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Arte & Cultura
Castello Reale di Sarre

Castello Reale di Sarre

Il Castello Reale di Sarre, luogo d’elezione dei Savoia In posizione dominante su un promontorio che guarda verso la piana di Aosta e porta d’ingresso all’Alta Valle, il Castello Reale di Sarre racconta un pezzo di storia dei regnanti Savoia e il loro intimo legame con la regione. Di antichissime origini, il maniero fu acquistato da Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia, che ne fece la sua residenza estiva e di caccia. Oggi ospita anche un percorso espositivo, un’affascinante narrazione storica e privata sulla presenza dei Savoia in queste valli. La dimora del re cacciatore Il Castello di Sarre fu edificato nell’anno Mille, ma la sua notorietà arrivò in epoca più tarda, quando nel 1869 venne acquistato dal Re d’Italia Vittorio Emanuele II. Il sovrano era appassionato di caccia e da qui partiva per le sue spedizioni nelle vicine valli di Cogne, Rhêmes e Valsavarenche, oggi territori del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Una splendida location, non solo quartier generale per l’attività venatoria del regnante, ma in seguito anche residenza di villeggiatura di eredi e consorti, attratti dalla bellezza della natura. L’elegante profilo del maniero si staglia su un poggio in località Lalex, in un contesto verdeggiante oltre il quale si eleva la catena montuosa. In coincidenza con l’arrivo del re vennero apportate delle modifiche al castello: la torre venne ulteriormente alzata, si aggiunse una scuderia e gli interni furono rimodernati. Un autentico museo Magnifici gli Appartamenti Reali riccamente decorati e il Salone delle Corna, voluto successivamente da Umberto I, anch’egli amante della caccia: qui e lungo i corridoi trovate una stupefacente sequenza di trofei di stambecchi e camosci. Nel 1972 Il Castello Reale di Sarre passò in mano a privati e nel 1989 venne acquistato dalla Regione Valle d’Aosta, che ne ha curato il restauro e il percorso espositivo. Gli ambienti godono di un minuzioso allestimento: al pianterreno sfilano dipinti, ritratti e statue, mentre il secondo è dedicato al Novecento e l’esposizione segue cronologicamente gli avvenimenti legati ai regnanti. Un anello panoramico da percorrere in bicicletta Il Castello di Sarre entra nell’anello escursionistico che parte dal comune di Saint-Pierre per addentrarsi in zone rurali, antichi castelli e tratti di natura incontaminata con vista sulle montagne circostanti. La pista ciclabile attraversa i meleti, dove potrete notare le varietà tipiche della Valle d’Aosta: la Renetta e la Golden Delicious. Qui incontrerete anche i vigneti su terrazzamenti delimitati dai muretti a secco, oltre a macchie di pino silvestre. Siete in un’area protetta, in un angolo naturale dalle straordinarie specificità. Un’arrampicata riservata a pochi Sarre è celebre anche per una difficilissima parete da scalare. Si tratta di una falesia estrema, dove si sono cimentati celebri climber da tutto il mondo: un’imponente lavagna di roccia strapiombante a 45°, chiamata il Tetto di Sarre e riservata ai campioni dell’arrampicata sportiva. Anche lì sotto si distendono i vigneti. In lontananza, maestoso, il Mont Blanc. Per saperne di più L’entrata al Castello Reale di Sarre con il percorso espositivo è a pagamento. Per informazioni su prezzi e modalità di accesso. www.lovevda.it/it/banca-dati/8/castelli-e-torri/sarre/castello-reale-di-sarre/1131.
Meta turistica
Castello di Aymavilles

