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Regione

Abruzzo, un tuffo nella natura tra mare e montagna

Coste frastagliate e fresca sabbia dorata, spiagge animate e lidi tranquilli, ma anche una natura caratterizzata da montagne e boschi, ricca di specie vegetali e di una fauna unica in un habitat naturale abitato da cervi, camosci, lupi, orsi, volpi e linci.

L’Abruzzo è una regione italiana di bellezza impareggiabile che merita almeno una visita per innamorarsi dell'incredibile varietà dei suoi paesaggi.

1. Origine e cenni storici sull’Abruzzo

Pacentro

La storia dell'Abruzzo è lunga e affascinante, soprattutto quella che riguarda le sue origini. Secondo le ipotesi più accreditate, la parola Abruzzo deriverebbe da Aprutium, evoluzione popolare di (ad)Praetutium, la terra dei Pretuzi, un'antica popolazione italica che abitava nell'attuale Teramo.

Popolata sin dalla preistoria, la regione ospitava gruppi di pastori, tutti appartenenti alla stirpe dei Sanniti, che sfruttavano le strade naturali createsi nelle lunghe valli per la transumanza delle pecore: percorrevano vie e gole di montagna dalle zone circostanti L'Aquila fino a Foggia e viceversa. La transumanza fu il principale mezzo di sostegno economico del territorio.

Tra le popolazioni che segnarono il territorio, ci furono i Marsi, i Peligni, i Vestini, gli Equi, che abitavano in città cinte da mura fortificate con grandi santuari. A proposito dei Vestini, e delle guerre sannitiche, ne conserviamo tutt’oggi una testimonianza preziosa:  la statua del Guerriero di Capestrano, una scultura in calcare tenero che raffigura uno dei loro guerrieri. È una delle opere più monumentali e significative dell'arte italica oggi conservata a Chieti. 

2. Le città principali dell’Abruzzo

Teramo

L’Abruzzo si estende dal cuore dell’Appennino al mare Adriatico e comprende ben 3 Parchi Nazionali, un'Area Marina Protetta, un Parco Regionale e oltre 30 Riserve Naturali: è la maggiore area naturalistica d’Europa caratterizzata da vette incontaminate, un dolce sistema collinare e un bellissimo mare.
Tra le città principali dell'Abruzzo troviamo Pescara, bagnata dall’Adriatico e terra natale del poeta Gabriele D'Annunzio, Teramo e L’Aquila.

Teramo si trova alle pendici del Gran Sasso, la montagna simbolo dell’Abruzzo. Città dalle origini antiche, è punteggiata da alberi di ulivo e filari di vigneti ed è il borgo più bello d'Abruzzo.

L’Aquila è una delle città più importanti del centro Italia, in una posizione che la rende uno dei capoluoghi più alti del Paese. Nonostante sia stata ferocemente colpita dal forte terremoto del 2009, la città si è coraggiosamente rimboccata le maniche per riportare alla luce tutto il suo splendore. Passate dalla Basilica di Santa Maria di Collemaggio per capire di cosa stiamo parlando.

3. Cosa vedere in Abruzzo: 5 imperdibili punti di interesse

Parco Nazionale della Majella, Abruzzo

Oltre alle più importanti città abruzzesi e a un pezzo di costa adriatica ricco di scorci incredibili, se siete in Abruzzo merita una visita anche il Parco Nazionale d’Abruzzo, il cuore dell'appennino che si estende per 50.000 ettari. Al suo interno troviamo 12 comuni della provincia dell’Aquila dall'ammaliante patrimonio storico e architettonico e le antiche faggete vecchie più di 500 anni, divenute Patrimonio dell’Umanità Unesco.

La gita successiva non può che essere dedicata al Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti Laga, che racchiude alte vette come i Monti Gemelli, i Monti della Laga, il Corno Grande e la catena del Gran Sasso d’Italia, ma anche piccoli borghi dalla storia antica. Con le sue alte vette, il Parco regala paesaggi meravigliosi e scorci mozzafiato.

Dalla montagna al mare: la riserva naturale guidata Punta Aderci è una meravigliosa area naturale protetta in località Vasto, in provincia di Chieti, con un tipico ambiente dunale. Fossacesia è un paesino lungo la Costa dei Trabocchi con spiagge da cartolina e paesaggi di grande fascino.

Per l'ultima tappa si torna in quota: Il Parco Nazionale della Majella è un’oasi naturale che comprende il grande massiccio della Majella, le montagne del Morrone, i monti Pizi e il gruppo del Monte Porrara.
Al suo interno si trovano 7 riserve naturali statali in cui i botanici hanno rilevato oltre duemila specie vegetali, alcune rinvenute per la prima volta proprio qui.
Il Parco è l’habitat ideale di numerose specie animali, alcune anche molto rare, come il lupo appenninico, l’aquila reale, il camoscio d’Abruzzo, l’orso bruno marsicano e il piviere tortolino.

4. Luoghi insoliti in Abruzzo: 3 tappe per i curiosi

Rocca Calascio

Rocca Calascio è il primo dei luoghi insoliti dell’Abruzzo ideali per i più curiosi: è un antico e affascinante borgo medievale posto su un’altura a 1460 metri d’altitudine e ospita una fortezza costruita in una posizione strategica per controllare le vallate abruzzesi.

Merita una visita anche il Lago di Scanno, un piccolo lago montano di origine naturale con un’insolita forma a cuore.

Infine, Santo Stefano di Sessanio, all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso, spicca nel Club dei Borghi più belli d'Italia: è un prezioso gioiello incastonato tra i monti dal ricco passato.

5. Prodotti tipici dell’Abruzzo: 4 delizie da assaporare

I prodotti tipici abruzzesi da assaggiare sono tanti, ma tra quelli da non perdere assolutamente spiccano la genziana, un liquore tipico ottenuto dalle radici dell’omonima pianta, e i confetti di Sulmona, mandorle ricoperte da un sottile strato di zucchero.

I golosi apprezzeranno anche le ferratelle abruzzesi, biscotti dalla forma particolare a seconda della piastra su cui vengono cotti, e il pecorino di Farindola, un saporito formaggio dall’aroma persistente con note erbacee.

E poi ci sono loro, gli arrosticini spiedini di carne di pecora, tipici dell'Appennino, a dir poco deliziosi. Unico inconveniente: uno tira l’altro.

6. Eventi in Abruzzo: i 2 da non perdere

Tra gli eventi imperdibili in Abruzzo spicca la Perdonanza Celestiniana, il rito dell’apertura della Porta Santa che ogni volta sembra segnare una nuova rinascita a L'Aquila.

La Festa dei Serpari a Cocullo si celebra ogni anno il primo di maggio attraverso un antichissimo rito che la trasforma in una festa sia sacra che profana dedicata a San Domenico Abate: la piazza del paese si riempie di serpari con vari rettili con cui è possibile avere un contatto per vincere paura e repulsione.