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Trascorrere le vacanze al mare in Italia vuol dire andare alla scoperta di località e paesaggi balneari iconici, dalle calette della Sardegna alle località glamour della Costiera Amalfitana. Parliamo di circa 8 mila chilometri di costa con una varietà di spiagge mozzafiato, selvagge e incontaminate. Tuffati nelle dolci onde del Mediterraneo e lasciati cullare dalle sue acque cristalline.

Mare 175 risultati di ricerca
Arte & Cultura

Vernazza

Vernazza, piccolo borgo dalle grandi meraviglie Uno sperone disteso verso il mare, alle spalle le alte scogliere, poi le alture verdeggianti e qui, proprio a ridosso del porticciolo, il grappolo di case e monumenti del villaggio. Siamo a Vernazza, uno dei borghi più autentici delle Cinque Terre. Le piccole abitazioni colorate e le barche attraccate, i fichi d’India e i terrazzamenti coltivati che vi basterà alzare lo sguardo per scorgere tratteggiano un paesaggio incantevole. Respirate a pieni polmoni e avventuratevi nei sentieri di quello che è uno dei borghi più belli d’Italia, per un tuffo nell’incontaminato paesaggio mediterraneo. Lungo vicoli e scalinate A Vernazza tutto gira attorno al porticciolo e alla piazzetta a ridosso, dove la gente del posto affitta anche appartamenti ai turisti. Da qui si ramificano i carruggi, le strette viuzze dei villaggi liguri. Si cammina lentamente tra le case-torre colorate e arroccate, nei cortili, sotto portici e logge dove bere un caffè è un piacere e lungo Via Roma, antico canale interrato. Il monumento da non perdere in questo antico borgo, che risale all’anno Mille e che i già i romani usavano come porto strategico, è la Chiesa di Santa Maria d’Antiochia dedicata alla patrona del paese, con le bifore che guardano il mare e uno stile sovrapposto di romanico, barocco e gotico. E se accanto al porticciolo fa da vedetta il Bastione Belforte, a dominare dall’alto il paese è il Castello Doria, su un vertiginoso strapiombo. Approdate in un ristorante e gustate un piatto che è la specialità locale, il Tian di Vernazza: patate e alici in tegame all’aroma di erbe mediterranee e scorza di limone. Terra e mare in un unico piatto. A passo lento per contemplare il paesaggio Tutte le Cinque Terre, dichiarate dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità, sono dominate da roccia e mare, piccole baie e insenature, vegetazione esuberante. La natura impera e le autorità del Parco Nazionale delle Cinque Terre raccomandano di muoversi con rispetto, possibilmente a piedi o in treno. Portate con voi un telo da mare e distendetelo sulle scogliere subito a destra del molo oppure nei pressi del porto. Fate un bagno, ma poi calzate scarpe da trekking e camminate. Un’ottima soluzione è arrivare con uno spettacolare trekking da Monterosso al Mare o da Corniglia, perché Vernazza si trova proprio tra questi altri due borghi delle Cinque Terre. Siete sul famoso Sentiero Azzurro, che in alcuni punti si restringe inoltrandosi nei boschi, in altri si apre donando la visione improvvisa del mare e della costa alta, in scorci mozzafiato. Un percorso di trekking ad anello sale verso il Santuario di Nostra Signora di Reggio dalla bella facciata romanica. Il piazzale vi regala un contorno di lecci, cedri, ippocastani e a farvi ombra è il più antico cipresso della Liguria, che prospera qui da 800 anni. Il circuito prosegue in direzione San Bernardino per poi ridiscendere al villaggio, tra campi coltivati e vigneti, muretti a secco, profumata macchia mediterranea, ruscelli e fonti sorgive. Calpestate antichissime mulattiere avvolte nel silenzio e incrociate abitazioni perse nel nulla. Siete fuori dalla civiltà, dentro una natura rigenerante per corpo e mente.
Natura
Stromboli - Isole Eolie, Sicilia

