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Toscana

L’artigianato in Oltrarno, itinerario nella Firenze più autentica

Lo chiamano Oltrarno, ma per i fiorentini è “Diladdarno”, un centralissimo quartiere di Firenze sulla sponda sinistra dell’Arno, per intenderci l’argine opposto a quello degli Uffizi e di Piazza della Signoria.

È <strong>l’altra Firenze</strong>, sempre ricca di belle piazze e palazzi rinascimentali, però tra i suoi vicoli si respira un’atmosfera di maggiore e più autentica fiorentinità. 

1. Creazioni uniche, manifattura pregiata, tecniche secolari

Tra le strade di rioni celebri come Santo Spirito e San Frediano si avvicendano botteghe artigiane e antiquarie di orafi, incisori, rilegatori, intarsiatori, vetrai, pellettieri: i tratti comuni sono l’altissimo livello qualitativo, l’unicità delle creazioni e la manifattura raffinata, che segue ancora antiche tecniche di lavorazione tramandate da secoli.

2. Un sapere tramandato nel tempo

Lasciandovi alle spalle Ponte Vecchio, godetevi una passeggiata nel dedalo di vicoli, tra i laboratori di rilegatura fiorentina, dove si crea la caratteristica carta marmorizzata.
Oppure appassionatevi alle tecniche dell’intarsio e della doratura del legno, della fusione a cera persa dei metalli, del cesello dell’argento.
E lasciatevi sedurre dall’arte della ceramica o del telaio, o dalla cura minuziosa di chi realizza calzature uniche e su misura o sete pregiate.

3. Il marchio di fabbrica dell’artigianato d’Oltrarno

Qui botteghe, laboratori e officine affacciano da secoli su strada, gli artigiani e i maestri che le abitano, cuore pulsante dell’artigianato artistico toscano, sono spesso felici di condividere segreti e pratiche tradizionali coi visitatori interessati: tra queste vetrine si respira un autentico senso di appartenenza, un fiero attaccamento alle radici e alla tradizione, marchio di fabbrica di ogni manufatto prodotto da queste parti.

4. Un tour tra arte e artigianato storico

Non dimenticate di fare tappa lungo le mete architettoniche e artistiche obbligate dell’Oltrarno: Cappella Brancacci, con i dipinti di Masolino e Masaccio, la basilica di Santo Spirito, che conserva un sorprendente crocifisso ligneo di Michelangelo ed è affacciata su una bellissima piazza, la chiesa di San Frediano, con la sua facciata incompiuta.
E poi concedete qualche ora a palazzo Pitti, per visitare alcune delle esposizioni che sintetizzano l’eccellenza del “saper fare” e la migliore espressione artistica di molti mestieri che vengono ancora praticati nel quartiere Oltrarno.

5. Palazzo Pitti: la storia del costume e i tesori medicei

Potete partire dal museo della Moda e del Costume, nella palazzina della Meridiana, uno dei padiglioni meridionali di palazzo Pitti che s’affacciano sul giardino di Boboli, che conserva le creazioni dei più famosi stilisti del Novecento, costumi teatrali come quelli di Eleonora Duse, abiti storici, come i vestiti funebri del granduca Cosimo I de’ Medici, di sua moglie Eleonora di Toledo.

Non perdete le meraviglie del Tesoro dei Granduchi (ex museo degli Argenti), al piano terreno e al mezzanino di palazzo Pitti: è il museo della famiglia Medici e dell’artigianato fiorentino: uno scrigno di autentici tesori: tavoli e mobili in commesso di pietre dure, cristalli di rocca, una raccolta di ori, avori e di ambre, reliquiari finemente cesellati.
E infine concludete il tour con il museo delle Porcellane, nella settecentesca palazzina del Cavaliere, sulla sommità del giardino di Boboli, che raccoglie le collezioni di porcellane da tavola delle case regnanti che si sono succedute a palazzo Pitti, dai Medici ai Lorena ai Savoia.

6. Tradizioni artigianali e… gastronomiche

E a conclusione di questo avvincente itinerario, lasciatevi tentare lungo il percorso dagli aromi che provengono dalle tante trattorie e osterie d’Oltrarno, che propongono le ricette migliori della cucina tipica fiorentina: ribollita, pappa al pomodoro, la classica bistecca alla fiorentina o i fagioli all’uccelletta. E per finire in dolcezza, gustate lo zuccotto, pan di Spagna imbevuto di alchermes e farcito di ricotta, canditi e mandorle: la sua ricetta si fa risalire alla fantasia di un architetto della corte medicea, nel lontano Cinquecento.

 

Scopri di più: oltrarnopromuove.it