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Parti alla scoperta delle mete di montagna più belle della penisola. Lasciati incantare da paesaggi sorprendenti e da percorsi montani imperdibili. Dalle Alpi alle alture degli Appennini, crea una connessione con la natura scoprendo valli, cascate ed altre esperienze da vivere durante le tue vacanze in montagna sia in estate che d’inverno.

Montagna 168 risultati di ricerca
Natura
Parco Nazionale della Majella, Abruzzo

Parco Nazionale della Majella

Parco nazionale della Majella, tra le aree più selvagge d’Italia Il Parco nazionale della Majella tutela un vasto territorio di alta montagna dell’Appennino abruzzese compreso tra le province di Chieti, L’Aquila e Pescara. La natura carsica delle rocce ne fa un luogo ricco di grotte, dove gli animali vanno in letargo e dove gli uomini hanno costruito eremi e luoghi di culto. Attraversare i suoi altipiani racchiusi tra imponenti montagne è un’esperienza emozionante, che si può fare anche su una spettacolare tratta ferroviaria nota come la Transiberiana d’Italia. Una montagna di grotte, eremi e tholos Quello della Majella è un paesaggio di roccia plasmato dalle acque sotterranee e dalla spiritualità. Le rocce sono calcaree e si lasciano facilmente infiltrare dalle acque piovane e di fusione delle nevi creando un’infinità di grotte, ne sono state censite 100, alcune frequentate dagli speleologi e accessibili ai turisti, altre lasciate ai veri abitanti della montagna, gli animali. Sono due le grotte più belle: la prima è quella del Cavallone, nel Vallone di Taranta, un complesso carsico lungo 1,3 chilometri e con abbondanti stalagmiti e stalattiti, aperta alle visite. Poi c’è la Grotta Nera, nel territorio di Pennapiedimonte, dove l’accesso è riservato a pochi esperti, per motivi di conservazione: in questo antro è presente il “latte di monte”, una particolare forma di concrezione morbida e intrisa d’acqua formata dall’interazione con alcuni batteri, che crea depositi biancastri simili a stalattiti chiamati “tray”, i più grandi che si conoscano in Italia. La Majella è sempre stata amatissima da monaci ed eremiti, che qui hanno costruito una ventina di santuari rupestri nei luoghi più spettacolari, come San Bartolomeo in Legio (Roccamorice), incastonato nella roccia, a cui si accede da una galleria scavata nella montagna. Spettacolari anche il Monastero di San Martino in Valle, accanto alle gole di Fara San Martino, e l’Eremo di Sant’Onofrio di Serramonacesca, costruito su un crinale sotto un gigantesco masso. La tenera roccia calcarea è servita come materiale di costruzione a disposizione degli agricoltori per costruire ripari, fienili e piccoli magazzini che qui chiamano tholos. Si vedono di frequente lungo i sentieri che attraversano il parco: sono costruzioni che ricordano nella forma e nella fattura i nuraghi della Sardegna o i dammusi di Pantelleria e vengono tutelati dal Parco come patrimonio della storia agricola abruzzese. Alcuni tholos hanno dimensioni ragguardevoli, alti fino a 6-7 metri, con il piano alto per la piccionaia e uno intermedio dove veniva sistemato il giaciglio. I sentieri del Parco, della Libertà e dello Spirito Se volete attraversare tutta la Majella, fatelo lungo il sentiero del Parco, di 83 chilometri, che si snoda da Popoli alla stazione di Palena valicando le cime più elevate come il monte Amaro (2.793 metri). Se vi interessano le capanne di pietra, i caratteristici tholos del parco, c’è un percorso che ne tocca diversi, lungo i comuni di Lettomanoppello, Abbateggio, Roccamorice, Caramanico, e Serramonacesca. Molto suggestivo il sentiero della Libertà da Sulmona a Palena, sulle tracce del percorso di chi, durante la seconda guerra mondiale, fuggiva per schierarsi con gli alleati angloamericani. C’è anche il sentiero dello Spirito, da Sulmona a Serramonacesca, che tocca diversi luoghi di culto della Majella e del Morrone. Gli animali del Parco della Majella Gli habitat del Parco della Majella sono ideali per un animale come il lupo appenninico, simbolo del Parco, che ora qui ha una popolazione stabile. Camoscio appenninico, capriolo e cervo sono stati reintrodotti. Nel parco si trovano, ma non è facile vederli, anche il gatto selvatico e la martora. Molte le specie di uccelli. Alle quote più elevate volano l’aquila reale, il picchio, il falco pellegrino e il falco lanario, oltre al fringuello alpino, il sordone e l’arvicola delle nevi. Sulla Majella con la Transiberiana d’Italia Il mezzo di trasporto migliore per visitare il Parco della Majella è il treno, sulla linea turistica nota come la Transiberiana d’Italia. Stiamo parlando della Sulmona - Isernia - Carpinone, una ferrovia che attraversa vallate e altopiani di grande suggestione, in estate come in inverno, solitamente il sabato e la domenica. Diverse stazioni e alcuni edifici ferroviari lungo la linea nei comuni di Cansano, Campo di Giove e Palena sono stati acquisiti dal Parco nazionale della Majella per farne centri di informazione e servizi: l’ex caffetteria di Cansano è diventata officina bike e punto noleggio bici; a Palena sono stati realizzati un maneggio e infrastrutture per il turismo equestre, oltre a un altro centro di noleggio bici. Dalle stazioni si snodano vari sentieri e percorsi per raggiungere i luoghi di maggior interesse del parco. Sappiate che a Sulmona ci si arriva con un’altra linea di treni slow, ma di grande suggestione, la Rieti-Aquila-Sulmona.
Divertimento
Silavventura-Calabria

