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Trascorrere le vacanze al mare in Italia vuol dire andare alla scoperta di località e paesaggi balneari iconici, dalle calette della Sardegna alle località glamour della Costiera Amalfitana. Parliamo di circa 8 mila chilometri di costa con una varietà di spiagge mozzafiato, selvagge e incontaminate. Tuffati nelle dolci onde del Mediterraneo e lasciati cullare dalle sue acque cristalline.

Mare 175 risultati di ricerca
Città
Numana

Numana

Numana, tra l’azzurro del mare e il Rosso Conero Numana è un colorato borgo di pescatori adagiato sulla Riviera del Conero con grandi spiagge facilmente accessibili. Siamo nelle Marche e nel vivace centro storico si visita un interessante Antiquarium, che documenta le origini antichissime degli insediamenti delle popolazioni picene su questa costiera. Dal porticciolo di Numana si possono organizzare escursioni in barca o in canoa, mentre il verde delle colline invita a scoprire l’entroterra lungo la strada del vino Rosso Conero e dei suoi mille profumi. Cosa vedere a Numana Una passeggiata per Numana invita a scoprire un gradevole centro storico che si sviluppa lungo la Costarella, una dolce scalinata che collega il borgo sul pendio alle spiagge e al mare. In cima al promontorio, sopra il porto, vedrete l’Arco di Torre, quel che resta del campanile di una chiesa o di una torre di avvistamento distrutti dal terremoto del 1930, accanto al quale c’è il monumento in bronzo dedicato al pescatore. Il belvedere è il luogo dove vorrete andare nelle giornate estive a godere della brezza che spira sempre lassù e del panorama sulla costa. Da non perdere una visita all’Antiquarium, un piccolo museo che documenta una grande scoperta archeologica: il corredo della Tomba della Regina di Sirolo (VI sec a.C.) rinvenuta a Sirolo nell’area archeologica I Pini. Nel Santuario del Crocifisso potete ammirare un crocifisso in legno di cedro, opera bizantina del XIII secolo. Interessante anche il palazzo del Municipio, in un edificio del 1773, che è stato residenza estiva dei vescovi di Ancona. Per le spiagge, si può scegliere tra le due baie a ridosso della falesia (la Spiaggiola e la Spiaggia dei frati), oppure la grande spiaggia a sud del porto che si estende fino alla frazione di Marcelli, con stabilimenti balneari e servizi per le famiglie. La caletta delle tartarughe di Numana Da alcuni anni il comune di Numana collabora con la Fondazione Cetacea di Riccione per il soccorso, la cura e la riabilitazione delle tartarughe marine. A Numana è stata realizzata la cosiddetta caletta delle tartarughe: una volta guarite da traumi o incidenti, le tartarughe vengono fatte stazionare in una zona recintata in mare nei pressi del porto. Qui sono ancora osservate e monitorate dai biologi marini e dai volontari per valutare se e quando sono definitivamente idonee a tornare libere nel mare. Il momento della liberazione definitiva è sempre una grande emozione. La strada del vino Rosso Conero Numana è una località circondata dai vigneti da cui partire alla scoperta della strada del vino Rosso Conero, che si snoda tra Ancona fino a Osimo, tra i comuni di Numana, Sirolo, Camerano, Offagna e Castelfidardo, tra le scogliere e la campagna. Qui una ventina di cantine producono il Rosso Conero DOC e il Rosso Conero Riserva DOCG, vini ottenuti da uve montepulciano e sangiovese che risentono della presenza del mare, del terreno calcareo del promontorio e del micro-clima della costa. Corposo e profumato, il Rosso Conero si abbina prevalentemente a piatti di carne. Per saperne di più www.turismonumana.it
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Recanati

Recanati