Stromboli

Stromboli, viaggio ai piedi del vulcano per un pieno relax Se pianificate una vacanza sull’incantevole isola di Stromboli, la più settentrionale dell’arcipelago delle Eolie, Patrimonio dell’Umanità secondo l’Unesco, tra Panarea e la costa calabrese, mettete in conto sempre una presenza in più: quella del vulcano, uno tra i più attivi e irrequieti, forse unico al mondo, per le sue tre bocche in perpetua attività esplosiva. Camminare sulla “pelle” del gigante Gli abitanti lo chiamano Iddu, in siciliano esso: per via delle sue fiammate, che si ripetono a intervalli di circa 15-20 minuti, e per il mugugno perpetuo dei suoi botti e le periodiche escandescenze, incute un rispettoso timore. Di certo non lo si può ignorare, anche perché Stromboli è il vulcano: immerso sotto la superficie del mare per i due terzi, sul suo dorso l’uomo ha costruito nel tempo insediamenti e vita sociale, da millenni continuiamo a calpestare la sua pelle sensibile, forse stuzzicandolo un po’. Staccare la spina a contatto con la natura L’isola è divisa in frazioni, quasi tutte raggruppate sul versante nord-orientale, dove troverete anche le principali spiagge: Scari, Piscità, San Vincenzo, Ficogrande e il centro abitato di Stromboli. Sul versante opposto si trova invece, isolata e raggiungibile solo via mare, Ginostra, un suggestivo anfiteatro di casupole arroccate sulla roccia: un tempo era soltanto borgo di pescatori, ora è meta di un turismo esclusivo e piuttosto spartano. La prima cosa da ricordare, prima di pianificare una vacanza qui, è che a Stromboli lo sbarco di mezzi a motore è consentito solo ai residenti e non esistono trasporti pubblici, anche perché bastano una ventina di minuti a piedi per percorrere l'abitato da un’estremità all’altra e ci sono parecchi taxi elettrici che, a prezzi modici, vi porteranno a destinazione lungo l’unico chilometro di strada asfaltata. Non avrete occasione di rammaricarvene, anzi: la scarsità di mezzi a motore circolanti vi regalerà la piacevole sensazione di essere davvero in vacanza. Una notte davvero buia, per contare tutte le stelle L’altro aspetto che dovete assolutamente mettere in conto è che sull’isola non esiste illuminazione pubblica, vi consigliamo quindi di portarvi sempre dietro una torcia quando uscite la sera. In compenso, la quasi totale oscurità della notte regala una straordinaria brillantezza alle volte stellate sopra Stromboli, per la gioia di ogni astrofilo e di sicuro dei più romantici tra voi. Sull’isola manca anche una sorgente di acqua potabile, che viene trasportata qui tramite una nave cisterna una volta alla settimana in inverno e tre in estate. In marcia, si fa sera! A Stromboli, l’ora del tramonto, quando in tutte le località balneari ci si prepara per il rito sociale dell'aperitivo, rappresenta anche il momento ideale in cui affrontare alcune delle principali escursioni: se siete equipaggiati in modo adeguato, in buone condizioni di salute e tassativamente accompagnati da una guida autorizzata, potrete risalire con un trekking il dorso del vulcano, raggiungere il pizzo, a quota 900 metri, e ammirare, a distanza di sicurezza, l’attività esplosiva dei crateri. Ricordate che a Stromboli un cambio di programma è sempre dietro l’angolo: talvolta, a causa delle condizioni del vulcano, le comitive non possono partire o sono costrette a fermarsi a metà percorso. Sempre all'imbrunire, da Scari potrete imbarcarvi per raggiungere la sciara del Fuoco, il ripido pendio formato da lava, scorie incandescenti e lapilli che dal cratere dello Stromboli scende fino al mare, e assistere, dall’acqua, all’incredibile spettacolo della lingua di fuoco che infiamma il dorso della montagna. Le spiagge nere, gioiello del litorale di Stromboli Le giornate, almeno d’estate, sono di solito consacrate all’attività balneare. Gran parte delle coste di Stromboli sono percorse da alte scogliere. Le principali spiagge, quasi tutte di sabbia nera e scintillante, si trovano lungo il tratto di costa che va da Ficogrande a La Petrazza. Una raccomandazione su tutte: se ci tenete, evitate i costumi di colore chiaro. Piacere, Strombolicchio! Con una passeggiata a piedi di una decina di minuti dallo sbarco degli aliscafi, si raggiunge la spiaggia di Ficogrande, una caletta di sabbia e rocce vulcaniche. La palma di spiaggia più bella dell’isola la detiene però Forgia Vecchia, una distesa piuttosto selvaggia di ciottoli neri, levigati dall’acqua e dal vento: la si raggiunge via terra attraverso un sentiero dalla vicina spiaggia di Scari, sotto San Vincenzo, frazione affacciata sullo Strombolicchio, simbolo e mascotte dell’isola. Secondo le leggende, questo isolotto vulcanico, fratello minore di Iddu, sarebbe il tappo di un vulcano scagliato in mare durante un’eruzione: da qualche anno è diventato un Parco naturale sottoposto a tutela: il faro che lo sormonta, un tempo alimentato a gas, è ora autosufficiente al 100% grazie a un dispositivo a energia rinnovabile.
Natura
Salina - Isole Eolie, Sicilia