Silavventura Parco Avventura

Calabria: Silavventura, a dormire sugli alberi tra mille avventure Non un semplice parco avventura, ma un vero e proprio eco-parco, pensato per tutte le persone, grandi o piccole, che hanno voglia di divertirsi all'aria aperta in modo sostenibile e imparare il rispetto per la natura mettendosi personalmente in gioco, nello scenario incontaminato dell’altopiano della Sila: questo è Silavventura, a Lorica, a 1300 metri d’altezza, parco tematico a basso impatto ambientale sulle sponde del lago Arvo, nel cuore del Parco nazionale della Sila. Oltre ai 14 percorsi acrobatici sospesi a diverse altezze da terra, dotati di teleferiche, ponti tibetani, barili oscillanti e altalene, che si snodano tra i maestosi esemplari di pino laricio, la principale specie di conifera dell'area centrale della Calabria, nella grande area boschiva dell’ecoparco di Lorica trovate palestre di arrampicata, la possibilità di praticare mountain bike, canoa, escursionismo ed educazione ambientale, oltre a un mini-parco, un villaggio di casette sugli alberi e una baita-ristorante. Sempre più in alto, il piacere dell’arrampicata Coordinazione, agilità, intelligenza motoria, sangue freddo: sulla palestra di roccia del parco di Silavventura, una parete che misura 10 metri di altezza e 4 di larghezza, potete mettere alla prova i talenti richiesti a un buon arrampicatore. A partire dai 6 anni d’età, tutti possono cimentarsi con questa danza verticale lucida e atletica, provare a spingersi in alto, guadagnando un punto di vista sempre più ampio e scoprendo il piacere di trovare movimenti e strategie giuste, prima ancora della soddisfazione di arrivare in vetta. Esplorazioni in canoa, in bici e con le ciaspole Dai tre anni d’età in poi, qui tutti possono vivere un’avventura su misura. Noleggiando una canoa, a Silavventura potete salpare all’esplorazione del lago Arvo, da soli o in compagnia. A passeggio con le guide ufficiali del Parco nazionale della Sila, scoprirete le meraviglie del grande altopiano calabrese con escursioni diurne e notturne, illuminate da una torcia frontale. Se invece preferite le due ruote, potete esplorare l’altopiano a bordo di una mountain bike, lungo itinerari adatti a tutti i livelli di preparazione. Da qui, poi, nelle giornate d’inverno, avrete anche la possibilità di percorrere boschi e sentieri dei dolci pendii della Sila con le ciaspole, attraversando pinete e faggete innevate. Divertimento a prova di cucciolo A Silavventura c’è anche un villaggio disegnato a misura di bambino, in cui gli adulti sono ammessi solo in qualità di accompagnatori: un parco giochi con 6 casette di legno mignon intorno a una piccola piazza nel bosco. Anche il percorso avventura è a dimensione di cucciolo e si compone di un tappeto elastico, un itinerario sospeso, due torrette con lo scivolo, due altalene, una zip line e due percorsi pulcino, da affrontare armati di imbragatura e moschettoni. Una romantica notte sull’albero Ma nell’ecoparco ci sono casette anche per gli adulti: un autentico villaggio, costruito con tecniche ecosostenibili, sospeso anch’esso tra i rami del bosco e con vista panoramica sul lago Arvo: al loro interno, potrete assaporare l’avventura romantica di dormire su un albero, nel sacco a pelo e su materassini da campeggio, in coppia o in famiglia. Sogni d’oro! Un parco accogliente In accordo con la sua filosofia inclusiva, a Silavventura l’accesso al parco è consentito gratuitamente a tutti, pagherete solo se deciderete di mettervi in gioco sui percorsi sospesi e sulla parete d’arrampicata, di avventurarvi in mountain bike o in canoa. Una raccomandazione, però: vestitevi a cipolla, anche d’estate, il parco si trova in un bosco in montagna, indossate scarpe chiuse, da ginnastica o da trekking, e un abbigliamento sportivo comodo, preferibilmente i pantaloni lunghi. Sono consigliati anche dei guanti, come quelli che si usano per la bicicletta, la palestra o l’alpinismo. E poi tutti in baita, tra le prelibatezze silane E se le mille attività dell’ecoparco vi mettono appetito, proseguite l’esplorazione della Sila a tavola, assaporando la cucina tipica del territorio: nella sua baita-ristorante, con tavoli all’interno e all’esterno, Silavventura vi invita ad degustare i salumi e i formaggi calabresi, gli gnocchi di patate silane, le grigliate di carne, la trota salmonata e i funghi tipici del posto. Tra un percorso sospeso e un giro in canoa, non potete poi non assaggiare il classico panino silano a base di salsiccia e caciotta. E, una volta sazi, via, verso nuove avventure…
Arte & Cultura
Castello di Issogne