Recanati, la città dell’Infinito Recanati è la città natale del maggior poeta italiano dell’Ottocento, Giacomo Leopardi. Qui, tutto parla di lui e della sua ispirazione poetica: il palazzo dove nacque che conserva le sue “sudate carte”, la casa di Silvia, il colle de L’Infinito. Le splendide vedute sulla campagna, l’eleganza del borgo, le notevoli opere d’arte che vi sono custodite fanno di Recanati una tappa irrinunciabile di ogni viaggio nelle Marche. A due passi dal mare di Porto Recanati e della riviera del Conero. Nel borgo del poeta Giacomo Leopardi Il “natio borgo selvaggio” di Leopardi (1798-1837) vi incanterà per la sua felice posizione su un colle molto panoramico, ma anche per i bei palazzi e il bel camminamento lungo le mura, su cui si può passeggiare e godere della vista del mare. Molto interessante è la visita della casa natale di Leopardi, un palazzo tutt’ora abitato dai suoi discendenti: si vedono le stanze dove è cresciuto, l’elegante biblioteca con rari volumi dello “studio matto e disperatissimo”, la sua stanza che si affaccia sulla più modesta casa di Silvia, la giovane figlia del suo cocchiere della quale era invaghito. Nel paese c’è il luogo che ha ispirato al poeta la sua poesia più nota, L’Infinito: è l’orto del monastero di Santo Stefano, in cima a un colle a pochi passi da casa Leopardi, riaperto al pubblico nel 2019 grazie al FAI. Trovate anche la piazza de Il sabato del villaggio e la torre de Il passero solitario, quella di Sant’Agostino. A Leopardi si deve la presenza a Recanati del Centro Mondiale della poesia, ospitato nel convento di Santo Stefano e il Centro Studi Leopardiani creato nel 1937 per stimolare ricerche e riflessioni sull’opera del poeta che viene celebrato il 21 marzo, in occasione della giornata mondiale della poesia e in giugno con un festival a lui dedicato. Da vedere a Recanati anche la Cattedrale di San Flaviano, il museo civico di villa Colloredo Mels, una pinacoteca che espone quattro importanti opere di Lorenzo Lotto, e il museo dell’Emigrazione marchigiana che documenta, con storie e testimonianze, la diaspora dei 700mila che hanno lasciato la regione in cerca di fortuna. Altro cittadino illustre di Recanati è stato Beniamino Gigli, uno dei più applauditi tenori lirici del XX secolo. Nel teatro Persiani, all’interno della Sala dei Trenta, a livello del terzo ordine di palchi, in sua memoria è stato ricostruito il suo camerino e nel museo Beniamino Gigli vi sono conservati costumi di scena. Porto Recanati Tanto raccolta è l’atmosfera che si respira a Recanati, quanto vivace e allegra è quella di Porto Recanati, sulla costa. Di giorno, ampie spiagge di ghiaia fine, per lo più attrezzate, offrono ogni genere di servizi: ce n’è una a ridosso del paese e una più defilata, la Pineta, che sconfina nel verde. Di sera Porto Recanati si anima nella zona attorno al castello Svevo (in realtà del XV secolo) che al suo interno, nel cortile intitolato a Beniamino Gigli, ospita concerti e spettacoli serali. Sulla torre del castello si può salire per vedere il panorama della costa: le sue sale ospitano una Pinacoteca con un’importante collezione di tele del XVII secolo (da Luca Giordano a Rosso Fiorentino) e un nucleo di macchiaioli (da Giovanni Fattori a Silvestro Lega). Esposti anche alcuni reperti archeologici dagli scavi della vecchia Potentia, la colonia romana fondata nel 184 a. C. che si trova nella frazione Santa Maria, dove sono visibili i resti di una domus romana con pavimento a mosaico e pareti affrescate. Per saperne di più www.comune.recanati.mc.it www.portorecanatiturismo.it
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Atrani - Costiera Amalfitana, Campania