Castello di Aymavilles

Il Castello di Aymavilles, dimora museo tra storia e natura Un unico blocco rettangolare con 4 torri possenti, abbracciato da un grande parco. Il Castello di Aymavilles, nel comune omonimo, si erge su una collina che digrada verso la Dora Baltea, lungo la strada per Cogne. Le sue origini sono antichissime, databili intorno al 1200, ma venne più volte rimaneggiato e ricostruito tanto che oggi costituisce un’autentica summa stilistica, nel passaggio da fortezza medievale a residenza signorile di gusto Rococò. Uno splendido scenario, verdissimo nella bella stagione, candido d’inverno. Le molte vite del maniero Il Castello di Aymavilles ha visto nei secoli un lungo susseguirsi di fasi, che ne hanno modificato di volta in volta la struttura architettonica. La sovrapposizione di stili è un motivo di interesse, in una scenografia che fonde gotico, barocco e rococò. Le origini risalgono al 1200 e a partire dal XIV secolo divenne il maniero dell’illustre casato degli Challant, che fin da subito operarono dei cambiamenti. Nel 1400 si aggiunsero le 4 torri angolari, quindi nel 1700 arrivarono le logge decorate da stucchi e il rifacimento degli interni. Gradualmente il castello perse la caratteristica difensiva medievale per diventare una splendida dimora completata dal parco a terrazzamenti. Il percorso espositivo Dopo anni di ricerche sofisticate e restauri intrapresi dalla Regione Valle d’Aosta, oggi il Castello di Aymavilles offre visite guidate lungo un percorso espositivo di notevole interesse dal punto di vista storico, artistico e architettonico, complici gli apparati multimediali. Avrete accesso a 4 livelli, ciascuno con un focus tematico. Il primo fornirà un racconto delle famiglie che qui hanno dimorato, il secondo è dedicato al collezionismo ottocentesco, il terzo ospita la Collezione dell’Accademia di Sant’Anselmo, autorevole associazione valdostana di studi storici, oltre a reperti che testimoniano la vita quotidiana al maniero nell’Ottocento. Al quarto piano ammirerete le numerose trasformazioni architettoniche, con l’ausilio di plastici e ricostruzioni multimediali; poi sollevate lo sguardo verso il soffitto, un capolavoro di carpenteria lignea quattrocentesca perfettamente conservato. E mentre vi muovete tra le sale, fate attenzione alle decorazioni fastose e agli elementi di gusto barocco, in un tripudio di motivi dalla grande varietà. L’arte dell’enologia Dopo la visita agli interni del Castello di Aymavilles indugiate nel parco per apprezzarne la laboriosa struttura a terrazzamenti, creata dopo l’abbattimento delle mura di cinta del maniero. L’area verde fiancheggia le colline circostanti dove noterete distendersi i vigneti. Proprio questa zona ha una spiccata vocazione enologica, grazie al microclima alpino ai piedi del Monte Bianco, che favorisce la cultura delle viti. La gente del posto si dedica all’agricoltura da millenni, una tradizione di operosità che arriva fino a noi attraverso i celebri vini Torrette, 17 rossi tipici di questa zona della Valle d’Aosta. Se siete amanti del buon bere, visitate qualche cantina nei dintorni e non perdetevi una sosta a La Cave Cooperative des Onze Communes, cooperativa di viticoltori vicina al castello, dove potrete degustare e acquistare i vini Torrette e altre tipicità. Oppure chiedete un calice al ristorante, in abbinamento ai succulenti piatti di selvaggina o alla zuppa di castagne, il piatto classico dell’autunno. 3 scoperte a un passo dal castello Sulla strada che da Aymavilles conduce a Cogne, in località Pont d’Ael, si trova un maestoso ponte acquedotto di epoca romana. Lasciate la macchina ed esploratelo a piedi, seguendo il percorso di visita molto ben studiato. Potete avventurarvi lungo il percorso escursionistico del Cammino Balteo che passa da qui: scoprirete la Chiesa di Saint-Léger immersa nella natura. Visitate il villaggio di Ozein, minuscola frazione di Aymavilles, dove sorge anche l’antica costruzione la Tornalla, antica casaforte. Per saperne di più Il Castello di Aymavilles è aperto al pubblico per visite guidate o in occasione di eventi e concerti in primavera ed estate. Per tutte le informazioni sul costo dei biglietti e sul calendario di eventi www.castelloaymavilles.it. Per informazioni sulla cooperativa di viticoltori La Cave Cooperative des Onze Communes www.caveonzecommunes.it.
Arte & Cultura
Castello di Fénis - Photo by: Archivio Regione autonoma Valle d'Aosta

Castello di Fénis

Il Castello di Fénis, icona del maniero medievale Talmente perfetto che ancora oggi ci sembra di vedere dame e cavalieri, banchetti e balli. Basta guardarsi intorno e poi chiudere un attimo gli occhi. Il Castello di Fénis, in piena Valle d’Aosta, è il maniero per eccellenza con le sue numerose torri e la doppia cinta muraria merlata, nonché il castello medievale meglio conservato d’Italia. Su una collina verdeggiante e circondato da un prato, visitarlo promette un tuffo in una dimensione fiabesca. Nella residenza di un illustre casato Se approdate a Fénis e lo confrontate con altri castelli della Val d’Aosta, potete subito notare una differenza sostanziale. Gli altri castelli sorgono in posizione difensiva su impervi roccioni e promontori, il Castello di Fénis si erge su una collina bassa, abbracciato da un prato. Questo perché Fénis, più che una fortezza difensiva, fu la sede amministrativa, nonché residenza signorile della famiglia Challant. Un luogo antichissimo, le cui origini si fanno risalire almeno al 1242, anche se raggiunse l’apice del fulgore a partire dal 1340, quando ne prese possesso il casato Challant, uno dei più illustri d’Europa. Nel 1869 il maniero divenne la residenza di caccia del Re Vittorio Emanuele II. Il potere dell’arte All’arrivo, resterete incantati dalla vista del Castello di Fénis sulla meravigliosa radura: un pentagono con le torrette circolari ad ogni angolo e una doppia cinta muraria ricamata dai merli, strutture volute da Aimone di Challant verso la metà del secolo XIV e aggiunte al torrione preesistente. Un’architettura che colpisce per la sua armonia, il simbolo stesso del Medioevo valdostano. Per visitare gli interni passerete da una torre quadrata e vi muoverete dapprima al pianterreno, tra la Sala d’Armi, il Refettorio e le cucine. Al piano nobile si aprono le camere dei Signori e le sale di rappresentanza, oltre alla cappella finemente decorata da affreschi a tema religioso. L’emozione sale nell’immenso cortile, il dulcis in fundo del percorso, cuore artistico del maniero. Alzate gli occhi verso le balconate in legno ornate da un affresco che è un lungo racconto: ritratti di saggi e profeti, proverbi e sentenze scritti in francese antico. Lo scalone è sovrastato dall’affresco raffigurante San Giorgio, mentre sulla parete orientale vedrete l’Annunciazione e San Cristoforo, databili intorno al 1425-1430. È il trionfo dell’arte, come attestazione di potere unito a uno stile di vita raffinato. Cosa fare dopo la visita al Castello di Fénis? 6 tappe da non perdere A pochi passi di distanza dal maniero vi aspetta il riposo in un’area verde dal nome di Tzanté de Bouva. I bambini possono divertirsi nel parco giochi attrezzato, mentre il pic-nic si consuma nell’apposita zona segnalata. Siete all’ombra di un bel bosco di querce, betulle e frassini e potrete trascorrere ore rilassanti. Da Tzanté de Bouva parte anche una pista ciclabile panoramica, ugualmente accessibile dal parcheggio del cimitero di Fénis. Si tratta di un anello di 5 chilometri su una pista larga e pianeggiante adatta a tutta la famiglia. Sullo stesso circuito potete dedicarvi al jogging o semplicemente passeggiare tra prati e campi coltivati, con la Dora Baltea a tenervi compagnia. Per chi è già abbastanza allenato, uno splendido trekking è quello nel Vallone di Clavalité fino al Bivacco Borroz. Il paesaggio è di grande bellezza e incontrerete case agricole perse nella natura, oltre alla chiesetta di Notre Dame de la Neige e più in cima piccole baite. Se invece la vostra vacanza è programmata in inverno, il pianoro di Clavalité è splendido per una ciaspolata. Intorno solo silenzio e la cintura dei monti innevati. Una gita a cavallo? Recatevi a Saint-Vincent, meno di 15 chilometri da Fénis, dove troverete il centro che organizza escursioni in sella tra la natura, oltre a veri e propri corsi di equitazione. Fate un giro del borgo di Fénis e soffermatevi in particolare ad ammirare la Chiesa di San Maurizio del XV secolo e le “caseforti”, antiche residenze signorili. Per saperne di più Il Castello di Fénis è aperto tutto l’anno. Per il prezzo del biglietto di entrata e le modalità di accesso https://www.regione.vda.it/cultura/patrimonio/castelli/castello_fenis/informazioni_i.asp.
Spiritualità