Castello di Issogne, La Place, AO, Italia

Il Castello di Issogne: tesori d’arte e prati immacolati Uno dei monumenti più notevoli della Bassa Valle d’Aosta è il Castello di Issogne, circondato da prati verdeggianti, montagne, oasi naturalistiche. Fu per secoli la sontuosa residenza della famiglia Challant, che trasformò l’edificio preesistente in uno scrigno d’arte, tra dipinti, affreschi e preziose decorazioni. Un luogo fuori dal tempo, dove rivivere i fasti rinascimentali. Nel sontuoso maniero Da proprietà dei vescovi di Aosta, il castello divenne la dimora di Giorgio di Challant, che tra il 1490 e il 1510 lo trasformò in una residenza raffinata per la cugina Margherita de La Chambre e il figlio Filiberto. Dopo una serie di restauri, il maniero si presenta oggi nel suo aspetto gotico-rinascimentale. La struttura è a ferro di cavallo e si affaccia su un vasto cortile e un bel giardino all’italiana. Rappresenta l’attrazione principale del paese di Issogne, che si è sviluppato intorno ad esso. Soffermatevi ad osservare con attenzione il porticato al pianterreno e concentratevi sulle lunette affrescate, dove potrete ammirare scene di vita quotidiana nel borgo: il corpo di guardia, il fornaio, lo speziale e il pizzicagnolo, il mercato di frutta e verdura, la sartoria: immagini vivaci di grande realismo. In posizione centrale nel cortile spicca la Fontana del Melograno, sormontata da una scultura in ferro finemente lavorato che rappresenta l’albero simbolo di fortuna e prosperità, nonché della famiglia Challant. Colpisce il contrasto tra l’esterno austero e il tripudio di decorazioni all’interno, fra pitture sulle travi lignee del soffitto e affreschi raffiguranti scene di caccia nella sala da pranzo e nella sala baronale. Alcuni dettagli vi incuriosiranno È il caso dei numerosissimi graffiti, iscrizioni e disegni lasciati dagli ospiti del maniero nel corso di quattro secoli: motti fantasiosi e citazioni colte, teoremi euclidei, notizie su avvenimenti storici e messaggi amorosi, alcuni dei quali piuttosto piccanti. Nel 1872 il Castello di Issogne fu acquistato dal pittore torinese Vittorio Avondo, che con cura filologica lo riportò all’antico splendore dopo anni di abbandono. Si deve a lui l’ambientazione tanto suggestiva, ricca di particolari, arredi e oggetti di uso domestico capaci di riportare il visitatore indietro nel tempo, tra la fine del Quattrocento e il Cinquecento. All’artista è dedicato un nuovo percorso espositivo all’interno del maniero, in un allestimento multimediale. Nella vicina Verrès Dopo la visita al Castello di Issogne, potreste spostarvi in quello di Verrès. Si trova proprio davanti, a dividerli è soltanto la Dora Baltea attraversata dai ponti romani, uno dei vanti della regione Valle d’Aosta. Relax all’aria aperta Siete a una manciata di chilometri dal Parco Naturale Mont Avic, dove trovate una rete di sentieri molto ben organizzata e punti panoramici attrezzati con pannelli ricchi di informazioni. Ancora più vicina è la Riserva Naturale Lago di Villa, a meno di 4 chilometri da Issogne. Qui si apre un bel lago, dove tra giugno e luglio avrete la sorpresa di vedere affiorare le ninfee bianche. È un luogo molto rilassante, in un alternanza di ambienti palustri e zone aride, adatto a tutti e accessibile anche alle persone con disabilità. Se imboccate il sentiero numero 11, vi ritroverete lungo un vero e proprio percorso artistico, con 14 opere realizzate utilizzando solo materiali naturali: terra, foglie e legno. Un’esperienza adatta anche ai più piccoli. Per saperne di più L’accesso al castello di Issogne prevede un biglietto a pagamento con visita guidata nelle sale interne. Per informazioni su orari e biglietti consultate i portali www.guideturistiche.vda.it e www.lovevda.it. Per il Parco Naturale Mont Avic, www.montavic.it
Arte & Cultura
Castel Savoia

