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Arte & Cultura

Trentino

Una gita in famiglia ad Arboreto di Arco

Imitiamo gli aristocratici della corte imperiale austriaca e regaliamoci un soggiorno ad Arboreto di Arco e nei suoi spendidi dintorni.

04 ottobre 2022

3 minuti

Il termine Arboreto deriva da arboretum, letteralmente un giardino botanico caratterizzato da specie arboree e arbustive. Costituisce una parte dell’immenso Parco Arciducale della villa costruita dall’Arciduca Alberto d’Asburgo intorno al 1872. Gli Asburgo adoravano questo luogo, proprio nel centro della cittadina di Arco, in Trentino, baciato da un clima di straordinaria mitezza. Avevano l’abitudine di trascorrervi i mesi invernali.

1. Una ricchezza della vegetazione del tutto particolare

Sono 200 le specie di piante dell’Arboreto, per lo più sempreverdi, distribuite su un ettaro di terreno. Alcune provengono dall’Asia e dalle zone Subtropicali, in un insieme di alberi e arbusti di grande fascino. L’agave, il fico d’India, l’acacia di Costantinopoli e la yucca profumano di esotico, mentre alcuni alberi imponenti esprimono tutta la forza della natura. Sono veri e propri monumenti vegetali, che hanno cavalcato i secoli, come i cipressi californiani e i lecci all’ingresso, poi la sequoia e l’albero dei mammut, un’altra tipologia di sequoia dalle proporzioni ciclopiche. 

Negli anni Sessanta del Novecento, il Professore di botanica all’università di Innsbruck Walter Larcher realizzò inoltre dei paesaggi vegetali in miniatura, riproduzioni di quelli originari ottocenteschi. Ecco allora le oasi, il vialetto di palme, il boschetto di conifere e di aghifoglie, la limonaia e il pendio delle ginestre. Si susseguono ambienti verdi diversi, da quello mediterraneo in cui sorgono melograni e ciliegi portoghesi, a quello arido, fino all’area tropicale. Lo splendido giardino offre alle famiglie l’occasione di rilassanti giornate nel verde, a ingresso gratuito. Bambini e ragazzi impareranno molto di botanica, divertendosi.

2. Un’esperienza didattica senza noia

L’Arboreto è a tutti gli effetti un museo verde, un centro didattico divenuto noto a livello internazionale. Qui si svolgono ricerche sul clima e sulle specie vegetali e per l’impronta ecologica all’avanguardia il luogo è visitato ogni anno da migliaia di studenti, che accedono ai programmi didattici ed educativi.  Da quando il parco è stato ristrutturato, nel 1993, un’attenzione speciale è rivolta all’etichettatura e alle tavole informative, in più lingue, con la collaborazione del Museo Tridentino di Scienze Naturali, ora MuSe, responsabile della parte didattica.

Anche i più piccoli potranno familiarizzare con nomi e caratteristiche delle singole piante, ma saranno sempre liberi di correre e giocare a nascondino tra i cespugli e dietro gli enormi tronchi. Ameranno di certo la piccola giungla di bambù, una specie non comune in Italia, che magari vedranno per la prima volta. E ancora di più spalancheranno gli occhi quando si ritroveranno di fronte lo stagno centrale, dove si muovono placide le tartarughe e tanti pesci rossi.

3. Pic-nic o osteria: da provare entrambi!

Il parco è dotato anche di un’area pic-nic e su cosa mettere nel cestino c’è solo l’imbarazzo della scelta. Il territorio offre molte prelibatezze, alcune particolarmente adatte a una colazione all’aperto. Il pane di segale è una delizia con la bresaola oppure con lo speck o ancora con la mortandela, il tipico salume affumicato. Lo sguinz è uno dei formaggi da assaggiare: a base di latte vaccino intero e ricco di fermenti lattici, è morbido e ha un gusto di yogurt gradevole al palato.

Da mangiare sull’erba, all’ora del dolce, non deve mancare lo strudel di mele, vanto della regione, o una soffice crêpe ai frutti di bosco. Ad Arco, poi, vi aspettano trattorie e osterie con menu tradizionale. A tavola arrivano pesci di acqua dolce, come il lavarello, magari accompagnato dalla polenta, mentre i carnivori si orienteranno sulle costine alla brace. Per gli adulti, le cantine offrono una carta di ottimi vini locali. Gusti forti? Terminate con una grappa alle erbe.

4. Una posizione incantevole

Arco è chiamata anche “città giardino” e non è certo casuale che il suo centro storico ospiti l’Arboreto, con la sua vegetazione così rigogliosa. Qui il clima è mite, favorevole allo sviluppo di molte specie di piante, anche mediterranee e subtropicali, che trovano un habitat ideale. La cittadina è un gioiello a Nord della piana dell’Altogarda, nella Conca del Basso Sarca, il fiume che proprio da qui sfocia nel Garda. Ed è appunto il grande lago ad esercitare sul clima il suo influsso benevolo, tanto che la località è nota da secoli come amena stazione di soggiorno.

Passeggiando tra le vie di questo anfiteatro naturale si gode di un panorama unico: vegetazione e rocce, olivaie con i muretti a secco e poco oltre il lago. A fare da contraltare alla campagna sono le vette dei monti intorno: il paesaggio acquista quasi all’improvviso un’atmosfera alpina.