Salta il menu

Per le ultime informazioni sulle restrizioni di viaggio relative al COVID-19 in Italia. Fai click qui.

Trascorrere le vacanze al mare in Italia vuol dire andare alla scoperta di località e paesaggi balneari iconici, dalle calette della Sardegna alle località glamour della Costiera Amalfitana. Parliamo di circa 8 mila chilometri di costa con una varietà di spiagge mozzafiato, selvagge e incontaminate. Tuffati nelle dolci onde del Mediterraneo e lasciati cullare dalle sue acque cristalline.

Mare 183 risultati di ricerca
Natura
Budelli, Parco Nazionale de La Maddalena - Sardegna

Isola di Budelli

Il miracolo della spiaggia rosa di Budelli, in Sardegna Unica al mondo per l’incanto della sua sabbia, la spiaggia rosa dell’Isola di Budelli, con quelle di Razzoli, Santa Maria e della vicina Spargi, appartiene all’area più incontaminata e selvaggia del Parco Nazionale dell’arcipelago della Maddalena, vicino alle Bocche di Bonifacio, nell’estremo Nord della Sardegna. Perla tra le perle Situata per la precisione a Cala di Roto, che si trova sul versante Sud-Est dell’isola di Budelli, la spiaggia ha un tono rosato unico al mondo. Per proteggerla, le autorità del Parco hanno deciso di vietare lo sbarco dei turisti sulla sabbia. Tutto intorno, tuttavia, sorge un arcipelago ricco di isolotti, calette, insenature, spiagge - queste sì praticabili - e fondali tutti da scoprire, popolati di pesci e colonie di gorgonie, coralli che regalano i tipici riflessi rossi alle acque cristalline. Un patrimonio da salvaguardare L’isola, nelle mani dei privati fin dal secolo scorso, strappata dallo Stato al miliardario neozelandese che l’aveva acquistata all’asta nel 2013 per quasi 3 milioni di euro, è diventata patrimonio pubblico nel 2016, quando è stata assegnata alle cure del Parco nazionale dell’Arcipelago della Maddalena, che ha posto la spiaggia in Zona A, quella cioè sottoposta a una tutela integrale, che vieta ai turisti l'accesso, il transito, la sosta e la balneazione. Calpestare la spiaggia rosata è dunque ormai un piacere proibito, mentre la navigazione è possibile fino al confine delle boe, che chiudono la baia a circa 70 metri dalla riva. Sfrattato da poco il popolarissimo custode ultraottantenne, che attraverso le sue foto sui social condivideva le meraviglie di Budelli col mondo intero, il Consiglio del Parco ha deciso di installare, in collaborazione con il Wwf, un servizio di telecamere di sorveglianza che consentono il costante controllo della spiaggia. Alchimia en rose Riparata dai venti grazie a un frastagliato promontorio roccioso e a un’alta siepe di ginepro, la spiaggia deve la sua particolare colorazione a una fragile e potente alchimia che mescola nella sua sabbia fine frammenti di corallo, granito, conchiglie e gusci di molluschi. La rara sfumatura rosata è data in particolare da un microrganismo che vive dentro le conchiglie, in mezzo alle praterie di posidonia che arredano i fondali marini. Quando questo microrganismo muore, i gusci vengono sospinti a riva e polverizzati dalle correnti e dagli agenti atmosferici. Nel secolo scorso, gli ancoraggi frequenti e il moto irregolare del mare avevano compromesso la distesa di posidonia e modificato la composizione sabbiosa. Da quando sono state introdotte le norme di salvaguardia integrale della spiaggia, il suo arenile ha finalmente ripreso l’originale tinta corallina. Un mito immortalato dal cinema “C’era una bambina che viveva in un’isola”: comincia così il lungo monologo di Monica Vitti, leggendaria protagonista di Deserto Rosso, la prima pellicola girata a colori da Michelangelo Antonioni. Nel film del 1964, l’indimenticabile voce della Vitti rievoca un sogno pieno di incanto, che il regista ferrarese decise di ambientare proprio sulla spiaggia rosata di Budelli. A un passo dall’incanto Se, nell’intento di preservarne l’integrità, le autorità hanno vietato l’accesso al litorale, il suo singolare panorama si può apprezzare anche a distanza, grazie ai tanti servizi di barche in partenza da Palau o dalla Maddalena che offrono il tour dell’Arcipelago. Ci si può limitare ad ammirare la sua bellezza dal mare, a circa 70 metri dalla riva, ma l’ente Parco ha predisposto anche un sentiero di passerelle in legno che circonda il perimetro dell’arenile, per dare la possibilità ai turisti di ammirare il paradiso naturale della spiaggia di Budelli da vicino, senza calpestarlo né alterarlo. Una volta ancorati barche o gommoni, dalle vicine spiagge del Cavaliere e di Cala di Roto, che offrono panorami altrettanto spettacolari, ci si può incamminare accompagnati dalle guide del Parco sul percorso che costeggia l’area.
Natura

