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Le città d’arte italiane meglio attrezzate per lo smart working

29 agosto 2022

3 minuti

Basta poco per lo smart working: una connessione internet veloce e un pc. Se a questi parametri si aggiungono il costo della vita, il divertimento e la sicurezza, allora è facile stillare una classifica delle località preferite dai cosiddetti nomadi digitali, che puntano alle città d’arte per lavorare da remoto.

Attraversando lo stivale in lungo e in largo, vediamo quali sono migliori città italiane dove fare smart working.

1. Bologna “la Dotta”

Bologna

In cima alla classifica delle città d’arte preferite da chi fa smart working c’è Bologna.
Il capoluogo emiliano, sede universitaria per eccellenza, è il luogo ideale anche per i lavoratori da remoto: essendo, infatti, una città a misura di studente, non ha un costo della vita elevato e ciò consente ai nomadi digitali di lavorare tranquillamente da casa, senza andare incontro a spese extra proibitive.
La buona connessione internet, con una media di 17 mega al secondo, e lo svago offerto dalle numerose mostre culturali, completano il quadro.

2. Bari e i bassi costi d’affitto

Bari

Altra città che ben si presta allo smart working è Bari. A spingere i nomadi digitali a trasferirsi nella località pugliese è non solo il parametro della qualità della vita, ma soprattutto la possibilità di affittare un appartamento. I canoni di locazione sono, infatti, piuttosto contenuti e ciò consente di scegliere anche soluzioni centrali, offrendo la possibilità di lavorare comodamente da casa e di ammirare, al contempo, i vicoli sinuosi del centro storico e i numerosi siti d’interesse artistico.

3. Pisa e la torre pendente

Pisa

Dove ci sono studenti, il costo della vita non è mai eccessivamente elevato. E Pisa, importante polo universitario, è tra i siti preferiti per il lavoro da remoto. La città toscana soddisfa anche sotto il punto di vista del divertimento, perché ha tanto da offrire. Basti pensare che, in un’unica area, ovvero Piazza dei Miracoli, sono concentrati monumentali complessi architettonici. E se alla bellezza dell’arte si somma la qualità gastronomica, è chiaro intuire il motivo per cui si sceglie proprio questa cittadina per lavorare in smart working.

4. Firenze, icona per arte

Firenze

Restando in Toscana, non si può non citare Firenze. Non sono certo i costi ridotti a far sì che si scelga questa città per il lavoro da remoto. Tuttavia, le attività culturali e l’incantevole panorama artistico la rendono tra le mete più desiderate. Immaginate di essere alla scrivania, con il vostro pc. Alzate la testa dal monitor e… ai vostri occhi si apre un panorama unico, animato da dolci colline. Come vi suona?

5. Padova e l’ambiente friendly

Padova

Qualità della vita buona, costo della vita basso. In queste due caratteristiche, Padova eccelle e attira a sé un numero sempre crescente di nomadi digitali, richiamando moltissimi talenti.
La “città del Santo” è uno dei siti di riferimento per chi si sposta e decide di praticare lo smart working, configurandosi come una meta particolarmente appetibile per il lavoro da remoto.

6. Venezia e lo smart working per una rivitalizzazione

Venezia

C’è, poi, lo strepitoso caso di Venezia. Sette lavoratori su dieci, al di sotto dei 45 anni, scelgono la città lagunare per lo smart working. Grazie al progetto Venywhere, che offre servizi e alloggi ai professionisti interessati a lavorare in loco, per poi renderli nuovi residenti e non semplici ospiti. L’obiettivo è quello di arginare lo spopolamento di una città che negli ultimi anni ha raggiunto il suo minimo storico di abitanti, incoraggiando la diffusione di un modello di residenzialità legata ai anywhere workers, lavoratori da ogni dove e da nessun luogo in particolare.

7. Trento e il perfetto day office

Trento

I nomadi digitali che amano la natura, il trekking e lo sci in montagna non potranno che innamorarsi di Trento. La cittadina ai piedi delle Dolomiti è, infatti, il luogo perfetto per lavorare da casa e organizzare, nel tempo libero, delle scampagnate indimenticabili.
Qualità della vita alta, trasporti efficienti, costi non troppo cari e possibilità di praticare tanto sport, anche all’aria aperta, rendono il capoluogo altoatesino il sito perfetto in cui trasferirsi per lo smart working.

8. Palermo e la velocità di connessione

Palermo

Nel profondo sud, è il capoluogo siciliano ad attrarre un numero considerevole di remote worker. Palermo, con i suoi 22 mega, si configura come la città italiana dalla più alta velocità di connessione. Il Mezzogiorno e le isole, si sa, sono già di per sé una calamita, per gli eventi culturali, enogastronomici, il mare, le bellezze paesaggistiche e il clima mite. A ciò fanno da contorno il costo contenuto della vita e la possibilità di sperimentare tradizioni locali ben radicate.

L’Italia, con le sue meravigliose città d’arte, si sta trasformando sempre più in una destinazione attraente per i nomadi digitali, accogliendo a braccia aperte il fenomeno sociale del lavoro da remoto. E voi? Avete già scelto la meta in cui farvi ospitare?