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Arte & Cultura

Piemonte

Langhe, Roero e Monferrato tra preziose viti, borghi e castelli

Meravigliosi paesaggi modellati dall'azione combinata della natura e dell'uomo, dolci distese collinari puntellate da viti a perdita d'occhio, antichi borghi circondati dai campi e imponenti castelli arroccati

Sono questi i magnifici scenari delle Langhe, del Roero e del Monferrato, in cui si producono i grandi vini piemontesi italiani, il Barolo e il Barbaresco.

Questo gioiello del Piemonte con i suoi panorami seducenti è entrato a far parte della World Heritage List dell'Unesco.

1. Cosa sono e dove si trovano Langhe, Roero e Monferrato

Langhe, Roero e Monferrato si trovano nel basso Piemonte, in un territorio tra il fiume Po e l'Appennino ligure, diviso tra le province di Alessandria, Asti e Cuneo.
Più che una zona, un microcosmo unico fatto di paesaggi vitivinicoli e ambienti in cui uomo e natura hanno sempre convissuto al meglio delle loro possibilità. 

2. Storia e informazioni su Langhe, Roero e Monferrato

Durante la Seconda guerra mondiale furono le Langhe teatro della lotta di Resistenza partigiana, descritta nei romanzi di Beppe Fenoglio. Con la ristrutturazione di cascine e castelli, agriturismi, musei etnografici e notevoli produzioni agricole, la zona è tornata a prosperare dagli anni 90 in poi. 

3. Perché il territorio Langhe, Roero e Monferrato è sito Unesco

I paesaggi vitivinicoli del Piemonte delle Langhe, Roero e Monferrato sono diventati Patrimonio Mondiale Unesco nel 2014.

La zona classificata comprende numerosi comuni e 6 aree in particolare: la Langa del Barolo, le colline del Barbaresco, Nizza Monferrato e il Barbera, Canelli e l’Asti Spumante, il Monferrato degli Infernot (vecchie profonde cantine scavate direttamente in una particolare roccia simile al tufo) e il Castello di Grinzane Cavour.

Sono luoghi meravigliosi descritti dall’Unesco come un’eccezionale testimonianza vivente della tradizione storica della coltivazione della vite e dei processi di vinificazione.
I vigneti di Langhe, Roero e Monferrato sono quindi un eccezionale esempio di interazione dell'uomo con il suo ambiente naturale.

4. I posti più belli da visitare in Langhe, Roero, Monferrato: 9 tappe

Vigneti a perdita d’occhio, casali, cantine secolari e borghi con torri e castelli medievali che svettano in un panorama armonico: cosa vedere nelle Langhe?

Partite da La Morra, un borgo posto in uno dei punti più panoramici della Bassa Langa con il suo belvedere: la visuale spazia dalle Alpi Liguri fino a all'astigiano. Qui si trovano due dei posti più fotografati delle Langhe: il Cedro centenario del Libano e la Cappella del Barolo.

La tappa successiva è Neive, uno dei borghi più belli d’Italia dall’impianto medievale ancora intatto. È parte della terra dei 4 vini: Barbaresco, Barbera, Moscato e Dolcetto, ma è anche una zona interessante per gli amanti della grappa.

Cherasco è la scusa perfetta per un weekend nelle Langhe. Cittadina di epoca romana ricca di cultura e arte, è caratterizzata da ampi vigneti, colline e corsi d’acqua.

Un’esperienza indimenticabile assicurata è una gita a Barbaresco, un borgo medievale sopra il fiume Tanaro, a est di Alba. È celebre la sua torre alta 36 metri, la più alta dell’intero Piemonte con una visuale sul maestoso panorama dal Monte Rosa al Monviso. È proprio di questa zona l’omonimo vino rosso.

Sempre in tema di borghi, anche Monforte d’Alba merita una sosta: la sua parte antica ammalia con le case addossate alle pendici di un colle. Ai margini delle Langhe si trova Santo Stefano Belbo, paese natale di Cesare Pavese.

Attrattiva importante nella lista UNESCO, il Castello di Grinzane Cavour è il simbolo della zona legata alla figura di Camillo Benso Conte di Cavour e ospita il museo etnografico, l’enoteca regionale e la sede dell’asta mondiale del tartufo bianco.

Infine, Alba e Cuneo sono mete a cui dedicare più giorni per scoprirne il territorio e assaporarne le delizie. 

5. I prodotti tipici in Langhe, Roero, Monferrato: 7 delizie

Le numerose eccellenze enogastronomiche fanno delle Langhe un patrimonio unico al mondo. Si parte dai vini: il Barolo è un rosso che deve affinare per almeno 3 anni, di cui almeno 18 mesi in botte. Il Dolcetto d’Alba è un vino DOC la cui produzione avviene nelle province di Asti e Cuneo ed è quello tradizionalmente più bevuto durante il pasto nelle Langhe.

Leggendario il Barbaresco, vino celebre che nasce dalle marne, terreni composti di sabbia, calcare e argilla. Impossibile godere della zona senza sorseggiare un bicchiere di Nebbiolo d’Alba, ottenuto da uve Nebbiolo in purezza e coltivate in un’ampia regione compresa tra le Langhe e il Roero. Il viaggio enologico può concludersi con un (c’è chi dice una) Barbera, tradizionalmente da pasto, un tempo considerato sgarbato e popolare perché rude e testardo, e oggi strepitosamente cresciuto in qualità.

Oltre al buon bere, un mangiare di gran livello: il tartufo bianco di Alba è una delizia gourmet irrinunciabile. Discorso simile vale per le nocciole delle Langhe