Salina

Salina, la più green delle isole Eolie Favorita dalla sua posizione protetta, al centro dell’arcipelago siciliano, Salina, la seconda per dimensioni tra le isole Eolie, è anche la più ricca di vegetazione e d’acqua di tutto l’arcipelago dichiarato dall'Unesco patrimonio dell’umanità, di sicuro quella in cui l’attività vulcanica è più sonnacchiosa. Chiamata, non a caso, isola verde, le sue remote origini vulcaniche, testimoniate dagli antichi crateri estinti della Fossa delle Felci e del Monte Porri, 2 dei 6 vulcani che un tempo la infiammavano, sono oggi racchiuse in una rigogliosa Riserva naturale che occupa buona parte del territorio e ospita diversi itinerari in quota per gli amanti del trekking. Un tour dei paesi, tra paesaggi scenografici Per un’altra curiosa anomalia, Salina è l’unica isola eolica a non dipendere amministrativamente da Lipari. Conta anzi ben 3 comuni autonomi: Malfa, Leni e Santa Marina, centri ben collegati tra loro e raggiungibili in auto, scooter o con un ottimo servizio di autobus che, nella stagione estiva, ha corse fino a tarda notte. Alle pendici della Fossa delle Felci, vivace e frequentata soprattutto la sera, Santa Marina è il centro principale, attraversato da stradine piene di locali e boutique, vale una visita la sua chiesa settecentesca, coi due campanili gemelli. Per la posizione scenografica, appollaiata su ciò che resta di un antico cratere vulcanico in parte sprofondato, merita una sosta anche la frazione di Pollara, che fronteggia, al largo, un immenso faraglione: probabilmente un lastrone della sua stessa roccia staccatosi nella caduta, che ora la sorveglia dal mare. Valdichiesa, borgo montano e incantato Se appartenete alla consistente fetta di umanità che preferisce la montagna, al mare, troverete una fresca tregua alle corvée balneari nel paesino di Valdichiesa, piccola frazione del comune di Leni, decisamente il più “montano” dell’isola: sembra un borgo incantato, incorniciato da monti e vigneti. Qui si trova anche il Santuario della Madonna del Terzito, meta di pellegrinaggio soprattutto in occasione delle tradizionali celebrazioni del 23 di luglio: ad alimentare la devozione dei fedeli, la credenza che la Madonna sia apparsa ben tre volte da queste parti. Viaggio nella storia dell’isola Tappa obbligata lungo l’itinerario storico-artistico di Salina sono di sicuro le grotte dei saraceni, una serie di cunicoli comunicanti scavati nel tufo e utilizzati come rifugio durante l’invasione dei saraceni nel 650 d.C. Potete raggiungerle anche al termine un percorso di trekking piuttosto lungo e impegnativo, tra ulivi e alberi da frutto, che parte da Santa Marina. Andando a ritroso nella storia, bellissimo e ben conservato è anche il sito archeologico di Portella, tra Santa Marina e Capo Faro, coi resti di un villaggio che risale all’età del Bronzo, e le Terme romane, sul lungomare che parte da Santa Marina, ormai parzialmente erose dalle mareggiate. Arco con vista Se invece collezionate scorci panoramici per le vostre foto ricordo, cercate, sulla strada tra Pollara e Malfa, il cosiddetto “Castello”, un fortino edificato nel corso della Prima guerra mondiale: il piazzale antistante è una panoramica terrazza affacciata sul cratere vulcanico all’interno del quale sorge Pollara, la sua spiaggia e il tratto di mare che la bagna. Ma a Salina il posto migliore da cui ammirare il tramonto, uno tra i più belli al mondo, giurano qui, è Punta Perciato, uno spettacolare arco naturale di roccia vulcanica da cui inseguire con gli occhi il sole che si tuffa nel mare accanto ai Filicudi e Alicudi, tingendosi di un rosso acceso. Stairway to the beach Anche se il modo migliore per esplorare il mare di Salina è a bordo di una delle tante barche di pescatori che quotidianamente fanno il tour dell’isola, ci sono almeno un paio di spiagge accessibili via terra che meritano una tappa. La prima è proprio quella di Pollara, scorcio tra l’altro di molte delle scene de Il Postino, l’ultimo film in cui è apparso Massimo Troisi: una baietta di ghiaia, dominata da un’imponente scogliera, anfiteatro naturale di tufo a picco sul mare. Non lontano, merita una giornata di sole anche Punta Scario, caletta immersa nella macchia mediterranea, in fondo a un’altra lunga scalinata: un vero paradiso, ma i ciottoli di cui è composta, alla lunga, possono risultare un po’ scomodi sotto l’asciugamano. Poco male, il baretto in fondo alla discesa, che noleggia anche materassini gonfiabili, sta lì anche per quello.
Arte & Cultura

