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Natura

Veneto

Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi

Boschi di latifoglie, foreste di conifere, pareti rocciose e giochi d’acqua: questo l’identikit del Parco al limite meridionale dell'area dolomitica, riconosciuta patrimonio mondiale Unesco

26 settembre 2022

Un parco nato in Veneto con l’intento di tutelare, oltre ad un prezioso ecosistema di flora e fauna distribuito in un territorio che va dai 412 fino ai 2.565 metri di altitudine, anche la presenza umana in montagna. Questo si è tradotto nel recupero delle poche strutture presenti e ancora attive, perché una controllata attività di alpeggio aiuta a garantire la corretta conservazione del territorio, mettendolo al riparo da eventi incendiari o di rischio idrogeologico. Come l’intera catena delle Dolomiti, anche il Parco rientra tra i tesori del pianeta protetti dall’Unesco. Dagli ambienti ripariali di fondo valle alle pareti rocciose di alta quota, diverse specie vegetali e animali trovano qui l’habitat perfetto per la propria esistenza: camosci, cervi e caprioli, ma anche volpi e marmotte, tassi e scoiattoli, ermellini e martore. Tra i grandi carnivori sono segnalati orso, lince e lupo. Solo dal 2014 è stata rilevata anche la presenza del gatto selvatico. Se è la tua prima visita ad un Parco protetto, puoi consultare la sezione del portale ufficiale dedicata all’ecogalateo.

1. Itinerari

Uno dei corsi d'acqua che attraversano il Parco, nella zona chiamata Piani Eterni

Sono centinaia i sentieri, le strade forestali, le mulattiere e le vie ferrate a disposizione di chi intraprende una visita nel Parco. Ce ne sono per ogni attitudine e preparazione: si comincia con i sentieri alla portata di tutti e si arriva a percorsi per esperti alpinisti. Molti sono infatti circuiti ad anello dedicati non tanto a escursionisti esperti, quanto a visitatori curiosi di scoprire da vicino la vita animale e vegetale del territorio. Tra i più apprezzati, di soli 4 km, c’è il sentiero della Val Falcina che si incrocia con il corso del torrente Mis. Una cartellonistica puntuale, lungo i vari tracciati del Parco, offre informazioni geologiche, botaniche e faunistiche che rendono ogni passeggiata un’occasione di approfondimento. Naturalmente ci sono percorsi dedicati agli amanti delle due ruote, tra campagne e pareti rocciose ad esempio c’è l’itinerario di Val di San Martino, ma anche sentieri per chi sceglie di muoversi a cavallo, a partire dai Prati di Salet, breve itinerario pianeggiante che dal borgo di San Gottardo arriva al centro di allevamento dei cavalli del Corpo Forestale dello Stato.

2. Sport praticabili

Vista di una persona che fa parapendio

Le alture variabili, la presenza costante di correnti, una scenografia senza eguali: sono queste alcune delle caratteristiche del Parco a richiamare gli amanti del volo libero. Non a caso qui è nato il progetto Dolomiti Fly con l’intento di coordinare tutte quelle realtà che propongono esperienze di volo (dal deltaplano al parapendio) per formulare offerte su misura per i visitatori, comprese anche di alloggio e ristorazione. Nonostante siamo in un parco di montagna, è il nuoto uno degli sport “di punta” sulle Dolomiti Bellunesi: nelle piscine di queste parti (a Pedavena e a Santa Giustina) hanno infatti luogo i ritiri di prestigiose squadre di nuoto e altri sport acquatici, come pallanuoto e triathlon. Quando il parco inizia a tingersi di bianco, oltre alla neve fioccano le esperienze per amanti degli sport invernali. Diversi i comprensori sciistici (dove praticare pattinaggio, snowboard, scialpinismo e altro) nel Parco e nelle sue immediate vicinanze.