Riviera di Rimini

Rimini è la città simbolo della Riviera Romagnola. Meta di migliaia di turisti italiani e stranieri che ogni anno affollano le sue spiagge sabbiose, ha fama di essere la capitale italiana del divertimento estivo. Tra le colline e il mare, vicina ad altre splendide cittadine dell’Emilia Romagna, ricche anch'esse di attrattive turistiche e culturali, Rimini ospita lungo tutto il suo litorale tranquille pensioni familiari, grandi alberghi, ostelli, e residence adatti a tutti i gusti. L'offerta turistica ampia e diversificata la rendono luogo ideale per qualsiasi tipo di esigenza vacanziera per chi cerca relax, divertimento, sport, spettacolo e cultura. Tutti conoscono la riviera Romagnola, e in particolare Rimini, e tutto ciò che può offrire. Gli amanti del fitness troveranno spiagge attrezzate in cui si ha solo l’imbarazzo della scelta nello sport da praticare. Ci sono poi il porto e il lungomare, ricco di locali e chioschi con le tipiche e gustosissime piadine, luogo ideale per le passeggiate in bicicletta. Nel pomeriggio e alla sera d'obbligo la passeggiata su Viale Vespucci, via ricca di locali e negozi, meta degli amanti dello shopping. Senza dubbio Rimini è anche il luogo della trasgressione, grazie alle tante discoteche in cui ballare fin all'alba che si trovano sia in loco sia nelle cittadine vicine, come Gabicce mare o Riccione. Divertimento, storia, arte e cucina: questa la formula segreta del successo della Riviera romagnola e di cui Rimini rappresenta l'eccellenza.
Arte & Cultura

