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Trascorrere le vacanze al mare in Italia vuol dire andare alla scoperta di località e paesaggi balneari iconici, dalle calette della Sardegna alle località glamour della Costiera Amalfitana. Parliamo di circa 8 mila chilometri di costa con una varietà di spiagge mozzafiato, selvagge e incontaminate. Tuffati nelle dolci onde del Mediterraneo e lasciati cullare dalle sue acque cristalline.

Mare 175 risultati di ricerca
Natura

Ischia

Ischia: un paradiso di spiagge da sogno, natura e terme Ricordate Il Paradiso all'Improvviso, il film di Leonardo Pieraccioni girato quasi esclusivamente a Ischia? Fate conto che quel titolo non è affatto casuale, e non appena metterete piede su quest’isola dalla bellezza ultraterrena capirete il perché. Lo sanno bene gli oltre 6 milioni di visitatori che ogni anno visitano quest’isola del Mar Tirreno, la più grande della Campania, richiamati da questo territorio vasto e morfologicamente variegato, che si divide in due parti: Ischia Ponte, suggestivo centro storico fatto di viuzze, vicoli e botteghe antiche, e Ischia Porto, piccolo borgo di pescatori. Posta all'estremità settentrionale del golfo di Napoli, e a poca distanza dall’isola di Procida e Vivara, Ischia è la maggiore delle Flegree. Sabbia fine e acque cristalline Se cercate una spiaggia comoda e grande, dirigetevi verso Chiaia a Forio di Ischia. Se siete in cerca dell’arenile da sogno, sabbia fine e dorata e mare verde cristallino, dovete scegliere senz’altro la Baia di San Montano, mecca degli instagrammer! Una visita merita certamente anche la Baia di Sorgeto, dove potrete fare il bagno in una vera e propria sorgente di acqua termale calda che si miscela con quella marina. Per raggiungerla dovrete scendere (e poi risalire) ben 234 gradini, ma vi assicuriamo che ne sarà valsa la pena. Acque termali per cure e coccole L’isola di Ischia è famosa dall’epoca dei greci e dei romani per le proprietà terapeutiche delle sue sorgenti termali. Provate la Sorgente di Nitrodi, la cui acqua è potabile e possiede capacità curative certificate per curare gastriti e ulcere, oltre che per facilitare la diuresi. Applicata sul corpo cura le impurità della pelle e ha anche un effetto cicatrizzante. Non è l’unico luogo in cui coccolarvi e curarvi: scegliete tra i tanti parchi termali, da Poseidon ai giardini di Afrodite, dalle Terme di Castiglione a Bagnitiello passando per l’imperdibile Casamicciola Terme. Un tuffo nella storia Se volete immergervi nella storia dell'isola dovete assolutamente visitare il Castello Aragonese, costruito nel 474 a.C. dai Greci e collegato all'isola tramite il suggestivo e antichissimo ponte. Da vedere anche il Torrione di Forio, punto strategico dal quale ai tempi di guerra venivano fatti gli avvistamenti per anticipare le invasioni. Accanto si trova la Chiesa del Soccorso, bianca e a picco sul mare, conosciuta anche con il nome di Santa Maria della Neve. Da questo punto, al tramontar del sole, si può assistere a un fenomeno molto raro: il raggio verde. Un effetto ottico dovuto alla rifrazione della luce al tramonto. Leggenda narra che chi lo vede avrà fortuna per tutta la vita. Se riuscite a passare anche per il Borgo di Sant'Angelo rimarrete incantati dalle sue case colorate e vi potrete godere cene al ristorante con tavoli all’aperto e fare shopping in tantissimi negozi di souvenir. Un paradiso per gli amanti del trekking Ci sono decine di percorsi dai più semplici a quelli per esperti per scoprire le meraviglie dell'isola, ma 3 sono assolutamente imperdibili: il Sentiero della Pietra dell’Acqua, che passa da Monte Epomeo; Piano Liguori, che arriva al punto panoramico de La Scarrupata; e Pizzi Bianchi, lungo un canyon di pinnacoli di tufo bianco.
Natura

