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Enogastronomia
Abruzzo

Abruzzo, uno scrigno di sapori e di saperi dalla montagna al mare

Venite a sperimentare la poliedrica anima della regione delle alte cime e di tanto mare.

3 minuti

Non stupitevi se l’Abruzzo forte e gentile vi propone nella stessa giornata piatti montanari e marinari. Nel suo cuore, infatti, convive un’anima poliedrica che si esprime in alte cime, grandi parchi nazionali, altopiani e pianori, dolci colline, e tanto mare. 

Volete un esempio? In mattinata potete raggiungere una delle località nei pressi del Gran Sasso d’Italia, gustare gli arrosticini (spiedini di carne ovina), o la pecora alla “callara” (nell’Aquilano, pecora alla cottora) e in meno di due ore, potete raggiungere la costa e immergervi in un brodetto di pesce. A Giulianova lo chiamano vrudott, nel Pescarese vrudett, a Vasto vrudàtte, ma in tutti i casi, è la stessa lingua universale della bontà.

Questa è la cifra di una regione eclettica, che ai piatti di montagna, come carni ovine, zuppe, minestre, formaggi ed erbe aromatiche, abbina il pescato dei suoi 130 chilometri di costa, con vari intermezzi “cittadini”: una su tutte, Teramo, capace di trasformare prodotti semplici in manicaretti a cinque stelle: scrippelle ‘mbusse, mazzarelle, virtù.

Nell’Aquilano trovate uno dei prodotti più preziosi della regione, lo zafferano dell’Aquila DOP: l’oro rosso d’Abruzzo. Pensate che per produrre un chilogrammo di prodotto secco occorrono circa 200.000 fiori, raccolti al mattino, di solito a fine ottobre, prima che il sole li apra. 

Un prodotto emozionale, come il campione dei vini, il Montepulciano d’Abruzzo, dal colore scuro, diffuso in tutta la regione e regolato da un preciso disciplinare. C’è anche il Montepulciano in versione rosa, ottenuto dalla stessa uva con il contatto tra mosto e bucce breve e delicato. È il Cerasuolo d’Abruzzo, che si accompagna alla cucina di terra e di mare: sintesi liquida dell’anima poliedrica abruzzese (come le cozze allo zafferano). E i bianchi, direte voi? Ecco il Trebbiano d’Abruzzo, di colore giallo paglierino e bouquet fruttato, che ha trovato nella regione la sua massima espressione.

Piccoli borghi, grandi prodotti nel Parco del Gran Sasso e Monti della Laga

Piccoli borghi, grandi prodotti nel Parco del Gran Sasso e Monti della Laga

Nel versante aquilano del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga potete gustare specialità del territorio, nate dalla millenaria esperienza della tradizione agro-pastorale.

A circa un’ora dal capoluogo regionale, si estende il regno della lenticchia di Santo Stefano di Sessanio, creatura piccola e molto saporita, che cresce oltre i mille metri di altitudine solo sulle pendici del Gran Sasso. Pensate che si tratta di una coltivazione antichissima, citata da documenti monastici datati 998. I deliziosi legumi si raccolgono nel mese di agosto, ma si consumano essiccati e quindi li potete trovare tutto l’anno. E ricordatevi che non hanno bisogno di essere ammollate prima della cottura. 

Un quarto d’ora e siete a Castel del Monte con il suo Pecorino Canestrato, il formaggio della transumanza, dal sapore intenso che lascia il posto a sentori di fieno e di pascoli. Lo riconoscete dalla crosta che riporta le impronte del canestro (da cui il nome “canestrato”), utilizzato, come da tradizione, per la messa in forma. 

Sempre in zona potete gustare anche caciocavalli, salumi di maiale nero, yogurt artigianale e, per i palati più raffinati alla ricerca di esperienze forti, il “cacio marcetto”, formaggio spalmabile di colore bianco crema o più scuro a seconda del pecorino da cui deriva, dall'odore forte e penetrante.

Un’altra tipicità la trovate a Castelvecchio Calvisio: si chiama cicerchia ed è un legume a metà strada fra il cece e la lenticchia, molto gustoso, che si presta a essere cucinato in vari modi. Mettetevi subito all’opera.

Piatti tipici

Piatti tipici

Timballo alla teramana 

Immancabile nelle grandi occasioni, il Timballo alla teramana è il re dei manicaretti abruzzesi, si prepara con leggerissimi strati di scrippelle (dischi sottilissimi di acqua, farina e uova) ed è farcito di “pallottine” di carne, uova, dadini di formaggio o mozzarella, carciofi. Una montagna di bontà.

Trippa alla pennese 

Tipica specialità del comune di Penne e del territorio vestino (Pe), la trippa alla pennese è un piatto unico aromatizzato con prezzemolo, alloro, mentuccia, maggiorana e peperoncino, da servire caldo con pecorino o con parmigiano grattugiato.

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