Basilica Cattedrale di Trani

Cattedrale di Trani, gioiello romanico in riva al mare Se mai vi capitasse di arrivare a Trani via mare all’alba, vi si staglierebbe di fronte come una visione onirica. La cattedrale di San Nicola Pellegrino di Trani infatti occupa una splendida e isolata posizione su un vasto piazzale, che la fa apparire appesa tra mare e cielo, inondata di luce. Capolavoro dello stile romanico pugliese, perfetta sintesi di tre elementi - chiesa, cripta e ipogeo - a cui si affianca un elegante campanile, è la prima cosa da vedere se siete in visita in città. Tre chiese per un luogo sacro Quando vi lasciate alle spalle il centro storico e il vivace porto, la vedete sorgere dal mare, in una posizione che ne esalta la sacralità. Costruita su una precedente cattedrale paleocristiana del V secolo d.C., demolita per accogliere le spoglie di San Nicola Pellegrino morto in città nel 1094, la cattedrale, iniziata alla fine del XI secolo, fu rivestita con la pietra di Trani, un marmo locale leggermente rosato, che dona luminosità alla costruzione. L’impresa, per l’epoca, fu alquanto ardita, anche solo per la sfida di costruire in riva al mare e di isolare le fondamenta dalle acque e vide tutta la comunità impegnata per lunghi decenni. Un’opera come la cattedrale di Trani, inoltre, è lì a testimoniare che in città erano presenti artisti e maestranze di grande capacità, spessore culturale e raffinato gusto artistico. Scendete nella cripta-non-cripta: la luce arriva fin qui Sulla facciata, una doppia scalinata conduce al ricco portale d'ingresso, affiancato da arcate cieche: più in alto la facciata presenta solo 3 finestre a tutto sesto, un rosone e un’ape. All’interno, la chiesa superiore è divisa in 3 navate sovrastate da matronei che ricevono la luce dal finestrone absidale. Dal fondo della chiesa si può scendere nella cripta di Santa Maria della Scala, un ambiente in realtà molto luminoso e alto, quindi poco assimilabile al concetto di cripta, con 28 colonne di marmo che sorreggono eleganti volte a crociera. Da qui, infine, si scende ancora - e siamo a un metro e mezzo sotto il livello del mare - all’ipogeo di San Leucio, che fungeva da sacello della chiesa paleocristiana: si tratta di un piccolo ambiente con volte a botte, di età longobarda che era stato costruito per accogliere le reliquie del santo. Il portale in bronzo firmato dall’artista Il grande portale in bronzo con 32 formelle modellate a bassorilievo con soggetti sacri e profani è opera di Barisano da Trani, importante scultore del XII secolo. L’originale, da poco restaurato, è conservato all’interno della cattedrale, mentre all’esterno c’è una copia del 2012. Il campanile smontato e rimontato L'elegante campanile alto 59 metri, opera di Nicolaus sacerdos protomagister, e concluso poco dopo la metà del Trecento, ha la particolarità di avere un arco a sesto acuto alla sua base, elemento che, se ne alleggerisce e slancia la forma, lo rende però poco stabile. Probabilmente l’arco serviva per permettere un passaggio verso altri edifici non più esistenti. I problemi statici si sono evidenziati già nel Settecento, ma è solo alla fine dell’Ottocento che viene rafforzato il basamento, con un intervento che però non si rivelò risolutivo. Nel 1957 la Soprintendenza decise di intervenire radicalmente per salvare l’opera - e l’incolumità pubblica - smontando a uno a uno i conci di pietra del campanile per rifarne le fondamenta e incorporare nel basamento una struttura di cemento armato. Così rinforzato e stabilizzato, il campanile della cattedrale di Trani non teme più le insidie del tempo.
Natura
Baia di San Fruttuoso

