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Panorami incredibili e paesini incantati dalle Alpi agli Appennini: la montagna in Italia è la meta perfetta se hai voglia di cambiare aria e scoprire la natura incontaminata

Organizzare una vacanza in montagna in Italia vuol dire vivere un'avventura immersi nella natura. Che tu sia appassionato di sport, escursionista provetto o semplicemente amante dell'aria pulita e del silenzio, vieni a scoprirla in tutte le stagioni: ti aspettano solo paesaggi sorprendenti.
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Il Cammino di S. Tommaso, dalla costa tirrenica alla costa adriatica

Il Cammino di S. Tommaso, dalla costa tirrenica alla costa adriatica

Il Cammino di S. Tommaso, che vi porta da Roma a Ortona attraversando gli Appennini, taglia in due la penisola inanellando una quantità eccezionale di patrimoni, paesaggi, ambienti, due parchi nazionali (Gran Sasso e Maiella) e quattro parchi regionali: Appia Antica, Castelli Romani, Monti Simbruini e Sirente-Velino. L’ispirazione è il pellegrinaggio che S. Brigida di Svezia, compatrona d’Europa, compì tra il 1365 e il 1368 dalla basilica di S. Pietro alla cattedrale di Ortona, custode delle reliquie di S. Tommaso. Il cammino moderno recupera questa millenaria tradizione ed è frutto dell’iniziativa di un gruppo di giovani ortonesi, appassionati di escursionismo, che nel 2013 hanno tracciato questo splendido itinerario “esperienziale” allo scopo di valorizzare le loro terre. Il tragitto lungo 316 chilometri è organizzato in 16 tappe, una al giorno: le lunghe in media dai 25 chilometri (le più pianeggianti) ai 15 circa quelle con un dislivello più impegnativo. Sul versante laziale dei monti Simbruini si tocca la vetta del Cammino, sul Monte Autore che misura 1855 metri, ma anche l’entroterra abruzzese prevede salite e discese impegnative. Per questa ragione il Cammino di S. Tommaso richiede un po’ di allenamento e pratica. In cambio, si ha la possibilità di muoversi in territori di bellezza intatta e poco battuti dal turismo, come alcuni borghi colpiti dal terremoto del 2009, come Fontecchio e Capestrano, oggi tornati all’antica bellezza. Fra le tappe legate alla spiritualità e alla cristianità, lungo il Cammino visiterete, oltre a numerosi santuari, luoghi rinomati come Castel Gandolfo, Albano Laziale e la mirabile Subiaco, e anche mete meno note, come l’abbazia di S. Liberatore a Maiella, immersa nel verde intorno a Manoppello, oppure l’oratorio di S. Pellegrino a Bominaco, detto “la Cappella Sistina d’Abruzzo”. Dal punto di vista naturalistico il Cammino non vi deluderà: racchiude, infatti, numerose sorprese fra cui i panorami dalle Pagliare di Tione e le fiabesche sorgenti del torrente Lavino. Alcune località come Subiaco, Rocca di Mezzo, Tagliacozzo, Manoppello, ben servite dai mezzi pubblici, possono essere usate come base di partenza e di arrivo per chi voglia compiere solo una parte del Cammino. Tutto il tracciato è affiancato da strutture dedicate all’accoglienza.
Spiritualità
La Via di Francesco: tra Umbria e Toscana sulle orme del Santo di Assisi

La Via di Francesco: tra Umbria e Toscana sulle orme del Santo di Assisi

La Via di Francesco tocca i luoghi testimoni dell' avventura umana di Francesco d’Assisi, santo e patrono d’Italia. Monasteri, basiliche, eremi: ognuno di questi luoghi ha un posto nella vicenda francescana. Sui sentieri della Via di Francesco si trovano camminatori da ogni parte del mondo e l’atmosfera che si respira rimanda sempre a un trasporto mistico e religioso. Nella sua totalità, la Via è lunga lungo poco meno di 500 chilometri e si snoda dalla rupe del Santuario della Verna – non lontano da Sansepolcro, nel cuore dell’Appennino toscano – alla volta di Gubbio e Assisi, per poi proseguire attraverso le colline dell’Umbria in direzione di Roma. Camminiamo sulla Via del Nord, che congiunge Chiusi della Verna ad Assisi. Un percorso suggestivo, lungo 189 chilometri, una distanza che si può coprire in dieci tappe e circa 70 ore, toccando i luoghi di Chiusi della Verna, Pieve Santo Stefano, Sansepolcro, Citerna Monterchi, Città di Castello, Pietralunga, Gubbio, Valfabbrica, Perugia, Bastia Umbra e Assisi. Si dorme in ostelli semplici ed essenziali, oppure negli eremi in cui fu accolto anche Francesco, i ristori sono accoglienti e tappa dopo tappa, anche per chi non si mette in viaggio aderendo allo spirito del “pellegrinaggio”, si avverte una intensa spiritualità che mette in connessione profonda con la natura e con se stessi.
Cammini
Outdoor e natura 4 stagioni: il Piemonte è l’esperienza che non ti aspetti