Castel Savoia

Castel Savoia, in Valle d’Aosta: la nobiltà del paesaggio La nobile dimora sorge in una località dal nome eloquente: Belvedere. Castel Savoia fu edificato tra l’Ottocento e i primi del Novecento in una zona della Val d’Aosta prossima al borgo di Gressoney-Saint-Jean. Voluto dalla Regina Margherita di Savoia come residenza di vacanza, il castello offre un magnifico punto di vista sul Monte Rosa e sull’intera vallata fino al ghiacciaio del Lyskamm. La regina amante della montagna Margherita di Savoia, regina d’Italia di grande fascino e raffinatezza, adorava queste montagne ed era anche un’appassionata alpinista. Fu la prima donna a scalare il Monte Rosa, tanto che a lei è dedicato un rifugio, la Capanna Regina Margherita, a 4556 metri di altitudine. A Castel Savoia tornava ogni estate. I visitatori possono oggi ammirare l’edificio in pietra grigia locale, che all’esterno si presenta in stile neogotico. Indugiate a lungo sul panorama e osservate la maestosa silhouette del Monte Rosa. Gli amanti della botanica potranno inoltre apprezzare il bel giardino alpino, inserito nel grande parco e creato sul pendio ai piedi di Castel Savoia. Le rocce che formano le aiuole accolgono in particolare specie ornamentali come genziane, iris e lilium, stelle alpine e rododendri, in un seducente mosaico di pietra, fiori e profumate essenze montane. È il momento di addentrarsi nelle sale interne. Sono un tripudio di vezzi decorativi della Regina: soffitti a cassettoni, boiserie, dettagli Liberty a tema floreale, in particolare le margherite per onorare la sovrana, e un monumentale scalone in rovere intagliato che conduce al primo piano dove si aprono gli appartamenti reali. La stanza più bella è quella della Regina, con una veranda affacciata sul Monte Rosa e gli arredi originari perfettamente conservati, preziosi mobili di antiquariato. Vi intrigherà curiosare nella sala da bagno, dotata di acqua calda grazie a una tecnologia ai tempi all’avanguardia. Lungo un sentiero ad anello La visita culturale a Castel Savoia può essere il punto di partenza per esplorare il magnifico contesto naturale. Uno dei modi è ripercorrere la passeggiata più amata della Regina Margherita di Savoia, un anello che porta il suo nome. Si parte proprio dal maniero, come faceva lei, e si cammina per circa 3 chilometri. Siete ben oltre i 1000 metri e l’aria è tersa, il paesaggio punteggiato di pini e abeti, lungo un itinerario adatto a tutti: verde nella stagione calda, bianco in inverno. Arrivati al Lago Gover, ghiacciato nei mesi freddi, potrete riposarvi. Siete vicinissimi a Gressoney-Saint-Jean e vale la pena farci un salto, per la posizione panoramica e quello che offre come località turistica di montagna. Il fascino dell’inverno Castel Savoia è aperto ai visitatori tutto l’anno e nella stagione invernale le guide autorizzate propongono una ciaspolata nel parco innevato. Il maniero, in mezzo alla neve, ha un fascino speciale e avrete l’impressione di essere finiti dentro una favola mentre vi muovete sulle racchette da neve tra abeti rossi e larici. Sempre d’inverno, vi attendono le splendide piste del comprensorio del Monte Rosa. Oppure, se siete esperti, potete prendere parte a un’escursione sul ghiacciaio, anche questo luogo prediletto dalla Regina che soleva farsi accompagnare dall’amico originario del luogo, il barone Luigi Beck Peccoz. Per saperne di più L’accesso a Castel Savoia prevede un biglietto a pagamento che comprende anche la visita guidata nelle sale interne. Per informazioni su orari, modalità di visita e ciaspolate nel parco consultate i portali www.guideturistiche.vda.it e www.lovevda.it.
Arte & Cultura
Castello di Cly