Atrani

Atrani: suggestivo, minuscolo borgo dal cuore antico A meno di un chilometro da Amalfi, grazie alla sua posizione Atrani è un punto strategico per esplorare l’intera Costiera Amalfitana, di cui fa parte. Un mondo antico in miniatura, siamo nel più piccolo comune italiano per superficie, ricco di storia che testimonia il passaggio di molti popoli. Unico paese della Costiera a mantenere l’affascinante atmosfera di un borgo di pescatori del Meridione d’Italia, a caratterizzare Atrani sono il suo pugno di casette che dalla spiaggia si arrampicano sull’altura. Un luogo ispirante, ieri come oggi Il borgo di Atrani vanta origini romane, quando era denominata Atranum. Poi tutti sono passati di qui: etruschi, greci, normanni, svevi, francesi e spagnoli, attratti dalla posizione di vedetta sul mare, lungo la valle del fiume Dragone con alle spalle le alte, inespugnabili montagne. Il paesaggio è lo stesso da sempre e il panorama uno dei più suggestivi della Costiera. Dedicatevi una passeggiata lenta tra strette viuzze, cortili e camminamenti protetti da arcate, lungo il saliscendi di scale che convergono tutte al mare. Basta questo per scoprire i luoghi più densi di storia. Dimenticate la macchina e se avete voglia di una camminata panoramica potreste arrivare a piedi direttamente da Amalfi. C’è pace in questo incavo naturale della Costiera, protetto dai rumori e dal traffico. Un caffè in piazzetta Orientatevi verso Piazza Umberto I, meglio nota come la piazzetta, e sedete a bere un caffè espresso in questo luogo raccolto, proiettato verso il mare visto che fu creato proprio come ormeggio per le barche nei giorni di mareggiata. Visitate la Chiesa di San Salvatore de’Bireto che guarda la piazza: la prima edificazione risale all’anno Mille, sebbene oggi si presenti in puro stile Neoclassico. Qui si svolgeva la manifestazione di investitura dei Dogi della Repubblica Marinara di Amalfi. Vi stupirete di quante chiesette accoglie il borgo, sbirciate al loro interno per ammirarne dipinti e statue, senza perdere, tra le altre, la Chiesa del Carmine e la Chiesa di S. Michele Fuori le Mura. In trattoria Anche i luoghi della ristorazione profumano di storia ad Atrani e una sosta gastronomica riserva un’esperienza di gusto autentico in un ambiente emozionante. Accomodatevi su un tavolino all’aperto, sotto gli ombrelloni o nella luce discreta dell’illuminazione, alla sera. Alcune osterie apparecchiano sotto gli archi destinati al riparo dei pescatori e alla conservazione delle reti. Se vi trovate nei paraggi nel mese di luglio, recatevi ad Atrani il 22. In questa data si svolgono i festeggiamenti in onore di Santa Maria Maddalena e il piatto tipico celebrativo è il Sarchiapone: cannelloni ottenuti da cilindri di zucca del tipo lungo ripieni di carne macinata, fritti e bagnati da sugo di pomodoro. Atrani vanta inoltre una lunga tradizione nella produzione di pasta fresca. Venite a mangiarla qui, condita con i doni del mare. E a tutte le ore, compreso il fine pasto, assaggiate il pasticciotto. I campani sostengono che il migliore sia proprio quello di Atrani: una friabile sfoglia, che nella versione locale racchiude un ripieno di crema pasticciera e amarene. Un tuffo nella baia Le pareti rocciose a strapiombo racchiudono una spiaggetta di sabbia mista a ghiaia fine, in parte libera in parte attrezzata, divisa a metà dal fiume Dragone. Il mare è limpido e quieto, tra il verde e l’azzurro. Nuotate e volgete lo sguardo verso l’alto, per un colpo d’occhio sul borgo con le sue piccole case colorate e le chiese; oltre, svetta la montagna verdeggiante. E tornateci di sera ad assistere alla partenza per la pesca delle lampare.
