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Natura

Abruzzo

In Abruzzo, lungo la Costa dei Trabocchi

Oltre alla limpidezza delle acque e agli scorci da cartolina, i <strong>trabocchi</strong>, o trabucchi, sono senza dubbio gli elementi che più caratterizzano la costa abruzzese, in modo particolare quella teatina, ossia quella appartenente alla Provincia di Chieti. Si tratta di costruzioni in legno simili a palafitte, collegate alla costa da una passerella su cui in passato erano installate delle reti: vere e proprie <strong>macchine da pesca</strong> ancorate agli scogli, e capaci di resistere anche ai più violenti giorni di burrasca.

1. L’idea dei fenici: pescare da terra

Difficile ricostruire le loro origini, che secondo alcuni sarebbero da ricondurre ai Fenici. L’ipotesi più accreditata è che i trabocchi siano nati dall’esigenza di pescare senza uscire in mare: una soluzione decisamente molto più comoda, specie considerando i pericoli a cui erano soggetti i pescatori nell’antichità. Oggi sono circa trenta i trabocchi rimasti in questo tratto di costa, anche se non mancano esempi anche in Molise e in Puglia. 

2. Da Vasto Marina a Rocca San Giovanni: i trabocchi da non perdere

Per ammirarli in tutta la loro bellezza, vi suggeriamo di partire da Vasto Marina. Percorrendo la S.S.16, il litorale cambia rapidamente aspetto: dalle distese di sabbia tipiche della zona di Vasto iniziano a susseguirsi baie e calette fatte di sabbia o di ciottoli, e non mancano scogliere di suggestiva bellezza. Non perdete Trave, Casarza, Cungarelle, San Nicola, Canale e Vignola, tutte località caratterizzate da panorami scenografici oltre che da acque cristalline.

Tra i trabocchi più belli, quelli di Punta Penna. Lasciate la Statale e dirigetevi verso il porto, senza dimenticare di fare una sosta alla Riserva Naturale di Punta Aderci, con la sua spiaggia sabbiosa e il promontorio di Punta Aderci. Ripresa la S.S.16, subito dopo Casalbordino, si arriva al litorale di Torino di Sangro, famoso per il trabocco Punta Le Morge, facilmente raggiungibile dalla spiaggia. Il viaggio continua da Fossacesia Marina a San Vito Marina, lungo una costa frastagliata caratterizzata da baie, calette e spiagge. A Fossacesia potete visitare il trabocco Pesce Palombo e Punta Rocciosa. A Rocca San Giovanni, invece, ci sono i trabocchi Punta Cavalluccio, Punta Tufano, Punta Isolata, Sasso della Cajana e Punta Punciosa.

3. Il Trabocco del Turchino, cantato da D’Annunzio

Il viaggio prosegue verso San Vito Chietino, ma lungo il percorso è d’obbligo una sosta all’Eremo Dannunziano, chiamato anche Eremo di San Vito, dove D’Annunzio soggiornò nell’estate del 1889 insieme a Barbara Leoni, la “bella romana” che fu sua musa e compagna per cinque anni.
Dal Promontorio Dannunziano, un punto panoramico sulla Statale 16 adriatica, avrete un meraviglioso colpo d’occhio sulla Costa. Da qui, imboccate il sentiero che scende verso il mare e che porta nei pressi del trabocco del Turchino, uno dei più importanti dell'intero tratto di costa, recentemente ristrutturato. Anche Gabriele D'Annunzio ne fu conquistato, tanto che nel Trionfo della morte, in parte scritto nell’Eremo, lo celebra come “la grande macchina pescatoria simile allo scheletro colossale di un anfibio antidiluviano".

4. A Ortona, tra panorami mozzafiato e storia

I trabocchi di San Vito non sono finiti. Qui potete vedere anche i trabocchi di Valle Grotte, Punta Fornace, San Giacomo, Lupone e Punta del Porto.
Dopo esservi lasciati alle spalle San Vito, proseguite verso Ortona, affacciata sul mare. Dalla sua passeggiata panoramica più famosa, l’Orientale, si gode un ampio panorama sull’Adriatico e sulla costa abruzzese e molisana. La città merita una visita non solo per i bellissimi scorci sul mare che offre.

Abitata dai Frentani, un popolo italico, nel X secolo a.C., ha un patrimonio storico unico. Tra i monumenti più importanti, la Cattedrale di San Tommaso, risalente al XIII secolo, con un imponente portale del 1312 di Nicola Mancini, ricostruito dopo la Seconda guerra mondiale e con le ossa di San Tommaso, custodite nella cripta.

A strapiombo sul mare, c’è il Castello Aragonese, risalente al XV secolo, mentre del secolo successivo è Palazzo Farnese, che fu l'ultima residenza di Maria Teresa d’Austria. Oggi ospita il Museo Civico, la Biblioteca e la Pinacoteca Cascella.

Nelle splendide sale di Palazzo Corvo è ospitato il Museo Musicale Tostiano. Sempre a Palazzo Corvo, si trova l’Enoteca Regionale Abruzzese. Nel complesso del convento di S. Anna, invece, il Museo della Battaglia ripercorre le fasi dell’ultimo conflitto mondiale: a ricordare il conflitto anche il Cimitero Canadese di Guerra, dove riposano 1615 soldati.

Se siete a Ortona però, non potete non allungarvi a Ripari di Giobbe un piccolo angolo di paradiso lungo la Costa dei Trabocchi, il preferito degli abruzzesi. Dopo aver percorso una scalinata in legno che scende per 65 metri la falesia, siete nella Riserva Naturale Regionale Ripari di Giobbe e l’area è raggiungibile solo a piedi, potrete fare uno dei bagni più belli della vostra vita, immersi nella pace e in un’acqua cristallina, con riflessi verdi e turchesi.

 

Per saperne di più

https://abruzzoturismo.it