3. Esperienze

Gradoni naturali di roccia tra prati e abeti; sul fondo, montagne tra le nuvole

In collaborazione con l’Associazione Italiana Persone Down, il Parco offre escursioni guidate e laboratori di interpretazione ambientale in aree accessibili alle persone con disabilità: le attività sono sviluppate in modo specifico per i portatori di handicap (in funzione delle diverse disabilità) e per persone con sindrome di Down, ma vengono proposte a tutti per avvicinarsi alla realtà vissuta quotidianamente dai diversamente abili. Nei 15 comuni del Parco sono inoltre presenti numerosi musei dedicati alla storia, all’arte e alla cultura locale. Molto diversi tra loro per dimensione, organizzazione e valore delle raccolte in mostra, questi luoghi hanno il pregio di far scoprire aspetti peculiari, nella maggior parte dei casi poco conosciuti, delle tante anime del Parco. Ad aspettarvi sulle Dolomiti Bellunesi trovate anche un giardino botanico, un centro per l’educazione ambientale, un museo naturalistico. A disposizione sia del turista che del residente, ognuna di queste realtà rappresenta un luogo di scambio e di confronto culturale. A Belluno c’è anche il Museo Etnografico del Parco, articolato in esposizioni permanenti e temporanee legate alla vita dell’uomo in montagna, con allestimenti che utilizzano anche supporti multimediali, mentre la Val Canzoi ospita il Centro di Educazione Ambientale La Santina.

4. Attrazioni

Vista interna dal giardino, lungo le mura di cinta, della Certosa di Vedana

Diverse le cose da vedere nel Parco: borghi alpini e centri storici, chiese e fortificazioni di epoca medievale garantiscono diverse opportunità di visita anche agli appassionati di storia e architettura. Tra le costruzioni tipiche che potrete incontrare nel Parco figurano anche le “Casere a gradoni”, stalle fienili isolate con frontespizi a gradoni (per i locali le scalinèle), tipo edilizio raro e di antiche origini, dall’elevatissimo valore storico ambientale. Suggestiva la Casera di Orza di Sovramonte, posta in una radura prativa in leggero pendio, all’interno della “fascia boscata” a 1100 metri di altitudine. Infine la Certosa di Vedana, nel comune di Sospirolo: in posizione dominante rispetto alle omonime “masiere” è un complesso la cui realizzazione ebbe inizio nel secondo ‘400. L’ubicazione, di assoluta eccellenza paesaggistica, riflette la necessità di solitudine richiesta dall’Ordine dei Certosini che ne dispose la costruzione. L’organismo architettonico riflette le particolarità aggregative e gli ambienti che caratterizzano le Certose, strutturati per consentire il rispetto delle severe regole dei monaci che qui vissero in rigido isolamento.

5. Enogastronomia

Composizione di ricci con le castagne e una pannocchia di mais

La principale attività economica locale è legata agli allevamenti allo stato brado e semibrado di bovini, ma anche di ovini e caprini: ecco perché la parte del leone tra i sapori del Parco spetta proprio a formaggi, carni e salumi. Nell’ottica di preservare ambienti e lavorazioni della tradizione, l’Ente Parco ha investito ingenti somme per la ristrutturazione di 5 malghe rilanciando la produzione casearia d’alpeggio. Sono numerosi anche i produttori locali di miele di montagna, mentre resistono ancora coltivazioni rare (come il noto fagiolo di Lamon), dimenticate varietà di mele, o ancora le noci e i marroni di Feltre rinomati per la dolcezza e la farinosità della pasta, compatta e resistente alla cottura.

6. Ospitalità

Il Bivacco Feltre, sotto il Gruppo del Cimonega, nel cuore del Parco

Piccole case immerse nel verde: è soprattutto questa la forma di ospitalità del Parco. Alzarsi al mattino immersi nella quiete della montagna, con intorno le mille sfumature di colore che solo la natura selvaggia riesce a regalare ad ogni stagione. Ma per venire incontro alle più disparate aspettative, si può soggiornare anche in hotel, B&B, campeggi e ostelli. Nel territorio del Parco ci sono anche 6 rifugi del Club Alpino Italiano a disposizione degli escursionisti. Completano l'offerta diversi bivacchi incustoditi, curati dal CAI o da Associazioni escursionistiche locali. I centri visitatori e gli uffici del Parco forniscono informazioni dettagliate sull’apertura dei bivacchi e sulle modalità di accesso e fruizione.

7. Servizi nel Parco

Pascoli ai piedi delle vette, sul fondo antiche stalle per gli animali

Sono tre i Centri Visitatori a disposizione: pensati sia per il turista che per il residente si trovano in tre diverse aree del Parco: a Pedavena nel Feltrino, a Belluno e nel sito minerario di Valle Imperina nell’Agordino. Per rispondere al meglio alle diverse esigenze di ogni viaggiatore, ognuno dei Centri ha una propria specializzazione. Il centro visitatori di Pedavena è specializzato nel viaggio interiore, alla scoperta delle motivazioni etiche della conservazione della natura; quello di Valle Imperina è incentrato sugli uomini delle miniere, i seggiolai e il leggendario uomo selvatico: Di carattere più generalista infine il Centro di Belluno, riguardante l’intero territorio del Parco.