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Borghi
Alto Adige

Viaggio alla scoperta del design sostenibile in Alto Adige

L’Alto Adige ha un progetto ambizioso: diventare l’habitat sostenibile più ambito d’Europa.

3 minuti

Come? Proponendo alternative ecologiche senza rinunciare al design e svecchiando l’idea secondo cui ciò che è sostenibile è spesso monotono e senza carattere.

Oggi che la sostenibilità è una parola sulla bocca di tutti e una questione all’ordine del giorno in ogni settore, l’Alto Adige, il suo territorio e le persone che lo abitano stanno dimostrando di essere sulla strada giusta ormai da tempo.

Il marmo di Lasa estratto in modo sostenibile

marmo di lasa in alto adige

I più grandi progetti architettonici del mondo si servono del marmo bianco di Lasa estratto in Val Venosta dalla fine del 1800. Oggi l’estrazione è più sostenibile che mai perché avviene nel sottosuolo e tutti gli scarti vengono riutilizzati tramite stampa 3D per creare mobili e accessori.

Risorse locali sostenibili

risorse sostenibili in alto adige

Ormai secoli fa gli altoatesini hanno imparato a vivere un territorio montano che offre poche risorse, tutte preziose e utilizzabili in molti modi grazie a spirito di adattamento, capacità artigianali e armonia con la natura. In pratica, le basi stesse dell’approccio sostenibile.

Qui, diversi artigiani realizzano oggetti utilizzando risorse locali e sostenibili. Come Beatrix Hohenegger che a Curon incide le uova d’oca per farne oggetti decorativi, non solo pasquali. O Erhard Paris che in Val d’Ultimo usa materiali di recupero e salice per farne ceste, lampade, borse e insegna la tecnica dell’intreccio a chiunque voglia impararla.

Altri artigiani lavorano il legno per farne oggetti di uso quotidiano come piatti e ciotole oppure pezzi d’arte e sculture. Helga Lazzarino, invece, produce abbigliamento da sci usando l’Appleskin, un materiale derivato dagli scarti della lavorazione delle mele dell'Alto Adige.

Up-cycling come stile di vita

Up-cycling come stile di vita

Per chi vive in montagna la regola del riutilizzare anziché buttare, oggi chiamata up-cycling, non è una novità. Ridare vita a ciò che è già stato prodotto anziché scartarlo per acquistare qualcosa di nuovo è una pratica nota che oggi è più urgente che mai e che qui si trasforma in arte.

A Sesto Pusteria c’è chi lavora scarti di altre produzioni - della canapa, della birra, del caffè o del tabacco - per farne oggetti d’arredo: è Johannes Kiniger con il suo marchio High Society. Jasmin Castagnaro, invece, a Bressanone, ricicla le foglie cadute in autunno per farne lampade e tavolini. Il progetto si chiama Laab che in dialetto locale descrive proprio le foglie. Infine, con i rifiuti il musicista Max Castlunger in Val Badia fabbrica strumenti musicali. I tessuti di vecchi costumi tradizionali diventano borse tra le mani di Joachim Premstaller e Marco Vedovelli.

Materie prime biologiche

materie prime biologiche in alto adige

Se non tutto può essere prodotto localmente, si può comunque prestare attenzione all’origine delle materie prime utilizzate nelle produzioni locali di abbigliamento sostenibile realizzato con cotone organico, bambù e tessili riciclati.

È quello che fa il marchio Re-Bello, fondato nel 2012 da Daniel Tocca, Emanuele Bacchin e Daniel Sperandio, che utilizza cotone organico, eucalipto, bambù, legno di faggio, nylon rigenerato e lana riciclata. Elisabeth Tocca fa lo stesso dal 2014 proponendo abbigliamento sostenibile per neonati e bambini e una linea yoga. Sigrid Regensberger a Brunico ha aggiunto anche l’inclusione sociale nel suo progetto di produzione artigianale di moda donna mentre Norbert Öttl è un falegname che produce solo oggetti biodegradabili con legno locale.

L’architettura sostenibile in Alto Adige

architettura sostenibile in alto adige

Anche l’architettura in Alto Adige punta su sostenibilità e armonia con il paesaggio e riscuote premi su premi. Noa* network of architecture ha meritato la Menzione d’onore al Premio Internazionale Architettura Sostenibile per Ötzi Peak 3251m, una piattaforma panoramica sul ghiacciaio della Val Senales.

Ha ricevuto diversi premi anche CiAsa Aqua Bad Cortina, un bio hotel progettato da Pedevilla Architects a S. Vigilio di Marebbe, circondato dalle Dolomiti della Val Badia. Pur Südtirol, firmato da Harry Thaler a Bressanone, si è invece aggiudicato il German Design Award 2021 nella categoria Eco Design: è un negozio di prodotti tipici locali interamente costruito e arredato secondo principi eco-friendly.

Il design sostenibile in Alto Adige si fa arte oltre la forma, esempio di amore per il bello e il buono che profuma di made in Italy.

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