Chiesa di Sant'Onofrio

Alla scoperta dell’Eremo di Sant'Onofrio al Morrone Scenari montani dall’impatto paesaggistico fortissimo, corsi d’acqua al fianco di strade panoramiche, il verde dei boschi che si alterna a imponenti scenari rocciosi: risalendo il Gran Sasso d’Italia e approdando a Sulmona possiamo scoprire la bellezza senza tempo dell’Eremo di Sant’Onofrio al Morrone, piccolo gioiello abruzzese. Eremo di Sant'Onofrio al Morrone: storia di una perla incastonata nella montagna Arroccato su un lato della montagna, caratterizzato da un punto di vista privilegiato sulla Valle Peligna e sulle catene montuose del Gran Sasso e del Sirente-Velino, l’Eremo di Sant’Onofrio al Morrone è nato dalla volontà di Pietro Angelerio, futuro Papa Celestino V, che vi trascorse parte della sua vita in fuga da Bonifacio VIII. Fu l’ultimo degli eremi fatti costruire dopo il 1290 dall’allora Fra Pietro. Abbandonato nel 1807 come conseguenza della soppressione di alcuni ordini religiosi, tornò in auge quando una serie di eremiti, laici e religiosi, vi si trasferirono. La tradizione racconta che Fra Pietro fu raggiunto dalla notizia della sua elezione al papato mentre osservava il digiuno penitenziale in onore della Vergine Assunta e di San Pietro. Il Crocifisso davanti al quale il Santo pregava avrebbe fatto un cenno con il capo e Pietro avrebbe reagito con queste parole: “Do il mio assenso ai voti del Sacro Collegio ed accetto il Sommo pontificato. Mi aiuti il Signore a portarne il gravissimo giogo”. Dopo l’abdicazione, Pietro tornò proprio a Sant'Onofrio e vi rimase rintanato fino al febbraio del 1295, quando partì alla volta della Puglia per poi imbarcarsi e raggiungere la Grecia. Dichiarato nel 1902 monumento nazionale, l’Eremo è stato parzialmente danneggiato durante la Seconda Guerra Mondiale per poi essere accuratamente restaurato. Oggi è considerato al centro di uno dei più importanti itinerari della fede d’Abruzzo. Fra opere d’arte e atmosfere misticheggianti Basta un giorno per cogliere le meraviglie dell’Eremo di Sant'Onofrio al Morrone, a partire dall’oratorio sapientemente affrescato dal Maestro Gentile da Sulmona nel 1200: sul fondo possiamo ammirare una crocifissione con Maria e San Giovanni ai piedi della Croce, mentre all’ingresso San Benedetto è raffigurato tra i Padri eremiti Mauro e Antonio. Sono degni di nota il prezioso soffitto ligneo quattrocentesco e l’antico altare in pietra bianca: nel mezzo vi è incastonato il crocifisso di pietra che, secondo la tradizione, Celestino V benedì durante la messa celebrata in abiti pontificali prima di recarsi a Napoli. Sono di grande interesse storico anche le celle e i locali restaurati di recente, che hanno ospitato nel tempo i religiosi e gli eremiti laici. Gli amanti delle escursioni possono raggiungere il Belvedere che domina la Valle Peligna: è disponibile un punto ristoro e un’area picnic per riposare e godere del panorama. Luogo di culto e di riti propiziatori Non solo una destinazione suggestiva in cui ritrovare calma e introspezione, ma anche un luogo di culto meta di pellegrinaggi e riti propiziatori. All’Eremo di Sant’Onofrio di Morrone è tradizione lo strofinamento (litoterapia) sulle pareti di roccia delle parti del corpo doloranti. La grotta, posta sotto l’eremo, è ricchissima delle acque a cui i fedeli attribuiscono poteri taumaturgici. È apprezzata anche la raccolta di calcinacci, polvere e ramoscelli di piante raccolti intorno al santuario. È possibile assistere sul terrazzo al lancio delle pietre che simboleggiano gli influssi negativi, i dolori, le tentazioni e i peccati da cui i partecipanti vogliono separarsi per sempre. Per saperne di più Centro Informazioni di Pacentro – Tel. +39.0864.41304 - +39.349.8474470
Arte & Cultura