Capri

Capri, l’isola dei sogni L’isola di Capri è un raro concentrato di bellezza paesaggistica, meraviglie dell’archeologia, dell’architettura e della natura, dove l’aria profuma di zagara. Capri si scopre a piedi, passo dopo passo, tra vestigia delle ville degli imperatori romani e dimore lasciate da chi dell’isola si è innamorato tra Ottocento e Novecento. Non solo per chi cerca mondanità e glamour: Capri ha da offrire una storia straordinaria, un mare spettacolare, un panorama senza eguali e un’ospitalità raffinatissima. Cosa vedere a Capri Lo capirete al primo sguardo: la fama di cui gode Capri è meritata. La sua geologia contorta regala infiniti punti di vista: scogliere a picco sul mare, dirupi impraticabili affiancati da terreni meno scoscesi e terrazzati. Ha una natura più che generosa, un clima ideale e una varietà di specie botaniche piuttosto rara: se ne contano 850, grazie anche ai tanti viaggiatori che vi hanno abitato e portato semi e piante dai cinque continenti. Il mare è splendido, con grotte e faraglioni. La sua linea del tempo è ricca di eventi, storie e personaggi, compresi gli imperatori romani e l’aristocrazia europea che la riscoprì nell’Ottocento. Sarebbe un vero peccato andarci in giornata in tutta fretta e non fermarsi a catturare il suo genius loci. Arrivati al porto, con la funicolare si sale alla celebre Piazzetta, un delizioso slargo dominato dalla torre dell’orologio con le terrazze dei caffè e una balconata affacciata sul mare, crocevia obbligato di tutti i sentieri per andare alla scoperta dell’isola. In mezz’ora dalla Piazzetta, seguendo le frecce blu e verdi di maiolica, un comodo viottolo tra i giardini di belle case porta a villa Jovis, il grandioso sito archeologico a picco sul mare di fronte alla Punta della Campanella della penisola Sorrentina. Fu uno dei palazzi con cui l’imperatore Tiberio fece di Capri il caput mundi per un decennio, dal 27 al 37 d.C.. Un poco più avanti trovate villa Lysis, fatta costruire da un eccentrico francese, Jacques Fersen, come rifugio romantico nel folto di un parco, che potete visitare. Altra villa novecentesca degna di nota è quella che lo scrittore Curzio Malaparte si fece costruire sulla scogliera, esempio di architettura razionalista: la villa è privata, ma si vede dall’alto da via del Pizzolungo. Dalla Piazzetta, se ci si dirige verso sud, si raggiunge la Certosa di San Giacomo, che documenta il medioevo monastico caprese. Da qui prendete la via Krupp, per molti “la strada più bella del mondo”, fatta costruire dal re tedesco dell’acciaio nel 1902, ma spesso chiusa per pericolo frane. Scendete ai Giardini di Augusto, orto botanico con vista mare, per raggiungere l’insenatura di Marina Piccola con la sua spiaggia rocciosa e il mare turchese. Da qui si risale verso il cimitero monumentale Acattolico, da cui parte la strada per Anacapri. Cosa vedere ad Anacapri Da Anacapri, nella zona più elevata di Capri, è facile capire come quest’isola a forma di chiocciola possa aver ammaliato imperatori romani, capitani d’industria e schiere di scrittori e poeti: Norman Douglas, Maksim Gorkij, Alberto Moravia, Curzio Malaparte, Compton Mackenzie, Ada Negri, per citarne alcuni. Nel centro storico da vedere c’è la Casa Rossa, costruzione in stile eclettico del 1876 fatta costruire da un colonnello sudista americano, che oggi espone una collezione permanente di quadri con vedute dell’isola e 4 statue romane rinvenute nella Grotta Azzurra. Da non perdere la chiesa di San Michele, dallo splendido pavimento in maiolica napoletana originale del Settecento, i ruderi del castello Barbarossa, gli scavi della villa imperiale di Damecuta, un’ascesa in seggiovia al monte Solaro (589 m) e soprattutto la Villa San Michele, casa dai muri di calce bianca, fatta costruire alla fine dell’800 dal medico e scrittore svedese Axel Munthe che più di altri ha contribuito a rendere Capri famosa nel mondo con il suo bestseller La storia di San Michele, che è l’autobiografia di una vita, la sua, davvero straordinaria. Come un museo, la villa conserva statue e reperti di epoca romana trovati
da Munthe scavando nei siti archeologici. Varrebbe una visita anche solo per il panorama leggendario che si gode dal lungo colonnato fino alla nicchia, nell’angolo estremo del giardino, dove Munthe (che seguì diverse campagne archeologiche anche in Egitto) ha collocato una Sfinge di granito rosa dell’XI secolo a.C.. Della sua casa ha scritto: “voglio che sia aperta al sole, al
vento e alla voce del mare, perché l’anima ha più bisogno di spazio del corpo”.
 Sotto Villa San Michele, lungo la cosiddetta Scala Fenicia (970 gradini), ma costruita in pietra dai coloni greci del VI secolo a.C., potete riscendere al porto di Marina Grande, tra limoneti che sembrano giardini e il mare sempre all’orizzonte. È ora di imbarcarsi per il giro dell’isola: la Grotta Azzurra è davvero di un azzurro sorprendente, la vista dei faraglioni emozionante. Come dicevamo, la fama di Capri è più che meritata.
Arte & Cultura
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Portovenere

Porto Venere, nel parco dove la natura è poesia Il nome di una dea gli si addice: Porto Venere sorge dalle acque in splendida posizione all'estremità meridionale della penisola nel Golfo dei Poeti. Per gli amanti del mare questo è un autentico paradiso, tra i siti catalogati dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità. Il Parco Naturale Regionale di Porto Venere comprende l’antico borgo, l’Area Marina Protetta a tutela della purezza delle acque, e le tre isole vicine: Palmaria, Tino e Tinetto. Le gioie del mare I traghetti di linea in partenza da Porto Venere approdano sull’isola antistante Palmaria, splendida oasi marina. Potreste accontentarvi solo di un giro panoramico sul mare, ammirando anche le altre due isolette dell’arcipelago, Tino e Tinetto, ma vale la pena di fermarsi a Palmaria per godersi una strepitosa giornata di mare. Qui le spiagge sono tra le più belle della Liguria. Una volta arrivati a Palmaria, il traghetto effettua fermate a Cala Pozzale e Cala Fornace, spiagge non raggiungibili in altro modo. Nella prima, alla lingua di ciottoli e piccoli scogli fanno da cornice pini e mirti e l’acqua è smeraldina, come anche nella seconda, una baia con la scogliera alle spalle. Più grande è la Spiaggia del Secco, sulla punta omonima, attrezzata per garantire ogni comfort. Per chi pratica immersioni, la meraviglia continua nei fondali, un mondo variegato fatto di falesie a strapiombo che proseguono in profondità e grotte sommerse. Cavallucci, stelle marine e la prateria di piante acquatiche Poseidonia sono solo alcune delle sorprese che incontrerete in immersione. E basta una semplice maschera per perdersi tra i pesci. In barca potete visitare la Grotta Azzurra, così chiamata perché i riflessi della luce dipingono una tavolozza in tutte le sfumature dell’azzurro. Se desiderate esplorare l’interno dell’isola, potete avviarvi lungo i sentieri ben tracciati ed organizzati ad anello per un tempo totale di percorrenza di circa 3 ore e mezza, con tratti aridi alternati a chiazze di macchia mediterranea. Natura e architettura, alleate in uno scenario magico Porto Venere vanta una storia prestigiosa, risalente al VI secolo a.C., in epoca romana. Qui la natura si confronta con l’architettura, perché tra i vicoli e le case dai tipici colori pastello si incrociano antiche testimonianze delle molte genti passate da questo porto strategico sia dal punto di vista militare sia commerciale. Della Chiesa di San Pietro apprezzerete i due edifici, uno più recente in stile gotico, l’altro romanico, e resterete stupefatti dalla posizione. Il complesso è arroccato su uno sperone roccioso a strapiombo sul mare, il Promontorio delle Bocche: un luogo circondato da un’atmosfera di spiritualità esaltata dal contesto naturale. Affacciatevi dalla loggia all’esterno, per una visione della costa incorniciata dagli archi. Il Santuario della Madonna Bianca, nel centro storico, è un imponente capolavoro romanico e dopo la visita salite di nuovo verso l’alto, nel punto più elevato di Porto Venere con il Castello Doria, la fortificazione che veglia sul mare. Un luogo ispirante: la Grotta di Byron Senza muoversi troppo dal borgo antico, Porto Venere offre spiaggette per rinfrescarsi con un tuffo. Il luogo da non perdere è tuttavia la Grotta di Byron, nei pressi della Chiesa di San Pietro, così denominata perché il poeta britannico trovava nei pressi ispirazione per i suoi componimenti. Potete arrivarci a piedi attraverso un sentiero oppure con una barca privata. Tuffatevi armati di maschera e lasciatevi ugualmente ammaliare da questo antro profondo scavato in una suggestiva falesia. Osservate anche le pareti della grotta, ricche di affascinanti concrezioni. Di sera, shopping e i piaceri della tavola Una passeggiata nel borgo è anche un invito allo shopping. Sarete attratti dalle sete dipinte a mano e dagli scialli di antica tradizione, i preziosi “mezzari” un tempo utilizzati dalle donne del posto per coprirsi il capo e oggi reinventati in chiave fashion. Interessanti anche le maioliche dai colori vibranti, in vendita nei numerosi atelier. Poi scegliete un ristorante, dall’atmosfera intima e romantica nel centro storico oppure in stile movida sul lungomare caratterizzato dalla Palazzata: la schiera di case-torri a ridosso, che edificate su vari piani si stringono l’una all’altra aggrappandosi alla roccia. Quando ordinate, ricordate che Porto Venere è famosa per i suoi allevamenti di cozze, ostriche, branzini e orate, più una specie di mollusco che porta proprio il nome del luogo. I Mitili di Porto Venere, simili alle cozze, sono deliziosi fritti o come condimento di un piatto di spaghetti.
Città
Ancona