Castello di Cly

Il Castello di Cly, centro di potere feudale Su un promontorio a 780 metri di altitudine, il Castello di Cly sorvegliava un vasto territorio: Chambave, Nus, Quart, fino alle porte di Aosta, poi dal Colle San Pantaleone alla Valtournenche, controllando anche il borgo sottostante e la Strada delle Gallie. Se un tempo fu un centro di potere feudale, oggi offre un panorama meraviglioso e la possibilità di scoprire i dintorni, tra piccoli paesi e natura. Una naturale posizione di difesa Le origini del Castello di Cly risalgono al 1027 ed è dunque uno dei più antichi della Valle d’Aosta. La sua importanza strategica come vedetta di un immenso feudo è legata alle sorti della potente famiglia Challant del ramo di Cly. In seguito, nel 1376, diventò proprietà diretta dei Savoia, che amministrarono il maniero per due secoli. Oggi si apprezza soprattutto la posizione spettacolare del bastione, su uno sperone di roccia ricoperto da una vegetazione selvaggia, in una posizione difensiva offerta dalla natura. Sono visibili la torre centrale e la cinta muraria. Addossato al mastio si trovano i resti di una piccola cappella romanica un tempo affrescata. È affascinante camminare tra i ruderi, con i picchi innevati sullo sfondo e la vallata che si apre al di sotto; lo sguardo corre fino ad Aosta nelle giornate più terse, con vista su tutta la parte centrale della regione. Una curiosità di tipo prospettico: il Castello di Cly è allineato con quelli di Montjovet e di Ussel, nei tre punti più elevati della Valle d’Ayas. Vi racconteranno di gesta eroiche, ma anche sanguinarie, perpetrate dalla signoria negli anni del potere. E di certo verrete a conoscenza di una delle tante, orribili storie che hanno segnato il Medioevo: quella di Johanneta Cauda, imprigionata proprio nelle segrete del Castello di Cly e infine bruciata sul rogo nel 1428 con l’accusa di stregoneria. Visita al Villaggio di Marseiller Se al Castello di Cly affreschi e dettagli decorativi sono andati perduti, c’è un altro luogo ben mantenuto che merita una visita: il vicino Villaggio di Marseiller. Qui, nella Cappella di San Michele, potrete ammirare gli affreschi realizzati nel 1441 da Giacomino d’Ivrea, un racconto dell’Epifania e dell’arrivo dei Re Magi, dell’Adorazione del Bambino e della Fuga in Egitto. Dal borgo parte il Ru Marseiller, il trekking che si sviluppa tra Verrayes, Saint Denis e Chambave offrendo variegati scorci paesaggistici. Lungo l’itinerario si incontra anche il Castello di Cly. Ecovacanze a Saint-Denis Il Castello di Cly è una frazione del comune di Saint-Denis, un borgo antico dalla modernissima vocazione ecologica. Negli ultimi anni ha installato 4 impianti fotovoltaici di ultima generazione, uno dei quali al Centro ecosostenibile di Lavesé adibito a ostello con ristoro. L’edificio preesistente è stato restaurato secondo i principi della bioedilizia. Potreste prevedere di soggiornare qui o in una delle varie strutture ricettive in paese che utilizzano pannelli solari e altri sistemi di risparmio energetico. Da apprezzare i principali monumenti storici, in particolare la Chiesa di San Dionigio. Per informazioni sul Castello di Cly www.comune.saintdenis.ao.it/turismo/territorio/il-castello-di-cly
Arte & Cultura
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Castello Sarriod de La Tour

