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Enogastronomia

Sardegna

Alla scoperta del simbolo della Sardegna: il pane carasau

14 novembre 2022

2 minuti

La storia del pane carasau si fonde con il suo luogo d’origine: la Barbagia, l’area più interna e selvaggia della provincia di Nuoro. È qui che troviamo Sunalle, il vecchio Forno di Fonni, che da oltre 30 anni produce questo prodotto tipico sardo inonandone le strade con il suo profumo. 

Conosciamo, le origini, le leggende, la ricetta tradizionale del pane carasau e il suo legame con il paese più alto della Sardegna.

1. Buono e musicale, proprio come il suo nome

il pane carasau e la sardegna buono e musicale

Non potete dire di conoscere davvero la Sardegna senza avere assaporato uno dei suoi alimenti simbolo: il pane carasau. È conosciuto anche come carta musica, per il particolare rumore che emette quando si spezza e mastica. Tra le tipologie di pane più antiche al mondo, custodisce e racconta la selvaggia Barbagia, ovvero l’area in cui è originato, ma anche il popolo che la abita, austero e, al contempo, ospitale.

Come accade per ogni prodotto antico, l’origine del pane carasau è avvolta nella leggenda. Pare che addirittura debba essere rintracciata nel mondo arabo.
Ciò che è certo è che è un pane povero, nato per esigenze logistiche: doveva infatti essere trasportato dai pastori e durare il più a lungo possibile per la transumanza.
Si spiega, così, la sua doppia cottura, a mo’ di biscotto, per far sì che fosse secco e perfettamente conservabile. Da ciò deriva anche la sua croccantezza: il carasau è sottile e piatto, anzi, piattissimo, largo ed estremamente friabile. 

2. La ricetta è antichissima, praticamente la stessa dalle origini

il pane carasau e la sardegna ricetta antichissima

Il pane carasau, leggero e nutriente è perfetto come scorta da consumare nei lunghi periodi trascorsi lontano da casa, per la genuinità degli ingredienti e per l’elevato apporto energetico.
In passato, infatti, ogni famiglia sarda ne preparava in grandi quantità, per poi conservarlo all’interno di cassapanche.

La lavorazione è, ancora oggi, quella di una volta: originariamente cotto per pochi secondi in forno a legna, è un pane a base di  acqua, sale, lievito e semola rimacinata di grano duro, o più comunemente di farine d’orzo o miste integrali, ricche di cruschello. 

La ricetta attuale del pane carasau è pressoché immutata, anche se si tende a preparare l’impasto a macchina e a cuocerlo in forni elettrici o a gas. Le fasi di realizzazione sono 4: prima si fa lievitare l’impasto a base di pasta di riporto, poi lo si fa cuocere in forno, dove tende a gonfiarsi come un palloncino; successivamente, lo si divide in due metà, ancora caldo, e infine di nuovo in forno per la fase della tostatura, in sardo “carasadura” da cui prende il nome il prodotto finito.
Il risultato è una sfoglia croccante, che conserva a lungo la sua freschezza.

3. A Fonni il pane carasau è di casa

il pane carasau e la sardegna a fonni

Per assaggiare una delle versioni più buone del pane carasau, non potete che visitare Fonni, il paese più alto della Sardegna. Circondato da boschi secolari e resti preistorici, il comune nuorese sorge sulle pendici settentrionali del Gennargentu, al centro dell’isola. 

È un luogo ricco di suggestione, circondato da un panorama mozzafiato, in cui le vette delle montagne dominano maestose sulle valli della Barbagia.
Fonni è il paese ideale non solo per escursioni naturalistiche e archeologiche ma anche per vivere le autentiche tradizioni artigianali e gastronomiche, perché ospita uno dei panifici leader nella produzione del pane carasau: il forno “Sunalle”.

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