Ancona

Ancona, sentinella sul mar Adriatico Nella parte settentrionale del promontorio del Conero, la città di Ancona si eleva su un porto naturale e domina un ampio tratto di costa adriatica. Il suo centro storico, a pochi metri dall’imbarco dei traghetti, custodisce tesori d’arte, bei palazzi e quella vivacità che solo le città di porto posseggono. Da scoprire a piedi, dal porto al Duomo, fino al parco del Cardeto e alla spiaggia del Passetto, dove gli anconetani vanno a godersi il mare, Ancona è una città che sa stupire. Una passeggiata fra bellezze storiche e la vista sula mare All’arrivo ad Ancona, in macchina o dalla stazione, uno dei primi monumenti ad attirare l’attenzione è l’edificio a pianta pentagonale all’ingresso del porto antico, la cosiddetta Mole Vanvitelliana, dal nome del suo architetto Luigi Vanvitelli, costruito come Lazzaretto per la quarantena di persone e merci provenienti d’oltremare e oggi riconvertito a spazio per eventi culturali. Proseguendo verso la stazione marittima si vede il quattrocentesco palazzo Benincasa e la Loggia dei Mercanti, il più importante edificio laico, in stile gotico fiorito veneziano. Addentrandosi nel centro storico, lungo viale Mazzini, si vede la rinascimentale Fontana del Calamo o delle Tredici Cannelle, con i mascheroni di bronzo. Salendo verso l’acropoli, dopo una visita al Mercato delle erbe, struttura liberty in ferro e ghisa, vedrete la bella chiesa del Gesù, altra opera di Vanvitelli, affacciata sul mare. A seguire, l’Anfiteatro romano, riscoperto nell’Ottocento, e finalmente il Duomo di San Ciriaco, la basilica romano-gotica sorta sui resti di un tempio dedicato a Venere e su una basilica paleocristiana: domina in modo spettacolare la città e il porto. Se scendete verso il porto vecchio potete vedere l’Arco di Traiano del I sec. d. C. e l’Arco Clementino, opera settecentesca del Vanvitelli. Invece a sud si estende il Parco del Cardeto, un’area verde sul colle omonimo dove passeggiare con il mare all’orizzonte: al suo interno trovate il vecchio faro e il suggestivo cimitero monumentale ebraico, tra i più grandi d’Europa. I musei da non perdere ad Ancona Il Museo archeologico nazionale delle Marche espone la più ampia collezione di reperti dell’intera regione dal Paleolitico all’età classica e dà l’opportunità di visitare il cinquecentesco palazzo Ferretti con i suoi ricchi decori e splendidi affacci sul porto e la baia di Ancona. La storia anconetana è ricostruita nel Museo di città con documenti, reperti, plastici, pannelli didattici, mappe e video. La Pinacoteca comunale di palazzo Bosdari espone alcuni capolavori come la Pala Gozzi di Tiziano, la sua prima opera autografa, la Sacra Conversazione di Lorenzo Lotto, e opere di Sebastiano Del Piombo. Un’esperienza unica è quella offerta dal Museo tattile Omero, ospitato nella Mole Vanvitelliana, che offre la rara opportunità di imparare a conoscere l’arte attraverso il tatto, grazie ai calchi in gesso a grandezza naturale di sculture, modellini di celebri monumenti e reperti archeologici. Le spiagge di Ancona La spiaggia più amata e frequentata dagli anconetani è quella del Passetto, una lingua di sabbia sotto il promontorio verde, che ha la particolarità di comprendere oltre 500 “grotte” scavate nella roccia dall’Ottocento fino agli Anni 60 dalla gente del posto. Il motivo? Ricoverarvi piccole imbarcazioni e attrezzi da pesca. Ogni “grotta” è chiusa, come un garage, con materiale di recupero di vario genere e colore: un insieme pittoresco. Meno frequentata, perché l’accesso è difficoltoso, è la spiaggia della Scalaccia, a Pietralacroce. La si raggiunge da una scalinata non sempre agevole. Una volta arrivati, però, la fatica sarà ampiamente ripagata. Bella e selvaggia anche la spiaggia di Mezzavalle, proseguimento della baia di Portonovo, di sabbia e ghiaia: vi si arriva da due ripidi sentieri da affrontare con gli scarponcini adatti. Cosa mangiare ad Ancona Tra i piatti più tipici della cucina anconetana ci sono lo stoccafisso, ovvero il merluzzo essiccato cucinato con patate, pomodori ed erbe aromatiche. Se vi state chiedendo perché proprio il merluzzo - un pesce del Nord Europa - la risposta sta nella frequenza dei contatti commerciali fra Ancona e i Paesi del Nord Europa. Qui, come in molte altre città marchigiane, si mangia il brodetto, che è una tipica zuppa di pesce e il mosciolo selvatico di Portonovo, un tipo di cozza che vive sulla costa del Conero, riconosciuta come presidio Slow Food.
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Positano - Costiera Amalfitana, Campania

