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Enogastronomia
Veneto, Toscana, Umbria, Sicilia

Passiti (o Vini dolci) d’Italia: il tour alla scoperta dei grandi vini dolci del Bel Paese

5 minuti

Il passito, un viaggio nel tempo e nei sapori che prendono vita da una tecnica enologica antichissima: quella dell’appassimento. Già ai tempi dei Greci e dei Romani, i grappoli venivano appesi ai tetti, a terra o su graticci di legno e lasciati lentamente essiccare per ottenere un nettare dolcissimo. Il passito non è mai passato di moda: dal Medioevo ad oggi rimane un vero lusso. E’ un vino saggio, che ha bisogno di tempo per crescere in bottiglia e mostrarsi a chi lo degusta. Un condensato di tradizione e artigianalità, ma anche di cura e tanta pazienza. Che sia di montagna o di terre accarezzate dalla brezza marina, il passito in Italia è un tesoro da custodire e ogni regione ha il suo modo di interpretarlo. Passeggiate tra i vigneti, visite nei fruttai e negli ambienti destinati all’essiccazione per scoprire più da vicino tutti i segreti dell’appassimento. E ancora degustazioni guidate in abbinamento ai dolci e ai formaggi tipici di ogni regione, con il racconto e la compagnia dei produttori del Movimento Turismo del Vino.

Recioto: l’espressione più seducente della Valpolicella Docg

Vigneti in Valpolicella

Il nostro itinerario alla scoperta di questa preziosa e affascinante tipologia di vino inizia in Veneto per scoprire uno dei passiti più interessanti d’Italia. E’ il Recioto della Valpolicella Docg uno dei grandi protagonisti di questo territorio enologico tra i più incantevoli dello Stivale, sia alla vista che al palato. Il Recioto è un vino rosso rubino, intenso e inebriante che conquista al primo sorso con sentori di ciliegia, prugne e cioccolato fondente, che raccontano la storia d’amore fra questo vino e la sua generosa terra. Si parte da uve Corvina, Rondinella e Molinara, la triade dell’enologia della Valpolicella, da raccogliere in compagnia dei produttori del Movimento Turismo del Vino, per scoprire divertendosi tutti i segreti della vendemmia manuale che ancora oggi viene praticata in queste zone con cura e attenzione. I grappoli, lasciati appassire all’aperto, vengono accarezzati dalla morbida brezza del Lago di Garda e dalle correnti più fredde provenienti dai Monti Lessini. E’ il fratello dolce dell’Amarone, più avvolgente e intenso data la forte concentrazione aromatica e la presenza di zuccheri residui. Per una dolcezza ben bilanciata da una vivace acidità data dall’uvaggio e un tannino setoso che conferisce corpo al vino ma senza appesantirlo. Un calice di Recioto è una vera sinfonia di aromi e sensazioni gustative, una promessa di piacere ad ogni sorso.

Vin Santo: conosciamo il re dei vini passiti

Botti di Vin Santo

È il momento di scoprire la storia secolare del Vin Santo, il gioiello enologico che racconta l’anima più autentica della Toscana. Un vino che nasce tra le morbide colline tra Firenze e Siena, in origine prodotto nel Medioevo dai monaci e dalle famiglie nobili della zona e riservato alle occasioni speciali. Conosciuto in tutto il mondo non solo per la fama del suo territorio d’origine ma anche per il suo processo produttivo unico, il Vin Santo ha come protagoniste uve Trebbiano e Malvasia, rigorosamente vendemmiate a mano e fatte appassire in modo naturale. Poi pressate fino a ottenere il mosto, lasciato fermentare in piccole botti di legno, detti caratelli, che vengono poi sigillati per un affinamento che può arrivare fino a 7 anni da disciplinare in certi casi, ma che nella maggior parte dei casi va oltre questa regola. E’ proprio da un lungo e lento processo che si ottiene questo nettare dorato, che dai sentori di frutta secca raggiunge note di miele e di vaniglia per un ventaglio aromatico unico da conoscere nelle sue diverse annate direttamente in cantina con l’apertura delle botti e durante le verticali organizzate dai vignaioli del Movimento Turismo del Vino. Ancora più raro è il Vin Santo Occhio di Pernice da uva Sangiovese che regalano un colore ambrato che somiglia al colore rossiccio del piumaggio della pernice, da qui il nome. Con aromi più complessi di fichi, confettura e spezie dolci, questa versione ha una maggior struttura data dal tannino rispetto al Vin Santo tradizionale che invece conquista con la sua dolce freschezza e leggere note di zafferano. In Toscana esistono diverse denominazioni legate al Vin Santo: Vin Santo del Chianti Classico Doc, il Vin Santo del Chianti Doc, il Vin Santo di Montepulciano Doc, Vin Santo di Carmignano Doc.

Montefalco Sagrantino Passito Docg, un tesoro della tradizione umbra

Vigneti di Sagrantino in autunno a Montefalco

Il percorso continua nella vicina Umbria, dove il Sagrantino, vitigno autoctono della zona di Montefalco, regala un vino passito antico e molto complesso. Le sue origini sono legate ai frati francescani che usavano consumarlo in occasione dei riti religiosi, infatti in origine questo vino era prodotto in versione passita, solo negli ultimi trent'anni si è iniziato a vinificare questo vitigno anche in versione secca. Ad oggi il Montefalco Sagrantino passito Docg è una delle espressioni più apprezzate e ricercate del vitigno per il suo profilo aromatico inconfondibile. Al naso dona sentori di miele e caramello fino ad arrivare a note più intense di tostatura e cacao, date dall'affidamento minimo di due anni. Al palato è avvolgente, caldo e con un fin di bocca davvero stratificato che rende ogni sorso una scoperta. Perfetto come vino da meditazione per apprezzare pienamente tutta la sua eleganza e la sua complessità, il Montefalco Sagrantino si abbina anche alla pasticceria secca, dai tozzetti ai biscotti con noci e mandorle tipici della tradizione umbra e ancora più sorprendente con i formaggi della regione, da assaggiare nei percorsi degustazione organizzati nelle cantine del Movimento Turismo del Vino.

Passito di Pantelleria Doc: essenza dell’Isola del Sole

Dolci siciliano con vino di Zibibbo

E arriviamo fino alla punta dello Stivale per scoprire un vino prezioso che racchiude tutti i colori e i profumi della Sicilia. Un calice dorato e brillante che sprigiona sentori di miele, agrumi canditi, albicocca e fichi secchi: il Passito di Pantelleria Doc è un’esperienza sensoriale che non si dimentica facilmente. Dalle antiche vigne terrazzate di questa incantevole isola, che per il suo panorama quasi lunare è conosciuta come “la perla nera del Mediterraneo”, nasce un vino apprezzato già ai tempi dei Fenici. Le uve di Zibibbo crescono in un microclima davvero speciale: il terreno vulcanico, le calde temperature e i venti salmastri donano alle uve un’incredibile ricchezza di aromi che aumenta poi con l’appassimento al sole. Per godersi a pieno questo territorio così affascinante non può mancare una passeggiata tra le viti ad alberello e i muretti a secco accompagnati dal racconto dei produttori MTV. Con il suo complesso ventaglio aromatico, la sua setosità e la sua dolcezza equilibrata da un’acidità vibrante, ogni sorso di Passito di Pantelleria esprime l’essenza del Mediterraneo e la bellezza dei paesaggi che rendono così unica quest’isola.

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