Salta il menu

Per le ultime informazioni sulle restrizioni di viaggio relative al COVID-19 in Italia. Fai click qui.

Enogastronomia

abruzzo

Lo Zafferano Abruzzese

Scopri gli altopiani dello Zafferano dove, fra borghi e paesaggi affascinanti, nasce l'oro giallo dell'Abruzzo

Benvenuti in Abruzzo, conosciuto anche come la terra dell’oro giallo, il prezioso e profumato zafferano (oggi marchio Dop) che oltre ad insaporire i cibi, ha anche importanti proprietà curative. Un itinerario attraverso una delle zone naturalistiche più belle e incontaminate d’Italia: gli altopiani dello zafferano, dove i piccoli stimmi rossi del fiore, in autunno, si colorano di viola, tingendo i campi e rendendo il panorama unico. È in provincia dell’Aquila che si estende l’area di coltivazione e produzione di questa spezia. Un'area, immersa nel verde, costellata da caratteristici borghi, attraversata dal Parco regionale del Sirente-Velino e delimitata, a nord, dal Parco nazionale del Gran Sasso e dei monti della Laga e a sud dal Parco nazionale della Maiella.

500044718

Si parte dal capoluogo dell’Abruzzo, L’Aquila, splendido balcone sul Gran Sasso, con il forte spagnolo del 1500, le basiliche di Santa Maria di Collemaggio e di San Bernardino e la fontana delle 99 cannelle, detta anche della Rivera, simbolo della città con i suoi mascheroni in pietra. Prima di addentrarci a sud, nell’altopiano di Navelli (760 m), incontriamo i paesi di San Pio e Camere, luoghi della transumanza, in cui sono ancora ben visibili le “pajare” una sorta di trullo sito vicino ai pascoli, in cui si riparavano i pastori. L’altopiano di Navelli è lì: in autunno, nella stagione della fioritura, le estese coltivazioni di zafferano colorano di violetto i campi.

Altra zona di produzione dello zafferano è Cocullo. Per arrivarci bisogna attraversare la bellissima valle del Sagittario. Vi si arriva dopo aver superato Capestrano, dove fu rinvenuto il famoso "guerriero di Capestrano", una scultura in pietra e marmo del VI secolo a.C oggi custodita al Museo nazionale di Chieti. Proseguendo a sud, si passa per Bussi sul Tirino, nelle cui acque si pescano i gamberi. Infine, dopo Sulmona (patria dei confetti) ecco Cocullo che dall’alto dei suoi 900 m domina la valle del Flaturno, della Mezzana e le gole del Sagittario: altra zona quest'ultima dedita alla coltivazione dello zafferano.

Tappa obbligata la splendida Celano con il castello Piccolomini del 1400 e il Museo nazionale della Marsica. Una deviazione di pochi km verso Avezzano, conduce al sito archeologico di Alba Fucens. Altrimenti, da Celano si prosegua per Ovindoli: sita a 1375 m di altezza, è conosciuta dagli sciatori e dagli alpinisti, visto che da qui si sale ai monti Velino (2487 m) e Sirente (2348 m). E poi c’è Rovere, dal pittoresco borgo fortificato medievale. Sulle ampie distese dell’altopiano delle Rocche, infine, Rocca di Mezzo e Rocca di Cambio, luoghi di villeggiatura e sci. Un viaggio in autunno. Nelle ultime ore della notte, lo zafferano sprigiona al massimo il suo profumo e i contadini con delicatezza raccolgono uno a uno i fiori, i cui pistilli vengono poi separati manualmente ed essiccati nello stesso giorno del raccolto.