Positano

Vacanza a Positano, per vivere l’incanto della Costiera Amalfitana Positano svetta a Occidente di quell’affascinante balcone naturale sul Mar Tirreno che è la Costiera Amalfitana, Patrimonio dell’Umanità dichiarato dall’UNESCO. Qui regna sovrano il tipico paesaggio mediterraneo del Sud Italia, con le case bianche che digradano verso il mare e le splendide spiagge, i vicoli che offrono tutti i piccoli piaceri della vita: ritmi lenti, boutique raffinate, caffè e ristoranti, luoghi custodi della storia. Alla scoperta delle spiagge La Spiaggia di Marina Grande è la più celebre di Positano, 400 metri di arenile incastonato nell’insenatura, dove potreste trovarvi a tu per tu con i VIP di passaggio. Il panorama e le attrezzature a disposizione invitano all’ozio, ma una volta lasciato il lettino vale la pena di dirigersi al molo per navigare verso l’Arcipelago Li Galli: 3 piccole isole in una riserva marina circondate da un’acqua trasparente che la leggenda vuole popolata di sirene. Ci arriverete a bordo di gommoni o piccole imbarcazioni. Intima è la baia che abbraccia la Spiaggia di Fornillo di ciottoli e ghiaia, raggiungibile a piedi e paradiso dello snorkeling per i suoi magnifici fondali. Sempre camminando potete trascorrere ore tranquille sulla Spiaggia di Laurito, dove la scogliera è a picco e la natura incontrastata. La costa frastagliata del Golfo di Positano è ricca di anfratti sul mare turchese: salite a bordo di un gozzo, le barche tradizionali, e chiedete di condurvi alla scoperta di spiaggette nelle cale segrete, tra cui La Porta, San Pietro Laurito e Arienzo. Anche molti hotel vantano spicchi di litorale privato. Un trekking divino Un percorso sui Monti Lattari, immersi nella natura. È il Sentiero degli Dei, per lunghi anni l’unica via di collegamento tra i comuni della Costiera Amalfitana prima che venisse costruita la strada statale. Mentre camminate la Costiera vi si spalanca dall’alto e la visuale spazia fino a Capri nelle giornate più limpide. Attraversate boschi di lecci e vi dissetate alle numerose sorgenti; incontrate grotte e precipizi da vertigine, resti di villaggi rupestri, la guglia calcarea Il Pistillo. Approdate al borgo di Nocelle, dove potrete rifocillarvi prima di riprendere il trekking. Per i più allenati e avventurosi una diramazione del Sentiero degli Dei conduce attraverso un’infinita scalinata a Cala Arienzo, in genere raggiunta via mare senza sforzo. Un luogo di villeggiatura caro ai romani Venivano a Positano i patrizi romani e vi edificavano straordinarie residenze di vacanza. Molte le testimonianze della loro predilezione per questo luogo baciato da un paesaggio incantevole e da un clima mite tutto l’anno, con la brezza marina a mitigare la calura estiva. Trovate reperti degli antichi villeggianti al Museo Archeologico Romano - MAR, che ospita una porzione di villa del I secolo d.C., sommersa dall’eruzione del Vesuvio e riportata in superficie dopo anni di scavi archeologici. Stile Positano Positano è un paese in verticale, arroccato sulla roccia prospiciente il mare. Addentratevi nel borgo attraverso le numerose scalinate e i vicoli e non perdete la visita alla Chiesa di Santa Maria Assunta, a due passi dalla Spiaggia di Marina Grande. Un tempo monastero benedettino, poi abbandonato e rimaneggiato nei secoli, oggi offre lo spettacolo architettonico di una facciata in pietra chiara e una cupola in maioliche gialle, verdi e blu; all’interno, cercate la preziosa icona bizantina. Le maioliche hanno una lunga tradizione a Positano e negli atelier del borgo potete fare shopping di oggettistica in ceramica, dai piatti ai bijoux. Molte le boutique di raffinati abiti se vorrete adeguarvi allo “stile Positano”: vestiti morbidi e svolazzanti, caftani, colori chiari, camicie e pantaloni in lino e tessuti impalpabili, gli immancabili costumi da bagno per lui e per lei. Positano, nei secoli, ha visto infatti una fiorente tradizione di tessitura, oggi ripensata in chiave contemporanea e vacanziera. Lo stile si completa con calzature infradito, anche personalizzate dagli artigiani. Dopo il mare le delizie del borgo Positano è anche lusso e mondanità e tutta la zona offre innumerevoli club, ristoranti e bar. Per il divertimento serale potete scegliere se stare in alto nei locali aggrappati alla roccia, a favore di panorama, o nei beach club, dove anche un aperitivo al tramonto è una gradevolissima esperienza. Accomodatevi sulla terrazza di un ristorante. Buone scelte sono la zuppa di cozze oppure un’insalata di mare profumata al limone, linguine agli scampi e frittura di pesce. Tra i formaggi dei Monti Lattari, vince su tutti il fior di latte, lo stesso che ritroverete sopra la pizza. E se le vostre curiosità gastronomiche non finiscono qui, informatevi su come aderire a dei percorsi a tema: tour dell’olio d’oliva tra gli uliveti e delle cantine tra i vigneti.
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Villa Cimbrone, Ravello - Costiera Amalfitana, Campania