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Amalfi

Amalfi, regina della Costiera Un paesaggio di straordinaria bellezza ha reso Amalfi nota in tutto il mondo. Le imponenti montagne che la circondano strapiombano nel mare turchese, con un potente effetto scenico. È la regina della Costiera Amalfitana, che porta il suo nome: quel tratto di litorale tirrenico riconosciuto dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. Qui, oltre a un mare da favola, vi aspettano preziose testimonianze storiche, il borgo suggestivo e un’incantevole natura. Scegliete la vostra spiaggia Amalfi offre la possibilità di rilassanti giornate al mare, sempre immersi in uno splendido paesaggio. La spiaggia più accessibile è la Marina Grande, in paese. È caratterizzata da sabbia e ciottolini, attrezzata e ricca di lidi, bar e ristoranti. Comodissima, e per questo spesso affollata in alta stagione, è adatta alle famiglie e ai bambini, di immediato accesso anche per gli anziani. All’opposto, la Spiaggia del Duoglio è per chi ama situazioni più appartate. Raggiungerla è già un’esperienza, percorrendo un sentiero verde e una scalinata di 400 gradini che conduce a una baietta dall’acqua perfetta. Potete recarvi qui anche su piccole imbarcazioni in partenza dal molo di Amalfi e se desiderate un bagno di sole partite le prime ore del mattino, perché il pomeriggio la cala è in ombra. Se siete in barca, non mancate neppure la Spiaggia di Santa Croce, raggiungibile soltanto via mare. Un break nel verde Dopo il relax al mare, si va alla scoperta dell‘interno salendo verso le montagne. L’itinerario consigliato è nella Riserva Naturale di Valle delle Ferriere, una passeggiata senza difficoltà di circa 3 ore. Attraversate boschi e costeggiate ruscelli, incontrate i ruderi della ferriera che riforniva di ferro la Repubblica Marinara di Amalfi e che dà il nome alla valle. Siete in pace, qui, lontani dalla folla, tra cascate e gli antichi mulini un tempo impiegati per la produzione della celebre carta di Amalfi. Durante questa escursione, visitate il placido paese di Pogerola, sulla collina Monte Falconello, e godetevi il panorama da lassù. Nel cuore della cittadina Amalfi fu una fiorente Repubblica Marinara dal IX all’XI secolo, detentrice del commercio nel Mar Tirreno verso i mercati orientali. La sua storia è raccontata dalla struttura stessa della cittadina abbarbicata sul costone, che ai viaggiatori ricorderà molto da vicino un suk. Le abitazioni sono concentrate a grappolo, vicinissime tra di loro e collegate da un dedalo di vicoli e scalinate. Esplorate il labirinto e poi puntate alla principale meraviglia architettonica: il Duomo di Sant’Andrea Apostolo, Cattedrale centrale che domina Piazza Duomo con la sua imponente scalinata. Di impianto romanico e ricostruita più volte nei secoli, oggi colpisce per la sua facciata in stile neomoresco o arabo-siciliano, di cui costituisce un esempio sublime. Dall’interno si accede al Chiostro del Paradiso, luogo di pace circoscritto da un porticato ad archi ricamati, ugualmente di influsso moresco. E c’è anche chi si sposa qui Per la sua impareggiabile posizione e lo scenario da favola, Amalfi attrae sempre più coppie, anche dall’estero, che la scelgono per la celebrazione delle nozze. Il Comune mette a disposizione 3 location per il rito civile. Il Salone Morelli che si trova nella Casa Comunale, l’Arsenale della Repubblica con la sua maestosa struttura medievale e l’ex Convento dei Cappuccini. Anche ai non residenti è concesso inoltre celebrare il rito nel Duomo di Sant’Andrea Apostolo. Hotel raffinati, giardini e ottimo cibo si offrono come corollario di un memorabile ricevimento. 