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Enogastronomia

L’Italia del Novello

A cavallo fra ottobre e novembre tutta Italia rende omaggio a questo vino rosso dal colore intenso e dai forti aromi

06 ottobre 2022

3 minuti

Una delle prime bontà di Bacco, questo vino rosso dal colore intenso e dai forti aromi è il primo vino della vendemmia appena trascorsa e compare sulle nostre tavole nei primi giorni di novembre. Nella penisola italiana la produzione del vino novello spazia su quasi tutto il territorio nazionale, isole comprese e viene utilizzato qualsiasi tipo di uva (in preferenza rossa); tuttavia si privilegiano l'Aglianico, il Cannonau, il Barbera, il Merlot, il Nero d'Avola, il Corvina, il Refosco, il Cabernet il Sauvignon e il Sangiovese. La sua caratteristica principale è il processo di vinificazione, denominato "macerazione carbonica" dell'uva intera. La legge impone infatti di utilizzare almeno il 30% di vino ottenuto con questa tecnica.

Si tratta di un preciso procedimento che prevede la sistemazione in opportuni contenitori di acciaio di interi grappoli d'uva appena raccolta, l'aggiunta artificiale di anidride carbonica e l'elevazione del tutto ad una temperatura superiore ai 35°. I grappoli sono lasciati ad autofermentare per un periodo che varia dai 5 ai 20 giorni, durante il quale gli zuccheri si trasformano in alcool, con la produzione di glicerolo. Successivamente l'uva viene pigiata e sottoposta a tradizionale fermentazione che dura circa 5-6 giorni. Il vino così ottenuto deve avere almeno 11° alcolici. Trasformato da mosto a vino, il novello viene quindi travasato e immesso nel mercato. Proprio per il suo contenuto alcolico e polifenolico, questo vino deve essere bevuto giovane, la sua sensibilità alla maturazione e la freschezza degli aromi tendono infatti ad esaurirsi nell'arco di un anno appena. È bene quindi non invecchiarlo troppo tempo e consumarlo preferibilmente entro i primi 6-12 mesi di vita. Per tale motivo il termine ultimo per l'imbottigliamento è il 31 dicembre dell'annata di produzione delle uve.

Esistono poi i "novelli" miscelati con altro vino al momento dell'imbottigliamento che sono i più longevi e possono essere consumati fino ad agosto, mentre per i novelli 100% si suggerisce un consumo in tempi brevi. Oggi protetto e promosso dall'Istituto Vino Novello Italiano costituito nel 2000, il novello, rispetto al suo antenato francese, il Beaujolais ha una maggiore profusione di acido carbonico, un colore rosso brillante, dinamico e invitante e una morbidezza vellutata che ben si rileva al palato, grazie a qualche traccia zuccherina. L'altra caratteristica di questo vino è che, sempre secondo una precisa legge, può essere messo in commercio solo dopo la mezzanotte del 6 novembre dello stesso anno della vendemmia. E' anche previsto che solo nell'ambito di alcune manifestazioni si possano degustare i novelli a partire dal 5 novembre: è il déblocage della mezzanotte, che rende ancor più esaltante l'attesa per la sua "uscita".

Ed infatti a partire dalla prima settimana di novembre in tutta Italia, vengono organizzati eventi e manifestazioni interamente dedicate al vino novello. In alcuni casi le feste si svolgono nell'arco di una sola giornata o di una sola serata, in altri casi invece si organizzano veri e propri percorsi enogastronomici affinché oltre alle bontà locali si possano anche apprezzare le bellezze di alcuni luoghi. Da sempre la ricorrenza religiosa di San Martino è annoverata nel calendario enologico come una tappa fondamentale del ciclo produttivo: i contadini, infatti, sono soliti dire che "a San Martino ogni mosto diventa vino". Ed è proprio per celebrare la nascita del vino novello, quello ottenuto dalla recente vendemmia, che a novembre, molte cantine di tutta Italia si aprono agli enoturisti per una degustazione speciale dei vini e dei prodotti di stagione.