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Arte & Cultura

Lazio

Roccalvecce, passeggiare tra le fiabe

Un borgo dove il tempo sembra essersi fermato e l’atmosfera è quella delle fiabe: Sant’Angelo di Roccalvecce è un grazioso centro che negli ultimi anni è entrato a far parte di un progetto di riqualificazione.

La vicinanza con la famosa Civita di Bagnoregio, il “paese che muore”, rende quest’area del viterbese una perla nascosta e ancora lontana dal grande turismo.

1. Alla scoperta di Roccalvecce, tra mito, storia e leggende

Il suo relativo isolamento permette a Roccalvecce di rimanere sospeso nel tempo. Sorge a pochi chilometri da Roma e trasmette allegria immediata ai turisti con i suoi coloratissimi murales. Le immagini riprendono molti classici della narrazione per bambini, come Alice nel Paese delle Meraviglie, Il libro della giungla e La spada nella roccia; tra i più interessanti ci sono quello dedicato a Don Chisciotte e quello con la strega di Hansel e Gretel, e questo solo per citarne alcuni.

I graffiti d’autore disseminati per le viuzze strette e suggestive del paese sono 36 e tutti perfettamente inseriti. In più, sono state aggiunte altre opere artistiche come bassorilievi, mosaici e sculture che ricordano sempre il mondo dei piccoli e della fantasia. Il progetto ha trovato strada grazie alla determinazione di Gianluca Chiovelli, cittadino locale che insieme alla sorella Paola ha fondato un’associazione culturale per dare un nuovo volto al paese. Missione perfettamente compiuta.

All’insegna della street art il paesello è rinato portando con sé molte altre iniziative come il primo Cammino Medioevale tra Roccalvecce e Celleno, cui seguiranno altri progetti per rivitalizzare il folklore e i siti naturalistici di quest’angolo d'Italia. 

2. La storia del paesino medievale di Roccalvecce

Immerso nello scenario naturale della Valle dei Calanchi, Roccalvecce ha una struttura medievale e si respira ovunque bellezza e romanticismo. Le sue origini sono piuttosto antiche: da insediamento etrusco divenne poi un “castrum romano”. Quest’ultimo, dal 1200 in poi, passò sotto il controllo di diversi nobili.

L’etimologia del nome non è certa e per questo esistono, tra mito e leggenda, 2 differenti versioni. La prima è direttamente legata al Medioevo quando l’area prendeva il nome di “Rocca del Veccio”, dal nome del condottiero che l’aveva costruita. L’altra possibile vicenda si lega, invece, al 1400, quando la fortezza entrò a far parte del patrimonio di San Pietro del Papato. Sorgeva al confine tra Stato Pontificio e Repubblica di Siena e fu luogo di stazionamento per le guardie svizzere, da cui il nome di “Rocca Helvetica” e quindi Roccalvecce. 

3. Cosa vedere a Roccalvecce in un giorno

Graziose casette di tufo e vista panoramica sono tra i primi elementi che colpiscono lo sguardo dei visitatori. Su tutto il territorio, poi, troneggia il Palazzo-Castello Costaguti, il cui proprietario, tra i pochi residenti locali, è il marchese Giovangiorgio Afan de Rivera che qui ha creato un b&b che punta forte sulle bellezze territoriali e sull’enogastronomia.

Il castello non è l’unico monumento presente, molto suggestiva anche la chiesa di Santa Maria della Rocca. Intorno, a incorniciare il contesto, si apre un magico panorama sulle campagne circostanti La sua vicinanza con la Capitale rende il borgo facilmente raggiungibile e meta ideale per una gita fuoriporta, tra cultura e scorci instagrammabili.