Polignano a Mare

Polignano a Mare, bianca scogliera di Puglia Arroccato sul ciglio di un’alta scogliera che si erge dal mare Adriatico, Polignano a Mare è una delle località più spettacolari e frequentate della costa pugliese. Il centro storico di questo borgo di mare è un dedalo di viuzze che degrada verso una minuscola spiaggia, la Lama Monachile, che taglia in due la scogliera. Sotto l’abitato, un groviglio di grotte invita a scoprire un mare limpidissimo. Polignano è anche la città natale di Domenico Modugno, l’autore de Nel blu dipinto di blu, la canzone italiana più famosa nel mondo. Tutte le viuzze portano al mare Il nucleo storico di Polignano a Mare, centro abitato fin dal Neolitico, è una distesa di case bianche di origine medievale affastellate sulla scogliera. Al borgo si entra passando sotto il cinquecentesco l’Arco Marchesale, noto anche come Porta Grande, che fino al 1780 è stato l’unico punto di accesso al paese che era circondato da un fossato, oggi nascosto da piazza Garibaldi, con relativo ponte levatoio. Per le stradine di Polignano potete perdervi, tanto prima o poi sbucherete ad un affaccio sul mare e l’effetto sorpresa sarà ancora maggiore. Un selfie a Lama Monachile, spiaggetta dall’acqua turchese Troverete senz’altro la Chiesa Matrice, del Duecento, il palazzo Marchesale, dimora dei feudatari, il palazzo dell’Orologio e i 4 torrioni difensivi. Il luogo più fotografato di Polignano a Mare è la sua spiaggetta dall’acqua turchese, la Lama Monachile, sempre molto affollata dei mesi estivi: il ponte che sorge alle sue spalle è costruito sopra un ponte romano della via Traiana, la Roma-Brindisi dell’antichità, che passava proprio qui. Lì accanto, sul lungomare, vedrete la statua dedicata al polignanese più celebre al mondo, il cantante Domenico Modugno. Dalla parte opposta del paese, sempre con spettacolare vista mare, c’è il bel museo della Fondazione Pino Pascali, un artista originario di Polignano scomparso negli anni Sessanta, che espone mostre di arte contemporanea. Cosa vedere attorno a Polignano a Mare L’atmosfera di Polignano a Mare si assapora passeggiando sulla scogliera e scendendo sul litorale da cui la vista sulla città bianca è spettacolare. In quaranta minuti a piedi in direzione Nola, tra le deliziose baie di Ponte dei Lapilli e Porto Cavallo, entrambe ideali per fare un bel bagno, arrivate al villaggio di San Vito, inconfondibile per la presenza dei resti dell’omonima abbazia che risale al IX secolo, ai tempi dei monaci basiliani che si rifugiarono in queste terre in fuga dalle lotte iconoclaste dell’Impero bizantino. Poco più avanti c’è la torre quadrangolare di San Vito davanti a uno specchio di mare che sembra una piscina naturale. Di giorno come si sera, in questo luogo idilliaco ricco anche di locali e ristoranti, non sarete mai soli: la movida di Polignano arriva fino a qui. Grotte e tuffi dalla scogliera Sono una ventina le grotte che il mare ha creato con la forza delle sue onde sulla scogliera su cui sorge Polignano: la più grande è la grotta Palazzese, chiamata così perché si trova sotto un palazzo nobiliare dal quale si poteva accedere. Oggi il palazzo è stato trasformato in un hotel 5 stelle che negli anfratti naturali della scogliera ha ricavato le sale del ristorante e la grotta resta accessibile via mare. Altre grotte hanno i nomi più impensabili, legati perlopiù all’uso delle stesse che si è fatto nel tempo: quella dell’Arcivescovado sarebbe stata collegata attraverso cunicoli al palazzo del vescovo, quella delle Monache veniva usata dalle suore dell’ospedale. La più suggestiva è l’Ardito, dal nome dei suoi proprietari, che al suo interno ha una colonna naturale sulla quale i pescatori si arrampicavano per salire in paese. Cosa mangiare a Polignano al mare Su una delle tante terrazze che si affacciano sulla scogliera, nei numerosissimi ristoranti di Polignano, potete gustare tutto l’anno piatti di crudità di mare, un misto di seppie, gamberi, scampi e tanti altri pesci a seconda della stagione e del pescato. Per chi il pesce lo preferisce ben cotto, allora il piatto da provare è riso, patate e cozze. Altra specialità locale è la dolcissima carota di Polignano, coltivata proprio nella zona dell’abbazia di San Vito, riconosciuta come presidio Slow Food. Un caffè, ma speciale: con scorza di limone e panna Se preferite lo street food per non perdervi neanche un minuto di spiaggia, allora provate il panino con il pesce, con tartare di tonno, burrata e pomodori, oppure con il polpo fritto e le cime di rapa, una vera delizia. A fine pasto concedetevi il Caffè Speciale, secondo la ricetta messa a punto proprio qui a Polignano: è un caffè zuccherato con aggiunta di scorza di limone, panna e amaretto, servito rigorosamente in un bicchierino di vetro.
Natura
Parco Nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena, Sardegna