5 esperienze ad Amalfi tra panorami e gusto La Grotta dello Smeraldo si raggiunge sia attraverso un ascensore sia su piccole barche. La cavità carsica presenta stalattiti e stalagmiti, ma è il colore del mare a rubare la scena: uno smeraldo che gioca con i riflessi dei raggi filtranti dalla fenditura di ingresso, in mille sfumature. Sul fondale c’è un presepe subacqueo, che i sommozzatori omaggiano in occasione delle principali ricorrenze religiose. Alla sera, una volta spento il giorno, salite nel punto più alto della cittadina di Amalfi, coincidente con il Cimitero. Ci si arriva solo a piedi percorrendo le gradinate e i vicoli del borgo antico. Il panorama di luci, riflessi del mare e vecchie case è davvero impareggiabile. Quando al tramonto si svuota la Spiaggia di Marina Grande, regalatevi un aperitivo sulle terrazze dei bar, deliziosi lounge proprio sul mare. Lo Sfusato Amalfinato è il limone tipico di Amalfi, dalla forma affusolata, la polpa succosa e profumata. Bevete un limoncello a fine pasto, assaggiate una delle tante delizie di pasticceria di cui è l’ingrediente base e un gelato limone e cioccolato dai chioschi in strada. Un piatto di pasta è il modo migliore per apprezzare i sapori di Amalfi: Scialatielli ai frutti di mare, Paccheri al limone o un semplice Scarpariello, perché qui pomodoro e basilico hanno un gusto unico.
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Parco Nazionale delle Cinque Terre

Parco Nazionale delle Cinque Terre

Liguria, Parco Nazionale delle Cinque Terre: tra sentieri e mare È tra i più piccoli d’Italia e, al contempo, il più densamente popolato: il Parco Nazionale delle Cinque Terre, con il suo paesaggio atipico e fortemente alterato dall’uomo, è diventato Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Si configura come il vero tratto identitario delle Cinque Terre e offre ai suoi visitatori una rete sentieristica costellata di itinerari panoramici di cui è impossibile non innamorarsi. La rete dei sentieri I sentieri delle Cinque terre sono stati per secoli l’unica forma di collegamento tra un paese e l’altro. Parliamo di una rete di 120 chilometri, che oggi vi consente di attraversare in lungo e in largo l’intero territorio, proponendovi percorsi diversi. Potete scegliere, tra i tanti, l’Itinerario dei vigneti terrazzati, che si snoda da Riomaggiore a Corniglia, ma solo se siete degli escursionisti esperti, perché è un tragitto lungo oltre 8 chilometri e con 73 metri di dislivello. Camminerete lungo orti coltivati, fino al crinale della Costa Corniolo: da qui ammirerete la punta Montenero a levante e il Golfo delle Cinque Terre a ponente. Poi, con l’antica scalinata, in parte in pietra e in parte scavata nella roccia, scenderete verso Manarola, con le sue scenografiche visuali. Vi affascinerà anche l’Itinerario Insediamenti Antichi, che congiunge Riomaggiore a Fossola. Un sentiero ancora più lungo, di 11 chilometri, che corre tra muri a secco, affiancati dal torrente Rio Major, tra ontani e sambuchi neri. Ai più romantici consigliamo la Via dell’Amore, passeggiata interamente lastricata a picco sul mare, che da Riomaggiore consente in pochissimo tempo di raggiungere il borgo di Manarola, regalando incantevoli scorci. E ancora, gli Itinerari Santuari e Chiese, come quello che parte dall’abitato di Monterosso e si dirige verso il Santuario di N.S. di Soviore, alternando scalinate a lunghi tratti di sterrato, attraverso case, macchia mediterranea e fitti boschi di lecci e castagni. O il sentiero per il Santuario di Reggio, che si snoda lungo le valli tra Monterosso e Vernazza tra i 500 e 350 metri di quota. Da non perdere anche il Parco Letterario di Monterosso, dedicato a Eugenio Montale, dove vivrete in