Salta il menu

Per le ultime informazioni sulle restrizioni di viaggio relative al COVID-19 in Italia. Fai click qui.

Natura

Campania

A Punta della Campanella ammaliati dalle sirene di Ulisse

05 ottobre 2022

3 minuti

Siamo nel Golfo di Salerno e Punta della Campanella sembra la prua della Penisola Sorrentina che punta verso l’isola di Capri, una meraviglia paesaggistica tutelata come area marina protetta

Sulla Punta, nell’antichità, un tempio dedicato alla dea Minerva rendeva omaggio alla sacralità del luogo. Oggi è un’oasi naturalistica da scoprire lungo sentieri che si snodano tra gli arbusti e i profumi della macchia mediterranea, dove si passeggia nel blu come sulla tolda di una nave.

1. Cosa vedere a Punta della Campanella

La penisola Sorrentina e la costiera Amalfitana, caratterizzate da un’elevata biodiversità e tanti microclimi diversi, con versanti assolati e aridi alternati a valloni ombrosi e verdeggianti, un’infinità di baie, insenature, grotte dove possono vivere indisturbate numerose specie di uccelli, sono uno spettacolo assoluto. La costa qui ha pareti calcaree a picco sul mare in alcuni tratti, mentre in altri, dove si sono accumulate rocce vulcaniche, degrada dolcemente verso il mare.

L’ambiente marino vi riserverà molte sorprese se siete amanti delle immersioni: le praterie di posidonia, poco disturbate da attracchi e ancoraggi delle barche, creano l’habitat ideale per molti organismi, dai ricci alle stelle di mare ai rari cavallucci marini, oltre a numerose specie di pesci e molluschi.

A favorire la vitalità della vita sottomarina contribuiscono le grotte: la penisola di Punta della Campanella è uno dei siti più ricchi di grotte sottomarine del mar Mediterraneo, ne sono state individuate una cinquantina. Sono il luogo privilegiato per la riproduzione di diverse specie che vivono i primi stadi della loro crescita in un ambiente protetto per poi prendere il largo.

Lungo la costa sono presenti diverse torri di avvistamento costruite dopo il 1558 quando Massa Lubrense e Sorrento subirono un attacco dei turchi: le torri costituivano un sistema di messaggistica di allarme per lunghi tratti di costa. Da alcune, dette cavaliere, in caso di allarme grave, partiva una guardia a cavallo per avvisare del pericolo gli abitanti dei casali all’interno.

La torre quadrangolare sulla Punta, fatta costruire dagli angioini nel 1334, aveva una campanella, da cui deriva il nome. Altre due torri presidiano il versante Sorrentino, (Fossa di Papa) e quello Amalfitano (Montalto). I sentieri della Punta consentono di raggiungere la Baia di Ieranto e la sua spettacolare spiaggetta incastonata tra alte pareti di roccia che ha all’orizzonte lo skyline di Capri e dei suoi faraglioni, che dista circa 5 km: un luogo così affascinante da essere collegato al mito delle Sirene che ammaliavano i naviganti, come successe ad Ulisse.

2. I relitti di un mare pieno d’insidie

Il mare di Punta della Campanella è raramente calmo: questo è un luogo dove si incrociano diverse correnti provenienti dal golfo di Napoli e da quello di Salerno, dove molte navi, soprattutto nell’antichità, hanno fatto naufragio. Anche una flotta romana sulla quale navigava Giulio Cesare colò a picco davanti alla Baia di Ieranto. Sono numerosi i relitti di navi romani e pre-romane localizzati anche nei pressi della secca dell’isolotto di Vetara e al largo di Massa Lubrense che non sono ancora stati studiati dagli archeologi, come dimostrano i frammenti di anfore e ancore che ancora restano impigliati nelle reti a strascico dei pescatori.

3. Le ville romane di Punta Campanella

Al tempo dei romani su Punta della Campanella c’era una villa che gli archeologi suppongono avesse una funzione di presidio militare a tutela di Capri nel periodo in cui gli imperatori romani, prima Augusto, e soprattutto Tiberio, fecero dell’isola lo loro sede stabile. Della costruzione non restano che pochi frammenti che consentono di ipotizzare un edificio che aveva porticati e terrazze degradanti verso il mare, provvisto di un faro. Altri ruderi di ville si trovano sul versante amalfitano a Marina del Cantone e Crapolla, oltre che sugli isolotti de Li Galli e su Isca, che fu il buen retiro  dell’attore e drammaturgo napoletano Eduardo De Filippo.