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Il ritmo lento dell’autunno dal sapore italiano: itinerari e luoghi dove andare per i tuoi viaggi in Italia

Sei alla ricerca di posti da visitare in autunno in Italia? Sarà la freschezza dell'aria o i colori delle foglie che cambiano, viaggiare in questa stagione in Italia ha qualcosa di molto speciale. Il periodo migliore dell’anno per svolgere attività inconsuete, come visitare vigneti e degustare deliziosi prodotti locali. Scopri le innumerevoli possibilità offerte dal territorio italiano da settembre a dicembre.
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Terranova da Sibari

Sibari

Sibari, nel Comune di Cassano all’Ionio, in provincia di Cosenza, ha una vocazione turistica culturale e balneare. Sorge tra due fiumi, il Crathis e il Sybaris da cui prende il nome. Fu fondata alla fine dell'VIII secolo a.C. da un gruppo di Achei provenienti dal Peloponneso. Tra le città più fiorenti della Magna Grecia Ebbe un grande sviluppo grazie alla fertilità del territorio. I numerosi scavi archeologici, hanno portato alla luce i resti di Copia, di Thurii e dell'antica Sibari, importante città della Magna Grecia fondata dai greci provenienti dall'Acaia intorno al 700 a.C. I reperti archeologici, molti dei quali sono custoditi ed esposti nel Parco Archeologico di Sibari, testimoniano la storia dell’antica Sibari. Era divenuta talmente potente da essere temuta dai Crotonesi, che la sconfissero in guerra e la distrussero nel 510 a.C. Secondo alcuni storici del tempo, come Diodoro Siculo, la città contava allora 300mila abitanti. I pochi Sibariti sopravvissuti si rifugiarono in Grecia, ma poi ritornarono nel luogo in cui sorgeva l’antica Sibari e vi costruirono Thurio, la cui fondazione si fa risalire tra il 510 e il 443 a.C., in base al progetto del famoso urbanista Ippodamo da Mileto. Nel 444-443 a.C. aderì alla fondazione panellenica di Thurii, dal nome di una fonte nelle vicinanze, per poi essere conquistata dai Lucani. La città ridusse la sua rilevanza e nel 193 a.C. i Romani la colonizzarono, dandole il nome di Copia. Tra il I e il III secolo d. C. riprese a fiorire, ma nel corso del V-VI secolo d.C. iniziò a decadere definitivamente per l'impaludamento della zona. Un secolo dopo l'area era completamente abbandonata. La moderna Sibari, nella piana più estesa della Calabria La moderna Sibari si è sviluppata nell’omonima piana, la più estesa della Calabria, intorno agli anni Sessanta, con una forte propensione al turismo e all’attività agricola, con la produzione di agrumi, olive e riso. A partire dagli anni Ottanta, ha avuto un grande impulso il turismo balneare. Contenuto redatto con le informazioni fornite dal Partner Regione Calabria
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Dipignano

