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Arte & Cultura

Lombardia

Il villaggio operaio di Crespi d'Adda

Nel cuore della Lombardia, tra Milano e Bergamo, sorge il villaggio operaio di Crespi d'Adda, straordinario esempio di “città aziendale” legata al boom industriale di fine Ottocento.

26 settembre 2022

4 minuti

Inserito nel Patrimonio dell'Umanità Unesco, il sito di Crespi d'Adda è il villaggio operaio meglio conservato d’Europa, una piccola oasi di pace da scoprire lentamente, in linea con i ritmi di una volta.

1. Dove si trova Crespi d'Adda

Crespi d'Adda sorge sull'estrema punta meridionale dell'Isola Bergamasca, un bassopiano racchiuso tra i fiumi Adda e Brembo e le Prealpi.
Oggi parte del comune lombardo di Capriate San Gervasio, il villaggio industriale di Crespi d'Adda è la massima espressione della filosofia degli industriali illuminati di fine Ottocento e inizio Novecento, che compresero l'importanza di affiancare alle fabbriche i complessi residenziali in cui ospitare i dipendenti e le loro famiglie.

Il villaggio di Crespi d'Adda fu realizzato accanto all'opificio tessile della famiglia Crespi e per decenni ha rappresentato l'esempio perfetto di società in cui il padrone provvedeva a tutti i bisogni dei dipendenti e delle loro famiglie, mettendo loro a disposizione tutti i servizi necessari alla vita della comunità come ospedale, chiesa, scuola, teatro, spacci alimentari e di vestiario.

2. Storia e informazioni su Crespi d'Adda

Il villaggio operaio di Crespi d'Adda è legato indissolubilmente alla figura di Cristoforo Benigno Crespi, uno dei più grandi pionieri dell’industria italiana. Nel 1877 la famiglia Crespi decise di rilanciare questo territorio della bergamasca facendo costruire una fabbrica tessile, un cotonificio per la precisione, affiancato da un piccolo feudo in cui l'abitazione, e il padrone, fossero allo stesso tempo simbolo dell'autorità e della benevolenza verso gli operai e le loro famiglie.

Fondamentale fu l'apporto del figlio Silvio Benigno Crespi. Dopo aver studiato il funzionamento dei cotonifici tedeschi e inglesi, il giovane Crespi capì l'importanza di avere una manodopera stabile e soddisfatta grazie a uno elevato standard di vita con servizi comunitari molto avanzati per l'epoca.

La città si spopolò in seguito al calo dell'attività industriale, ma ancora oggi ospita una comunità che discende in gran parte dagli operai dello storico cotonificio.

3. Perché è sito UNESCO

Crespi d'Adda, eccezionale esempio dei villaggi operai sorti nel nord Italia e in Europa tra il XIX e il XX secolo, è stato inserito nella lista dei Patrimoni dell'Umanità dall'Unesco nel 1995 per aver mantenuto inalterata nel corso del tempo la sua struttura urbana simbolo dell'architettura industriale del periodo.
Non solo, ma è il simbolo anche di una filosofia portata avanti dai grandi filantropi industriali nei confronti dei loro dipendenti.

Oggi il villaggio è oggetto di studio dell’Archeologia Industriale, come testimone emblematico della rivoluzione industriale che, dopo avere esaurito la sua spinta propulsiva, ha lasciato dietro di sé un’epoca prematuramente trasformatasi in preistoria con reperti architettonici (le strutture) e fossili (gli impianti, le fabbriche, le centrali elettriche etc).

4. Cosa vedere a Crespi d'Adda

A Crespi d'Adda la prima cosa che colpisce è la sensazione di un tempo che si è fermato. Una visita può iniziare lì dove tutto è iniziato, nell'opificio in stile neo-medioevale.
La fabbrica di Crespi d'Adda si snoda lungo il viale principale del villaggio, composta da 4 corpi principali che corrispondevano alle diverse fasi produttive, dalla filatura ai reparti complementari, dalla tessitura alla tintoria.

La forma allungata dell'opificio era legata alla necessità di distribuire l'energia meccanica in tutti gli ambienti lavoro, senza interruzioni, a partire dalla centrale idroelettrica fatta costruire da Cristoforo Benigno Crespi sulla sponda sinistra del fiume Adda, alle spalle della fabbrica.

Oggi, dopo una recente opera di restauro, è tornata operativa ed è anche aperta alle visite guidate.

Sul lato opposto della strada, seguendo una griglia rettangolare di strade su tre linee, potrete passeggiare nel villaggio composto da abitazioni multi-familiari con giardino in diversi stili legati al ruolo ricoperto all’interno della fabbrica da chi vi risiedeva.

Al centro del villaggio sorgono anche la scuola, l'ambulatorio, i bagni pubblici e la chiesa di Crespi d'Adda

A vigilare dall'alto sul villaggio c'erano la casa del medico e quella del cappellano. Da lì potete godere di un panorama unico sul complesso di case operaie e sul castello di Crespi d'Adda, la villa padronale in stile medievale che per decenni ha rappresentato il simbolo del potere della famiglia Crespi.  

Verso sud, nella zona più appartata si trovano i villini degli impiegati e le splendide ville riservate ai dirigenti d’azienda. Proseguendo lungo la strada principale, si arriva a uno dei luoghi più suggestivi, il cimitero di Crespi d'Adda, dominato dal monumento funebre della famiglia Crespi e circondato dalle tombe dei dipendenti.

Il villaggio operaio di Crespi d'Adda è visitabile da soli, ma è possibile esplorarlo seguendo le visite guidate previste nei fine settimana e nei giorni festivi, più o meno da metà febbraio alla fine di novembre.

Merita una visita anche la centrale idroelettrica del villaggio: per motivi di sicurezza è tuttavia necessario farsi scortare da una guida autorizzata.
L’ingresso al cotonificio, invece, è possibile solo con visita guidata in alcuni giorni specifici tra maggio e novembre. Segnatevelo nella to do list delle gite fuoriporta primaverili, ne rimarrete incantati.