Panoramica
La Capitolare di Verona è la più antica biblioteca del mondo ancora in attività. Era la biblioteca di studio del Capitolo dei Canonici della Cattedrale (un collegio di prelati) e dal 2019 viene gestita da una Fondazione. Trae le sue origini da uno Scriptorium, un luogo per la raccolta e la trascrizione di testi religiosi e laici, la cui esistenza è documentata dal VI secolo. Della Biblioteca si ha notizia certa già dal 517 d.C., quando era conosciuta come Scriptorium ecclesiae Veronensis. In questo periodo era frequentata da autori illustri come Dante e Petrarca e nello stesso periodo cominciò la collezione di incunaboli e dei primi prodotti dell’arte tipografica.
La Capitolare si trova alla sinistra del Duomo di Verona, nel palazzo del Canonicato, ed è un edificio a dir poco immortale: sopravvisse a un terremoto, alla peste, alle ruberie di Napoleone, all’alluvione del 1882 e ai bombardamenti. Avendo 16 secoli di storia alle spalle è una delle biblioteche più ricche della penisola per patrimonio librario e documentario. Sugli scaffali della biblioteca sono custoditi dei veri e propri tesori, tra cui dei manoscritti famosi: il Codice di Ursicino, datato all’anno 517; le Istituzioni di Gaio, risalenti al V secolo e testimone importante del diritto romano; l’Iconografia Rateriana, copia settecentesca di un’immagine di Verona risalente al periodo del vescovo Raterio di Liegi. Tra le curiosità, invece, è doveroso ricordare l’Indovinello veronese, una delle prime attestazioni di una lingua di passaggio fra latino e volgare, appuntato al margine di un codice di provenienza spagnola dell’VIII secolo. l’Indovinello Veronese, prima attestazione della lingua volgare italiana, risalente al VIII secolo. Vi sono, inoltre, testi illustrati da miniature, come gli imponenti corali trecenteschi, un archivio di 11.000 pergamene e circa 100.000 libri a stampa antichi e moderni inerenti alle più svariate discipline: storia, filosofia, teologia, letteratura, diritto, medicina, botanica, astronomia.
La visita della Capitolare è integrata con quella del Museo Canonicale. Il percorso espositivo inizia dal salone monumentale con le sue scaffalature lignee colme di libri, per proseguire nelle salette affrescate che ospitano una selezione di volumi e altri spazi dedicati alle esposizioni temporanee. Nelle sale è, inoltre, possibile ammirare dipinti di Antonio Badile, Francesco Morone, Giovanni Caroto, oggetti liturgici decorati con oro, argento, smalti e gemme.