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Il ritmo lento dell’autunno dal sapore italiano: itinerari e luoghi dove andare per i tuoi viaggi in Italia

Sei alla ricerca di posti da visitare in autunno in Italia? Sarà la freschezza dell'aria o i colori delle foglie che cambiano, viaggiare in questa stagione in Italia ha qualcosa di molto speciale. Il periodo migliore dell’anno per svolgere attività inconsuete, come visitare vigneti e degustare deliziosi prodotti locali. Scopri le innumerevoli possibilità offerte dal territorio italiano da settembre a dicembre.
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Arte e cultura
Borgo di Rocchette e  borgo fantasma di Rocchettine

Borgo di Rocchette e borgo fantasma di Rocchettine

Rocchette e Rocchettine in Sabina: la storia di due castelli gemelli dal destino opposto In Sabina, a strapiombo sulle gole del torrente Aia, sorgono Rocchette e Rocchettine. Sono due fortezze gemelle del XIII secolo con un destino singolare. Mentre la prima è un borgo vivo e abitato, la seconda è un affascinante borgo fantasma rimasto fermo agli anni Cinquanta del Novecento. Un luogo unico, dove due storie parallele si guardano da una sponda all'altra del torrente. Dentro il borgo fantasmaRocchettine, un tempo nota come Rocca Guidonesca, è oggi un labirinto di silenzio. Abbandonata dopo la guerra, conserva intatta la sua struttura medievale. Tra i ruderi di case e antiche botteghe, l'unico edificio restaurato nel Settecento è la Chiesa di San Lorenzo. E si anima una sola volta l'anno. Il 10 agosto, per la festa del santo, gli abitanti di Rocchette arrivano in processione dal borgo vicino. La gemella che viveSulla sponda opposta, la vita continua. Rocchette, l'antica Rocca Bertalda, accoglie con una porta del 1601 e un piccolo nucleo abitato. Qui le case si appoggiano direttamente alle mura medievali, creando una forte suggestione. L'atmosfera è diversa, ma le pietre raccontano la stessa origine, quando le due rocche controllavano la via commerciale tra Rieti e la valle del Tevere. Rocchettine è liberamente accessibile, ma si consiglia cautela tra i ruderi. Rocchette è un borgo abitato e visitabile tutto l'anno.
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Poggio Catino

Poggio Catino

Poggio Catino nella Sabina reatina: il borgo doppio con la torre da cui si vede San Pietro Poggio Catino è un borgo della Sabina a 80 km da Roma, con una particolarità che lo distingue subito: è diviso in due nuclei urbani - Poggio Catino e Catino - distanti tra loro circa 1 km. Poggio Catino Il centro storico ruota intorno alla Torre Longobarda, una struttura pentagonale alta 33 m, dalla quale, nelle giornate limpide, si vede la cupola di San Pietro. Sulla sommità del colle Moricone sorge il Palazzo Olgiati - oggi sede dell’amministrazione comunale - costruito accanto all'antica rocca medievale e trasformato, all’inizio del XVII secolo, dalla famiglia Olgiati in residenza nobiliare con loggia ad arcate, affreschi, marmi e stucchi. Ha cambiato proprietario più volte fino al 1980, quando il Comune lo ha acquisito. Nella piazza del paese si affaccia la Chiesa di San Rocco, mentre appena fuori c'è la Chiesa di San Silvestro, del 1343. Catino e i dintorni A Catino si trovano le rovine della Rocca, o Castello di Catino, e la Chiesa parrocchiale di Sant'Eustachio. Meritano una visita anche le Terme di Silla, un sito d'età repubblicana vicino al cimitero. Per chi ama camminare, l'Eremo di San Michele - un santuario rupestre ricavato in una grotta sul Monte Tancia - si raggiunge con un'escursione di circa due ore. Sapori ed eventi Il prodotto simbolo del territorio è l'Olio EVO Sabina DOP, tra i più apprezzati del Lazio. Dal 2024 il borgo ospita l'Iris Film Festival, dedicato al cinema indipendente.
Città
Montopoli di Sabina

Montopoli di Sabina

Montopoli di Sabina: un borgo tutto da scoprire tra storia e sapori Montopoli di Sabina si affaccia da una collina nella Riserva Naturale Regionale Nazzano Tevere-Farfa. Già in epoca romana il borgo veniva scelto per la salubrità del territorio - tanto da ospitare numerose ville. Porte, torri e una piazza triangolare Si entra dal centro storico attraverso Porta Romana o Porta Maggiore, in stile rinascimentale. La Torre Ugonesca è intatta dall'anno Mille e la Piazza Comunale ha una forma triangolare insolita, con una fontana ottagonale. Piazze, affreschi e vicoli stretti Una piazza porta il nome dell’umanista Pietro Oddi, nato e vissuto qui intorno al 1425. La Chiesa di Santa Maria degli Angeli, ex convento francescano, conserva affreschi della metà del 1600 attribuiti a Vincenzo Manenti. Per i più romantici, c'è il "vicolo baciadonne": un passaggio strettissimo tra piazzetta Montecavallo e piazza Campo di Fiori. Bocchignano, il borgo nel borgo La frazione di Bocchignano ospita il Castello Bucciniano, con tre cinte murarie e tre fossati naturali. A Natale qui prende vita il Presepe Medievale Itinerante e, tra fine maggio e inizio giugno, il borgo ospita il Sabina Jazz Festival. Sapori sabini e feste di paese Il 25 aprile si tiene la Sagra dell'Asparago Selvatico, mentre la festa di San Michele Arcangelo cade dal 20 al 29 settembre - e include l'immancabile Sagra della Pizza Fritta. Tra i prodotti tipici ci sono: olio d'oliva - di qualità sin dai tempi di Numa Pompilio - vino, asparago selvatico, erbe aromatiche, pasta all'uovo, frittate e lumache.
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Borgo medievale

Borgo medievale

Borgo medievale di Greccio: il castrum arroccato sulla Valle Santa Il borgo medievale di Greccio si trova a 705 m d'altitudine su un bastione roccioso alle pendici del Monte Lacerone, affacciato sulla Valle Santa Reatina in provincia di Rieti. Conserva l’impianto di un castrum medievale, con mura, torri e un castello nella parte più alta. Dal castrum al borgo Le prime notizie di battaglie con le comunità vicine risalgono al XI secolo, data di fondazione del castrum Greciae. Intorno al 1100 il borgo conobbe uno sviluppo demografico grazie all'immigrazione dagli abitanti di Rocca Alatri. Nel 1242 venne distrutto dalle truppe di Federico II di Svevia. Il secondo grande saccheggio avvenne nel 1799 ad opera delle truppe napoleoniche. Il nome attuale "Greccio" compare per la prima volta intorno al 1720. Cosa resta oggi Del sistema difensivo originario sopravvivono i resti del castello dell'XI secolo e la Torre Campanaria, costruita nel Seicento sui resti di una delle sei torri che presidiavano la cinta muraria. Nella parte più alta del colle si trova la Chiesa di San Michele Arcangelo con opere cinquecentesche e una tela anonima del Settecento sull'altare maggiore. Ai piedi del borgo, la Chiesa di Santa Maria del Giglio con i suoi stucchi. Al centro del borgo, la Cappellina di San Francesco, edificata nel punto dove, secondo la tradizione, il Santo comunicò ai grecciani la sua intenzione di ritirarsi in eremo. La piazza principale è valorizzata da una fontana cinquecentesca.
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