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Enogastronomia

Toscana

Toscana, terra di vini e piatti eccellenti

Terra d’arte e di natura sontuosa, la Toscana è anche regione di ottimi vini e gastronomia impareggiabile.
Alla cucina di origine contadina dalle ricette che si tramandano da generazioni, si accostano vitigni di grande pregio e dalla lunga storia. Un viaggio tra le sue città d’arte e borghi, quindi, non può dirsi completo, senza una pausa a tavola.

Ci seguite in un tour che accosta 5 ricette tipiche toscane ad altrettanti vini regionali a denominazione DOC e DOCG?

1. Bordatino al cavolo nero e il Val di Cornia

Sediamoci a tavola e iniziamo a gustare questa minestra, preparata con farina gialla tipica delle zone di Pisa e di Livorno.
Le origini del bordatino al cavolo nero sono marinare e un tempo si realizzava con la farina di grano saraceno, cotta nel brodo di pesce. Da qui anche il nome, proprio perché veniva servita a bordo delle navi dei pescatori. Con l’arrivo della farina di mais, la ricetta è stata modificata e presenta diverse varianti.

Il piatto, tipico della cucina povera, include anche fagioli e cavolo nero ed è nutriente e saporito. Il pasto può essere accompagnato da un Val di Cornia bianco Doc, legato a un’area compresa tra Pisa e Livorno.
I suoi vitigni di riferimento sono Viognier, Ansonica, Malvasia, Trebbiano e Vermentino. La scelta è di contrasto, perché al gusto amarognolo del bordatino si associa la morbidezza di questa bevanda. 

2. Gli gnudi con ricotta e spinaci e la Vernaccia di San Gimignano DOCG

Se andate nell’area del Mugello, sentirete immediatamente parlare degli gnudi. In questa splendida area toscana, infatti, i tortelli senza pasta intorno, da qui il termine “nudi”, si preparano con ricotta, spinaci, uova e aromi. Si servono con burro, salvia e formaggio grattugiato o, qualche volta, con ragù di carne. Si tratta di un piatto sostanzioso ma delicato che fa parte della cucina rustica locale.

A questa proposta, si può associare la Vernaccia di San Gimignano DOCG per un motivo ben preciso: all’untuosità del burro e del formaggio, va accostato un bianco con una buona acidità, a creare un perfetto contrasto. 

3. La pappa col pomodoro e Carmignano DOCG

La pappa col pomodoro è un altro simbolo toscano, soprattutto quando arriva la bella stagione, anche se questo piatto della tradizione contadina è altrettanto buono d’inverno, da gustare come zuppa.
Se non l’avete mai assaggiata, riscoprirete l’ottimo sapore dei suoi ingredienti semplici: oltre alla salsa di pomodoro, infatti, si prepara con pane raffermo, olio extravergine e basilico.

In questo caso, potete stappare una bottiglia di Carmignano Docg, che bilancia l’acidità della preparazione. Il vino è legato alle colline pratesi tanto care a Cosimo III de’ Medici a inizio del 700. 

4. Il Peposo dell'Impruneta e il Chianti Rufina DOCG

Questo delizioso spezzatino si porta in tavola soprattutto nella zona di Firenze ed è associato a una curiosa leggenda.
Si racconta che l’origine del Peposo dell'Impruneta la si deve agli operai della fornace del cantiere della cupola del Brunelleschi. Questi ultimi, infatti, facevano cuocere la carne nel vino toscano per ore per ammorbidirla e poi la condivano con il pepe. La cottura avveniva nella terracotta di Impruneta, località sui colli fiorentini e da lì il nome.
Non è un classico secondo, perché il Chianti nel quale viene immerso, lo rende morbidissimo e dal gusto piccante e inconfondibile.

Il vino perfetto per accompagnarlo, in questo caso è il Chianti Rufina, gustatelo e non ve ne pentirete. 

5. La schiaccia briaca dell’Elba e l’Aleatico passito DOCG

Si tratta di un dolce natalizio poco lievitato con noci e uvetta, tipico dell’arcipelago toscano dell’Isola d’Elba. In principio la schiaccia briaca dell’Elba era solo una focaccia dolce, oggi non si utilizza lievito e si prepara un impasto con olio extravergine di oliva, farina, frutta secca e il vino, per la precisione l’Aleatico. Nella zona di Rio Marina, invece, si aggiunge l’Alchermes.

Per questo, alla delizia del palato si può abbinare un bicchierino di una delle DOCG più giovani della regione come l’Aleatico passito DOCG che contrasta con l’untuosità del dolce.