Baia di San Fruttuoso

La Baia di San Fruttuoso tra natura, mare e qualcosa di religioso Una piccola spiaggia di ciottoli bianchi dominata da un’antica abbazia e intorno la fitta macchia mediterranea della Liguria. Siamo tra Camogli e Portofino, sulla Riviera di Levante. Acque verde smeraldo fanno da specchio alla vegetazione tra le scogliere. La Baia di San Fruttuoso si nasconde in un luogo impervio, il che l’ha aiutata a preservare la sua incontaminata bellezza. Una gemma tra i Monti Liguri In genere si arriva in battello alla Baia di San Fruttuoso, imbarcandosi dalle località vicine oppure da Genova. Cominciare a scorgere la caletta è meraviglioso. L’acqua è di una trasparenza cristallina, lascia intravvedere i ciottoli e bagna dolcemente la riva. Il verde a ridosso brilla, l’abbazia aggiunge un’atmosfera sacra e solenne a un santuario della natura. Siamo nel Parco Naturale Regionale di Portofino, in un’area marina protetta. Qui si possono noleggiare lettini e ombrelloni restando sulla spiaggia, oppure camminare sugli scogli vicini e fermarsi in disparte. Tuffatevi oppure organizzatevi per fare snorkeling. I piaceri della tavola e un soggiorno speciale C’è un piccolo bar abbarbicato sulle rocce, dove l’aperitivo al tramonto diventa un’esperienza vera. Anche un ristorante offre l’opportunità di rifocillarsi, aperto a pranzo e a cena, proprio a fianco della chiesa. I tavoli si affacciano sul mare, moltiplicando il piacere di un piatto di trofie al pesto, la ricetta più celebre della regione, o di spaghetti ai frutti di mare. Poche camere consentono di soggiornare per qualche notte, da maggio fino a ottobre. L’abbazia e il Monastero Proprio il difficile accesso, oltre alla presenza di una sorgente di acqua dolce, ha reso il luogo adatto alla fondazione di un edificio sacro nell’ottavo secolo. La chiesa e il monastero hanno subito da allora vicissitudini e una serie di restauri e oggi è di proprietà del FAI, il Fondo Ambiente Italiano. Vale senz’altro la pena visitare il complesso, in particolare il chiostro e i sepolcri dei Doria, potente stirpe genovese; soffermatevi ad osservare i reperti archeologici, per poi fare quattro passi nel minuscolo borgo. Non troverete negozi e boutique, ma soltanto un pugno di case, in un’atmosfera autentica. Una statua ancorata al fondale Il mare della Baia di San Fruttuoso nasconde una sorpresa nelle sue profondità: è il Cristo degli Abissi. A 300 metri dalla spiaggia e a 15 di profondità, la statua è stata posata, o meglio inabissata, nel 1954. Alta 2,50 metri e opera dello scultore Guido Galletti, raffigura il Cristo con le braccia rivolte verso l’alto. L'immersione per ammirarla da vicino è adatta anche a subacquei di media esperienza, vista la scarsa profondità, ma si può effettuare soltanto guidati da accompagnatori certificati. Se siete nuotatori provetti, potete anche spingervi fin lì a nuoto, ponendo però massima attenzione alle imbarcazioni che solcano il mare. L’acqua è limpidissima e la visione chiara anche solo dalla superficie. Un’alternativa? Arrivare in prossimità dell’opera in kayak o con lo stand up paddle. Trekking panoramico La Baia di San Fruttuoso si raggiunge anche attraverso numerosi sentieri, partendo da San Rocco o Portofino, in circa due ore. Ma vi innamorerete del paesaggio, tra monti e mare, al punto che avrete voglia di proseguire l’esplorazione. Siamo nel Parco di Portofino, un’area protetta, con 80 chilometri di percorsi ideali per un fantastico trekking naturalistico. Mentre la costa vi si spalanca dall’alto, rivelando l’intricata geografia di golfi, insenature, baie, porticcioli e promontori, camminerete tra castagni e ulivi, pinete e boschi di lecci, frutteti e agrumeti. Passo dopo passo, respirerete un’aria tersa e il profumo di erica, corbezzolo, lentisco, euforbia e mirto. Probabilmente farete incontri con ricci e scoiattoli che qui dimorano placidi. Se decidete di partire da Portofino, fermatevi per visitare l’intero borgo. Il porticciolo è uno dei più celebri al mondo e pullula di lussuosi yacht. Potrete imitarli da terra, sedendo in uno dei tanti eleganti locali. Poi salite verso l’alto, le ville celate tra il verde sono leggendarie e la passeggiata sul sentiero tra pini marittimi e muretti a secco è un autentico piacere. A piedi si può arrivare anche a Camogli, tipico borgo marinaro con le case variopinte affacciate sul bellissimo, breve lungomare.
Natura
Vista aerea della bianca falesia di Scala dei Turchi e del mare turchese sottostante