Nus

Valle d’Aosta, ad ammirare le stelle all’Osservatorio Astronomico Se siete appassionati di stelle e state organizzando una vacanza in Valle d’Aosta fate tappa a Lignan, frazione montana a 1600 metri d’altezza del Comune di Nus, nel vallone di Saint-Barthélemy, dove ci sono il Planetario di Lignan e l’Osservatorio Astronomico della Regione, OAVdA. Al Planetario, per viaggiare tra misteri del cosmo Per accedere al Planetario di Lignan dovete prenotare, ma ne vale la pena. Qui potrete viaggiare virtualmente tra le stelle e i pianeti, alla scoperta di galassie, nebulose e curiosità sul cielo e i suoi misteri. Le immagini che scorreranno davanti ai vostri occhi sono state ricostruite nei minimi dettagli grazie a un sistema di proiezione digitale 4K di ultima generazione, che prende in considerazione i dati scientifici più aggiornati, quindi l'esperienza non è solo immersiva, ma anche realistica. Il luogo ideale per guardare il cielo L’Osservatorio Astronomico della Valle d’Aosta offre invece una visione spettacolare e ricca di stelle, anche a occhio nudo, che ha pochi eguali nel mondo. Ma è l’intera area di Saint-Barthélemy ad essere una location imperdibile per chi ama guardare e studiare il cielo. Primati questi certificati dalla comunità scientifica. Lignan ha infatti ottenuto la certificazione Starlight Stellar Park, rilasciata dalla Fundación Starlight dell’Instituto de Astrofísica de Canarias. Prima zona in Italia a ricevere questa certificazione, riconosciuta dall’UNESCO nell’ambito dell’azione internazionale Starlight Initiative, per la difesa del cielo notturno. Alla scoperta dell’OAVdA Facile da raggiungere in auto, l’Osservatorio è anche l’unico in Italia ad avere un accordo per attività di ricerca, didattica e divulgazione con l’INAF, l’Istituto Nazionale di Astrofisica. È anche per questo che l’OAVdA è dotato di molti strumenti all’avanguardia, tra cui il Laboratorio Eliofisico, che dà la possibilità di guardare il Sole in totale sicurezza per la vista. Sotto la guida degli esperti, si possono osservare tutti i fenomeni visibili sulla stella più vicina alla Terra, come le macchie solari. Non è, però, tutto qui. Ci sono anche una Terrazza Didattica, munita di sette telescopi, e il Teatro delle Stelle, per guardare il cielo a occhio nudo utilizzando dei puntatori laser. Se siete astrofili appassionati, qui avrete a disposizione delle piazzole di osservazione di nove metri ciascuna, ce ne sono dodici, munite di torrette di alimentazione per la corrente elettrica e illuminazione a led rossa, quella meno disturbante per guardare il cielo. L’Osservatorio è aperto per attività didattiche, ma anche per visite individuali, che vengono effettuate sia di giorno che di notte, esclusivamente in lingua italiana. La prenotazione è obbligatoria. Un laboratorio di ricerca L’Osservatorio non è solo un luogo da visitare per guardare le stelle, ma un vero e proprio polo scientifico d’eccellenza, che collabora con altri istituti scientifici nazionali ed internazionali. Tra i progetti di ricerca più importanti ci sono il Progetto Asteroidi e Progetto Corona solare, che riguardano l’indagine dei corpi celesti vicini alla Terra, il Progetto Nuclei galattici attivi, che monitora galassie molto lontane dalla Terra, il Progetto pianeti extrasolari, che ha come obiettivo la ricerca di pianeti in orbita attorno alle altre stelle della Via Lattea, e il Progetto Antartide, che si occupa dell’installazione e la gestione di un telescopio robotico per osservazioni nell’infrarosso. L’Osservatorio, aperto dal 2003, ha conseguito risultati molto importanti, come la scoperta di un asteroide battezzato Vallée d’Aoste, la partecipazione alla scoperta dei due esopianeti della stella XO-2S e l’individuazione di oltre cento stelle variabili. Non resta che programmare una visita in questo luogo unico. Per saperne di più https://www.oavda.it
Natura
Tre Cime di Lavaredo

