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Natura

Parco Nazionale del Gran Paradiso

Un tempo riserva di caccia dei Savoia a cavallo tra Valle d’Aosta e Piemonte, da oltre 100 anni è zona protetta: questo, oltre agli stambecchi, ha salvato un ecosistema meraviglioso

20 luglio 2022

5 minuti

Il territorio che nel dicembre 1922 venne definito Parco Nazionale del Gran Paradiso si estende intorno al massiccio omonimo (la cui vetta supera i 4000 metri) e in passato era densamente popolato. L’architettura dei villaggi è basata sull’idea di casa alpina, sul lato piemontese con costruzioni interamente realizzate in legno, mentre sul versante valdostano al legno è stata affiancata la pietra. Il massimo splendore di quest’area fu raggiunto verso la metà dell’800, quando i membri di Casa Savoia salivano da queste parti per raggiungere le postazioni di caccia. La scelta di vietare l’attività venatoria in concomitanza con la creazione del Parco è stata fondamentale per salvare gli stambecchi - che ne sono il simbolo - dall’estinzione. Oggi questo eden di montagna, suddiviso in cinque valli in cui si alternano ambienti rocciosi, praterie, boschi e i loro margini, è davvero alla portata di tutti: grazie al progetto “un Paradiso Accessibile” l’offerta turistica dell’intera area protetta è in grado di soddisfare le esigenze, gli interessi e le aspettative di un’utenza ampliata. 

1. Itinerari

Due persone camminano su un sentiero fra i prati del Parco del Gran Paradiso

Siamo in alta montagna, per cui ci sono sostanziali differenze tra i sentieri da percorrere in base alla stagione in cui si decide di visitare il Parco: la rete di tracciati si snoda ai piedi del Gran Paradiso per un totale di 500 km, ed è disponibile online suddivisa per singole vallate, così che ognuno possa scegliere il percorso che preferisce. Ce ne sono da poter affrontare in giornata, in più giorni, a tappe: il successo maggiore è riscosso tra gli altri da Giroparco Gran Paradiso, dall’Alta Via Canavesana e dall’Alta Via n. 2 in Valle d’Aosta. Una volta sul posto, basta seguire e rispettare la segnaletica, per muoversi in sicurezza sul percorso scelto e rispettare la natura del parco. In inverno ci si sposta con gli sci o con le ciaspole, in estate invece, grazie al progetto “A piedi tra le nuvole”, si può scegliere tra spostamenti a piedi, in bicicletta o su navetta all’insegna di una mobilità dolce protetta da un forte ridimensionamento del traffico automobilistico.

2. Sport praticabili

Una ragazza pratica sci di fondo sulle nevi del Parco

Negli oltre 70.000 ettari di territorio su cui si estende il Parco, sono diverse le attività sportive praticabili. In inverno, presso le stazioni sciistiche come Cogne o Valsavarenche, si può fare sci di fondo e da discesa. Con la bella stagione ci si può cimentare nell’arrampicata su roccia o ghiaccio, disciplina ricca di sfide e di storia che nel Parco Nazionale Gran Paradiso è di casa. Cinque valli incontaminate dove scegliere tra pareti di solida roccia e cascate di ghiaccio lucente nel totale silenzio, immersi in uno scenario unico al mondo. Sempre nel Parco o nelle aree limitrofe, è possibile pedalare nella natura, magari aiutati da una e-bike.

3. Esperienze

Primissimo piano di tre stupende, fragilissime, Stelle Alpine

Tante e fuori dall’ordinario le esperienze di cui si può fruire al Parco Nazionale del Gran Paradiso: su prenotazione si può visitare una scuola attiva fino a metà del 900, posta a 1600 metri sulla mulattiera del Vallone del Roc, tra gli itinerari più interessanti del versante piemontese. Si tratta della scuola elementare della Borgata Maison, a Noasca, in cui grazie al recupero dell’arredo e dei veri materiali in uso il tempo sembra essersi fermato. A Valnontey, a 1700 metri di quota nel cuore del parco, su una serie di conche e avvallamenti naturali si trova il Giardino Botanico Alpino Paradisia: tra giugno e luglio si registra il periodo di maggior fioritura. Soprattutto in questo periodo sono previste visite tematiche guidate e giochi a tema naturalistico. Ogni visita può essere svolta anche autonomamente: ogni ospite all’entrata riceve un depliant informativo sulle principali caratteristiche del giardino. Ogni pianta, infine, è accompagnata da un cartellino che ne riporta il nome, e la classificazione in specie autoctone o esotiche oppure officinali. Anche agli animali sono dedicate tante esperienze: osservare dal vivo e da non molto lontano (nel loro habitat naturale) aquile o stambecchi non ha prezzo.

4. Attrazioni

Tratto del Parco in cui si trovano ancora antichissimi muretti a secco per contenere il terreno

I borghi del parco conservano intatto un fascino senza tempo, con le tipiche abitazioni di alta montagna di tutto l’arco alpino circondate da boschi di larici, tra valloni e radure; nella frazione di Boschettiera si trova un vecchio forno ancora funzionante. Ma in generale tutto intorno, nelle cinque valli si possono trovare incisioni rupestri e affreschi, strade e ponti di origine romana, chiese e castelli medioevali, come il castello Malgrà a Rivarolo Canavese, alpeggi, sentieri e mulattiere, testimonianza viva della lunga storia di queste terre. Infine le case reali di caccia, edifici a un solo piano localizzate in ampi pianori oltre i 2000 metri, che erano destinate a ospitare il re e la sua corte, veri gioielli del Parco da visitare.

5. Enogastronomia

Forme di Fontina poste a stagionare su scaffali di legno

Da un territorio ricco di biodiversità, con pascoli, campi coltivati, alpeggi, non possono che arrivare a tavola meraviglie della gastronomia. Per questo ci sono veri e propri itinerari - come quello di Aymavilles, Cogne e Sarre - pensati per far avvicinare i visitatori ai tesori enogastronomici locali. Oltre alla stella assoluta, la Fontina DOP, prodotta su tutto il territorio valdostano, si possono gustare anche formaggi vaccini freschi e stagionati, formaggi caprini e altri derivati del latte. Non da meno il versante enologico della produzione locale, con rossi, bianchi e passiti apprezzati in tutto il mondo.

6. Ospitalità

Esterno di uno dei rifugi del Parco su un pianoro innevato, con le montagne sullo sfondo

Nei comuni del Parco sono presenti strutture per ogni tipo di esigenza e aspettativa: dal rifugio al campeggio, dagli agriturismi ai bed & breakfast, dalle aree di sosta per camper fino agli alberghi di categoria. Il suggerimento è di scegliere tra le numerose strutture contraddistinte dal Marchio di Qualità Gran Paradiso (segnalate dal logo ufficiale) prova dell’attenzione all’ambiente e alle tradizioni.

7. Servizi nel Parco

C’è sempre una guida a disposizione: sul serio! Grazie ad un aggiornatissimo sistema di ricerca online, si può prenotare la figura professionale più preparata per l’esperienza che si desidera vivere. Tra i campi di selezione per arrivare ad una delle 20 guide in servizio, c’è la lingua desiderata, la possibilità di scegliere l’attività preferita tra educazione ambientale, cicloturismo o nordic walking e in quale valle svolgerla. La certezza è quella di incontrare professionisti preparati a guidare singoli o gruppi alla scoperta del Parco. Molti i punti informazione presenti, dall’ufficio centrale di Torino ai tanti altri dislocati nei vari comuni e frazioni.