Ravello

Ravello, una terrazza sulla Costiera Amalfitana Adagiato su una collina a oltre 350 metri di altitudine, il comune di Ravello è uno dei 16 della Costiera Amalfitana, tutti in provincia di Salerno. Un panorama unico si offre da questo magnifico balcone naturale, in posizione ideale per ammirare dall’alto una delle coste più belle del mondo. L’aria è salubre e densa dei profumi della macchia mediterranea, le antiche ville abbracciate da giardini fioriti testimoniano l’amore per il luogo di spiriti nobili. Pronti per un itinerario che vi farà innamorare? Un’antica dimora da sogno Villa Rufolo si affaccia su Piazza Vescovado, cuore di Ravello. A volerla, in epoca medievale, fu la famiglia di cui la residenza porta il nome, come attestazione di lusso e potere. Tra cadute e resurrezioni lungo i secoli, la villa oggi è tornata al suo originario splendore, già decantato da personalità come Boccaccio, che le dedicò dei versi, e Wagner. Tanta bellezza stregherà anche voi, a partire dall’edificio che è un incrocio di stili: arabo, siculo e normanno. Superate la torre d’ingresso e non mancate di salire sulla cima della Torre Maggiore perché vi aspetta una visione aperta sull’intero Golfo di Salerno. Addentratevi nelle sale, ma poi dedicate del tempo ad ammirare il meraviglioso giardino disposto su vari livelli. Cipressi e tigli vi accompagnano al chiostro moresco, il colore dei fiori vi accarezza l’anima e vi avvolge in un’atmosfera romantica: oleandri, ortensie, i piccoli Fiori d’Angelo, tra arbusti di profumato rosmarino e biancospino. Nel mese di luglio, la villa ospita la serie di eventi musicali del Ravello Festival. Sulla Terrazza dell’Infinito A Ravello chiamano proprio così, la Terrazza dell’Infinito, il belvedere di Villa Cimbrone: un’elegante balconata decorata da busti in marmo settecenteschi. Siete a strapiombo sulla costa, persi nell’azzurro di cielo e mare interrotto solo dal giallo dei limoneti. La villa è un hotel esclusivo a 5 stelle, ma i giardini sono aperti al pubblico. Respirando il profumo dei glicini, indugiate lungo i sentieri adornati da statue e tempietti, sostate nel Giardino delle Rose e fate un’ulteriore pausa nella Stanza del Tè, con un gazebo in stile moresco decorato da colonne romane e sculture. Il nome di Villa Cimbrone è inoltre legato a Greta Garbo, fuggita qui nella primavera del 1938 per vivere lontano dai riflettori la sua breve storia d’amore con il direttore d'orchestra Leopold Stokowski. Cercate la targa in memoria del soggiorno della divina. Esperienze nel borgo Si parte da Piazza del Vescovado, centro del borgo storico di Ravello, un nucleo di vicoli e case colorate abbarbicate sulla roccia e circondate dal verde. Qui si affaccia la Basilica di Santa Maria Assunta e San Pantaleone, con il portale bronzeo decorato da 80 formelle figurative e la sontuosa cappella dedicata al patrono della cittadina. Interessante visitare le botteghe di ceramiche, per acquistare splendidi oggetti ma anche per scambiare quattro chiacchiere con gli artigiani: sapranno raccontarvi molto della loro sapienza manuale, una preziosa tradizione tramandata da generazioni. Se il tema vi intriga, visitate il Museo del Corallo, un piccolo mondo variopinto voluto dal collezionista Giorgio Filocamo. Con il costume da bagno sempre in borsa Pur trovandosi su un’altura, anche Ravello ha il suo sbocco al mare. Qui sulla Costiera Amalfitana l’indumento immancabile da portare sempre con sé è il costume da bagno, perché ovunque andiate incontrerete a sorpresa incantevoli baie e calette segrete. La spiaggia ravellese si trova nella frazione di Castiglione ed è raggiungibile sia via mare sia da terra percorrendo la statale e scendendo lungo una scalinata di un paio di centinaia di gradini. Dal basso si profilano i palazzi nobiliari di Castiglione, sull’altro lato la sagoma del borgo di Atrani con la chiesa centrale. Tutto il resto è mare cristallino e roccia, che nel pomeriggio getta la sua ombra sulla baia. Consigliabile quindi una puntata a partire dalle prime ore del mattino, se cercate il sole.
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Vietri sul Mare - Costiera Amalfitana, Campania

Vietri sul Mare

Vietri sul Mare, sfavillante borgo delle ceramiche sulla Costiera Amalfitana Che siate appassionati di ceramiche o meno, nel momento esatto in cui metterete piede a Vietri sul Mare non potrete che restare abbagliati dai colori delle sue maioliche che disegnano un mosaico scintillante e accendono tutto il borgo, dai monumenti storici alle piazze e i cortili. Eppure non è per le sue celebri ceramiche che Vietri sul Mare è definita “prima perla della Costiera Amalfitana”, ma per la sua posizione strategica sul territorio, cioè quella più a Oriente, primissima tappa di questo magico tratto di costa campana arrivando da Salerno. Un paese a colori L’azzurro e il giallo saranno i colori che subito, già a uno sguardo da lontano, si imprimeranno nei vostri occhi. Sono le tinte delle maioliche che adornano la cupola del Duomo di Vietri sul Mare dedicato a San Giovanni Battista e situato nel punto più alto del centro storico lungo una terrazza panoramica. Le ceramiche sono un tema che vi seguirà sempre nella visita alla località. Le ritroverete in un altro edificio religioso, subito accanto al Duomo: la seicentesca Arciconfraternita dell’Annunziata e del Rosario. Rivestiti in maioliche sono i tre pannelli della facciata, così come soffitti e pavimentazione. Sono ancora le maioliche policrome a farsi notare alla Villa Comunale, un luogo sorprendente da molti paragonato al Parc Güell di Gaudì a Barcellona. Muri, viali, fontane e i corrimano dalle linee sinuose dei vialetti sono un tripudio di mosaici in maiolica, tasselli rossi, gialli, azzurri, tortora. Siete proprio dentro un’esplosione gioiosa di colori, mentre sotto si apre alla vista la distesa azzurra del Mar Tirreno e la linea costiera del Golfo di Salerno. Qui trovate solo pezzi unici Passeggiate tra i vicoli di Vietri sul Mare, ammirate le centinaia di composizioni che ornano il borgo di origine etrusco-sannita ed entrate nelle innumerevoli botteghe. Che facciate acquisti o meno, ne uscirete comunque incantati perché i maestri vi accoglieranno con grande senso dell’ospitalità, desiderosi di narrarvi la storia secolare dell’arte della ceramica vietrese, una tradizione che prende il via nel Rinascimento. Vi meraviglierete ad osservare la cottura dell’argilla e la pittura a mano, di quelli che sono sempre e solo pezzi unici: vasi e oggettistica da tavola, quadri decorativi raffiguranti paesaggi, in un’infinità di manufatti dai colori a contrasto. Pantone “giallo di Vietri” Se vi dedicate allo shopping, non dimenticate di privilegiare il giallo, in una nuance unica che solo qui sanno riprodurre tanto da essere nota nel mondo come “giallo di Vietri”. La luce brillante del Mediterraneo lo fa risaltare in tutta la sua bellezza. Tra i soggetti, quello tipico di Vietri è l’asinello, prevalentemente in verde smeriglio, un tema che risale all’800. Una statuina che riproduce l’animale resterà come souvenir di viaggio, simbolo dell’intera Costiera Amalfitana, un tempo mezzo di locomozione lungo le mulattiere per il trasporto di uomini e merci. Se la curiosità vi spinge ad apprendere di più su quest’arte, Vietri vanta tre spazi espositivi dedicati solo alla ceramica: il Museo Provinciale della Ceramica all’interno di Villa Guariglia, il Museo Cargaleiro e il Palazzo della Ceramica Solimene. Sabbia fine e fondali bassi La Marina di Vietri offre un tratto di litorale caratterizzato da fine sabbia dorata e un fondale basso e dolcemente digradante, scenario ideale per famiglie con bambini e anziani. Potete optare per la spiaggia libera o per quella attrezzata di tutti i comfort degli stabilimenti balneari. Nei dintorni trovate anche la Spiaggia la Crestarella, dominata dall’omonima torre, la Schiarata e la Spiaggia di Cancelluzzo: quest’ultima è libera, con sassolini misti a sabbia, ed è raggiungibile soltanto via mare, cosa che potete fare noleggiando un pedalò dalla Marina di Vietri. Due gite fuoriporta Due sono le visite consigliabili spostandovi di poco da Vietri sul Mare. Dirigetevi ad Albori, che nella sua insenatura ospita due spiaggette tranquille, non molto frequentate visto che bisogna scendere lungo 200 gradini. L’acqua è cristallina e un piccolo torrente si butta in mare proprio in questo punto. Due lidi e un ristoro vi saranno utili per l’attrezzatura e per rifocillarvi. Quando il sole tramonta dietro la roccia, salite verso il borgo marinaro, delizioso con le sue case chiare in calce e il profumo dei limoni che accompagna la vostra passeggiata. Raito è celebre per le sue scalinate, l’unico modo per potersi muoversi in questo paesino in posizione panoramica. Visitate la Villa Guariglia con il Museo Provinciale della Ceramica e contornata da un meraviglioso parco a terrazzamenti, come è tipico sulla Costiera Amalfitana per strappare la vegetazione al mare e alla roccia con una tecnica sapiente.
Natura
Vulcano - Isole Eolie, Sicilia