Tre Cime di Lavaredo

3 Cime: sciare nel parco naturale più suggestivo delle Alpi Se cercate una cornice idilliaca per le vostre vacanze sulla neve, questo pluripremiato comprensorio sciistico fa al caso vostro. Il parco naturale Tre Cime di Lavaredo, in provincia di Bolzano, è parte del Patrimonio Mondiale Unesco ed è un paradiso per gli sport invernali, ma anche una perla di rara, meraviglia per le escursioni estive adatte a tutta la famiglia. Un vero concentrato di bellezza, in uno spazio delimitato da piste e montagne. Sulle piste, tra le montagne più famose delle Dolomiti Il comprensorio 3 Cime/3 Zinnen in Alto Adige può contare su piste diverse e adatte a tutte le esigenze, con differenti inclinazioni su ben 5 montagne collegate tra di loro. Tra le più impegnative c’è sicuramente la Free FallRide, con una pendenza pari al 72 per cento. L’area sciistica è indicata per esperti conoscitori, ma non solo, visto che vanta diversi rifugi e località da scoprire come San Candido, storicamente nota per la presenza in antichità dei primi insediamenti celtici e location della fiction televisiva con Terence Hill, Un passo dal cielo. Sesto in Val Fiscalina è il posto giusto soprattutto per chi ama i luoghi tranquilli immersi nella natura, mentre Dobbiaco, la “Porta delle Dolomiti”, è località romanticamente immersa tra il lago omonimo e quello di Landro. Ritornando alle piste, in questo territorio ne sono presenti per una lunghezza di 115 chilometri, sempre innevati, con 30 impianti di risalita, 1 snowpark con 2 livelli di difficoltà, piste per slittino, 200 chilometri per sci di fondo e in più la possibilità di sciare in notturna. 3 Cime, uno sguardo d’insieme Oltre alle già citate Dobbiaco, Sesto e San Candido, questa regione turistica dell’Alta Pusteria comprende anche Villabassa e Braies. In più, si può usufruire dello Ski Pustertal Express, un collegamento via treno o bus che permette di raggiungere comodamente il comprensorio di Kronplatz-Plan de Corones. In questo modo gli sciatori possono sfruttare ben 200 chilometri di piste complessive. 3 Cime per famiglie con i bambini Per chi desidera una vacanza sulla neve più tranquilla, nel comprensorio sciistico 3 Cime Dolomiti, sono presenti le piste per lo slittino, dove divertirsi anche a realizzare pupazzi di neve giganti. Per i piccoli, 2 zone adatte al divertimento infantile sono Waldheim e Braies dove potranno muovere i primi passi sugli sci. Per le famiglie, invece, è più indicata Baranci a San Candido. Qui e nei dintorni, chi ama lo sci nordico troverà il carosello di sci di fondo più grande d’Europa. 3 snowpark, invece, sono presenti per snowboarder e freestyler. Si tratta dello snowpark Tre Cime sul Monte Elmo, la pista Kids Ski Coss a Baranci e lo Shaka Snowpark nello Skycenter Rienza a Dobbiaco. Se amate la neve sotto le stelle, potete organizzarvi per lo sci notturno con 2 piste illuminate sul Monte Baranci. La curiosità da non dimenticare Se decidete di raggiungere le Tre Cime tra novembre e dicembre, troverete i Mercatini di Natale a Dobbiaco e a San Candido, con una serie di eventi a tema e prodotti artigianali per fare shopping e regali. Se invece scegliete questa località in estate munitevi di calzettoni e scarponcini da trekking. Il comprensorio sciistico 3 Cime si trasforma infatti in un paradiso per famiglie: escursioni, parchi natura, animali alpini e luoghi incantati di storie e leggende antichissime. Uno su tutti? Il nascondiglio degli gnomi. Siamo al rifugio Gigante Baranci, nelle immediate vicinanze dei laghetti a forma di piede gigante e, guardando in alto tra i rami degli alberi, potrete scovare le tipiche casette degli gnomi e splorarle grazie a scalette e ponti sospesi. Il punto di incontro tra alpinisti esperti e escursionisti della domenica invece è da sempre il Rifugio Locatelli. Incastonato fra le vette più famose delle Dolomiti di Sesto è un luogo mitico e ricco di storia. Per scoprire i segreti delle 3 Cime è certamente il posto giusto, ma preparatevi: essendo molto famoso è anche molto frequentato. Le 3 Cime sono un luogo incantato in ogni stagione, l’unico rischio andandoci è che poi vorrete tornare ogni anno.
Natura

Obereggen

Val di Fiemme: sci, divertimento e aria pulita in alta quota Foreste di abete e larici rendono il paesaggio innevato della Val di Fiemme ancora più romantico. La vera peculiarità della zona è l’aria pulitissima, regalata dalla presenza di ben 60 milioni di alberi, capaci di catturare 2 milioni di tonnellate di CO2. La splendida valle dolomitica si trova in Trentino e in parte in Alto Adige; è una delle destinazioni sciistiche più amate. Relax tra quiete e natura Neve e non solo: nella Val di Fiemme Obereggen sono i paesaggi da cartolina e il relax a farla da padrone, tanto che è ormai una meta internazionale del benessere oltre che degli sport invernali. Centri wellness e Spa non mancano e propongono trattamenti personalizzati per ogni esigenza. Il paesaggio è spettacolare, anche grazie ai due parchi naturali di Paneveggio Pale di San Martino e di Monte Corno. Per lo sci è una destinazione vincente: sono 120 chilometri di piste dal gran fascino. Tutti i numeri di uno dei gioielli del Trentino orientale La Val di Fiemme è nota per aver ospitato diversi campionati mondiali di sci nordico, salto con gli sci, sci alpino e sci di fondo. Le sue piste sono molto versatili e, inoltre, può contare su 45 impianti di risalita, 2 snowpark, 1 parco divertimenti per bambini, piste per slittini e possibilità di sciare in notturna. Divertimento per tutti In Val di Fiemme possono indossare gli sci sia i bambini, seguendo percorsi semplici e sicuri, che i più esperti, con proposte all’altezza come la Pista Olimpia di 7,5 chilometri. Poco distante sorge il piccolo comprensorio di Obereggen, che non risparmia sorprese, a cominciare dal fatto che si può utilizzare lo stesso skipass e si può sfrecciare in mezzo alla neve su altri 48 chilometri di piste. Neve, piste e foreste secolari L’area che risponde al nome di Val di Fiemme-Obereggen comprende diverse località sciistiche particolari. Garantiscono tutte un’attenta preparazione delle piste e un’ottima qualità della neve. Il mix tra quella naturale e quella artificiale permette di ottenere un manto compatto e scorrevole, perfetto per un’esperienza al top. Da queste parti ci si sposta tra foreste secolari su piste come quella del Monte Agnello di Pampeago o la Obeholz di Obereggen. Sciare al crepuscolo o quando sorge il sole In Val di Fiemme, uno dei nostri consigli è quello di sciare anche in orari particolari del giorno, come a tarda sera o con le prime luci del mattino. All’alba, l’esperienza è indimenticabile, con i raggi che illuminano e colorano ogni angolo. Sotto le stelle, si possono indossare gli sci fra la pista Olimpia 3 dell’Alpe Cermis, dalle 19.30 alle 22.30, e la pista di Obereggen dello Ski Center Latemar, dalle 19 alle 22. Nel tour è compresa una cena al rifugio e la possibilità di tornare sciando.
Arte & Cultura
Cortina d'Ampezzo, Veneto