prima persona le emozioni che il poeta ligure ha saputo esprimere nei suoi versi, in un abbraccio tra mare e terra. L’Area Marina Protetta La meravigliosa offerta del Parco Nazionale delle Cinque Terre continua con i percorsi offerti nell’Area Marina Protetta. Itinerari da fare a nuoto, come il Percorso natatorio nell’AMP Cinque Terre, lungo 700 metri, che parte da Vernazza e prosegue sottocosta, delimitato da piccole boe, per impedire la navigazione e la sosta ai mezzi nautici di diporto. Lo stesso tratto di costa è adatto a snorkeling ed escursioni su kayak, per valorizzare un tratto di mare estremamente scenografico, tra stelle marine, aragoste e barracuda. Sub anche per disabili, per un’esperienza di mare priva di barriere, come quello a Punta Corone, a Monterosso. L’itinerario è segnalato da una cima sorretta da picchetti e colpisce per la prateria Posidonia oceanica. Il Santuario dei Cetacei Le acque che bagnano i cinque borghi gioiello, incastonati tra mare e colline, sono particolarmente importanti dal punto di vista biologico e così ricche di nutrienti da essere paragonate a quelle atlantiche. Il modo perfetto per concludere il vostro soggiorno al Parco Nazionale delle Cinque Terre è sicuramente quello di visitare il Santuario dei Cetacei. In quest’area, infatti, nella bella stagione, potrette assistere a uno spettacolo magico, avvistando le balene, i delfini e i capodogli che trovano nel Mar Ligure l’habitat ideale e le condizioni necessarie all’approvvigionamento del cibo e alla riproduzione.
Punto di interesse
Marsala

Marsala

Marsala, la città del vino e del sale Marsala è una città ed è anche un vino. Entrambi sono eleganti e ricchi di storia. La città è racchiusa tra i bastioni del Cinquecento, quando visse un suo Rinascimento che la arricchì di palazzi, chiese e monasteri. Il vino è il prodotto che l’ha resa celebre nel mondo, anche grazie all’intuizione di un mercante inglese che lo adattò ai gusti d’oltremanica. Nel bel centro storico si visitano le vestigia del suo passato assieme alle cantine storiche che tengono alto il prestigio del suo prodotto migliore, mentre sulla costa si produce il sale in spettacolari saline. Tra barocco e natura Chi entra da Porta Nuova viene accolto da un’infilata di bei palazzi rinascimentali e barocchi, come il monastero di San Pietro che ospita il Museo civico, con una sezione archeologica e una dedicata al Risorgimento; Garibaldi e i Mille sbarcarono a Marsala per compiere l’impresa dell’Unificazione dell’Italia. Poco oltre si entra in piazza della Repubblica, il salotto di Marsala, con il bel Palazzo VII Aprile con la torre dell’Orologio e il Duomo barocco, ma il realtà la facciata è stata completata solo nel 1956 e, accanto, il Museo degli Arazzi dove sono esposti otto arazzi fiamminghi, dono di un re spagnolo. A pochi passi trovate il Convento del Carmine, oggi Museo di Pittura Contemporanea con opere di vari artisti italiani tra cui Cassinari, Maccari, Marchegiani, Pomodoro, Sassu, Sironi e mostre temporanee. Per immergervi nel passato più antico di Marsala visitate il Museo Archeologico Baglio Anselmi, nel fabbricato di un’ex-azienda vinicola sul lungomare: vi sono esposti vari reperti che narrano la fondazione della città (allora si chiamava Lilibeo) da parte degli esuli della colonia fenicia dell’isola di Mothia. Non perdete il relitto di una nave punica naufragata probabilmente durante la battaglia delle Egadi della Prima guerra Punica, rinvenuta al largo dell’isola Lunga in prossimità di Punta Scario, i mosaici romani e una straordinaria collezione di anfore che documentano i traffici commerciali dell’antichità. La visita al museo si completa nel Parco archeologico