Scala dei Turchi

L’incanto candido della Scala dei Turchi su un mare cristallino Una perla di un bianco abbagliante che digrada verso il mare azzurro, creando un contrasto spettacolare. Nell’Agrigentino è strepitosa la Scala dei Turchi, falesia unica al mondo forgiata dal vento con abilità da artista in un lungo lavoro di secoli. Sembra di adagiarsi su un candido lenzuolo, a sostare qui. Un luogo di un incanto unico, celebrato anche dal cinema e dalla letteratura. La geologia come opera d’arte La Scala dei Turchi è dunque una falesia a picco sul mare, formata da una spettacolare sequenza di terrazze. Il protagonista dell’inedita scenografia si chiama Trubi e si tratta di rocce sedimentarie antichissime, in questo caso composte da marna, un materiale calcareo tenero e argilloso. Per questo il vento, con la complicità delle onde e dell’aria salmastra, ha potuto creare il suo capolavoro modellando la materia morbida e riuscendo a smussarne gli angoli. Anche il nome ha le sue curiosità. La storia, con una buona dose di leggenda, ci racconta che nell’antichità le navi dei pirati saraceni, impropriamente chiamati turchi dalla gente del posto, approdavano qui nel 1500 per poi saccheggiare i villaggi della costa. Sostate, ammirate, scoprite le calette Prima di scendere, ammirate il paesaggio marino dall’alto in tutto il suo splendore. Vi si apre davanti il panorama che abbraccia la costa di Agrigento fino a Capo Rossello. Noterete inoltre che la Scala dei Turchi si inserisce tra due magnifiche calette di sabbia dorata, accessibili da un sentiero piuttosto impervio. Intorno gli scogli punteggiano l’acqua limpida. La costa agrigentina offre numerose spiagge, per godersi la stagione balneare in tutto relax tra splendidi scenari. Vale la pena esplorarle. Nella vicina Playa Lido Rossello, a Realmonte, potrete nuotare avendo come sfondo proprio la Scala dei Turchi. A Giallonardo la sabbia è particolarmente fine e il litorale ampio: camminate un po’ per ritrovarvi fuori dalla folla. La spiaggia di Punta Grande si estende per 10 chilometri fino a Capo Rossello, nello scenario di scogliere e costoni rocciosi. Le Pergole, tra Siculiana Marina e Realmonte, è al contrario un piccolo lembo; percorrendolo scoverete una spiaggetta ancora più nascosta, detta “U Cappiddazzu”. Il luogo amato da Andrea Camilleri Andrea Camilleri, originario della vicina Porto Empedocle, è lo scrittore siciliano che ha raggiunto la notorietà planetaria con la serie di romanzi che vedono protagonista il Commissario Montalbano, poi personaggio anche in una fiction TV di gran successo. In uno dei libri della serie, La prima indagine di Montalbano, pubblicato da Sellerio come tutti gli altri, descrive in un passaggio proprio la Scala dei Turchi. La Scala dei Turchi ha conquistato anche il regista Giuseppe Tornatore, che qui ha girato alcune scene di Malèna, con l’attrice Monica Bellucci. Benvenuti a Vigata! Vigata esiste solo nella fantasia di Andrea Camilleri, come cittadina siciliana protagonista delle avventure del suo personaggio. In realtà è Porto Empedocle, dove lo scrittore è nato. Porto Empedocle è un piccolo borgo marinaro con un delizioso centro storico. Gironzolate tra le viuzze, ammirate la Torre di Carlo V e in serata raggiungete il Caffè Vigata per l’aperitivo, servito con gli squisiti arancini di riso. Disclaimer: a febbraio 2020 i magistrati hanno posto i sigilli in questa parte del litorale agrigentino per evitare rischi di crolli e preservare la scogliera. Controllate prima di andare le nuove disposizioni e, se chiusa, potete godervi lo spettacolo dal mare.
Natura
Cala Luna