Dipignano

Dipignano, è un borgo tutto da scoprire in provincia di Cosenza, nell'alta Valle del Crati, in Calabria. Sorge sulla dorsale collinare della catena appenninica Paolana. Il suo territorio, tra aspri dirupi, strapiombi e dolci declivi, ci offre un panorama incredibile di bellezza e suggestione. La storia e l’arte di un paese senza tempo Numerosi palazzi nobiliari e chiese di grande interesse artistico donano al centro storico di Dipignano un fascino senza tempo. Una significativa testimonianza dell’architettura sacra del Quattrocento è la Chiesa della Madonna delle Grazie, con il convento francescano dedicato al culto del S.S. Ecce Homo. La chiesa, recentemente restaurata in stile gotico-romano, risale al 1500 come testimonia la magnifica facciata con porticato ad archi in tufo e l’imponente campanile. L’interno, riccamente decorato da dipinti e statue di ogni epoca, ci conduce nella cripta, attualmente allestita come piccolo museo di arte sacra, dove è visibile un’area sepolcrale con loculi scavati nella roccia. Da non perdere il Santuario della Madonna della Catena, eretto a Basilica Minore nel 1966 da Paolo VI, decorato con marmi ed affreschi. Al suo interno troneggia sull’altare il quadro della Madonna della Catena. Il culto sembra risalire al decimo secolo, quando Cosenza e i paesi limitrofi furono devastati dai saraceni. Lo schiavo incatenato ai piedi della Vergine, infatti, esprime la richiesta di libertà dalla schiavitù nella quale versavano tanto i cristiani quanto i musulmani. Una passeggiata tra artigianato e enogastronomia Dipignano è nota soprattutto per la lavorazione del rame: i suoi Maestri Ramai, fin dal 1300, girarono in lungo e in largo la penisola per portare la loro arte ovunque fosse richiesta. È un’esperienza stupenda percorrere le strette vie e ascoltare il battere ritmato e preciso del martello che, dolcemente, dà la forma al nobile metallo. La lavorazione del rame fu talmente importante che viene illustrata e testimoniata nel museo ad essa dedicato, dove pentole, calderoni e altri utensili fanno pregevole mostra di sé. E proprio pentole e calderoni ci introducono al ricco patrimonio enogastronomico di questa terra: la lavorazione del pane, tradizione antichissima a Dipignano; l’olio e il vino, “strappati” alla montagna dai lembi di terra in una agricoltura che possiamo definire “eroica”; i castagneti in quota, che arricchiscono con i loro frutti la cucina tipica di questo borgo di dolcezza, di natura e di semplicità., Contenuto redatto con le informazioni fornite dal Partner Regione Calabria
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Rossano