Cortina d'Ampezzo

Cortina d’Ampezzo: l’inimitabile Regina delle Dolomiti Sciare, ma anche passeggiare a Cortina D’Ampezzo, in provincia di Belluno, è un’esperienza indimenticabile. Da decenni è una meta esclusiva del jet set internazionale e attira volti noti. Non è tuttavia solo una meta chic e alla moda: sulle sue piste vengono organizzati eventi di respiro internazionale e nel 2026 ospiterà i Giochi Olimpici Invernali. Un gioiello tra le Dolomiti La più famosa e prestigiosa località sciistica italiana sfoggia numeri da capogiro e accoglie visitatori da tutto il mondo. Le sue piste sono distribuite su sette località. Un vero paradiso per sciatori e snowboarder tra 120 chilometri di piste da sci, 37 impianti di risalita, 1 snowpark con 2 diversi livelli di difficoltà, 1 parco divertimenti per bambini, 60 chilometri per lo sci di fondo e piste per slittino. Una località turistica da scoprire Cortina vanta una storia millenaria e si è sempre votata al turismo. La sua è una posizione privilegiata, nella Valle d’Ampezzo, una conca ampia e soleggiata. Intorno, la cornice delle Dolomiti, Patrimonio Unesco, in grado di incantare i turisti di tutto il mondo. Perché è diventata una località famosa Simbolo di stile e lusso ed ex città olimpica nel 1956, il suo nome non è solo legato ai paesaggi e alle presenze famose. Negli anni, la grandezza di Cortina è cresciuta soprattutto grazie alle gare di Coppa del Mondo che si svolgono annualmente sulla pista Olimpia delle Tofane. Ha conquistato anche registi importanti, tanto che è stata location tra i tanti film anche di qualche scena di James Bond. Offre piste superbe in tre comprensori: Tofane, Faloria Cristallo e Lagazuoi 5 Torri e i suoi chalet, lussuosissimi, sono spesso scelti dalle star di Hollywood come location per le loro vacanze. Qualche curiosità Dal dicembre del 2021 è stata inserita una nuova cabinovia che unisce Son de Prades, Cinzopè, Bai de Dones. Si tratta di una novità importante, perché consente il collegamento tra la ski area delle Tofane e quella di 5 Torri- Falzarego. Appassionati di sci di fondo e d’alpinismo, è il vostro luogo! Se siete appassionati di sci d’alpinismo, Cortina è una meta imperdibile. Partendo dall’area Lagazuoi-5 Torri, il ventaglio delle possibili gite a tema è decisamente ampio. In località Socrepes, si trova uno snowpark attrezzato e diviso per livelli di difficoltà. L’Easy Line, come indica il termine, è perfetto per i principianti; il Media Line per gli esperti. I fondisti saranno soddisfatti nel Parco Naturale Dolomiti d’Ampezzo, per la presenza di 7 chilometri di anelli e la possibilità di sciare in notturna su 2 di essi. Negli itinerari non manca mai la neve, sempre programmata su 70 chilometri di piste. Tra un po’ di sport e divertimento, non lasciatevi sfuggire il bacino artificiale in Po’ Drusciè, il famoso lago a forma di cuore. Si tratta del più grande di Cortina, con 96 mila metri cubi di acqua e una profondità di 10,5 metri, perfetto per l’innevamento delle piste con la sua notevole riserva. Non solo sci A Cortina d'Ampezzo c'è molto da vedere e da fare e non solo in inverno. Se le sue piste sono leggendarie, molto scenografici sono anche i capi da tennis e da golf. In estate offre escursioni e percorsi storici che sanno accontentare tutti, dai grandi ai piccini senza contare che dell’accoglienza e del relax Cortina ne ha fatto un biglietto da visita noto in tutto il mondo. Una chicca da scoprire in tutte le stagioni e amare in ogni sua forma.
Natura
Alpe di Siusi