con l’Insula romana, il sito di una grande villa romana del III secolo d.C. con terme, cisterne e i resti di una necropoli paleocristiana. Il cuore pulsante di Marsala è il suo centralissimo Mercato del pesce, da poco ristrutturato, di giorno luogo dove si riversa il pescato dello Stagnone e del Canale di Sicilia, di sera centro della movida dove cenare e fare tardi. Il vino di Marsala che piacque agli inglesi Si è sempre prodotto vino a Marsala, fin dai tempi di fenici, ma è verso la fine del Settecento che un mercante inglese, John Woodhouse, mandò in Inghilterra alcune botti di vino locale da far assaggiare ai suoi clienti, aggiungendo però una dose di acquavite, per far sì che il vino non si guastasse durante la navigazione. Così nacque il Marsala che conosciamo oggi, un vino liquoroso molto gradito agli inglesi che da allora lo importarono in quantità, facendo la fortuna dei produttori locali: Florio, Rallo, Donnafugata, Pellegrino, le cui cantine storiche si trovano ancora nel centro di Marsala. La Riserva dello Stagnone e Mozia La Riserva dello Stagnone è una laguna che si trova a nord di Marsala, 2mila ettari di acque basse e molto salate all’interno della quale sorgono 4 isole: l’isola Grande che fa da barriera alla laguna, l’isola di Santa Maria, una striscia di terra, la Schola, perché nel periodo romano ospitava era una scuola di retorica, dove si narra che insegnasse Cicerone quando era questore della città lilibetana e Mothia (Mozia), isola su cui sorgeva una città fenicia dell’VIII sec. a.C. che le fonti antiche descrivono come ricca di bei palazzi, una delle basi commerciali più importanti del Mediterraneo antic Conquistata da Dionisio di Siracusa, Mothia fu distrutta nel 397 a.C. e mai ricostruita, quindi le sue rovine sono “integre”, senza sovrapposizioni, un vero paradiso per gli archeologi. I sopravvissuti infatti fondarono Lilibeo, l’attuale Marsala. L’isola di Mozia oggi appartiene alla Fondazione Whitaker, un produttore vinicolo inglese che l’acquistò e avviò gli scavi all’inizio del Novecento, ed è aperta alle visite. Le saline di Marsala e i mulini a vento Sulla costa a nord della città, affacciate sullo Stagnone, si estendono le Saline della Laguna di Marsala Ettore e Infersa, uno degli luoghi più spettacolari della costa occidentale della Sicilia, specchi d’acqua che assumono vari colori a seconda della stagione, su cui si stagliano i profili di mulini a vento circondati da montagnole di candido sale. Un luogo non solo molto poetico e fotogenico, ma anche di grande interesse storico e ambientale, strutturato per far vivere a chi lo visita l’esperienza del sale a tutto tondo: qui si possono fare passeggiate lungo le saline, visitare i mulini tuttora funzionanti, fare degustazioni, raccogliere manualmente il sale con i salinai e immergersi in vasche fuori produzione, ma comunque alimentate dal circuito idraulico, dove galleggiare in soluzioni saline con diverse concentrazioni e distendersi sulla crosta di sale. Per saperne di più www.turismocomunemarsala.com
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Monterosso al Mare

Monterosso al Mare: in vacanza tra comfort e natura Monterosso al Mare è la porta delle Cinque Terre, quel tratto della Riviera Ligure di Levante inserito dall’Unesco nella lista dei luoghi Patrimonio dell’Umanità, per la capacità dell’uomo di interagire rispettosamente con il paesaggio, onorandolo in tutta la sua grandiosa bellezza. Il borgo di Monterosso è il più grande dei 5 che compongono le Cinque Terre ed è l’unico a vantare ampie e splendide spiagge di facile accesso. L’ideale per una vacanza in famiglia, a stretto contatto con la natura. Sulla sensuale spiaggia di Fegina