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Enogastronomia

Umbria

Vino e olio, i tesori dell’Umbria

06 ottobre 2022

Ricca di arte, storia e cultura, l’Umbria è famosa anche per la sua tradizione vitivinicola e olearia, che affonda le sue radici nel passato più antico di questa terra.

Vini rossi e bianchi esportati in tutto il mondo, e oli pregiati ne fanno una Regione tutta da scoprire, anche a tavola.

1. La DOCG Sagrantino di Montefalco

Tra i vini dell’Umbria più importanti e rinomati c’è il Sagrantino di Montefalco, un rosso rubino scuro caratterizzato da profumi speziati e fruttati, che si presta bene a un lungo invecchiamento. Coltivato quasi esclusivamente nel territorio di Montefalco, in provincia di Perugia, il vitigno ne prende il nome; è molto antico, le prime tracce risalgono al I secolo d. C.
Secondo alcune ipotesi, le sue origini andrebbero ricondotte alla itriola, un’uva di cui parla Plinio il Vecchio, per altri, invece, il vitigno fu importato dai seguaci di San Francesco che arrivavano dalla Spagna. Ma il nome potrebbe essere ricondotto al fatto che veniva usato durante le messe, quindi deriverebbe da sacro.

Qualunque sia la verità, è certo che a partire dall’anno Mille, il vino assunse una grande importanza economica e sociale per il territorio.
Nato come dolce, oggi il Sagrantino è un vino passito, ottenuto dall’appassimento delle uve su graticci di legno. Per lungo tempo, soprattutto intorno agli Anni 60, la sua produzione divenne di nicchia, fino a un vero e proprio exploit, che lo ha portato ad ottenere la DOC nel 1979 e la DOCG nel 1992.
Se passate da queste parti provatelo in abbinamento alle specialità gastronomiche locali: il Sagrantino è ottimo con la selvaggina e gli arrosti.

2. Il Grechetto, per chi ama i bianchi

Se preferite i vini bianchi, invece, il vitigno di riferimento è il Grechetto, che in Umbria caratterizza le DOC Orvieto e Grechetto di Todi. Si tratta di uno dei più antichi vitigni presenti in Italia, importato, come testimonia il nome, dai Greci. Vinificato in purezza, il Grechetto dà origine a un vino giallo paglierino, caratterizzato da lievi profumi fruttati e floreali, di buon grado alcolico e acidità. 

3. I vini del Trasimeno

Bianchi e rossi, invece, sono i vini Doc Colli del Trasimeno, che possono essere prodotti nei comuni di Castiglione del Lago, Città della Pieve, Corciano, Magione, Paciano, Panicale, Passignano sul Trasimeno, Perugia, Piegaro e Tuoro sul Trasimeno. Si tratta di una zona particolarmente adatta alle coltivazioni, grazie alla conformazione collinare e alla presenza del lago, che creano condizioni climatiche ideali.

La Doc include quattro vini bianchi (Secco, Bianco Scelto, Frizzante e Vin Santo), cinque rossi (Rosso, Rosso Scelto, Rosso Riserva, Frizzante e Novello), uno spumante classico e svariati monovitigno (Grechetto, Merlot, Cabernet Sauvignon, Gamay, Merlot Riserva, Cabernet Sauvignon Riserva e Gamay Riserva).
Il Gamay merita un’attenzione particolare: non va confuso con il Gamay nero francese, ma è coltivato nella zona del Trasimeno da lungo tempo. Secondo alcuni studi, si tratterebbe dello stesso vitigno che in Sardegna è conosciuto come Cannonau, in Veneto come Tai Rosso, in Francia come Grenache ed in Spagna come Garnacha. Non ci sono dati certi, ma si ipotizza che sia stato importato dalla Grecia e che abbia trovato qui un clima molto affine alle sue necessità. Vinificato in purezza, regala un rosso rubino fresco e fruttato. 

4. L’olio, il re della tavola umbra

L’olio dell’Umbria è l’altro grande protagonista della tavola; l’Umbria infatti è la prima Regione italiana ad aver ottenuto il riconoscimento della DOP su tutto il suo territorio.
La Denominazione è accompagnata da cinque menzioni geografiche, che identificano altrettante sottozone in cui l’olio può essere prodotto: Colli Assisi Spoleto, Colli Martani, Colli Amerini, Colli Orvietani e Colli del Trasimeno, che devono essere obbligatoriamente presenti nelle etichettature. 

Sono cinque le principali cultivar: moraiolo, fruttata e vegetale, con sentori che ricordano l’oliva fresca, frantoio, molto persistente, leccino, un fruttato delicato che evoca note floreali e di frutta matura, san felice, con sentori di erba di campo e carciofo e un gusto leggermente amaro e piccante, e dolce agogia, fatta di toni morbidi.

5. A Trevi, città dell’olio

Tra gli oli più noti del territorio c’è l’olio di Trevi, che nel nome ricorda l’omonima cittadina in provincia di Perugia. Se viaggiate da Foligno in direzione di Terni, fermatevi ad ammirare il suggestivo paesaggio che circonda il Comune, immerso nel verde delle sue piante di olivo.

Amate il trekking? Imboccate a piedi il Sentiero degli ulivi, che collega Spoleto ad Assisi: si tratta di un percorso interamente dedicato all'ulivo, che varia dai 350 ai 700 metri d’altezza. Percorrendolo, potrete immergervi nella quiete di questo paesaggio, che gli è valsa il soprannome di “terra della meditazione e del silenzio“. Tra le particolarità da non perdere, ci sono le cosiddette case sparse olivate: risalenti al XVI secolo, vi soggiornavano gli olivicoltori durante i periodi di raccolta.