Cala Luna

Cala Luna, la spiaggia più spettacolare del Mediterraneo Qui il mare ha mille sfumature, pareti rocciose e scogliere, un laghetto, incantevoli spiaggette, la fitta macchia mediterranea. Uno scenario variegato che fa di Cala Luna una delle spiagge più belle dell’intero Mar Mediterraneo. È la perla del Golfo di Orosei, sulla costa orientale, ai confini tra Barbagia e Ogliastra, autentico simbolo della Sardegna. La natura è selvaggia, incontaminata. Vi stregherà. Siamo sulla luna! Nel dialetto di Nuoro, luna è elune. Così chiamavano Cala Luna i pastori che in passato la raggiungevano a piedi dal paese di Baunei, un percorso che richiedeva otto ore di cammino. Ai loro occhi era come andare sulla luna. Inoltre la caletta ha la caratteristica forma di mezzaluna. Siamo sulla foce del rio Illune, un torrente che nei secoli ha scavato un canyon, una gola lungo la quale scorre l’acqua che a sua volta alimenta un laghetto, subito alle spalle della spiaggia. Attorno, gli oleandri in fiore e la profumata vegetazione della macchia mediterranea. C’è anche un bar. In questo scenario si apre Cala Luna, ben protetta dai venti: 800 metri di ghiaia calcarea e sabbia che sembra borotalco, intagliata tra le falesie che circoscrivono l’insenatura. 5 grotte consentono di riposare all’ombra, nei momenti più caldi della giornata. Il luogo ha attratto molti registi, che lo hanno eletto a set. Tra tutti, Lina Wertmüller, che vi ha ambientato Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare di agosto. Tutti in acqua Il fondale di Cala Luna è molto basso per i primi metri, quindi adatto anche ai bambini, ma poi diventa all’improvviso profondo, ideale per snorkeling o immersioni. Sarete in compagnia di numerosi pesci, che nuotano in branco o solitari. Non mancano polipi e stelle marine. In zona, molti centri specializzati organizzano gite acquatiche guidate o noleggiano attrezzature da immersione. Raggiungere Cala Luna a piedi è complicato, lungo, piuttosto difficile. Il consiglio è prenotare una minicrociera di un giorno. Si parte in genere da Cala Gonone. La Grotta del Bue Marino era un tempo habitat della foca monaca, chiamata appunto bue marino per il verso caratteristico che emette; al suo interno, si raggiungono laghetti d’acqua dolce, alimentati da fiumi sotterranei. Poi c’è la Grotta del Miracolo, che non tradisce il nome. Le stalattiti si diramano in tutte le direzioni, realizzando una spettacolare cattedrale geologica. Quindi potrete ammirare Cala Mariolu e Cala Biriola. Le piscine di Venere sono accessibili soltanto via mare, non perdete questa tappa. La spiaggia è di ciottoli e sabbia a grani grossi; il mare è di un turchese così perfetto, grazie alle sorgenti che sgorgano dalla scogliera e dai fondali, che le imbarcazioni sembrano sospese nell’aria. Tuffatevi e nuotate. Trekking, climbing, arrampicate I più esperti si arrampicano sulle pareti rocciose a strapiombo sul mare smeraldino, in panoramiche sessioni di climbing. Per scoprire Cala Luna via terra, invece, vi aspetta un trekking, a tratti anche impegnativo, lungo 3 sentieri. Quello meglio segnalato parte da Cala Fuili, per gli altri meglio affidarsi ad esperte guide locali. Cala Fuili a Cala Luna distano circa 7 chilometri. Alcuni grottini offrono ombra e riposo. Meglio partire la mattina presto, anche per apprezzare i cromatismi affascinanti delle rocce, accesi dai primi raggi del sole. In mountain bike Noleggiare una mountain bike è semplice e offre l’occasione di visitare le zone interne. Pedalando, passerete dai cuiles, gli antichi rifugi dei pastori, costruzioni in pietra calcarea. Poi, sull’altopiano a 200 metri di altitudine, incrocerete capanne e strutture romaniche un tempo adibite a magazzini, con macine e frammenti di giare. Un’affascinante escursione da alternare alla vita di mare, per entrare nella storia e nella cultura della regione.
Natura

