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Arte & Cultura

Bergamo, cuore medievale e anima contemporanea

Torri, borghi storici, chiese, funicolari, scalette che si arrampicano nel verde e scorci inaspettati che mostrano la pianura e le montagne circostanti: Bergamo è una delle più amate città della Lombardia.

01 settembre 2022

4 minuti

Una storia ricca che parla anche di musica lirica, un paesaggio caratteristico e un cuore medievale arroccato sulla collina, circondato dalle Mura Venete oggi Patrimonio dell'Umanità UNESCO.

Scopritela a piedi per apprezzarne al meglio ogni sfumatura: i capolavori musicali, è la città di Donizetti, uno dei cinque grandi compositori di lirica al mondo, quelli artistici di Mantegna, Botticelli, Raffaello e Bellini e quelli architettonici con i suoi bastioni realizzati nel XVI secolo.

Un viaggio nella storia, nel buon cibo, nella bellezza a tutto tondo.

1. Storia e curiosità su Bergamo

La storia di Bergamo ha origini lontane come insediamento degli Orobi. Divenne Municipio romano dal 49 a.C., ma con la caduta dell'Impero fu saccheggiata ripetutamente.

La Bergamo medievale vide il fiorire di potenti famiglie longobarde, note per aver suddiviso il territorio urbano in due quartieri reali. Dal 904 il vescovo Adalberto regalò alla città anni di migliorie e rifacimenti, ma dal 1098 fu Libero comune e, dopo alcune guerre contro Brescia, si unì alla Lega Lombarda contro l'imperatore Federico Barbarossa. Dal XIII secolo, mentre infuriavano le lotte tra guelfi e ghibellini, la città divenne influenza dei Visconti di Milano, che fortificarono la Cittadella.

Entrata a far parte dei domini della Repubblica di Venezia, i veneziani ne ricostruirono la città vecchia, erigendo le imponenti mura difensive. Il dominio veneto finì con l'epoca napoleonica, giunta dopo la breve vita della Repubblica Bergamasca, della Repubblica Cisalpina e del Regno d'Italia. Con la Restaurazione, Bergamo finì nella sfera austriaca del Regno Lombardo-Veneto che le assicurò una prima industrializzazione del territorio bergamasco grazie alle manifatture tessili.

La città visse un Risorgimento fervente: Garibaldi, alla testa dei Cacciatori delle Alpi, entrò trionfalmente in Bergamo ponendo fine alla dominazione straniera. Nel 1860 Bergamo contribuì con il maggior numero di volontari alla spedizione di Garibaldi, dettaglio che le valse il titolo di "Città dei Mille". Dal 1860 Bergamo entrò a far parte del Regno d'Italia.

2. Cosa vedere a Bergamo: 3 luoghi da non perdere

Il cuore storico, le mura, i bastioni, i palazzi storici e le chiese: la città lombarda è davvero ricca di attrattive di valore inestimabile. Vi state chiedendo cosa vedere a Bergamo per apprezzarne al meglio la bellezza? Le tappe a cui non rinunciare sono 3:

  • la Bergamo storica: prima di tutto, è consigliato un salto a Bergamo Alta, il cuore storico della città medievale e ricco di fascino. Raggiungerla è un’esperienza di puro stupore: per arrivarci usate le tante scalinate sparse per la città o le funicolari che attraversano le mura quattrocentesche. Tra boutique, gastronomie, caffè secolari, trattorie ed enoteche, non distraetevi troppo dai luoghi che non potete non vedere:  la Piazza Mercato delle Scarpe, Piazza Vecchia, il Palazzo della Ragione e il Museo degli Affreschi;
  • la Bergamo dei musei: spostiamoci a Bergamo Bassa, dove si trova l’Accademia Carrara, un must per gli amanti dell’arte. Espone ben 1793 dipinti di scuola veneta, lombarda e toscana dal Rinascimento a fine 1800. Tra i capolavori al suo interno troviamo Il ricordo di un dolore di Pellizza da Volpedo, la Madonna con Bambino del Mantegna e quella di Tiziano, il San Sebastiano di Raffaello e tanti altri ancora.
  • la Bergamo del Rinascimento: l’ultima tappa vi mostrerà uno di più begli esempi del Rinascimento in Italia. Cappella Colleoni, alla destra della facciata della Basilica di Santa Maria Maggiore, è il mausoleo di Bartolomeo Colleoni, capitano di ventura che volle così tanto questo sepolcro da ignorare il parere della Chiesa di Bergamo, abbattendo la vecchia sagrestia.

3. 3 idee su cosa fare a Bergamo

Che cosa fare a Bergamo per rendere perfetta la vacanza in questa città, immersa nella natura e con una storia importante? Ecco tre consigli per ogni esigenza.

Un aperitivo a Bergamo Alta, indimenticabile esperienza per vivere lo spirito della città; una degustazione dei vini di Bergamo e dintorni, irrinunciabile soprattutto per i palati più esperti ma consigliata anche ai neofiti, magari con un tour organizzato per le cantine lombarde.

Una delle tante escursioni possibili a Bergamo, tra percorsi in città, quelli verso le montagne e in direzione dei laghi alpini, per chi vuole approfittare della vacanza per fare un po’ di moto in mezzo alla natura.

4. Cosa mangiare a Bergamo: 3 specialità

La cucina bergamasca è tra le più ricche della zona. Caratterizzata da piatti che utilizzano i prodotti tipici del territorio, è ricchissima e golosa. Se vi state chiedendo cosa mangiare a Bergamo sappiate che avrete l’imbarazzo della scelta, dunque un consiglio sui 3 piatti tipici da assaggiare subito potrebbe rivelarsi prezioso.

  • Prima di tutto, i capù, fagottini di verza ripieni gratinati in forno con del formaggio.
  • Poi, la polenta taragna, bomba di sapore a base di farina di mais e farina di grano saraceno, generosa condita con burro fuso e formaggio per ottenere la "polenta onta", come si dice qui.
  • Infine, i casoncelli, pasta all’uovo ripiena di carne, amaretti, grana, uva sultanina e prezzemolo, serviti con burro fuso, pancetta e salvia.

5. I luoghi insoliti di Bergamo

Nella riservatissima Bergamo scovare luoghi lontani dalle mete turistiche più battute è complicato, ma vi assicuriamo che ne vale la pena.

Da non perdere c’è sicuramente la Fontana del Lantro, in Città Alta, che anticamente forniva l’acqua per lavare i panni e abbeverare gli animali.

Ma anche la Porta del Soccorso di Bergamo, quinta porta segreta nelle mura cittadine: praticamente anonima, serviva ai bergamaschi per entrare e uscire dalla cinta di soppiatto, sfuggendo ai nemici o colpendoli a sorpresa.

Molto interessante anche l’ex Carcere di Sant’Agata, prima monastero dei padri Teatini e poi diventato carcere nel 1802 su progetto dell'architetto illuminista Leopold Pollack.