Outdoor e natura 4 stagioni: il Piemonte è l’esperienza che non ti aspetti

La Grande Traversata delle Alpi, conosciuta come GTA, è un itinerario escursionistico di lunga percorrenza e di media difficoltà da intraprendere a piedi che si articola lungo le Alpi Pennine, Graie, Cozie e Marittime, fino alle vallate delle Alpi Liguri. In Piemonte il tracciato della GTA copre 1000 km e si articola in 55 tappe, con partenza da Viozene, sulle Alpi liguri, per arrivare ai Molini di Calasca, in Valle Anzasca, nel Verbano Cusio Ossola. Uno spettacolare trekking alpino per gli amanti del turismo slow e del wildlife watching tra valli, borghi e laghi alpini in panorami selvaggi lungo sentieri e mulattiere tutti segnalati e certificati CAI (Club Alpino Italiano), che permettono di passare di valle in valle valicando i passi più accessibili. Ogni tappa comporta dalle 5 alle 8 ore di marcia. Il periodo consigliato va da metà giugno e settembre, quando (salvo eccezioni stagionali) non si è in presenza di neve e tutti i posti-tappa e i rifugi sono accessibili e aperti. Tutti i sentieri sono identificati da una segnaletica bianca e rossa, oltre che da bandierine metalliche con il logo GTA. Al termine di ogni tappa si trovano le strutture ricettive della GTA o i rifugi del Club Alpino Italiano. Alla GTA si collegano anche percorsi ad anello che permettono di partire e tornare al punto di partenza. Partenza Rifugio Rivetti 13811 Andorno Micca (BI) Arrivo Rifugio Barbara Lowrie 10060 Bobbio Pellice (TO) Zona: Biella Valsesia Vercelli, Torino Partenza: Andorno Micca Arrivo: Bobbio Pellice Distanza: 221,00 km Tempo di percorrenza: 140 ore Quota di partenza: 2 200 m Quota di arrivo: 1 765 m Dislivello salita: 25 800 m Dislivello discesa: 26 700 m Difficoltà: Media
Laghi
Lago di Braies

Lago di Braies

Il lago di Braies è uno smeraldo d’acqua che brilla a circa 1490 metri di quota, avvolto su tre lati da una corona di vette dolomitiche che, specchiandosi nelle sue acque, raddoppia d’imponenza: su tutte domina la Croda del Becco (2810 m), con una parete che precipita a picco sulla sponda meridionale del lago. Siamo nel cuore del Parco naturale Fanes-Senes-Braies, in un “mondo a parte” di boschi, malghe e altipiani, dove si arriva deviando per una decina di chilometri dalla Statale e dalla ciclabile della Val Pusteria, in direzione sud. La splendida “cartolina” del lago di Braies, con la mole della Croda sullo sfondo, è ben nota anche per altri motivi: il merito è della fortunata serie televisiva Un passo dal cielo con Terence Hill, girata sulle sue rive e trasmessa dalla RAI a partire dal 2011. Lungo circa 1200 metri, largo fino a 400 e profondo oltre 35 metri, il lago ha un carattere diverso da quello di quasi tutti gli altri bacini dolomitici: venne formato da un’enorme frana caduta dal Sasso del Signore sul corso del Rio Braies, creando uno sbarramento naturale, nessuna origine glaciale e nemmeno morenica. Lungo le rive, tra i boschi di abeti, corre una passeggiata di circa un’ora, piacevolissima e un po’ sovraffollata in estate. Il fascino del paesaggio e la grande notorietà televisiva hanno infatti reso il lago una meta popolarissima, tanto da far introdurre limiti per ridurre l’impatto del turismo. Così, in estate non ci si arriva in auto ma solo in bici o con le navette (linea 442 da Dobbiaco e Villabassa) oppure a piedi dal parcheggio (da prenotare) in frazione Ferrara: da qui parte il sentiero tematico Viktor Wolf Edler von Glanvell, che si percorre in un’ora e mezzo. Per chi cerca trekking più impegnativi, dal lago parte l’Alta via n. 1 delle Dolomiti, la “Classica”, che arriva a Belluno ai piedi del gruppo della Schiara.
Montagna
Dobbiaco