Parco Nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena

Il Parco nazionale de La Maddalena, incanto mediterraneo Con i suoi 180 km di coste, il Parco nazionale della Maddalena, nel nord della Sardegna, può vantare alcune delle spiagge più belle del mar Mediterraneo. Amanti del mare paradisiaco non potete non mettere nel vostro palmarès luoghi come la spiaggia Rosa dell’isola di Budelli, cala Corsara e cala Granara a Spargi, cala Napoletana e del Relitto a Caprera. Nel parco della Maddalena, l’architetto della natura qui si è davvero sbizzarrito con le forme e i colori: le rocce di granito rosa e l’azzurro del mare rendono irresistibile questo angolo di paradiso sulle Bocche di Bonifacio. La Maddalena e Caprera Sono 62 le isole e gli isolotti che compongono il parco dell’arcipelago della Maddalena. L’isola maggiore è punto di approdo grazie al frequente servizio di traghetti da Palau, sulla vicina costa sarda: il centro storico è un delizioso dedalo di stradine che degradano verso il mare, sempre animate di giorno come di sera. Dal porto con l’autobus si può fare il periplo dell’isola per fermarsi nelle sue tante spiagge: Spalmatore è una profonda insenatura ben protetta quando soffia il maestrale; le spiagge di Bassa Trinita e Monti d’Arena conservano dune di sabbia per proteggere le quali sono state costruite passerelle che evitano il calpestio e consentono anche ai disabili un comodo accesso al mare. I tramonti più belli sono quelli che si godono da Punta Tegge, di fronte all’isola di Spargi. L’isola di Caprera, collegata da un ponte alla Maddalena, è il vero incanto del Parco dell’arcipelago. La fitta pineta che la ricopre la dobbiamo a Giuseppe Garibaldi, che volle trascorrere gli ultimi anni della sua vita dal 1856 al 1882 in uno dei luoghi più belli di tutta l’isola. La sua casa e luogo di sepoltura, merita assolutamente di essere visitata non solo per una curiosità storica, ma per la gradevole atmosfera che emana un luogo che fu di certo molto amato: a 4 km dalla casa nel Forte Arbuticci c’è il memoriale Garibaldi, che racconta la sua vita a dir poco avventurosa. Il resto dell’isola è un ripetersi di baie e spiagge, una più bella dell’altra, in una delle quali trovate il Centro Velico, una delle più note scuole di vela italiane. Gli isolotti dell’arcipelago L’isola di Budelli è celebre per un’insenatura esposta a sud-est, nota come spiaggia Rosa, dal colore della sabbia. La colorazione è data dalla presenza di detriti dello scheletro di animaletti acquatici (Miriapora truncata, Miniacina miniacea) che si concentrano in quel luogo per una serie di fattori: la presenza di una prateria di Posidonia, la forma dei fondali, perché vi sono correnti a bassa energia, perché protetta dai venti occidentali da una folta siepe di ginepro. Modificare solo uno di questi fattori, per esempio con il moto ondoso delle imbarcazioni che intensificherebbe l’energia delle correnti, potrebbe alterare il delicato equilibrio e innescare un processo di degrado irreversibile. Per questo la spiaggia Rosa non è accessibile e si può vedere a distanza da passerelle allestite dal parco. Altrettanto bella e fragile la candida spiaggia del Cavaliere di Budelli, nella parte nord-est, una piscina naturale affacciata su cosiddetto Porto della Madonna, lo specchio d’acqua delimitato da Budelli e dalle isole di Razzoli e Santa Maria, uno dei luoghi più ambiti dai diportisti. A causa dell’erosione dell’arenile, dall’estate del 2020 la spiaggia è aperta solo parzialmente. Bellissime anche le spiagge di Spargi, la più grande e la più verde delle isole minori, dove, grazie alla presenza di acqua dolce, nidificano molti uccelli protetti: quanto alle spiagge, con cala Corsara e cala Granara siamo nella top 10.
Natura

