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Trascorrere le vacanze al mare in Italia vuol dire andare alla scoperta di località e paesaggi balneari iconici, dalle calette della Sardegna alle località glamour della Costiera Amalfitana. Parliamo di circa 8 mila chilometri di costa con una varietà di spiagge mozzafiato, selvagge e incontaminate. Tuffati nelle dolci onde del Mediterraneo e lasciati cullare dalle sue acque cristalline.

Mare 304 risultati di ricerca
Natura
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Baia delle Zagare

La Baia delle Zagare è la perla di Mattinata, sul Gargano Un paio di possenti faraglioni di roccia calcarea scolpiti e modellati dal vento sono l’emblema e il tratto distintivo della Baia delle Zagare, detta anche Baia Dei Mergoli, nei dintorni di Mattinata, sul Gargano, il promontorio a Nord della Puglia che racchiude paesaggi variegati e strepitosi. Un altissimo muraglione di scogliere bianche alle spalle, coperte da una fitta vegetazione, e un limpido mare verde-azzurro di fronte: è questo l’identikit di una delle località balneari più esclusive nota per la sua sabbia chiara, mista a ciottoli bianchi e divisa in due da un’alta falesia calcarea. Aranceti, merli e faraglioni Chiamata Baia delle Zagare, per gli aranci e i limoni che con la fioritura profumano l’aria, ma anche Baia dei Mergoli per via della popolosa colonia di merli che ogni anno nidifica qui, la Baia è la destinazione perfetta per chi è in cerca di un’esperienza immersiva nell’intenso paesaggio garganico. Rappresenta anche uno dei suoi luoghi simbolo: a pochi metri dalla riva, i faraglioni, uno dei due battezzato Arco di Diomede, o Arco Magico, perché, secondo i locali, porta fortuna attraversarlo a nuoto, e l’altro chiamato Le forbici, sono stati nel tempo lo sfondo di tantissime cartoline e l’immagine di copertina di molte riviste di viaggio. Si tratta insomma di uno dei paesaggi più fotografati di Puglia, celebrato persino dal New York Times, che definisce Baia delle Zagare “uno dei luoghi da visitare almeno una volta nella vita”, e dal National Geographic, che la indica come “una delle 10 spiagge più belle al mondo”. Una spiaggia, anzi tre Protette dall’imponente scogliera bianca e bagnate da un mare che oscilla tra il verde smeraldo e il blu cobalto, le spiagge, che si estendono per circa 1 chilometro, sono in realtà due, non comunicanti e separate da un grande sperone di roccia: la prima, più a Nord, verso Vieste, è chiamata Baia dei Faraglioni ed è fatta di sabbia e ghiaia, l’altra è l’autentica Baia dei Mergoli, o Baia delle Zagare, ha un arenile di sassi bianchi e levigati e si trova a Sud, in direzione di Mattinata. Le spiagge in realtà arriverebbero a tre, contando anche la piccola Cala dei Morti, la più settentrionale, fatta di ghiaia e raggiungibile solo dal mare. A dispetto del lugubre nome, avrebbe salvato la vita a molti marinai in balia delle onde provocate da una violenta mareggiata. Un paradiso per pochi È consigliabile raggiungere la Spiaggia delle Zagare la mattina, quando il sole è alto nel cielo, perché nel pomeriggio tramonta presto e va a nascondersi dietro l’alta scogliera, lasciando il lido in ombra. L’accessibilità è l’unica nota dolente di questo angolo di paradiso marino: l’arenile è quasi interamente occupato dai bagni gestiti dagli hotel sovrastanti, l’accesso consentito ai clienti degli alberghi, che per raggiungerlo possono utilizzare un ascensore diretto, scavato nella roccia, e ai possessori di un numero limitato di pass non cedibili, distribuiti quotidianamente dall’Ufficio relazioni con il pubblico del Comune e dal Comando dei vigili urbani di Mattinata. Solo presso gli hotel è possibile parcheggiare a pagamento, prenotare eventuali lettini e ombrelloni e imboccare una rampa impervia di 100 gradini che conduce alla spiaggia, dove si trova un piccolo bar. Itinerari alternativi, tra mare e montagna Tappa obbligata delle tante escursioni in barca, in partenza da Vieste o da Mattinata, alla scoperta del ricco patrimonio di grotte marine del Gargano, la baia è raggiungibile via mare o attraverso antichi sentieri che dalla montagna portano al lido e che partono dalla strada principale, la Litoranea SP53. Prima di percorrerli, si raccomanda vivamente di chiedere informazioni agli operatori sul posto, per evitare di imboccare percorsi mal segnalati, dissestati o addirittura chiusi. Il panorama dall'alto del Sentiero dell’Amore, con bagno finale Un’alternativa interessante, soprattutto per gli amanti del trekking e in genere delle vacanze ecosostenibili, è quella di godere del panorama mozzafiato della baia dall’alto, imboccando il sentiero Mergoli-Vignanotica, chiamato anche Sentiero dell’Amore: si tratta di un cammino panoramico ben tracciato lungo circa 3 chilometri che si percorre in meno di un’ora e a cui si accede dalla Litoranea SP53. Immerso nella Riserva Naturale di Monte Barone, tra mandorli, pini di Aleppo e uliveti, nel tratto iniziale l’itinerario offre una vista strepitosa sull’intera baia, coi suoi faraglioni bianchi. A un certo punto del percorso si incontra un bivio: il consiglio è quello di tenere la destra e imboccare il sentiero che scende verso la bella spiaggia di Vignanotica, attrezzata d’estate con servizi e punti ristoro. Qui gli escursionisti potranno finalmente concedersi una meritata nuotata, in acque non meno cristalline e invitanti.
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Isola del Garda

