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Menhir e dolmen, le antiche civiltà della pietra in Sardegna

2 minuti

Dal Sud al Nord dell’isola, sulle tracce dei suggestivi segni della Sardegna preistorica: andate alla scoperta dei menhir, i grandi e misteriosi monoliti di pietra infilati nel terreno, e dei dolmen, megalitici monumenti funerari che testimoniano di riti religiosi del Neolitico.

Un patrimonio imperdibile per gli amanti dell’archeologia, un salto indietro nel tempo che regala emozioni.

I menhir di Goni, la Stonehenge sarda

I menhir di Goni, la Stonehenge sarda

Appena metterete piede nel Parco Archeologico di Pranu Muttedu, nella piccola località di Goni, nel Gerrei, a Sud dell’isola, capirete perché quest’area è chiamata la Stonehenge sarda, evocando il celebre sito archeologico del Regno Unito. Nel parco che si estende per un’area di 200.000 metri quadrati, svettano 60 menhir, grandi pietre piantate nel terreno in verticale che possono arrivare anche a 5 metri di altezza, disposti in coppie o triadi, oppure ancora in allineamenti e in gruppi.

A farvi ombra sono le secolari querce da sughero, mentre arbusti ed essenze mediterranee emanano seducenti profumi. Un paesaggio suggestivo, dove la natura avvolge gli antichi reperti. I menhir circondano i sepolcreti di Pranu Muttedu e Nuraxeddu, il che fa pensare che potessero svolgere la funzione di guardiani di aree sacre e cimiteriali o rappresentassero gli antenati stessi custoditi negli imponenti circoli tombali megalitici.

Cercate l’infilata dei 20 menhir: la loro disposizione non è casuale, ma segue  un allineamento lungo l’asse est-ovest, dove agli equinozi il sole sorge e tramonta, a dimostrazione di un’attenta osservazione dei cieli delle antiche popolazioni.

Eppure la funzione precisa dei menhir continua a sfuggire all’uomo contemporaneo, che si limita a formulare una moltitudine di ipotesi, il che li rende tanto più affascinanti: pietra ancestrale ricca di valenze simboliche che emana una potente energia.

Nel sito archeologico potrete osservare anche alcune Domus de Janas: le tombe preistoriche ipogeiche scavate direttamente nella roccia.

A Mores, per scoprire il re dei dolmen

A Mores, per scoprire il re dei dolmen

Bisogna spostarsi a nord dell’isola, invece, per vedere quello che è considerato uno dei più grandi dolmen di tutta l’area mediterranea e tra i più importanti del mondo. Si chiama Sa Coveccada, che in dialetto sardo suona come “ciò che serve per ricoprire”, riferito alla struttura tipica di queste costruzioni formate da lastre in verticale, piantate nel terreno e sormontate da una o più lastre orizzontali.

L’imponente monumento in pietra si trova in località Mores, in provincia di Sassari: 3 metri di altezza e 5 di larghezza. Si tratta probabilmente di una tomba collettiva, sorta di anticipazione delle Tombe dei Giganti che non è raro incontrare all’interno della Sardegna.

Dopo avere camminato lungo un percorso piuttosto intricato, prima di avvicinarvi fermatevi un istante per guardarlo da lontano, ieraticamente isolato su un tavolato di roccia. Una volta raggiunto, noterete la sua forma a casetta, dalla pianta rettangolare e nella parte anteriore l’apertura di accesso alla camera funeraria dove probabilmente venivano introdotti i corpi dei defunti.

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