Marettimo

Marettimo, mare e trekking in un’oasi incontaminata La più occidentale delle Egadi, Marettimo, è un’isola montuosa e selvaggia, ricoperta da una folta boscaglia, dove l’impatto dell’uomo è stato lieve. Conserva siti archeologici, un forte spagnolo, tantissime grotte marine, sentieri per il trekking e poche spiagge raggiungibili via terra, dove il colore del mare è sorprendente. Non ha alberghi Marettimo, ma stanze nelle case dei residenti dove l’ospitalità è rigorosamente isolana. Storia, archeologia ed emigrazione Marettimo vi accoglie in un porticciolo dalle acque turchesi e le case bianche. Il nome non ha niente a che vedere con il mare o la marineria, l’etimologia è piuttosto riferita alla pianta del timo che qui cresce spontaneamente. Per prendere confidenza con l’isola e con la gente del posto andate a visitare il Museo del mare, delle attività e tradizioni marinare e dell’emigrazione, gestito da un’associazione locale, lo trovate nel centro del paese: in quelle teche, tra strumenti di marineria e vecchie foto di migranti con la valigia di cartone, c’è la memoria storica di una comunità che ha dovuto lasciare l’isola per andare a lavorare in vari paesi del mondo e che cerca di tutelare un’identità. Sopra il paese, lungo il sentiero che porta sulla montagna, trovate invece un piccolo sito archeologico, detto case romane, con i resti di una costruzione di epoca tardo repubblicana: dopo aver sconfitto i cartaginesi nella Prima guerra Punica grazie alla battaglia delle isole Egadi (241 a. C.), Roma fece di Marettimo un presidio militare e installò nell’isola una guarnigione, quindi non stupisce trovare manufatti romani in questo lembo di terra, seppure remota. Accanto alle case romane c’è una minuscola cappella bizantina risalente all’XI secolo. Le 400 grotte di Marettimo Dal porto vi imbarcherete per fare il giro delle grotte di Marettimo che sono uno dei punti forti dell’isola. In tutto sono circa 400, tutte diverse per forme, colori, dimensioni e caratteristiche: nella grotta del Cammello c’è una piccola spiaggia di ghiaia, quella del Presepe presenta stalattiti e stalagmiti, la Bombarda viene chiamata così per il sibilo che si crea al suo interno durante le mareggiate, ecc. A seconda di dove tira il vento, Marettimo ha sempre un versante riparato dove godere del mare e dell’aria che profuma di timo. Sui sentieri di trekking a picco sul mare Portatevi anche gli scarponcini da trekking se partite per Marettimo: sull’isola sono presenti diversi sentieri ben segnalati dalla forestale che permettono di andare alla scoperta della sua natura incontaminata. Sono almeno 6 i percorsi, alcuni molto facili, altri un po’ più impegnativi, che, dal porto consentono di raggiungere i punti più estremi dell’isola. A Punta Troia, sulla penisola che si vede dal porto, si arriva in 1 ora e 30 minuti su un sentiero che ha dei tratti a strapiombo sul mare: ci si va a vedere il forte spagnolo, poi usato come carcere duro, da poco recuperato e aperto alle visite. Il giorno dopo vorrete andare a Cala Bianca, sul versante occidentale: al ritorno potete passare dal Pizzo Falcone, 686 metri, il punto più alto dell’isola. Tra boschi di pini d’Aleppo, le essenze tipiche della macchia mediterranea e molte specie endemiche, vedrete quanti uccelli, anche rapaci, hanno deciso di fare a Marettimo il loro nido.
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Baia delle Mimose

In Sardegna a Baia delle Mimose, tra sabbia fine e mille sfumature di blu Sabbia chiara e fine tipo Caraibi e piccoli ciuffi di cespugli e fiori selvatici che rimandano all’immagine di bellissimi deserti: eppure non siamo dall’altro lato del mondo, ma nell’incredibile Sardegna che ci riserva continue sorprese. Benvenuti a Baia delle Mimose, lunga spiaggia ai confini della Gallura con l’Anglona, tra scogliere frastagliate a picco sul mare e i colori tipici della macchia mediterranea. Una vacanza per tutta la famiglia Baia delle Mimose è un angolo di paradiso che piace a tutti: gli adulti possono dedicarsi al dolce far niente sotto il sole, i ragazzi divertirsi con lunghe nuotate e giochi organizzati sulla spiaggia. Lo scenario è letteralmente ipnotico, anche grazie alle morbide dune ricoperte da ginepri e rose di mare, con lo sfondo dell’acqua cristallina, in un contesto da cartolina. Poco distante da queste piccole montagne sabbiose, alcune villette, un centro commerciale dotato dei principali servizi, inclusi un bar tabacchi, un centro estetico, una boutique e un punto dedicato alle escursioni. La destinazione più amata dagli sportivi Il vento è costante a Le Mimose e questo rende il litorale, lungo ben 3 km, perfetto per praticare wind e kite surf. In più, per chi desidera spostarsi ed esplorare i dintorni, la sua posizione è strategica: la località sorge, infatti, a soli 6 km dal centro abitato di Badesi, a 70 km da Alghero e a 80 km da Olbia. Un piccolo paradiso panoramico Tra le tante sorprese che riserva Baia delle Mimose, c’è quella di non essere particolarmente affollata: è così che questa spiaggia, malgrado le sue limitate dimensioni, resta un’oasi di tranquillità anche in alta stagione. Un vantaggio per i turisti che vogliono trascorrere le ferie a diretto contatto con la natura e, nello stesso tempo, non allontanarsi troppo dal proprio centro residenziale. Da qui, lo sguardo potrà spaziare tra l’Isola Rossa che si mostra in lontananza in tutto il suo splendore e il profilo del promontorio di Castelsardo. Una spiaggia da Bandiera Blu Per i suoi servizi di qualità, oltre che per la pulizia delle sue acque, la spiaggia ha ricevuto la Bandiera Blu ininterrottamente, a partire dal 2017. A conferire il prestigioso titolo, è stata la Foundation for Environmental Education (Fee), dopo una valutazione attenta che comprende tra gli altri, anche la sua ottima accessibilità, la presenza del parcheggio, dei punti di ristoro e la possibilità di noleggiare l’attrezzatura balneare. In più, anche gli amici a quattro zampe possono godersi le meritate vacanze da queste parti. Non lontano dalla foce del fiume Coghinas, si trova un piccolo arenile di 300 metri quadri che ospita la dog beach, attrezzata con ombrelloni, ciotole e docce. Esplorando i dintorni di Badesi La Baia delle Mimose è spettacolare, ma non è l’unica perla della zona. Da non perdere c’è Li Mindi, con la sua sabbia chiara e la possibilità di scorgere da lontano la Corsica e l’Asinara, nelle belle giornate. Non meno interessante è anche Li Junchi, con la sabbia dorata e spesso ventosa, quindi perfetta per i surfisti. Superata la foce del fiume Coghinas, vi aspetta un altro tesoro naturalistico: si tratta di Valledoria, con la frazione marina di San Pietro a mare, con le sue dune coperte di macchia mediterranea, tratti di vegetazione e un fondale perfetto per immersioni e snorkeling.
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Corniglia