Il fascino delle Cinque Terre deve molto al suo territorio impervio. A Monterosso la natura è ugualmente incontrastata, ma tra i 5 borghi della celebre costa è l’unico a vantare un’ampia e comoda spiaggia di sabbia. Si tratta di Fegina, definita dall’autorevole rivista statunitense Forbes “una delle 25 spiagge più sexy del mondo”. Partendo dalla stazione ferroviaria, vi risulterà comodissimo scendere pochi gradini per trovarvi un posto al sole, sul tratto libero o servito dagli stabilimenti balneari. Siamo nell’area marittima del Parco delle Cinque Terre e l’acqua, grazie a un’attenta tutela, sorprende per la sua tonalità di un azzurro brillante. Il litorale è di sabbia mista a ciottolini. I bambini sono a loro agio, i genitori possono rilassarsi sui lettini. Al limitare del lungomare di Fegina potrete invece sostare sulla scogliera sotto la torre Aurora. Poco oltre c’è la piccola Spiaggia della Stazione e alla fine del lungomare, puntando verso Levante, potete incontrare la Spiaggia del Gigante: la si riconosce dalla grande statua di 14 metri che la sovrasta, raffigurante il dio Nettuno. Subito dopo il Circolo Velico, bastano pochi passi per raggiungere la Spiaggia del Portiglione. Sulle orme di un grande poeta: Eugenio Montale Leggete le poesie I limoni e Punta del Mesco, nella raccolta Ossi di Seppia dell’immenso poeta italiano e premio Nobel per la letteratura Eugenio Montale, genovese. Coglierete in questi versi tutta la meraviglia di Monterosso al Mare, i suoi suoni e profumi, le liriche suggestioni paesaggistiche. Perché Montale ha trascorso fin dall’infanzia le sue vacanze qui, nella residenza estiva di famiglia in stile liberty. Si chiama Villa delle Due Palme, anche se lui la ricorda con il nome di Pagoda Giallognola. Si erge sulle prime pendici del Mesco, lungo il litorale di Fegina, e attorno è stato ideato l’itinerario del Parco Letterario Eugenio Montale. La dimora è oggi proprietà privata e ospita in parte una struttura ricettiva, ma potrete ammirarla dall’esterno e soprattutto avrete l’occasione di partecipare a una delle passeggiate organizzate dall’Istituzione del Parco Letterario. Le casette colorate del borgo e i suoi monumenti, la vegetazione e i panorami vi appariranno in un’ottica diversa, come un esaltante racconto tra cultura e natura. A zonzo nel borgo È un piacere gironzolare nei carruggi, come sono chiamate le piccole vie delle località liguri. Tra scalinate e piazzette si susseguono nel borgo antico botteghe di specialità alimentari, focaccerie, bar e ristoranti. Visitate con calma la Chiesa di San Giovanni Battista dalla facciata decorata a strisce bianche e nere e la seicentesca Chiesa di San Francesco con annesso il Convento dei Cappuccini. Ammirate i preziosi dipinti all’interno, poi uscite e ammirate: da qui si apre un grandioso panorama su tutta la costa delle Cinque Terre. 5 suggerimenti per un soggiorno indimenticabile a Monterosso al Mare Monterosso è il perfetto punto di partenza o di arrivo per una visita alle Cinque Terre. Il primo consiglio è quello di lasciare la macchina e da Monterosso al Mare muoversi con il treno che percorre la costiera. Comodo, economico, ecologico e panoramico. In alternativa: camminate lungo i sentieri tracciati. Suggestiva una visita al Santuario di Nostra Signora di Soviore in collina, dove si può anche pernottare e prenotare un tavolo al ristorante. Per chi se la sente, raggiungerlo a piedi attraverso un meraviglioso e breve sentiero dal borgo è il massimo. Soggiornare in un agriturismo in altura, immersi nel silenzio e nella vegetazione, può essere un’ottima idea. E poi recatevi al molo per programmare una gita al mare tra le meraviglie del Golfo dei Poeti.