Alpe di Siusi

Val Gardena e Alpe di Siusi: vacanze formato famiglia, tra panorami da sogno Appassionati di sport invernali, famiglie con bambini e, soprattutto, gotha dello sci a livello mondiale: basta uno sguardo e tutti si innamorano della Val Gardena e dei suoi paesaggi incorniciati dalle montagne. Indossare scarponi e sci in questa splendida location ha un sapore unico. E le sue piste sono direttamente collegate all’Alpe di Siusi, l’altopiano più vasto d’Europa. Sciare in una delle destinazioni migliori al mondo La Val Gardena fa parte del cosiddetto Dolomiti Superski, il comprensorio sciistico più grande del mondo. Qui gli sciatori esperti trovano piste lunghe e ricche di difficoltà, mentre chi ha meno pratica può tranquillamente scegliere percorsi brevi e semplici. Siete amanti dell’adrenalina pura? Cimentatevi lungo la pista Saslong, oggi tra le più classiche del Campionato del mondo di sci alpino. Un comprensorio sciistico dai grandi numeri Grazie ai 175 chilometri di piste per lo sci alpino e i 133 chilometri di piste da fondo, divise tra le località di Selva di Val Gardena, Santa Cristina e Ortisei, in Val Gardena non ci si può che divertire. Imperdibile? Il circuito Sellaronda, il giro sciistico più famoso e frequentato delle Dolomiti. Caratterizzato da 40 chilometri di meravigliose piste da sci sempre perfettamente preparate collega 4 delle valli ladine che circondano l'imponente Massiccio del Sella. Decidere di farlo significa sciare una giornata intera senza mai ripetere una pista. Il paradiso. Un’avventura tra neve e montagne Se tra una pista e l’altra vi viene voglia di una passeggiata senza sci, il nostro consiglio è quello di visitare il centro di Castelrotto. Nell’antico borgo spicca un imponente campanile barocco a dominare il centro abitato. Per chi ha voglia di shopping, invece, c’è il centro pedonale di Ortisei pieno di deliziosi negozi. Da Ortisei si può fare ritorno sulla neve raggiungendo la migliore area sciistica per famiglie dell’Alto Adige: l’Alpe di Siusi, con i suoi 60 chilometri di piste attrezzate. Verso sud si incontra l’area di Ciampinoi, famosa per i Campionati del mondo del 1970, con le sue discese fino a Selva di Val Gardena, Santa Cristina e Plan de Gralba. Val Gardena e divertimento Il divertimento tra la Val Gardena e l'Alpe di Siusi è assicurato e non solo per gli amanti degli sport invernali. Quest’area è ricca di rifugi dove gustare dell’ottima cucina locale. Le sue specialità gastronomiche sono tramandate da generazioni e frutto di ingredienti poveri. Tra le specialità servite ci sono i Crafuncins, ravioli ripieni di spinaci e il Puessl, una frittata dolce spezzettata, oltre che l’irrinunciabile speck dell’Alto Adige. La Val Gardena, paradiso in ogni stagione E se pensate che l'inverno sia l'unico momento dell'anno in cui prenotare una pausa in Val Gardena - Alpe di Siusi vi sbagliate. Che sia estate o autunno, qui potrete trascorrere una perfetta mini-vacanza in famiglia, all’insegna del relax e dell’armonia. L'offerta è variegata e ricca di opportunità per tutte le esigenze. Inoltre, la presenza di bellissimi family hotel a misura di bambino e romanticissimi chalet la rendono una meta senza eguali.
Natura

Arabba

Arabba: il comprensorio più amato dagli sciatori esperti Uno snowpark perfetto per tutta la famiglia, piste per tutti i livelli di difficoltà e magica vista sulla Marmolada: se è vero che Arabba piace molto a chi gli sci li indossa da tempo, resta comunque una destinazione indicata per chiunque ami la neve e gli sport invernali. Questa località veneta, in provincia di Belluno, sorge nel cuore del Dolomiti Superski, il più grande comprensorio sciistico del mondo. Tutti i numeri di Arabba 62 chilometri di piste per lo sci e lo snowboard, 28 impianti di risalita, 1 snowpark con 3 linee, 15 chilometri per sci di fondo. E se non vi basta, potete raggiungere i 3.343 metri della Marmolada e godere di tutta la sua maestosa meraviglia. Volete ancora di più? Potete concedervi il lusso di provare i 12 chilometri della “Bellunese”, la pista più lunga di Dolomiti Superski. Escursioni da brivido e pendii per tutti i gusti Ci troviamo a un’altitudine compresa tra i 1.446 e i 3.269 metri e ogni sciata è un’emozione unica, garantita per tutta la stagione. Un’esperienza che vi consigliamo di non perdere è il Giro della Grande Guerra, lungo un tragitto disseminato di reperti, trincee e fortini legati alla Prima Guerra Mondiale. Insieme al ghiacciaio della Marmolada, di cui abbiamo accennato prima, rappresenta una delle alternative davvero particolari durante una vacanza sulla neve. Chi non è interessato a escursioni troppo impegnative può trascorrere momenti di puro divertimento prendendo parte a un’escursione con le ciaspole, le cosiddette racchette da neve, per vivere qualche ora a diretto contatto con la natura. Un comprensorio non troppo affollato Uno dei punti di forza di Arabba è che non è troppo nota. La cittadina più alta tra quelle che gravitano intorno al Gruppo del Sellaronda vanta piste “nere” di livello impegnativo, dove a volte ci si può ritrovare totalmente da soli. Uno sguardo di insieme sulle piste e il territorio Arabba è collegata con Malga Ciapela-Marmolada da un lato e con le principali località di Sellaronda, Alta Badia e Canazei dall’altra. Gli impianti sono tutti panoramici e confortevoli, per non parlare delle piste per lo sci alpino, che presentano una vera e propria finestra sul Sella e sulla Marmolada. Se cercate discese mozzafiato tra boschi e rocce, dovete provare Porta Vescovo. Per i freeride, gli itinerari offerti dal territorio sono di diversa difficoltà. I più esperti, accompagnati da una guida esperta, possono scendere attraverso ripidi canali che sembrano disegnare le pareti delle Dolomiti. Non meno interessanti sono i tour guidati per lo sci alpinismo, con le racchette da neve o le arrampicate su ghiaccio. Un consiglio prima di tornare a casa Durante la vostra vacanza vi consigliamo di lasciare per un attimo sci e scarponi e prevedere un giro nel caratteristico borgo di Sottoguda (fa parte del comune di Rocca Pietore), considerato tra i più belli d’Italia. L’antico villaggio, grazie alla sua architettura rurale centenaria immersa nella natura è bellissimo a ogni ora del giorno e al crepuscolo sembra un piccolo presepe.
Natura
Buffaure, Val di Fassa