Corniglia, borgo vedetta che dall’alto domina le Cinque Terre Arroccata su una spettacolare falesia a strapiombo, Corniglia è l’unica borgata delle Cinque Terre a non avere uno sbocco diretto sul mare. Il Tirreno si apre di sotto, a un centinaio di metri più in basso. Intorno, solo il verde del Parco Nazionale delle Cinque Terre punteggiato di terrazzamenti coltivati a vite e ulivi. La scenografica ascesa al borgo Se arrivate con uno dei tanti treni che percorrono la tratta tra La Spezia e Levanto, cosa raccomandabile in alternativa all’auto, per salire sul cucuzzolo vi attende la Scalinata Landarina: 33 rampe per 377 gradini che vi daranno la sensazione di galleggiare tra roccia e acqua. È così che ascenderete al promontorio sul quale si aggrappa il paese, a 100 metri di altitudine, entrando fin da subito nella magia del paesaggio. Dedicatevi con calma a una passeggiata all’ombra dei vicoli, ammirando le case in pietra e gli antichi edifici religiosi. Tra questi spicca la Chiesa parrocchiale di San Pietro in stile gotico-ligure: il primo dettaglio a colpire è il rosone sulla facciata, un minuto “ricamo” in marmo di Carrara. Spostatevi verso il settecentesco Oratorio dei Disciplinati di Santa Caterina. Dal Santuario di San Bernardino il panorama è uno dei più suggestivi. Sedotti da questo piccolo villaggio, potreste decidere di pernottare qui, in una piccola struttura oppure affittando appartamenti e stanze messe a disposizione dalla gente del posto. Nessun Grand Hotel è sorto a Corniglia: un motivo di fascino in più. Una fitta rete di sentieri Nel programmare una visita a Corniglia, dotatevi di uno zaino con una buona scorta d’acqua, qualcosa da mangiare e scarpe da trekking. Perché qui si cammina lungo un reticolo di sentieri e non troverete altro che natura sulla vostra strada. Se volete fare un tuffo, trovate lo Spiaggione vicino alla stazione ferroviaria, mentre un’altra scalinata in partenza da Corniglia, in direzione Vernazza, conduce alla Spiaggia della Marina. Non mancate di arrampicarvi verso l’alto per un contatto diretto con lo splendido territorio dell’entroterra, sulle pendici a ridosso del mare: siete dentro il paesaggio più iconico delle Cinque Terre, premiato dall’Unesco, che lo ha inserito nella lista dei luoghi Patrimonio dell’Umanità. Uno dei sentieri più belli è quello che da Corniglia punta verso Manarola, altra perla delle Cinque Terre, passando dalla frazione Volastra. Camminate sui pendii, su un percorso che presenta anche tratti molto ripidi e scalini scoscesi. Con l’occhio si coglie la linea costiera, intorno alberi da frutto, orti, uliveti e vigneti. La geniale arte agricola dei terrazzamenti Una terra tanto meravigliosa quanto selvaggia. Eppure l’uomo ha trovato il modo di addomesticarla, rendendola coltivabile attraverso una tecnica ancestrale, già nota nel Medioevo: i terrazzamenti sostenuti dai muretti a secco, tipici di tutta l’area tra il Mar Ligure e l’Appennino. Azzerata così la pendenza, le terrazze ospitano frutteti, uliveti e i celebri vigneti dai quali nascono i vini liguri. Un autentico spettacolo che vi accompagnerà durante il trekking, capolavoro di ingegneristica agricola. Vini preziosi Il premio per la camminata piuttosto faticosa, una volta rientrati in paese, è un calice di vino per innaffiare una cena o una selezione di stuzzichini. Scegliete l’enoteca o il wine bar che più vi aggrada, a Corniglia non farete fatica a trovarli. Concentratevi sugli straordinari vini locali, i bianchi DOC e i rossi IGT delle Cinque Terre. Non saltate il rito del dessert, perché qui è abbinato al raro, preziosissimo Sciacchetrà: un passito Presidio Slow Food che vanta un’antica tradizione, prodotto dalle uve che provengono dai vigneti a terrazza locali. Guvano, spiaggia leggendaria dall’atmosfera anni Settanta Prima di lasciare Corniglia, la curiosità potrebbe spingervi a una puntata sulla Spiaggia di Guvano. Negli anni 70 è stata un punto di riferimento per naturisti ed ecologisti. Tuttora conserva uno charme speciale, incassata com’è in una baietta e protetta dalle rocce alle spalle. Potete raggiungerla via mare, con imbarcazioni private a noleggio, o attraverso un percorso a piedi, non sempre praticabile. Ancora oggi è meta prediletta degli amanti del nudismo.
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Riomaggiore