Il Castello di Sarriod de la Tour immerso tra i meli Da un lato lo strapiombo sulla Dora Baltea, dall’altro una zona pianeggiante coltivata a meli. Sorge qui, immerso in un frutteto, il Castello di Sarriod de la Tour, a Saint-Pierre. In primavera l’esplosione della fioritura dona al maniero un’atmosfera romantica, in inverno la neve dipinge un quadro da favola antica. Il complesso è costituito da più edifici risalenti ad epoche diverse e gli interni conservano pregiate opere d’arte. Intorno il magnifico contesto naturale delle valli vicine e a poca distanza dal Parco Nazionale del Gran Paradiso. La visita al maniero Il Castello di Sarriod de la Tour presenta una struttura composita, il cui nucleo più antico risale ai secoli XI e XII, a cui si sono aggiunti vari elementi nel corso di interventi successivi di ampliamento e arricchimento architettonico. Arrivando dal sentiero, vi colpiranno le torri, alcune tondeggianti e altre squadrate, il muro di cinta e la serie di edifici in pietra ad altezze diverse. Il maniero porta il nome della famiglia Sarriod de la Tour che lo abitò per secoli. Salendo sulla scala a chioccola, il viret, osservate gli stipiti lavorati sopra i gradini circolari, poi non mancate di ammirare la Cappella ornata da un ciclo di dipinti murali del 1200, mentre nella sala contigua spiccano gli affreschi quattrocenteschi. La Sala delle Teste vale la visita. Si trova al primo piano, nel salone principale del castello, e sfoggia 171 figure finemente intagliate nelle mensole del soffitto. Le “teste” sono tutte diverse: volti di uomini e donne del Medioevo, soggetti fantastici e grotteschi, esseri mostruosi. Sculture lignee tra le più notevoli della Valle d’Aosta. Se soggiornate nei dintorni, non dimenticate di dare un’occhiata al castello di notte: l’illuminazione è studiatissima e il complesso vi offrirà una visione diversa da quella diurna, altrettanto seducente. Il comune di Saint-Pierre: sport all’aria aperta, esperienze indimenticabili Il Castello di Sarriod de la Tour sorge nel comune di Saint-Pierre, in posizione strategica per tuffarvi nella natura nei modi che preferite, anche i più originali. Spostandovi di poco nella frazione di Vetan, a 1700 metri di altitudine ai piedi del Mont Fallère, si può volare in parapendio nella bella stagione o in snowkite d’inverno. Sempre da qui parte una tranquilla passeggiata adatta a tutti, che da Vetan in un paio d’ore conduce al rifugio Fallère. Non è raro imbattersi in stambecchi e camosci lungo la strada, mentre davanti a voi si apre il panorama grandioso delle vette. E incontrerete anche sculture in legno che punteggiano il paesaggio, realizzate dal proprietario del rifugio: un pescatore sornione, pastori e animali dei monti. Quando è innevato, l’itinerario è percorribile con le racchette da neve. Una volta arrivati in baita potrete ristorarvi con salumi, formaggi e piatti tipici. Non distante dal castello ci sono diverse pareti per l’arrampicata sportiva, palestre di roccia accessibili ai principianti come ai più esperti. A cavallo A Saint-Pierre e dintorni troverete agriturismo con maneggio e associazioni che organizzano passeggiate a cavallo nella natura, sotto la guida di un esperto. Se poi vi spostate a Valnontey, valle secondaria della Valle di Cogne nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, oltre ai cavalli e ai pony per i bambini vi aspetta una passeggiata in carrozza e d’inverno in slitta. Vi addentrerete in un paesaggio dove il silenzio regna sovrano, i rapaci volano sopra le vostre teste, i camosci sono vicino a voi. Passerete da boschi fitti a pianori soleggiati, dalle panoramiche aperture mozzafiato. Per saperne di più L’ingresso al Castello di Sarriod de la Tour è guidato e a pagamento. Per informazioni sui costi del biglietto e le modalità di accesso www.lovevda.it/it/banca-dati/8/castelli-e-torri/saint-pierre/castello-sarriod-de-la-tour/901