’Isola Comacina Il lungolago di Menaggio si affaccia su un bel panorama della riva opposta. A 20 minuti a piedi dal centro si arriva a Villa Mylius Vigoni mentre una strada in salita porta al castello fortificato. Scendendo verso l’Isola Comacina fermatevi a Lenno sul Golfo di Venere per visitare Villa del Balbianello costruita nel ‘700 su un promontorio che ospitava un più antico monastero francescano. La migliore visuale sull’Isola Comacina l’avrete passeggiando nei pressi di Santa Maria Maddalena di Ossuccio: è lo spot fotografico da non perdere per chi ama scattare. Se vi trovate in zona il 24 Giugno fermatevi finché fa buio per i Lumaghitt, i fuochi d’artificio sull’acqua per la festa di San Giovanni. Como, Cernobbio e Laglio Non si può dire di aver visitato il lago di Como senza un giro nella città che gli dà il nome. Qui nacquero personaggi come i due Plinii in epoca romana e Alessandro Volta a cui è dedicato il Tempio Voltiano. Da visitare: il Duomo, ultima cattedrale gotica in Lombardia, il Broletto e la torre di città, la Basilica di Sant’Abbondio fuori dalle mura antiche e l’Ermo di San Donato fondato dai benedettini nel XV secolo. Da non mancare il Castello Baradello in posizione panoramica e Villa Olmo, tra le più belle del lago. Cernobbio ospita altre splendide ville: Villa Erba, Villa Bernasconi e Villa Pizzo. Ma la star di questa sponda del lago è Villa Oleandra, frequentata da celebrità hollywoodiane da quando George Clooney l’ha acquistata nel 2002. È delizioso anche il borgo che la ospita, si chiama Laglio. Da qui partono molti sentieri verso il monte Colmegnone. Il più bello è quello che conduce alla Grotta della Buca dell’Orso, una cavità carsica con un lago sotterraneo. Villa Pliniana, una storia d’amore e fantasmi Tra le ville che si affacciano sul lago di Como, questa è quella con la storia più affascinante. Se i muri di Villa Pliniana potessero parlare racconterebbero l’amore proibito tra il principe di Belgiojoso e la principessa Anne-Marie Berthier, entrambi già sposati. Fuggirono trovando rifugio su questa sponda dove vissero in completo isolamento per 9 anni. Si racconta che ogni notte i due amanti si tuffassero nudi nel lago, avvolti solo da un lenzuolo. Chi li vedeva dall’altra sponda si convinse che la villa fosse abitata da un fantasma.
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Lago di Garda

Lago di Garda

In primavera sul Lago di Garda tra borghi, natura e sport sull’acqua Ci sono molti modi per godersi una vacanza di primavera in riva al Lago di Garda: girare per borghi pieni di storia, scoprire rovine antiche e castelli sperduti, dedicarsi allo sport, lasciarsi sopraffare dalla meraviglia di panorami mozzafiato, fare un tuffo grazie al clima mite già in primavera. L’azzurro del lago si distende tra pianure verdissime e montagne dalle cime innevate e gode di un clima molto speciale per queste latitudini, cosa che consente agli agrumi, ai vigneti e agli ulivi di crescere rigogliosi. Una vacanza nella natura tra relax e adrenalina Grazie ai venti costanti che spirano da terra, la distesa d’acqua è un paradiso per chi ama gli sport acquatici. Qui potete noleggiare una barca a vela o fare windsurf e kitesurf ma godervi anche un’immersione nei suoi fondali o sorvolare il lago in deltaplano. Se siete più avventurosi potete fare canyoning o percorrere a piedi o in mountain bike più di 1000 km di sentieri. I più belli? La Strada del Ponale che parte da Riva del Garda verso Ledro, scavata nella roccia già a metà 800. Oppure il sentiero che arriva a Rocca di Manerba. In cima ci sono i resti di un castello e una vista sul lago che toglie il fiato. Da non perdere la ciclabile sospesa di Limone del Garda, costruita a strapiombo sull’acqua. Per chi è alla ricerca di un brivido c’è una terrazza sospesa a 350 metri