Val di Fassa

Sugli sci in Val di Fassa/Carezza: sognando a occhi aperti fra le cime Avete mai provato la sensazione di camminare lungo sentieri innevati carichi di silenzio, magari al chiaro di luna? Vi siete mai commossi di fronte a un tramonto rosato tra cime innevate? In Val di Fassa/Carezza, questi scenari sono comuni e per questo la splendida valle del Trentino è adorata da turisti provenienti da tutto il mondo. Emozioni a fior di pelle tra le piste Le sue numerose aree sciabili sono inserite nel Dolomiti Superski, il maggiore comprensorio sciistico d’Italia. In tutto può contare su 210 chilometri di piste da sci, 81 impianti di risalita, 8 snowpark, 50 chilometri per sci di fondo e la possibilità di sciare in notturna, per una stazione incastonata tra le cime del Catinaccio, del Sella, del Sassolungo e della Marmolada. Un vero sogno tra le Dolomiti, collegato al comprensorio di Carezza. Panorami mozzafiato, tra relax e avventura Che siate esperti o pronti a indossare per la prima volta gli sci, qui vi troverete in un ambiente da cartolina, tra neve candida e alberi imbiancati. La Val di Fassa è una delle aree dolomitiche più interessanti sotto il profilo naturalistico e in qualunque stagione: si può andare alla scoperta dei piccoli borghi di montagna. Il comprensorio più vasto resta quello di Canazei e Campitello, dove sciare nella zona del Belvedere e in quella del Col Rodella, inserite nel circuito della Sellaronda e collegate con la Val Gardena e Arabba. Se siete in Alto Adige in estate non sottovalutate l’idea di fermarvi a Alba di Canazei, qui parte la funivia che porta alla conca del Ciampac e che consente l’accesso al carosello sciistico Ciampac-Buffaure, punto di inizio di numerose escursioni da fare a piedi. Dal lato opposto, in Val di Fassa, ecco che Pozza di Fassa, con i suoi 1320 metri di quota e una pista illuminata è il luogo giusto se desiderate sciare in notturna. Poco distante si trova l’area di Catinaccio e Vigo di Fassa seguiti da Carezza Passo Costalunga, perfetto per le famiglie. I suoi 40 chilometri di piste sono semplici e percorribili anche dai bambini. In poco tempo si possono raggiungere anche Moena e il comprensorio dell’Alpe Lusia San Pellegrino. Due destinazioni che varranno il viaggio. Alla scoperta di Carezza Questo splendido borgo delle Dolomiti sorge sull’omonimo corso d’acqua, chiamato anche Lago delle Favole. Oltre allo sci qui si possono praticare diversi sport tutto l’anno, dall’escursionismo alla possibilità di fare scalate su roccia, fino alla mountain bike. E per chi cerca solo un attimo di pace, ci si può abbandonare al dolce far niente vicino al lago o godere del silenzio che impera nella foresta di Carezza.
Pale di San Martino

San Martino di Castrozza

San Martino di Castrozza e Passo Rolle: tra sentieri panoramici e piste perfette È come sciare in un quadro, tra chilometri di piste altamente panoramiche. E siamo in uno dei comprensori sciistici più amati dagli appassionati degli sport invernali. La ski area di San Martino di Castrozza e Passo Rolle, in Trentino, gode di una posizione strategica all’interno del circuito Dolomiti Superski, nel territorio del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino. Un’esperienza da non perdere I motivi per scegliere una vacanza sulla neve da queste parti sono tanti. Le piste da sci, innanzitutto, sono immerse in una splendida natura, si può sciare anche in notturna nella zona di Colverde e si può assaporare l’ottima cucina locale nelle malghe e nei rifugi. I numeri, poi, parlano da sé: 75 chilometri di piste da sci, 26 impianti di risalita, 3 snowpark con 4 differenti linee, 1 parco divertimenti per bambini e 30 chilometri di sci di fondo. Ancora, si può imparare a sciare in 2 scuole con oltre 100 maestri. Alla scoperta di una destinazione da sogno Il Passo Rolle si trova a 1.980 metri ed è un buon punto di partenza per raggiungere le altre valli dolomitiche, sempre su tracciati con vista in alta quota. Questo valico alpino collega San Martino di Castrozza con i paesini limitrofi. E proprio questa destinazione ha una storia che ci riporta indietro nei secoli. Famosa già nell’Ottocento tra i pionieri dell’alpinismo moderno, pian piano è diventata una stazione turistica frequentata dall’alta società e da artisti in cerca di pace e ispirazione. Piccoli sciatori crescono Le piste sono adatte a ogni grado di difficoltà. Per i più piccoli e per chi vuole cimentarsi per la prima volta con questo sport, esistono i campi scuola Prà delle Nasse e il Kinderland Tognola. Per i bambini, in particolare, le aree dedicate sono fornite di tapis roulant e skilift scuola Il Kinderheim delle Marmotte, invece, è una casetta in legno dove gli educatori intrattengono i ragazzi, mentre i genitori sciano Gli appassionati di snowboard, infine, possono contare su due snowpark: il San Martino snowpark della Tognola e il Rolle Railz Park del Passo Rolle. Sci notturno o sci nordico Sciare sotto le stelle è una peculiarità locale e l’area di riferimento è legata agli impianti Colverde-Rosetta, dove sono disponibili ben 2 chilometri di pista illuminata e arrivo finale nel centro del paese. Lo sci nordico non è meno importante e vanta i suoi 30 chilometri di tracciati divisi tra i boschi di San Martino, la Val Canali, il Passo Cereda e il lago di Calaita. Non siete soddisfatti e cercate altre particolari attività sulla neve? Provate il telemark, i go kart sul ghiaccio e le gite in troika trascinate dai cavalli.