L’antico cimitero parrocchiale di Santa Maria Antica fu trasformato nel sepolcreto della famiglia Della Scala, che ebbe la signoria su Verona dal 1277 al 1387. I monumenti funerari equestri nel recinto a maglia di ferro sono uno dei capolavori dell’arte gotica europea.
Le tombe dei primi signori scaligeri (Mastino I, Alberto I, Bartolomeo I e Alboino) sono semplici sarcofagi in marmo rosso. Cangrande I, morto a Treviso nel 1329, fu accolto in un sarcofago arricchito dalla decorazione scultorea del Maestro di Santa Anastasia e del Maestro dell’Arca Dussaimi.
A partire dalla metà degli anni Trenta del Trecento, Mastino II, nipote di Cangrande, chiamò uno straordinario scultore ancora ignoto per costruire una nuova arca per Cangrande, posta sopra l’ingresso di Santa Maria Antica e, contestualmente, la propria tomba monumentale, innalzata come un tabernacolo a cielo aperto. La statua equestre di Cangrande sorride rivolta all’effige di Mastino a cavallo, pronto a scattare per un torneo. Sulle arche sono collocate le copie, le statue equestri originali sono esposte al Museo di Castelvecchio.
La terza grande arca dalla spettacolare forma esagonale fu commissionata da Cansignorio, terzo figlio di Mastino II, allo scultore Bonino da Campione (1375). Intorno al 1382 Antonio Della Scala fece realizzare il recinto in ferro battuto e collocare su quattro piedistalli le personificazioni di Verona e Vicenza, della Temperanza e della Giustizia. Nel cimitero scaligero è conservata anche la tomba di Giovanni, cugino di Mastino II, trasferita nel 1831 dalla chiesa di San Fermo Minore.