Vulcano

Vulcano, l’isola delle Eolie dove rilassarsi in una spa a cielo aperto Se volete fare pace con la natura, disintossicarvi da stress e abitudini sedentarie, Vulcano, dominata da elementi vitali e primordiali, ma soprattutto salutari, è l’isola che fa per voi: il suo irriducibile temperamento vulcanico e lo spettacolare paesaggio non addomesticato dall’uomo vi aiuteranno a rilassarvi e a ritrovare l’equilibrio perduto. Accogliente e a misura d’uomo Vulcano è la più vicina alla costa tra le 7 isole dell’arcipelago delle Eolie, patrimonio dell’umanità Unesco, e dista meno di un chilometro da Lipari. Su questo lembo di terra siciliana, sotto lo sguardo benevolo dell’antico Vulcano addormentato, potrete godere dei benefici delle acque termali e sulfuree e di uno scenario marino incontaminato, per una vacanza lontana dal turismo di massa. L’isola è davvero a misura d’uomo e la si può attraversare in lungo e in largo in scooter o in bicicletta. Un benefico vigore vulcanico Secondo la mitologia greca, Vulcano, detto anche “testa calda”, ospitava le fucine di Efesto, dio del fuoco e fabbro dell’Olimpo, che aveva al suo servizio nientemeno che i Ciclopi. E anche se sull’isola, composta da 4 crateri originari, l’ultima eruzione è stata registrata intorno al 1890, l’antico vulcano continua a manifestare il suo vigore attraverso le fumarole, i getti di vapore presenti sia sulla cresta che sul fondale marino, e la presenza di fanghi sulfurei apprezzati per le loro proprietà terapeutiche. A dispetto dell’intenso odore di zolfo, infatti, se passate da Vulcano non potete perdervi l’esperienza emozionante di immergervi nel laghetto caldo dei fanghi termali, una pozza naturale di mota vulcanica dalle svariate proprietà curative, accessibile dagli anni Sessanta, quando è stata rimossa la crosta superficiale che rivestiva la pozza, senza alterare l'habitat naturale. Notevoli i benefici di questa Spa a cielo aperto: leniscono infiammazioni e dolori, curano la pelle e sono un toccasana per l’apparato respiratorio. Sulla cima del vulcano, escursione con vista mozzafiato Il laghetto dei fanghi è un’esperienza che può precedere un tuffo nelle acque cristalline dell’isola, oppure rappresentare la tappa finale, il meritato ristoro dopo un’impegnativa escursione verso il Gran cratere di Vulcano, noto anche come “Fossa di Vulcano”, a 391 metri di altezza. È un itinerario di quasi 7 chilometri un po’ faticoso, ma adatto a tutti, l’unica avvertenza è quella di intraprendere il cammino nelle ore meno calde della giornata: ci vogliono circa 3 ore, tra andata e ritorno, ma dalla cima la vista a 360 gradi sull’arcipelago vi lascerà senza fiato. Jurassic park in pietra lavica Partendo dal Porto Levante, nella parte settentrionale dell’isola, si può raggiungere lungo una strada asfaltata la penisola di Vulcanello: uno dei tre centri eruttivi originari di Vulcano, la cui attività ha plasmato un surreale paesaggio chiamato dai locali “Valle dei Mostri”. Qui la natura ha scolpito, su un tappeto di finissima sabbia nera, un grottesco Jurassic Park di roccia lavica: se lasciate briglia sciolta alla fantasia, in queste sculture erose dall’acqua e dal vento comincerete a intravedere strane compagnie di mostri preistorici rampanti, fiere accucciate, belve minacciose: in realtà, nient’altro che ribollenti formazioni laviche che un repentino raffreddamento dell’aria ha solidificato. Spiagge nere dai mille riflessi e piscine naturali Dopo aver affrontato valli di mostri e scarpinate vulcaniche, la cosa migliore da fare è regalarsi un po’ di relax a bordo mare. I lidi di Vulcano sono famosi per le spiagge scure e per i fondali, dove la pietra lavica gioca coi riflessi del sole attraverso il filtro dell’acqua, regalando effetti suggestivi, specie al tramonto. Succede per esempio a Sabbie nere, nella baia di Ponente, forse la spiaggia più famosa di Vulcano. Da qui potrete anche noleggiare una barca e visitare l'incantevole grotta del Cavallo. Anche la Piscina di Venere, poco distante, si raggiunge solo via mare, ma ne vale la pena: conosciuta anche come Bagno delle Vergini, è un’immensa vasca naturale di tufo e basalto dalle acque turchesi. Relax e movida: tutto in una spiaggia Se invece volete coccolarvi tra le bollicine dell’acqua riscaldata dai vapori sulfurei, regalatevi una sosta alla spiaggia delle Fumarole, protetta da una parete di rocce e dalla macchia mediterranea, all'interno della baia di Ponente. Comodamente raggiungibile a bordo di un taxi boat oppure imboccando un sentiero in discesa che parte dalla strada principale, la caletta dell’Asino, intima e appartata durante il giorno, di notte diventa una destinazione mondana: qui infatti una piattaforma attrezzata ospita un romantico locale dove trascorrere serate indimenticabili tra musica e cocktail, tra mare e cieli stellati.
Natura
Panarea - Isole Eolie, Sicilia