Rossano

Collocata in una posizione strategica, dove gli aspri monti della Sila scendono verso il bianco litorale sabbioso, la cittadina calabra di Rossano, gioiello della provincia di Cosenza, ci accoglie con il suo patrimonio naturale, storico ed artistico e lo splendore di una bellezza senza tempo. Storia, arte e cultura della “Perla Bizantina” di Calabria Fondata presumibilmente dagli Enotri, divenne romana, per poi passare sotto il dominio bizantino, normanno e svevo. Nel periodo bizantino, la città visse un periodo di forte splendore: divenuta centro strategico dell'Impero di Bisanzio dal 540 al 1059, fu sede, nel 951-952, dello Stratego (il capo militare e civile), e divenne così la capitale dei possedimenti bizantini in Italia: la Bizantina, la Ravenna del sud, la Perla bizantina della Calabria. Nuova sede del potere politico, religioso e artistico, Rossano offri un ambiente ricco e stimolante, che influenzò anche la società del tempo. Papi come Zosimo, Giovanni VII, Zaccaria, Giovanni XVI, ma anche San Nilo monaco fondatore di numerose splendide abazie, prima fra tutte la famosa Badia Greca di Grottaferrata presso Roma. Un’arte tutta italiana che parla di Grecia Questo substrato così fertile, ricco anche di officine artigianali e botteghe d’arte, diede l’impulso ad una fiorente rinascita culturale e artistica, visibile nella Cattedrale di Maria Santissima Achiropita, di grande pregio architettonico ed estetico. Qui nel 1879 fu ritrovato il prezioso manoscritto, giunto a Rossano sicuramente grazie a qualche monaco in fuga dalle invasioni barbariche o dalla furia iconoclasta che imperversavano in oriente tra il VII e l’VIII secolo: il Codex Purpureus Rossanensis, un antico evangeliario dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, conservato nel Museo Diocesano. Quattordici bellissime miniature impreziosiscono uno dei più antichi evangeliari esistenti al mondo: 188 fogli di pergamena tinta di colore purpureo, da cui deriva il nome, contenenti l’intero Vangelo di Matteo e quasi tutto quello di Marco. Si tratta di un documento simbolo della Calabria, regione che ha saputo operare la sintesi tra la civiltà greco-orientale e quella latino-occidentale. Nei pressi di Rossano si trova, inoltre, un altro importante documento dell'architettura bizantina calabrese di età medievale: la Chiesa di Santa Maria del Patire o Patirion, con il suo stupendo mosaico pavimentale. A guardia della dolce costa sabbiosa troviamo, poi, la Torre Normanna di Sant’Angelo che, con le sue innovative soluzioni difensive, assicurava protezione contro gli attacchi dal mare. La sua pianta stellare con quattro bastioni a punta di diamante, poteva resistere anche agli assedi grazie anche al pozzo, che attraversando l’intera torre verticalmente, garantiva l’approvvigionamento idrico a tutti i piani. Oggi, mostre, convegni e attività teatrali ridonano vita alle sue mura. Tra il dolce e l’amaro: la famosa Liquirizia Amarelli e il suo Museo Il territorio di Rossano, spaziando dalle aspre montagne al mare, offre numerose opportunità per vivere una vacanza a contatto con la natura: escursionismo, biking e trekking danno la possibilità di immergersi nella grande varietà di paesaggi del Parco Nazionale della Sila o in quello del Pollino. La particolarità del territorio, con il suo microclima, ha favorito la coltivazione e la produzione della famosa Liquirizia Amarelli, esportata in tutta Europa e nel mondo. Il Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli espone attrezzi e utensili utilizzati nella lavorazione della radice da cui si ricava il prezioso prodotto: abiti, oggetti e manoscritti ci raccontano la storia di una famiglia che, da circa quattro secoli, valorizza i rami sotterranei delle piante di liquirizia che crescono spontanee sulla costa ionica. L’intero complesso di fine Settecento, con il centro museale e l’Auditorium, è oggi il cuore “caldo” e pulsante della vita culturale. Un abbraccio di profumi e sapori Se il prodotto di eccellenza di questa terra è la liquirizia, il vasto e singolare territorio offre i prodotti più vari, come l’olio delle olive bianche, un tempo usato per i riti sacri. Tipici di questa zona, che da sempre è crocevia di culture, sono prodotti che arricchiscono la cucina tipica con aromi che ci parlano di terra, di mare, di sole, di oriente e di occidente… che ci fanno sentire l’abbraccio de Mediterraneo. Contenuto redatto con le informazioni fornite dal Partner Regione Calabria
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Corigliano Calabro