di altitudine appena fuori dal borgo di Tremosine. La vista sul lago e sulle montagne compenserà le vertigini. Arrivateci percorrendo la Strada della Forra che Winston Churchill definì “la strada più bella del mondo”. Altre vertigini garantisce Arco, un borghetto arroccato tra le migliori mete europee per l’arrampicata libera. Sirmione, Desenzano e Peschiera del Garda Tra una passeggiata nella natura e uno sport adrenalinico, resta tempo per due passi nella storia. Quasi tutti i borghi intorno al lago ne sono ricchissimi. A cominciare da Sirmione con la sua Rocca Scaligera fortificata che si protende sul mare. Non mancate la passeggiata sulle mura e salite in cima alla torre più alta per la vista. A Sirmione si trovano anche le Grotte di Catullo, un’area archeologica che custodisce i resti di una villa romana. Poco lontano c’è la spiaggia Giamaica, tra le più belle del lago. Un’altra splendida villa romana con mosaici policromi si trova a Desenzano. Regalatevi una vista lago anche da qui salendo sul punto più alto del mastio fortificato che domina il centro storico con le sue torri. Poi una passeggiata al Porto Vecchio e una visita al Duomo rinascimentale che custodisce L’ultima cena del Tiepolo. Da Desenzano fate un salto a Lonato per visitare la Rocca Viscontea. A Peschiera del Garda scoprirete una città fortezza circondata dall’acqua usata prima dagli Scaligeri, poi dai Veneziani, infine come parte di un sistema defensivo ottocentesco. Da non perdere una passeggiata in bici lungo il fiume Mincio costeggiando i bastioni cinquecenteschi, il Ponte dei Voltoni e la passeggiata Mascagni con una splendida vista sulla fortezza. Se viaggiate con i bambini, a poca distanza c’è il parco divertimenti Gardaland. Da Peschiera concedetevi una gita nell’entroterra, a Valeggio si arriva in 15 minuti. Il borgo è dominato da un castello scaligero e qui si trovano anche il bellissimo Parco Giardino Sigurtà e il ponte Visconteo, una diga fortificata che risale al 1393. Ma il vero motivo per venirci è la frazione di Borghetto sul Mincio con i suoi mulini ad acqua. Da assaggiare i tortellini di Valeggio legati alla leggenda del nodo d’amore: si racconta che nel 1300 un soldato e una ninfa, innamorati e in fuga, si gettarono nel Mincio lasciando un fazzoletto annodato in riva al fiume come simbolo del loro amore. Gardone Riviera e Limone del Garda Due sono le attrattive principali di Gardone Riviera: il Vittoriale degli Italiani, la stupefacente villa che Gabriele D’Annunzio costruì come momumento a se stesso, e il giardino botanico Heller che colleziona piante da tutto il mondo tra installazioni e sculture di Keith Haring, Auguste Rodin, Roy Lichtenstein e Joan Miró. Fino al 1932 Limone si poteva raggiungere solo via lago o attraverso i monti perché non esisteva ancora una via di collegamento. Perciò è rimasto praticamente intatto, con tutto il fascino di una volta. Qui si trova la Limonaia del Castel, un agrumeto settecentesco nel parco di Villa Borghi. Ma non fatevi ingannare, il nome Limone in realtà viene dal latino limes che significa confine, perché segnava il limite della Repubblica di Venezia. Lazise e Malcesine Lazise ha un primato, è stato tra i primi liberi Comuni italiani. Ottenne la sua autonomia dall’imperatore Ottone II già nel 983. Le mura scaligere custodiscono il centro storico con il castello e in porto stazionava la flotta veneziana, affondata pur di non farla cadere in mani nemiche. Le navi sono ancora lì, in fondo al lago. Non è il solo segreto che l’acqua custodisce. Qui nella preistoria sorgeva un villaggio su palafitte. Un altro borgo imperdibile sul lago è Malcesine, proprio sotto il Monte Baldo a cui è collegato da una funivia: vista sul lago assicurata. Da vedere il castello Scaligero, il Palazzo dei Capitani e il borghetto di Cassone.