Dobbiaco

La posizione è incantevole. Dobbiaco se ne sta poco sopra quota 1200 metri all’inizio dell’alta val Pusteria, la “Terra delle Tre Cime di Lavaredo”, proprio in corrispondenza dello sbocco della valle di Landro, che si allunga a sud verso il Cadore e l’Ampezzano insinuandosi tra alte cime dolomitiche. Alle porte dell’abitato c’è anche un lago, un bacino poco profondo formato dalla Rienza, con un perimetro di 4,5 chilometri: una gemma incastonata tra i due parchi naturali di Fanes-Senes-Braies e delle Tre Cime. QNon è difficile capire perché questa cittadina è stata una delle prime mete turistiche della regione, famosa già ai tempi della Belle Époque e della Finis Austriae, quando a Dobbiaco si davano appuntamento aristocratici, intellettuali e artisti come il compositore Gustav Mahler (1860-1911): gente abituata all’eleganza di Vienna che esigeva strutture ricettive di altissimo livello. Per loro si sviluppò la parte “nuova” del paese, con la stazione ferroviaria inaugurata nel 1871 e il Grand Hotel, costruito nel 1877-78, oggi sede del Parco naturale Tre Cime e di un gran numero di iniziative culturali. Dobbiaco vanta, infatti, un cartellone di eventi artistici e musicali di tutto rispetto, incentrato tra luglio e agosto sui concerti delle Gustav Mahler Musikwochen. Più a nord, il centro storico di Dobbiaco si raccoglie intorno alla grazia barocca della chiesa di S. Giovanni Battista (1764-74) e al castello Herbstenburg (privato), nato da una torre medievale e ampliato nel ’500. A metà strada tra i due abitati si trova Mondolatte, un ideale punto di contatto tra cultura, tradizioni locali e piaceri gastronomici: è il museo del latte e dell’arte casearia del caseificio Latteria Tre Cime, che organizza anche laboratori e degustazioni.
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Baveno

Baveno, dove i tramonti sono ancora più romantici. Adagiato tra verdi colline che scendono dolcemente verso le acque del Lago Maggiore, Baveno è un comune piemontese della provincia del Verbano-Cusio-Ossola di circa 5000 abitanti. L’antico borgo, ricco di storia, tradizioni e cultura, si arricchisce di una splendida vista sulle Isole Borromee e il panorama, mozzafiato e suggestivo, rende Baveno un gioiello di pace e relax. Il paese, posto lungo la via Severiana Augusta che collegava Milano con il Passo del Sempione e noto per le acque oligominerali e per le cave di granito rosa, già nei tempi antichi è stato un importante snodo commerciale e crocevia di arte e cultura, come testimoniano il Battistero del V secolo e la parrocchiale romanica dei SS. Gervasio e Protasio. Percorrendo le stradine di Domo e Baitone, i dei due rioni che compongono il centro storico di Baveno, è possibile ammirare scorci suggestivi che spaziano fino al lago dove una romantica passeggiata sul lungolago offre al visitatore un bellissimo panorama sulle Isole Borromee. Questo luogo unico ha attirato nei secoli sempre maggiori visitatori, anche illustri, che qui hanno voluto prendere dimora: Villa Fedora, Villa Branca, Casa Morandi, villa Durazzo, sono solo alcune delle tante meravigliose residenze che adornano la sponda piemontese del lago e che, fin dalla metà del XIX secolo, hanno ospitato numerose personalità di fama internazionale. Una serie di percorsi rende la visita a Baveno particolarmente interessante offrendo la possibilità al visitatore di conoscere i variegati aspetti della storia e della cultura del borgo, passeggiando tra giardini profumati, angoli pittoreschi e scorci unici, circondati da bellezza, calma e romanticismo.
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