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Arte & Cultura

Lazio

Tour a Rocca di Papa, terra di storia secolare e leggende

Rocca di Papa è uno dei gioielli dei Castelli Romani, una zona abitata sin dalla notte dei tempi e custode di miti e storie.

Resterete colpiti dai suoi murales colorati che ormai fanno parte del territorio e ne rallegrano l’aspetto. Il secondo borgo per altezza di tutti i Colli Albani sorge alle pendici del Monte Cavo e si ritiene sia l’erede dell’antica Cabum.

1. Rocca di Papa, dalle ville dei patrizi romani alla Street art

La storia di questo borgo è abbastanza variegata e ricca di cambiamenti storici. Inserito all’interno del Parco Regionale dei Castelli Romani, dove l’uomo ha vissuto da secoli, accolse prima i latini e poi i patrizi romani, che qui costruirono le loro ricche dimore.

Rocca di Papa sorge a due passi da Roma, il che la rende una meta appetibile per una gita fuori porta o breve tour. Una volta attivati ad accogliervi troverete decine di murales a tinte accese che ne completano il profilo. Sono opera di un pittore locale che ha fatto scuola ed è stato imitato da altri artisti del luogo, con l’obiettivo di ridare colore, vita e allegria alla zona.

Il borgo medievale vanta una delle vedute paesaggistiche più belle della zona e i suoi panorami incantevoli sono protagonisti di scatti assolutamente memorabili. Le sue graziose casette sono letteralmente aggrappate alla roccia e immerse in un dedalo di viuzze nascoste tra i palazzi.

2. Rocca di Papa, un po’ di storia

Il passato di quest’angolo di Lazio è profondamente legato alla sua posizione. Rocca di Papa è sull’orlo del Vulcano Laziale e già i latini consideravano sacra l’acropoli posta sulla sommità del Mons Albanus.

Il centro storico ha più un assetto medievale: feudo dei Conti di Tuscolo e poi degli Annibaldi, venne assediato dall’imperatore Ludovico IV del Sacro Romano Impero, come testimoniano ancora oggi i colori bianco e azzurro del Gonfalone Comunale. Nel Quattrocento fu acquisito dai Colonna, che ne conservarono il dominio fino alla seconda metà del XIX secolo.

La sua storia così variegata portò il borgo a essere utilizzato nel 1500 come prigione dei soldati dell’imperatore Carlo V. Nel 1855, finalmente, fu proclamata la nascita del paese di Rocca di Papa propriamente detto. 

3. Passeggiando a Rocca di Papa

A dominare la zona abitata c’è il Belvedere della Fortezza Medievale, con una vista che arriva fino al mare. Nell’area si trovano anche i Campi di Annibale, legati al nome del condottiero che vi si accampò durante la Seconda Guerra Punica, da dove si nota il basolato dell’antica Via Sacra che porta a un punto panoramico denominato l’Occhialone e regala la vista dei due laghi affiancati con panorama marino sullo sfondo. Un’altra possibile attività è quella di seguire l’itinerario dei murales o di raggiungere i Pratoni del Vivaro, una grande distesa di verde dove organizzare gite e picnic.

Nel centro storico, invece, domina il Duomo dell’Assunta, che conserva veri capolavori, tra cui un dipinto di autore incerto che ritrae Cristo con un corpo quasi femminile: rappresenterebbe la perfezione dell’unione tra i due sessi in un’entità spirituale. La piccola chiesa del Santissimo Crocefisso è stata restaurata nel 1994 ed è ricca delle opere scultoree dell’artista tedesco Theodor Wilhelm Achtermann, mentre il Santuario della Madonna del Tufo è un noto luogo di culto dei Castelli Romani.

Una visita da queste parti può essere completata con la visita alla Fortezza Pontificia, citata per la prima volta con il nome del borgo, in una lettera di papa Lucio III datata 1181 e restaurata del tutto nei primi anni 2000. 

4. Un angolo di relax amato anche da Guglielmo Marconi

A Rocca di Papa si possono trascorrere ore di tranquillo relax in un luogo straordinario, che nel corso del tempo ha ospitato scrittori come Goethe, Hans Christian Andersen e Stendhal. Negli ultimi decenni dell’Ottocento, nei pressi dell’antica Fortezza, fu costruito l’Osservatorio Geodinamico Reale. Quest’ultimo, dal 1922 al 1935, fu utilizzato da Guglielmo Marconi per i suoi esperimenti scientifici sulle trasmissioni radiofoniche e ora è diventato Museo Geofisico.