Riomaggiore, il borgo sul tetto delle Cinque Terre Stretto al centro di due vallate in posizione panoramica, Riomaggiore si distende dalla costa ligure verso l’Appennino, aggrappandosi al crinale. È il primo borgo delle Cinque Terre provenendo da La Spezia e offre splendidi scenari tra terra e mare: acqua cristallina e scogliere, le case dai colori vivaci, i sentieri che salgono verso i monti per un’immersione totale nella vegetazione mediterranea del Parco Nazionale delle Cinque Terre. Tra i carruggi del centro storico Carruggi e ripide scalinate si snodano attorno alle abitazioni dagli intonaci a tinte pastello e i tetti in ardesia, tratteggiando un borgo pittoresco dove si alternano luce abbagliante e angoli in ombra. Il paese segue il corso del torrente, interrato nella parte terminale, guardando il mare nella parte bassa e poi arrampicandosi simmetricamente sui due lati dell’altura: una perfetta “V” disegnata sulla scogliera. Nella parte alta si ammira la trecentesca Chiesa di San Giovanni Battista antistante una bella piazza, poi salendo ancora si arriva al Castello, un fortino dal quale si gode il magnifico panorama sulla linea costiera. Per ammirare il tramonto, scegliete un punto lungo il muraglione e aspettate che si apra il sipario sullo spettacolo del sole che si tuffa in acqua. La passeggiata nel centro storico offre piacevoli pause a un tavolo all’aperto, dove ogni ristorante propone menu di terra e di mare. Gli immancabili: le celeberrime trofie al pesto e le acciughe, generosamente offerte dal mare. Nella scelta dei souvenir gourmet, non mancate di includere i pregiati vini Bianchi DOC e i rossi IGT delle Cinque Terre dai vitigni coltivati sui terrazzamenti, acciughe in conserva e profumate confetture di limone. Vivere il mare La spiaggia di Riomaggiore è in una piccola insenatura, solo di sassi e lambita da un mare perfettamente limpido. In paese c’è un organizzato, e autorizzato, diving center: qui, nell’Area Marina Protetta, snorkeling e immersioni sono un’autentica esperienza. Vi imbatterete in una sorprendente quantità di pesci, dalle cernie alle orate e saraghi; più a largo nuotano i balenotteri. Scoprirete la variegata vegetazione sui fondali a ridosso delle scogliere e in alcuni tratti scorgerete veri e propri orti marini composti da rigogliose specie di alghe. Per una gita sul mare, si possono noleggiare barche, anche per gruppi numerosi, in solitaria canoe e kayak. Via terra Una passeggiata di meno di un’ora conduce al Santuario della Madonna del Montenero attraverso un sentiero nel bosco e una sequenza di scalette. Ed è l’unico modo di arrivarci, non c’è una strada percorribile in auto. Vi trovate a 350 metri di altitudine in un punto in cui la vegetazione si infittisce e il verde si staglia sul cielo azzurro in un contrasto poetico. La vista è di quelle che non dimenticherete. L’intera area delle Cinque Terre si spalanca da lassù, comprese le tre isole di Palmaria, Tino e Tinetto, e nelle giornate terse lo sguardo vola fino in Corsica. Per i più allenati, il Santuario della Madonna del Montenero può essere la prima tappa di un lungo trekking panoramico. Basta imboccare da qui il Sentiero dell’Infinito che in 12 km collega Riomaggiore a Portovenere. Siete nel Parco Nazionale delle Cinque Terre e il territorio si porge in tutta la sua magnificenza, con scorci sempre diversi. Camminando a picco sul mare, incontrate gli antichi terrazzamenti per la coltivazione di viti e ulivi, ameni orti e boschi fitti: il meglio del paesaggio mediterraneo, che l’UNESCO ha onorato dichiarandolo Patrimonio dell’Umanità. Ancora più impegnativa risulta la Scalinata di Monesteroli per raggiungere l’omonimo, minuscolo borgo che si può ammirare anche dal mare. Ma sono i 1200 gradini a donare un’emozione unica. Il litorale vi segue in parallelo, su questa che era un’antica mulattiera utilizzata dai contadini per raggiungere i vigneti. Una salita vertiginosa verso il cielo, respirando a pieni polmoni l’aria profumata: un bouquet di fiori, essenze e salsedine.