Spiaggia Tonnara

La Spiaggia della Tonnara, perla della Riserva di Vendicari Un’oasi naturale, un territorio vergine baciato dalla macchia mediterranea e affacciato su un tratto di costa spettacolare. È la Riserva di Vendicari, area tutelata della Sicilia orientale che regala al visitatore una ricchezza di splendidi panorami. Si percorrono sentieri che terminano in visioni di spiagge da sogno lambite da acque cristalline. Prima tra tutte, la Spiaggia della Tonnara. I cangianti riflessi del mare Sui 13 chilometri di costa della riserva spicca, nella parte meridionale, la Spiaggia della Tonnara, un lungo litorale sabbioso con alcuni scenografici scogli. Il fondale è basso e digrada con dolcezza, dunque dovrete camminare un po’ prima di arrivare nel punto in cui potervi finalmente tuffarvi. L’acqua ha sfumature dal verde al turchese, dall’azzurro a un blu che sfida il cielo in bellezza. A catturare la vostra attenzione sarà anche la ricchezza della flora marina, qui caratterizzata da vaste praterie di Poseidonia, le piante acquatiche presenti sia sulla spiaggia che nei primissimi metri di fondale. La tradizione delle tonnare Di fronte alla spiaggia c’è l’isolotto di Vendicari, lungo il litorale la Torre Sveva e i resti dell’antica tonnara con i suoi reperti di “archeologia della pesca”. Perché la Sicilia vanta un’antichissima tradizione di cattura e lavorazione del tonno, che ha dato vita a queste affascinanti strutture. La Tonnara di Vendicari, detta anche Bafutu, lambisce l’acqua e oggi ne possiamo apprezzare i ruderi, restaurati di recente. Si estende per 100 metri di lunghezza con una serie di pilastri che un tempo sorreggevano il tetto. Ha un’alta ciminiera. Noterete, inoltre, le vecchie case dei pescatori. La Torre Sveva è una struttura difensiva eretta nel 1400 a protezione dei magazzini dove venivano stoccate le derrate alimentari, in quello che anticamente era un porto fiorente. Le finestre dell’imponente costruzione sono ancora quelle originarie. Tra spiagge e sentieri È un autentico piacere muoversi a piedi o in bicicletta all’interno della Riserva di Vendicari, che si estende per 1.512 ettari nella provincia di Siracusa, dalla città di Noto fino a Pachino. Vi imbatterete in altre spiagge, come quella magnifica di San Lorenzo, molto adatta anche ai bambini e vicinissima alla Spiaggia della Tonnara, di cui costituisce la naturale continuazione. Oltre al tratto dominato da una fine sabbia chiara, troverete piccole insenature rocciose e una spiaggia gioiello, Calamosche, una caletta sabbiosa paradisiaca, delimitata da due promontori rocciosi che la riparano dalle correnti e creano un’incantevole piscina naturale. Lungo il sentiero che conduce alla spiaggia di San Lorenzo, per gli amanti del birdwatching, ci sono gli appositi capanni di avvistamento. Passeggerete tra ginepri, tamerici, lentischi e salicornia, meravigliose orchidee, cespugli di timo e rosmarino. Occhi al cielo per avvistare aironi cenerini e grossi stormi di gabbiani reali, mentre tra la vegetazione potrebbe muoversi qualche volpe, ricci, istrici e conigli selvatici. E ancora più a Sud… Verso la punta estrema a Sud della Sicilia, l’Isola delle Correnti è il punto in cui si incontrano lo Ionio e il Mar Mediterraneo. Selvaggia e incontaminata, è collegata a Portopalo da una sottile lingua di pietra. Poi spingetevi fino alla località di Marzamemi, un ameno borgo marinaro sorto intorno alla sua maestosa tonnara. Deliziosa la piazza centrale Regina Margherita con le due chiese e intorno le antiche case dei pescatori. Godetevi con calma una passeggiata, l’intero borgo è pedonale e nessuna auto può entrarvi. Sorseggiate un caffè vista mare, nei localini affacciati sui due porti naturali, La Fossa e La Balata. Accomodatevi a un tavolo all’aperto in uno dei tanti ristoranti e ordinate i gamberoni di Mazara del Vallo, una pasta ai pomodorini di Pachino e le specialità a base di ventresca, bottarga e mosciame di tonno rosso, che potrete anche acquistare nel grande emporio del centro storico.
Natura
Spiaggia di Collelungo