Panarea

Panarea, la più piccola isola delle Eolie Panarea è la più piccola e la più bassa delle 7 isole Eolie, ma anche la più antica, da un punto di vista geologico. Coi suoi scogli e isolotti forma una sorta di “arcipelago nell’arcipelago” nel tratto di mare tra Lipari e Stromboli. Paradiso incontaminato sotto la luce del sole siciliano, al tramonto diventa regina della vita notturna, epicentro della mondanità eoliana. Meta esclusiva dal cuore antico Scoperta negli anni 60 del secolo scorso da una nutrita comunità di artisti e intellettuali in cerca di Eden perduti, set celebrato da film leggendari, nei decenni l’isola è diventata una meta molto amata dal turismo e dal jet set internazionale, attratto dalle sue spiagge nere, dai fanghi termali, dalle case imbiancate a calce a picco sul mare, tra macchie di bouganville, capperi e fichi d’India. Nel piccolo centro di San Pietro, salotto della vita notturna estiva dell’arcipelago, tra locali e discoteche dove ballare fino all’alba, tra boutique e ristoranti, potrete visitare anche una piccola succursale del Museo archeologico di Lipari: conserva reperti che testimoniano l'antica storia dell’isola, dal periodo neolitico all’età del bronzo, quasi tutti provenienti dal villaggio preistorico di Capo Milazzese. Le fumarole, il respiro dell’antico vulcano Dell’antica attività vulcanica troverete ancora traccia nei vapori di una serie di fumarole, che si sprigionano dalle fessure fra le rocce della spiaggia della Calcara e dal mare, dove il gas in uscita dai fondali forma colonne di bolle visibili in superficie. In contrada San Pietro sgorga anche una sorgente termale a una temperatura che tocca i 50° ed è sfruttata dagli abitanti dell’isola a scopo terapeutico. Una sola striscia di cemento attraversa l’isola: qui non sono ammesse auto, per muoversi è però possibile noleggiare scooter, bici e Ape car. È tutto così raccolto che potrete raggiungere le altre due frazioni dell’isola, Drautto e Ditella, direttamente a piedi oppure, se siete stanchi o carichi, a bordo dei taxi eoliani, i suggestivi calessini su ruote destinati al trasporto di persone e bagagli. Le spiagge: bellissime e tutte da conquistare La maggior parte delle coste di Panarea è costituita da scogliere alte e frastagliate, da cui è difficile accedere al mare. Le spiagge qui sono poche e non tutte raggiungibili a piedi; in compenso sono tra le più belle di tutto l’arcipelago. Fra tutte, sono solo un paio quelle accessibili via terra: Cala Junco, lungo la costa meridionale dell’isola, un’incantevole piscina naturale con acque turchesi e cristalline, protetta da alte pareti rocciose, famosa anche per il villaggio preistorico di Punta Milazzese, alle sue spalle, composto dai resti di 23 capanne ovali. Lungo lo stesso sentiero potrete incrociate anche Cala degli Zimmari, all’interno di una baia spalleggiata da una scogliera e dalla macchia mediterranea, l’unico arenile sabbioso in tutta l’isola, noto per il suo caratteristico colore rosso che per contrasto regala al mare che la bagna una singolare sfumatura blu cobalto. Escursioni via mare e tradizioni romantiche A Panarea lo sport più praticato è quello di affittare una barca e prendere il largo, alla scoperta delle tante insenature poco battute incastonate tra le sue scogliere, tra isolotti e scorci marini. Se poi raggiungete Panarea in dolce compagnia, una destinazione è d'obbligo: a soli 3 chilometri dalla costa orientale c’è l’isolotto di Lisca Bianca. Anticamente sfruttato come cava di allume, custodisce tra i suoi anfratti la famosa Grotta degli innamorati: secondo la leggenda, gli amanti che si baciano sotto la sua volta rocciosa resteranno uniti per tutta la vita.
Natura
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Parco Nazionale del Gargano