Vivere in una favola nel giardino di Isola del Garda Nell’antichità, uno spaventoso cataclisma staccò una porzione di terraferma, lasciandola galleggiare sulle acque. Nasce così Isola del Garda, un luogo incantato sulla sponda bresciana del lago omonimo, aperto ai turisti per visite guidate e interessanti esperienze. Sono transitati da qui San Francesco d’Assisi, Sant’Antonio da Padova e Dante Alighieri. Proprietà della famiglia Cavazza, che curano la residenza e il parco con amore e dedizione, è una gemma verde del lago. Preziosa e unica. Natura incontaminata Lo sbarco avviene nel profumo intenso di cedri e limoni. L’aria è tersa e il particolare microclima concede giornate miti per molti mesi all’anno. Non appena si approda su questo scenografico scoglio verdeggiante che è l’Isola del Garda, sono i cipressi secolari a colpire. Maestosi, fanno da degna cornice alla splendida villa in stile neogotico veneziano, eretta ai primi del 900 su progetto dell’architetto Luigi Rovelli. Ai suoi piedi, terrazze e giardini digradano verso le acque placide e cristalline del lago. Il grande parco è un’assoluta meraviglia in ogni angolo, frutto com’è di cure infinite e di ricerche lungo i secoli. Dal punto di vista progettuale, tutto il parco è stato concepito per essere ammirato dall’acqua, a mano a mano che ci si avvicina a bordo delle imbarcazioni. Sulla terrazza centrale il giardino è in stile classico italiano, mentre in quello che in passato era l’orto frutteto, organizzato sulla terrazza inferiore, si estende un giardino all’inglese. Vi prosperano kaki, limoni, peri, melograni, arance, pompelmi, fichi d’India, giuggiole e capperi. In un’altra area svettano le palme delle Isole Canarie. Rose e bouganville fanno esplodere i colori. Querce, pioppi e pini sono grandiosi. Miti e magia Non è soltanto lo straordinario contesto naturale ad ammaliare, perché il parco di Isola del Garda riserva altre sorprese. Le siepi sono modellate in modo da rappresentare varie figure, in giochi di geometrie, compresa la riproduzione dello stemma della famiglia De Ferrari, che per prima diede vita al giardino. Mentre si passeggia, si incontrano inoltre misteriose presenze, a metà tra l’umano e il mitologico. Li chiamano “i custodi del giardino” e sono sculture in legno create dall’artista Gianluigi Zambelli. C’è un ragazzino seduto su una panchina, che osserva pensieroso una crisalide: sta per schiudersi e all’interno si intravede il bel volto di una fanciulla. C’è una libellula che affiora da un laghetto, c’è un cavallo che spunta dal verde. Poi faune, ninfe e spiritelli, a popolare una fiaba che è pura realtà. Sua maestà l’oliva Per il clima e la posizione geografica favorevoli, il Lago di Garda costituisce l’habitat ideale per la coltivazione delle olive. Questo Isolotto non fa eccezione e vanta 50 varietà di cultivar, alcune delle quali risalenti ai tempi degli antichi romani. Tra le varietà spiccano Leccino, Frantoio, Pendolino, Casaliva e Gargnà. I proprietari, con la loro Azienda Agricola Borghese Cavazza, ne traggono diverse tipologie di Olio Garda DOP di eccellente qualità. Leggero e con note fruttate, è un ingrediente fondamentale della cucina del territorio. A questo proposito, vale la pena suggerire un piccolo, irrinunciabile rito, poesia per il palato nella sua semplicità: per assaporare tutti gli aromi che sprigiona, l’olio va gustato su una bruschetta. Acquistabili anche altri prodotti, ugualmente “figli” del parco: liquori di limoni e cosmetici a base di olio extravergine d’oliva. Una gita, tante possibilità La visita guidata all’Isola del Garda, che comprende il parco e la Villa, è già un’esperienza notevole in sé. In alcune date dell’anno, tuttavia, si può abbinare una degustazione dei vini locali, rinomati al pari dell’olio. Oppure si può optare per una straordinaria osservazione della volta celeste, quando piovono le stelle, nei giorni che vanno dal 10 agosto, la notte di san Lorenzo, al 14 dello stesso mese. Se invece è l’acqua ad attrarvi, cogliete al volo la seguente possibilità: una crociera su un veliero.
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