Spiaggia di Collelungo

Sulla Spiaggia di Collelungo la natura è protagonista assoluta Un tratto di litorale lambito da un mare calmo e cristallino disegna tre chilometri di sabbia color oro nel cuore del Parco della Maremma, in Toscana. Sulla Spiaggia di Collelungo le dune e la macchia mediterranea dipingono un paesaggio dal fascino selvaggio. Qui regnano soltanto pace e silenzio, all’ombra della Torre di Collelungo che dà il nome al luogo, antica architettura difensiva. Il privilegio della solitudine La Spiaggia di Collelungo è la preferita da chi aspira a un luogo poco affollato. Nei mesi non di alta stagione è addirittura deserto. Non ci sono stabilimenti balneari e nemmeno bar o ristoranti. Ci siete soltanto voi, in compagnia della natura. Si cammina sulla battigia, si nuota in acque placide di perfetta trasparenza, si gode il panorama. Per ripararvi dal sole, potrete giocare a costruirvi una capanna con le canne lì intorno e con i tronchi d’albero erosi dal mare di cui la spiaggia è disseminata. Non sono rari gli incontri con qualche volpe di passaggio e talvolta avrete dei vicini inconsueti: anche le mandrie di mucche vengono a sdraiarsi qui, placide e innocue. L’habitat delle dune Alle spalle della Spiaggia di Collelungo si estendono le dune, che accarezzano lo sguardo con la dolcezza del loro andamento ondulato. Verso la costa sono semplicemente accumuli di sabbia, mentre quelli appena retrostanti presentano una micro vegetazione tipica di queste formazioni. Le dune hanno un grande impatto sul territorio non solo per il loro notevole valore paesaggistico, ma anche per un’importante funzione: proteggono dalle inondazioni fungendo da barriera, riparano dai venti ed evitano che la sabbia venga trasportata all’interno, a disturbo di altre specie vegetali. Vanno ammirate con rispetto, sono un patrimonio da salvaguardare, che i cambiamenti climatici stanno minacciando. Uno dei programmi di Legambiente si chiama proprio I Guardiani delle dune, finalizzato al loro studio e alla loro tutela. Tra quelli che possono sembrare banali cespugli, vedrete spuntare il candido giglio marittimo e qualche fiorellino di camomilla marina. Apprezzate la tenacia delle piantine di euforbia e dei convolvoli delle spiagge. La torre costiera La Torre di Collelungo è l’unico edificio presente sulla spiaggia, avamposto di avvistamento dal quale si ammira un lungo tratto di litorale. Venne costruita dai Senesi in epoca rinascimentale a difesa degli attacchi nemici dal mare. Rimaneggiata e restaurata più volte lungo i secoli, si presenta oggi con un basamento a piramide tronca, dal quale si sviluppano tre livelli. L’accesso è consentito dal lato settentrionale, attraverso una porta incorniciata da pietre squadrate. Salite e soffermatevi sulle antiche feritoie, ancora presenti, e soprattutto godetevi l’ampio panorama dall’alto. Come arrivare: in auto, camminando o in bicicletta? Potete viaggiare in auto, partendo dal Centro Visite e seguendo il percorso A2 Le Torri del Parco Naturale della Maremma per circa 5,8 chilometri, oppure a piedi dalla spiaggia di Marina di Alberese e proseguendo verso Sud per qualche chilometro. Più interessante è il percorso della ciclabile Pinastrellaia (19 chilometri, a pagamento), in un itinerario che vi porterà dalla località Alberese a Collelungo lungo la Strada degli Ulivi. A destinazione troverete le rastrelliere. Sempre partendo da Marina di Alberese, potreste anche dedicarvi a una gradevolissima passeggiata lungo sentieri ben segnalati. Sono 7 chilometri panoramici, adatti a tutti, che vi condurranno in uno splendido scorcio del Parco dell’Uccellina, un’area protetta nel cuore della Maremma, in provincia di Grosseto. Vi ritroverete tra colline boscose, uliveti, pascoli, pinete ed estuari. In primavera ed autunno, durante i cicli migratori, il parco diventa il paradiso dei birdwatcher, che potranno avvistare trampolieri, anatre, aironi e garzette. In tutte le stagioni non è raro incontrare caprioli, porcospini e tassi. Cala di Forno La baia vicina alla Spiaggia di Collelungo è Cala di Forno e merita senz’altro una visita. Altrettanto selvaggia e di difficile accesso, bisogna camminare per svariati chilometri, circa 10 o 18 a seconda del luogo da cui si parte, ma dalla Torre di Collelungo siete già a metà del percorso, manca solo un’oretta! Potete anche chiedere l’aiuto di una guida esperta. L’alternativa è raggiungerla via mare. E c’è anche chi percorre gli scenografici sentieri tra la rigogliosa macchia mediterranea su un cavallo maremmano. Varie agenzie propongono escursioni, anche guidate, di un giorno. Daini e caprioli compiono il vostro stesso tragitto all’interno del Parco Uccellina e spesso arrivano fin qui, sulla spiaggia. Nel cielo vola il falco pellegrino. Come a Collelungo, non troverete nulla se non uno spicchio strepitoso di natura: portate con voi acqua e viveri a sufficienza. La cala è racchiusa tra due maestosi promontori verdissimi che la riparano dai venti. La sabbia è fine e dorata e sotto il sole diventa quasi bianca. Il mare di una bellezza struggente.