Il Parco Nazionale del Gargano, un’isola di biodiversità Il Parco Nazionale del Gargano si trova nello sperone d’Italia, il promontorio che si estende nel mare Adriatico nella parte settentrionale della Puglia. Si tratta di un territorio unico, dove sono presenti il 35% di tutte le specie botaniche italiane che riflettono un’altrettanta varietà di paesaggi, dal mare delle Isole Tremiti a importanti zone umide che lambiscono fitte foreste. Una terra antica, ricca di cultura, arte e spiritualità, dalla bellezza multiforme. Un sorprendente micro-cosmo di habitat diversi Il filo conduttore di ogni visita al Parco Nazionale del Gargano è l’osservazione della varietà dei suoi habitat che si traduce in un mosaico di paesaggi. In una zona non più grande di una provincia media italiana trovate spiagge di sabbia finissima intervallate da alte scogliere con grotte e archi naturali, laghi costieri e zone umide, estensioni di macchia mediterranea che sconfinano in una foresta millenaria, altopiani carsici con doline alternati a colline e a pianure steppose sui cui si elevano borghi bianchi come Rodi Garganico, Vieste, Peschici sulla costa oppure Ischitella, Mattina o Monte Sant’Angelo, tutti con vista mare. Se a questo si aggiunge che, da un punto di vista geologico, il promontorio è stato originariamente un’isola separata dal resto della penisola italiana, alla varietà si somma la presenza di endemismi, cioè di specie che esistono solo in questo territorio, per esempio la campanula garganica o il fiordaliso delle Tremiti. Ecco spiegato perché il promontorio del Gargano sorprende i naturalisti e stupirà anche voi. Il paesaggio scolpito del Gargano Scolpite sembrano le alte falesie bianche della costa adriatica, scolpite le vallate carsiche che l’azione della pioggia rende sempre più profonde. Sono almeno 4 mila le doline, cavità di origine carsica, che si trovano nel Parco: quella di Pozzatina, nel comune di San Nicandro Garganico, è la più spettacolare, profonda 132 metri, si presenta come una conca ricoperta da un fitto bosco di lecci e querce. Sulla costa si trovano diverse grotte e archi naturali modellati dalla forza del mare da visitare in barca partendo dai porti di Vieste e Peschici. Le zone umide delle lagune di Varano e Lesina Il primo cronista delle zone umide del parco del Gargano è stato nientemeno che l’imperatore di Svevia Federico II (1194-1250). Nel suo trattato De arte venandi cum avibus (l’arte della caccia con gli uccelli) descrive la falconeria e l’avifauna che osservò per lo più in Puglia nelle zone paludose di Frattarolo e del lago Salso, oggi nel comune di Manfredonia, note come Paludi di Federico II, ricche di canneti, luoghi ideali per il birdwatching. Nella zona settentrionale del parco ci sono i laghi di retrodunali di Varano e Lesina, bacini di acqua salmastra che si sono formati con l’accumulo di detriti che hanno chiuso baie costiere. Oggi i laghi sono considerati zone umide di grande importanza, quali stazioni di sosta degli uccelli migratori in rotta dal nord Europa verso l’Africa. Tutto il territorio calcareo del Gargano è inoltre ricco di sorgenti e ristagni di acqua che sono vitali per anfibi e rettili. Gli animali e le piante del parco del Gargano Tra gli animali che potete vedere nel loro habitat naturale nel parco c’è il capriolo italico, una sottospecie endemica che vive solo qui, oltre a numerosi cinghiali, daini, donnole e gatti selvatici. Davvero tanti gli uccelli che nidificano nel Gargano, circa 170 specie, tra i quali 5 diversi picchi, rapaci diurni, falchi pescatori, le rare aquile anatraie minori, oltre ad anatre, aironi, oche selvatiche, e fenicotteri. Tra gli alberi ne trovate alcuni secolari, veri e propri monumenti della natura, come il carrubo di 13 metri di circonferenza nel parco di Pugnochiuso, nel comune di Vieste o i 2 pini d’Aleppo alti 30 metri a Vico Gargano dove vive anche un leccio di 17 metri e con un tronco di 5 metri di diametro, presso il convento dei Cappuccini. Quanto alle faggete vetuste della Foresta Umbra, sono state dichiarate patrimonio naturale dell’umanità dell’Unesco nel 2017. E poi ci sono i fiori: nelle radure e nelle praterie steppiche fioriscono 85 specie di orchidee selvatiche di tutti i colori e forme. Le isole Tremiti Del parco fa parte l’arcipelago delle isole Tremiti, a 12 miglia dalla costa del Gargano, tra le isole più belle del Mediterraneo. Per la limpidezza delle acque, le grotte e la ricchezza della vita sottomarina sono un paradiso per chi ama le immersioni. Sono 5 isolette, delle quali solo 2 (San Domino e San Nicola) sono abitate, altre 2 (Capraia e Cretaccio) sono poco più che scogli, mentre Pianosa è inaccessibile perché si trova nella riserva integrale dell’Area marina protetta. San Domino, dove sono presenti le strutture ricettive, è ricoperta da una fitta foresta di pini d’Aleppo che scendono fino al mare ombreggiando piccole cale di sabbia e di scogli: il luogo ideale per chi, per una una vacanza al mare, ama circondarsi di sola natura.
Città
Sirolo

Sirolo

Sirolo è un paese-balcone affacciato sulla Riviera del Conero. Appena arretrato dalla linea di costa, il suo centro degrada dolcemente verso il mare Adriatico da cui lo separa una striscia verde di pinete e macchia mediterranea. Il borgo medievale regala scorci di grande suggestione, tesori archeologici e una memorabile balconata panoramica, mentre le spiagge sono tra le più belle delle Marche. Cosa vedere a Sirolo Il centro storico di Sirolo si è sviluppato attorno alla struttura di un castello dell’XI secolo, di cui si può ancora individuare un baluardo di difesa nella torre campanaria e nella cinta muraria. I suoi vicoli sbucano nella piazza della chiesa di San Nicola dalla quale si sviluppa il belvedere sulla costa. Sotto la rupe sulla quale si eleva Sirolo ci sono diverse spiagge, accessibili dal mare o percorrendo i sentieri nella macchia mediterranea: la più famosa è la spiaggia delle due sorelle, così chiamata per i due faraglioni che la chiudono a un’estremità. Altrettanto belle le spiagge di San Michele e dei sassi neri, in parte attrezzate in parte libere, che si raggiungono a piedi dal Parco della Repubblica, e la spiaggia Urbani, la più vasta a cui si scende da via Bosco. In estate le spiagge sono collegate al centro da navette. Tante altre calette e insenature di cui è disseminato il litorale sono invece accessibili solo via mare. Dopo la giornata al mare, verso sera, si può fare una passeggiata nell’area archeologica I pini, sul sito di una necropoli della civiltà picena dove è stata rinvenuta la Tomba della Regina di Sirolo con una biga, un calesse e numerosi oggetti ornamentali. I reperti sono esposti nell’Antiquarium Statale di Numana, ma la sua ricostruzione si vede nel centro visite del parco del Conero, che si trova in centro a Sirolo. Il Parco del promontorio del Conero Il Parco regionale del monte Conero protegge l’unico baluardo roccioso della costa del mar Adriatico tra Trieste e il Gargano. Fu istituito alla fine degli Anni 80 grazie all’impegno di comitati di cittadini locali e associazioni ambientaliste per porre un freno alle speculazioni in una zona di grande valore naturalistico e paesaggistico, una sottile striscia di terra dove convivono in pochi chilometri tanti paesaggi diversi: la campagna, i boschi, le falesie e il mare. Oggi è possibile visitare il Parco del Conero a piedi, a cavallo o in mountain bike lungo una ventina di sentieri con il mare all’orizzonte: si può fare la traversata del promontorio (8 chilometri) oppure percorrere sentieri più brevi alla scoperta delle incisioni rupestri (700 metri), dell’anello delle grotte romane e della cava nascosta (2,3 chilometri), dei laghi salmastri di Portonuovo (2,3 chilometri) o per vedere dall’alto della scogliera i faraglioni della spiaggia delle due sorelle (5,4 chilometri). La città sotterranea di Camerano A 8 chilometri da Sirolo non perdetevi le grotte di Camerano. Vengono chiamate grotte, ma in realtà si tratta di una città sotterranea scavata dall’uomo, non si sa esattamente quando né perché, formata da un complesso di cunicoli che occupa il sottosuolo della città tra piazza Roma e via San Francesco nella zona nota come Rupe del Sassone, tradizionalmente chiamati buchi del diavolo. È ipotesi plausibile che siano i resti di un antico acquedotto sotterraneo successivamente ampliato nel Medioevo e usato anche come luogo di culto, come fanno pensare i motivi ornamentali e i simboli religiosi che vi si trovano. Durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale nel luglio del 1944, più di 2mila abitanti del luogo vi si rifugiarono per 18 giorni. Oggi sono uno dei luoghi di visita più affascinanti del Conero. Per saperne di più www.turismosirolo.it