Salta il menu

Per le ultime informazioni sulle restrizioni di viaggio relative al COVID-19 in Italia. Fai click qui.

Natura

Campania

Capri, l’isola dei sogni

L’isola di Capri è un raro concentrato di bellezza paesaggistica, meraviglie dell’archeologia, dell’architettura e della natura, dove l’aria profuma di zagara.

Capri si scopre a piedi, passo dopo passo, tra vestigia delle ville degli imperatori romani e dimore lasciate da chi dell’isola si è innamorato tra Ottocento e Novecento. Non solo per chi cerca mondanità e glamour: Capri ha da offrire una storia straordinaria, un mare spettacolare, un panorama senza eguali e un’ospitalità raffinatissima. 

1. Cosa vedere a Capri

Lo capirete al primo sguardo: la fama di cui gode Capri è meritata.
La sua geologia contorta regala infiniti punti di vista: scogliere a picco sul mare, dirupi impraticabili affiancati da terreni meno scoscesi e terrazzati. Ha una natura più che generosa, un clima ideale e una varietà di specie botaniche piuttosto rara: se ne contano 850, grazie anche ai tanti viaggiatori che vi hanno abitato e portato semi e piante dai cinque continenti.

Il mare è splendido, con grotte e faraglioni. La sua linea del tempo è ricca di eventi, storie e personaggi, compresi gli imperatori romani e l’aristocrazia europea che la riscoprì nell’Ottocento. Sarebbe un vero peccato andarci in giornata in tutta fretta e non fermarsi a catturare il suo genius loci.

Arrivati al porto, con la funicolare si sale alla celebre Piazzetta, un delizioso slargo dominato dalla torre dell’orologio con le terrazze dei caffè e una balconata affacciata sul mare, crocevia obbligato di tutti i sentieri per andare alla scoperta dell’isola.
In mezz’ora dalla Piazzetta, seguendo le frecce blu e verdi di maiolica, un comodo viottolo tra i giardini di belle case porta a villa Jovis, il grandioso sito archeologico a picco sul mare di fronte alla Punta della Campanella della penisola Sorrentina. Fu uno dei palazzi con cui l’imperatore Tiberio fece di Capri il caput mundi per un decennio, dal 27 al 37 d.C..

Un poco più avanti trovate villa Lysis, fatta costruire da un eccentrico francese, Jacques Fersen, come rifugio romantico nel folto di un parco, che potete visitare. Altra villa novecentesca degna di nota è quella che lo scrittore Curzio Malaparte si fece costruire sulla scogliera, esempio di architettura razionalista: la villa è privata, ma si vede dall’alto da via del Pizzolungo.

Dalla Piazzetta, se ci si dirige verso sud, si raggiunge la Certosa di San Giacomo, che documenta il medioevo monastico caprese. Da qui prendete la via Krupp, per molti “la strada più bella del mondo”, fatta costruire dal re tedesco dell’acciaio nel 1902, ma spesso chiusa per pericolo frane.

Scendete ai Giardini di Augusto, orto botanico con vista mare, per raggiungere l’insenatura di Marina Piccola con la sua spiaggia rocciosa e il mare turchese.
Da qui si risale verso il cimitero monumentale Acattolico, da cui parte la strada per Anacapri. 

2. Cosa vedere ad Anacapri

Da Anacapri, nella zona più elevata di Capri, è facile capire come quest’isola a forma di chiocciola possa aver ammaliato imperatori romani, capitani d’industria e schiere di scrittori e poeti: Norman Douglas, Maksim Gorkij, Alberto Moravia, Curzio Malaparte, Compton Mackenzie, Ada Negri, per citarne alcuni.

Nel centro storico da vedere c’è la Casa Rossa, costruzione in stile eclettico del 1876 fatta costruire da un colonnello sudista americano, che oggi espone una collezione permanente di quadri con vedute dell’isola e 4 statue romane rinvenute nella Grotta Azzurra.

Da non perdere la chiesa di San Michele, dallo splendido pavimento in maiolica napoletana originale del Settecento, i ruderi del castello Barbarossa, gli scavi della villa imperiale di Damecuta, un’ascesa in seggiovia al monte Solaro (589 m) e soprattutto la Villa San Michele, casa dai muri di calce bianca, fatta costruire alla fine dell’800 dal medico e scrittore svedese Axel Munthe che più di altri ha contribuito a rendere Capri famosa nel mondo con il suo bestseller La storia di San Michele, che è l’autobiografia di una vita, la sua, davvero straordinaria.
Come un museo, la villa conserva statue e reperti di epoca romana trovati
da Munthe scavando nei siti archeologici. Varrebbe una visita anche solo per il panorama leggendario che si gode dal lungo colonnato fino alla nicchia, nell’angolo estremo del giardino, dove Munthe (che seguì diverse campagne archeologiche anche in Egitto) ha collocato una Sfinge di granito rosa dell’XI secolo a.C.. Della sua casa ha scritto: “voglio che sia aperta al sole, al
vento e alla voce del mare, perché l’anima ha più bisogno di spazio del corpo”.


Sotto Villa San Michele, lungo la cosiddetta Scala Fenicia (970 gradini), ma costruita in pietra dai coloni greci del VI secolo a.C., potete riscendere al porto di Marina Grande, tra limoneti che sembrano giardini e il mare sempre all’orizzonte.

È ora di imbarcarsi per il giro dell’isola: la Grotta Azzurra è davvero di un azzurro sorprendente, la vista dei faraglioni emozionante.

Come dicevamo, la fama di Capri è più che meritata. 

Per saperne di più:

www.capritourism.com