Corigliano Calabro

Corigliano si trova su una piccola collinetta circondata da uliveti e agrumeti dai colori vivaci, a sud protetta dall'imponente massiccio silano e ad est dalle acque turchesi del Mar Ionio. Il clima mediterraneo offre una temperatura ottimale per tutto l'anno. Il suo passato è ricco di avvenimenti storici di rilievo, proprio qui nacque Carlo III, re di Napoli in carica verso la fine del XII secolo. Il Castello Ducale, edificato nel 1073, recentemente restaurato e riportato agli antichi splendori, è una delle tappe obbligatorie per chi la visita. Attraversando il centro storico, con i suoi vicoli, le dimore antiche, e i luoghi di culto religioso, affascina incredibilmente. Il Castello Ducale Il Castello Ducale di Corigliano domina l’ingresso meridionale della piana di Sibari da ormai quasi sette secoli, i Normanni che, nelle loro campagne di conquista della Calabria e della Sicilia, costruirono un primitivo caposaldo a difesa del borgo per controllare la piana sottostante. Malgrado i lavori di ristrutturazione (a partire dal 1490) abbiano cancellato quasi del tutto le tracce di questo edificio fortificato, è ancora visibile nello stratificato delle pietre del Castello, il succedersi degli abitanti, i mutamenti di stili, e la lenta trasformazione da fortezza militare ad una residenza. Al suo interno si trovano: la Biblioteca della Magna Grecia, il Museo dell’Immagine e il salone degli specchi, oltre ad un punto vendita di prodotti locali. Molto interessante anche il binocolo che punta sulla Piana di Sibari, e che, grazie alla tecnologia, può far viaggiare nello spazio e nel tempo, oltre al telescopio situato sulla cima del maschio che con un software mostrerà il cielo di oggi e quello del 510 a.C. data in cui l’antica Sibari venne distrutta. Marina di Schiavonea Vicino alla zona urbana, si trova Marina di Corigliano (Schiavonea), luogo meraviglioso, dove accarezzati dal sole estivo ci si può far coccolare dalle acque limpide, e si può essere intrattenuti dalla sua gente ricca di accoglienza e tradizioni. Schiavonea è abbracciata dai Monti del Pollino e della Sila, e indebriata dall'odore delle zagare dove nascono le famose clementine. La sua posizione e il suo clima permettono di fare vacanza per tutto all'anno. In estate, infatti, il caldo torrido è stemperato dalla frescura dei monti che la circondano e dalle acque del suo mare, mentre d’inverno si possono assaporare i prodotti tipici locali sia marinari che montani. Con un bellissimo lungomare, dove trovare diverse attrazioni adatte a tutte le età, dopo Gioia Tauro, Schiavonea è il porto più grande della Calabria. Offre anche un bellissimo centro storico, tipico dei borghi marinari, con viuzze strette che sfociano tutte verso il mare o le piazzette della marina. La chiesa di Santa Maria ad Nives fu eretta sulla vecchia chiesa di San Leonardo, esistente sul territorio fin dal 600. Oggi questa chiesa è stata affiancata da un' altra di nuova progettazione, edificata negli anni 2000, questa molto più grande della prima che adesso, oltre ad essere dedicata a San Leonardo, è sede anche della Madonna Nera della Schiavonea. Schiavonea è il punto di partenza per luoghi famosi della storia Greco-Romana, come le località Bizantine e Normanne; da qui infatti si può arrivare a vistare gli scavi di Sibari e il museo annesso; Corigliano Calabro con l'imponente Castello Ducale; Rossano, la città Bizantina con sede del Museo che ospita il Codice Purpureo e anche la città della Liquirizia Amarelli. La Gastronomia di Corigliano Corigliano Calabro è stata inserita tra le città italiane dei sapori, il suo clima consente la produzione massiva di arance e clementine, così come dell’olio d’oliva e del vino. La cucina coriglianese è semplice ma intensa nei sapori e molto ricca di inventiva. Gli ingredienti più comuni sono gli ortaggi e i legumi, accompagnati da pasta o altri farinacei. Uno dei grandi protagonisti della cucina locale è il pesce, di ottima qualità e pescato in grande quantità dai pescatori del luogo. Molte sono le festività e le sagre durante tutto l’anno, in cui poter assaggiare ogni piatto tipico, a partire dalla Sagra del pesce azzurro, che si svolge a Schiavonea nei primi di agosto, dove si possono degustare le specialità del luogo, dalle fritture ai piatti più elaborati. Un primo piatto che si può trovare sulla tavola tipica coriglianese sono le tagliatelle con i ceci, da assaporare senza prima di aver provato uno dei tanti salumi tipici come la soppressata, la salsiccia di montagna e il capocollo. Altro piatto tipico è “'a pasta chjna” (lasagne al forno), da mangiare con i salumi locali e dell’ottimo vino rosso casereccio. In estate si possono gustare le famose “lumincian chjine” (melanzane ripiene) e “a pitta chjna” e “ri gurpinella” (focaccia ripiena dolce e fagottini ripieni di marmellata, uva passa e noccioline). La sera della vigilia di Santa Lucia, il 13 di dicembre, si usa portare in tavola “trìrice cose”, cioè 13 tipi di frutta fra cui la tradizione vuole che non manchi assolutamente " 'a murtìlle, i melle e ri pizzingàngule" (il mirtillo, le nespole selvatiche e i corbezzoli). Una storia segnata dalle tradizioni che si tramandano nel tempo. Contenuto redatto con le informazioni fornite dal Partner Regione Calabria
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