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Enogastronomia

Veneto

Nel Trevigiano alla scoperta dei Marroni del Monfenera IGP, i più buoni

Là dove il castagno trova un habitat ideale, grazie alle condizioni climatiche temperate, all’esposizione al sole e alla composizione chimico-fisica del terreno, nascono le castagne più buone: i Marroni del Monfenera IGP.

Siamo alle pendici del Monfenera, nella pedemontana del Grappa e del Montello, in provincia di Treviso, e qui si compiono i miracoli.

1. Erano noti già nel Medioevo

Già nel Medioevo si parlava dei marroni del Monfenera. È del 1351 un atto che ne regolava la raccolta tra i capifamiglia. Gran parte del prodotto veniva trasportato al mercato di Treviso e, lungo il Sile, a Venezia, contribuendo in modo sostanziale all’economia della zona.

Nel corso dei secoli i castagneti sono stati abbandonati e i boschi trasformati in risorsa per rifornimento di legna da ardere, questo fino alla prima metà dell'800 quando, sotto l'Impero Asburgico, la castanicoltura torna ad essere un’attività di rilievo. Attraverso Atti del catasto e a seconda della loro ubicazione, i castagneti vengono classificati per qualità e classe delle castagne.

Con la seconda metà del 900 la coltivazione delle castagne nella zona del Monfenera torna agli antichissimi splendori, complice anche l’organizzazione di numerosi eventi atti a promuovere la coltura del castagno, il miglioramento dell’ambiente e dei boschi, la valorizzazione delle castagne e dei prodotti derivati. Ah la crema di marroni, che delizia.
Tra gli eventi imperdibili? La Mostra Mercato dei Marroni del Monfenera organizzata ogni anno a Pederobba dal 1970. 

2. Nel 2009 arriva l’indicazione geografica protetta

L’indicazione geografica protetta (IGP) Marroni del Monfenera è arrivata nel 2009, riservata esclusivamente ai frutti allo stato fresco della specie Castanea sativa Mill coltivati, prodotti e confezionati nel territorio dei seguenti comuni della Provincia di Treviso: Borso del Grappa, Crespano del Grappa, Paderno del Grappa, Possagno, Cavaso del Tomba, Pederobba, San Zenone degli Ezzelini, Fonte, Asolo, Maser, Castelcucco, Monfumo, Cornuda, Montebelluna, Caerano di San Marco, Crocetta del Montello, Volpago del Montello, Giavera del Montello, Nervesa della Battaglia.

3. Completamente naturali

I Marroni del Monfenera IGP non necessitano di alcun trattamento chimico o parassitario. Raggiunta la maturazione da metà settembre a metà novembre, i frutti caduti a terra vengono raccolti a mano o tramite l'uso di macchine. I marroni vengono immessi sul mercato entro 48 ore dalla raccolta, dopo esser stati sottoposti a cernita manuale, pulizia e calibratura.

Se il prodotto non viene commercializzato entro questo lasso di tempo si procede alla cosiddetta curatura, una procedura dall'origine antica che consiste nell’immergere i marroni in acqua a temperatura ambiente per un massimo di nove giorni, cambiando l’acqua ogni due giorni, per poi asciugarli in apposite macchine. Questa procedura garantisce la naturalità del prodotto commercializzato e permette di mantenerlo allo stato fresco per un massimo di tre mesi.

4. Li riconoscete dalla dolcezza

Ricchi di carboidrati, lipidi e potassio, i Marroni del Monfenera IGP hanno forma prevalentemente ovoidale e colore marrone brillante con striature scure. La polpa è color nocciola tendente al giallo paglierino e il sapore risulta molto dolce rispetto ad altri tipi di castagne.

Questo particolare gusto rende i Marroni del Monfenera IGP perfetti per essere utilizzati nella preparazione di torte, dolci e biscotti. Adorate le caldarroste? Non ne mangerete di più buone. 

I veri gourmet poi, adoreranno la polenta di marroni, vera prelibatezza autunnale.