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Natura

Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

Un territorio esteso, con cime che sfiorano il cielo e una ricca vegetazione a proteggere antichi borghi, eremi e castelli, tra castagneti secolari e sconfinate fioriture stagionali

Esteso su un’area che include tre Regioni, l'Abruzzo, il Lazio e le Marche, <strong>il Parco è una realtà molto complessa</strong>, divisa in due distinte regioni biogeografiche: quella "euro-siberiana" e quella "mediterranea". La<strong> diversità morfologica delle montagne </strong>e le elevate quote che queste raggiungono, fanno di quest'area protetta un tesoro dall'elevata ricchezza biologica. <strong>Dai relitti glaciali delle alte quote, alla vastità dei piani</strong> di Campo Imperatore posti ai piedi del Corno Grande, fino ai <strong>mandorleti, i vigneti e gli uliveti</strong> più a valle, gli scenari offerti dal Parco sono davvero infiniti. Silenzioso, quando non si cimenta in salti e cascatelle, scorre <strong>il Tirino (il fiume con l’acqua tra le più limpide d’Europa!)</strong> altro elemento centrale del Parco: lungo le sue sponde la vita (animale e vegetale) trae energia indispensabile. Oltre al Tirino sono diversi i fiumi e i torrenti che percorrono il parco con il loro carico di energia e vitalità.

1. Itinerari

Muoversi attraverso una natura viva, pulsante, sulle tracce di antichi borghi, siti archeologici, castelli e abbazie, percorrendo praterie, altopiani, creste vertiginose e impressionanti pareti rocciose: queste le possibili esperienze da vivere percorrendo i tanti sentieri che punteggiano il Parco. Ci sono tracciati alla portata di tutti, come il percorso di 15 km che unisce Nerito (1393 m) delizioso borgo tra i castagneti, al lago di Campotosto (839 m), e altri per escursionisti (quando non alpinisti!) esperti, quindi chiunque può trovare la propria personale via d’accesso alle meraviglie del parco. Naturalmente si tratta di sentieri da affrontare a piedi, ma non mancano quelli dedicati agli amanti della mountain bike o del cavallo. L’Ippovia del Gran Sasso - ad esempio - prevede quasi 500 km di percorso, alcuni però da affrontare solo in presenza di guide.

2. Sport praticabili

La particolare estensione del Parco offre scenari adatti allo svolgimento di molte attività sportive: da quelle acquatiche lungo torrenti e fiumi, tra cui spicca senza dubbio il Tirino (tra i più belli per escursioni in canoa) a quelle in cui si ingaggia un “corpo a corpo” con la natura, come ad esempio l’arrampicata, con palestre naturali tra le vetuste faggete del bosco dell'Aschiero e pareti emozionanti proprio a ridosso del Gran Sasso.

Seguendo la stagionalità, si possono svolgere attività tipicamente invernali, nelle stazioni sciistiche del Parco, ad esempio a Campo Imperatore: quindi sci, sci alpinismo, snowboard, ma anche le classiche ciaspolate. In estate al posto degli sci si passeggia o si usa la mountain bike per andare tra valli e boschi.

3. Esperienze

Probabilmente è uno dei calendari più densi quello stilato dall’organizzazione del Parco per proporre sempre nuove esperienze ai visitatori: si passa dai corsi di birdwatching a quelli per operatore ambientale, senza dimenticare le numerose visite mirate alle tante bellezze del parco come l’Area Faunistica del Cervo ai margini dell’Abetina di Cortino, sito naturalistico famoso per la massiccia presenza di abeti bianchi secolari e l’Orto Botanico del Parco, un incredibile giardino aperto al pubblico presso il Convento di San Colombo, visitabile liberamente e gratuitamente nel comune di Barisciano.

In inverno, molti dei percorsi diventano fruibili con sci o ciaspole ai piedi. 

4. Attrazioni

Inclusi nel territorio protetto del Parco figurano centri abitati e borghi molto interessanti da visitare. Pietracamela - sulla direttrice che sale proprio al Gran Sasso - è annoverato tra i Borghi più Belli d’Italia e ha conservato il fascino di tempi andati. Sempre tra i Più Belli d’Italia, adagiato sopra un colle, c’è il delizioso centro di Castel del Monte, con radici piantate fin dal XI sec. a.C. - sono infatti databili a quest’epoca i più antichi reperti della necropoli scoperta nella piana a sud del borgo. Anche la civiltà romana nel Parco ha lasciato i suoi segni, oggi evidenti nei siti di Grotta S. Angelo presso Ripe di Civitella del Tronto, nelle monumentali necropoli picene di Campovalano di Campli nel teramano e di Fossa nell'aquilano. Meritano una visita anche la Chiesa di S. Salvatore, costruita nel XIV secolo sui resti di un tempio del III-II secolo a.C. a Cortino, e ancora, i resti di Rocca Calascio, fortificazione normanna del XII secolo set di numerosi film tra cui Ladyhawke o Il nome della rosa.

5. Enogastronomia

Antiche colture, razze di animali autoctone: questi due elementi in passato fecero la fortuna dei borghi montani, ma ancora oggi hanno una grande importanza nel tessuto produttivo locale. Il patrimonio di biodiversità del Parco annovera prodotti di pregio come lo zafferano de L’Aquila (la cui fioritura attira ogni anno, allo scioglimento delle nevi, migliaia di curiosi a Campo Imperatore) ed in generale tutti i legumi del versante aquilano. I marroni (la varietà più grande di castagne), le carni, i formaggi con il miele declinato in numerose varietà sono altri prodotti di punta che offre l’area del Parco, oltre ad essere espressione autentica del territorio. Molte le ricette tipiche, dai primi piatti di cui c’è l’imbarazzo della scelta (dal timballo di scrippelle o scorpelle, agli spaghetti all’uovo alla chitarra), dalla lavorazione delle carni stagionate tra cui spicca la Ventricina, alle fantastiche grigliate, in cui la parte del leone spetta agli arrosticini, i tipici, gustosissimi spiedini di carne ovina locale.

6. Ospitalità

Sul fronte ospitalità il Parco offre soluzioni davvero per tutti: si parte dagli affittacamere dislocati nei borghi del territorio, per arrivare all’hotellerie, agli ostelli, ai rifugi e ai campeggi. A Prati di Tivo, solo per fare un esempio, c’è la possibilità di fare campeggio in tende sospese tra gli alberi, nel bosco, per avere una posizione di osservazione privilegiata durante la notte e scoprire i tanti abitanti del bosco che si muovono soprattutto con le tenebre.

7. Servizi nel Parco

A disposizione dei visitatori del Parco ci sono diversi servizi, dai classici noleggi di attrezzature (bike nei pressi dei tracciati, o canoe lungo i tratti d'acqua dove si può praticare questa attività) fino alla possibilità di usufruire di guide per approfondire specifiche conoscenze. Quattro i punti informazione dislocati tra i territori di L’Aquila e Teramo per rispondere in loco ad ogni esigenza dei visitatori, precisamente a S. Pietro di Isola del Gran Sasso, Crognaleto, S. Stefano di Sessanio e a Capitignano.