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Shopping e mercatini

Toscana

I gioiellieri su Ponte Vecchio, prezioso tesoro nel cuore di Firenze

15 luglio 2022

Creazioni in oro e in argento: anelli, bracciali, collier e pendenti, orecchini e orologi di raffinata manifattura artigianale, impreziositi da lavorazioni ricercate, da diamanti, rubini, smeraldi e zaffiri o da pietre dure; ma anche opere di designer emergenti, brand prestigiosi o antichissimi e rari gioielli da collezione. Da secoli le botteghe che affollano lo storico Ponte Vecchio di Firenze riverberano lo splendore e il luccichio di metalli nobili e preziosi, attirando ogni giorno torme di turisti e appassionati, richiamando da queste parti persino le committenze di case reali e di governi stranieri.

Gioiellerie e Ponte Vecchio, un connubio dalla tradizione secolare che si susseguono senza soluzione di continuità sopra le arcate del ponte, concentra qui la migliore espressione della celebrata tradizione orafa e argentiera fiorentina: la passeggiata lungo le sue vetrine è una tappa che non può mancare tra le destinazioni della vostra visita alla città medicea, qui potrete rilassarvi, lustrarvi gli occhi e magari trovare ispirazioni per lo shopping o per un souvenir da portare a casa.

1. Il distretto del gioiello voluto dai Medici

Questo straordinario quartiere del gioiello, garanzia di acquisti sicuri e di qualità certificata, è il frutto di un decreto emanato nel Rinascimento dai Medici e fa seguito a una precisa politica urbanistica. Concepito, già al momento sua costruzione, nel 1345, come ponte-mercato, con due schiere di botteghe ai lati, il Ponte Vecchio ospitò a lungo botteghe di ogni genere, comprese macellerie e pescherie e, in seguito, concerie, i cui scarti di lavorazione causavano miasmi sgradevoli che infestavano il ponte.

Quando nel 1565, per volontà di Cosimo I, fu costruito il Corridoio Vasariano, la struttura sopraelevata, lunga circa un chilometro, che mette in comunicazione Palazzo Vecchio, centro politico della città, con Palazzo Pitti, allora dimora dei Medici, passando per la Galleria degli Uffizi, le botteghe del Ponte Vecchio si ritrovarono al centro di un percorso prestigioso che intendeva restituire lustro alla città.

Fu però il granduca Ferdinando I, figlio di Cosimo I, principalmente per ragioni di decoro, a emanare, nel 1593, il decreto con cui si sfrattavano gli artigiani e i commercianti che avevano occupato fino a quel momento i fondachi sul Ponte Vecchio, a favore di orafi e argentieri e con esplicito divieto di installarvi attività differenti dal commercio di preziosi

2. Omaggio alla tradizione orafa e argentiera di Firenze

Da allora, nessuno ha mai osato infrangere il mandato del granduca: ancora oggi il Ponte Vecchio ospita esclusivamente incantevoli e piccole gioiellerie, alcune delle quali conservano, come un tempo, l’usanza di tenere laboratori con vista sulla strada, dalle cui vetrine potrete vedere gli orafi realizzare ancora a mano le loro creazioni. Un omaggio al lavoro manuale dei gioiellieri locali e alla tradizione dell’oreficeria e dell’argenteria fiorentina, famosa in tutto il mondo e celebrata anche dal monumento a Benvenuto Cellini, il più famoso orafo fiorentino, eretto proprio al centro del ponte.

3. Scoprite il tesoro dei Medici al Museo degli Argenti

Se siete interessati ad approfondire la storia e le opere che fanno capo a questa tradizione di eccellenza, alle origini dell’artigianato di qualità del Made in Italy, potete proseguire l’esperienza visitando il Museo degli argenti, che si trova a Palazzo Pitti. All’interno delle sue sale rimarrete letteralmente abbagliati dalla straordinaria collezione di tesori che compongono il cosiddetto tesoro dei Medici.

 

Per saperne di più
associazionepontevecchio.com