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Sardegna

La Sardegna archeologica

Tombe di giganti, pozzi sacri, nuraghi, dolmen, menhir, case delle fate. Scopri il lato misterioso e ancestrale della Sardegna.

3 minuti

Alla scoperta di una Sardegna nuova e insolita. Quella di luoghi ricchi di monumenti che testimoniano la presenza di popoli e civiltà antichissime. Tra i primi a scoprire i magnifici paesaggi che questa isola nasconde furono le popolazioni nuragiche che tra il 1800 e il 1000 a.C. hanno abitato questa terra.
Oggi per saperne di più su questa civiltà, basta visitare i tanti villaggi nuragici sparsi nella regione. Sicuramente tra le costruzioni megalitiche che bisogna assolutamente ammirare c'è il villaggio di Su Nuraxi di Barumini, patrimonio Unesco dal 1997; il nuraghe di Serra Orrios a Dorgali, uno dei più grandi e meglio conservati della Sardegna; il nuraghe di Santu Antine a Torralba, con i vicini resti dei villaggi di epoca nuragica, cartaginese, e romana; Arrubiu ad Orroli, uno dei più grandi della Sardegna.

Tombe di giganti e pozzi sacri

Tombe di giganti e pozzi sacri

Appartenenti all’età nuragica, le tombe di giganti sono dei monumenti funerari composti da una lunga camera funeraria con un’abside finale e ricoperta da lastre di pietra. Tra le tombe da non perdere: ad Arzachena la monumentale Tomba Li Lolghi e quella di S'Ena 'e Thomes a Dorgali, risalente al Bronzo Antico, in ottimo stato di conservazione; la tomba di Coddu Vecchiu ad Arzachena, una delle più antiche, risalente circa al 2500a.C.

I pozzi, presenti in tutta la Sardegna, erano santuari sotterranei dedicati al culto delle acque, elemento fondamentale della religione nuragica. Il pozzo più comune è a pianta circolare costruito con blocchi di pietra, circondato da recinti circolari in pietra, o sormontato da un piccolo edificio. Tra i pozzi sacri si ricordano quello di Santa Cristina a Paulilatino, Su Tempiesu a Orune e quello di Sa Testa ad Olbia.

Dolmen e Menhir

Dolmen e Menhir

Costruzioni appartenenti al mondo religioso e funerario dell'età neolitica. I menhir sono grandi pietre piantate verticalmente nel terreno alte anche 5 m circa. L'area archeologica di Pranu Muttedu, a Goni vanta la più alta concentrazione di Menhir con circa 60 monoliti. I dolmen sono tombe costituite da lastre di pietra piantate verticalmente nel terreno e coperte da una lastra orizzontale. Tra i Dolmen, Sa Coveccada, situato a Mores in provincia di Sassari, è tra le più importanti costruzioni.

Domus de Janas, ovvero "Case delle fate"

Domus de Janas, ovvero "Case delle fate"

Tombe scavate nella roccia risalenti al Neolitico. Ne sono state ritrovate più di 2.400. Costruzioni a volte molto elaborate e con decorazioni, le tombe spesso sono collegate tra loro a formare delle necropoli sotterranee. Da non perdere la grande domus di Sedini, la domus de janas di Genna Salixi a Ruinas, e la necropoli di Is Loccis-Santu a San Giovanni Suergiu.

Sito Fenicio-Punici

Sito Fenicio-Punici

Alcune zone Sardegna presentano i resti delle città fondate durante la colonizzazione fenicia nei secoli VIII e VII a.C. Importanti centri, conquistati anche da Cartagine, dove si è creata una nuova cultura sardo-punica. Da visitare l’insediamento fenicio-punico di Monte Sirai a Carbonia, la città fenicio-punica di Sulci a S. Antioco, le fortificazioni Nuragico-Puniche di Monte Sant'Antine a Genoni e il forte punico di Mularza Noa o Pabude a Bolotana.

Siti romani

Siti romani

Numerose le testimonianza della dominazione romana in Sardegna, evidente anche in molti dei centri già conquistati da fenici e cartaginesi. Da vedere l’anfiteatro di villa di Tigellio a Cagliari, il sito romano e tardo antico San Cromazio a Villaspeciosa, la villa di Porto Conte e il ponte di Fertilia ad Alghero, la villa rurale di età repubblicana di Olbia, e le città di Forum Traiani a Fordongianus e Turris Lybissonis a Porto Torres.

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