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Parma la ricca seduce con l’arte, la musica e la tradizione enogastronomica senza eguali

Parma è la seconda città più grande dell'Emilia Romagna ed è una perla rara: con una storia prestigiosa, una movida giovane e i suoi tanti punti di interesse culturale caratteristici, è anche una meta apprezzatissima per assaporarne l'antica tradizione culinaria riconosciuta in tutto il mondo.

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Arte & Cultura
Parma, Italy - October 19, 2013: The Regio Theater indoor

Teatro Regio di Parma

Il teatro storico dell’Opera di Parma Nato per volontà della duchessa Maria Luigia d’Asburgo-Lorena, moglie di Napoleone, fu inaugurato il 16 maggio 1829 con Zaira, opera di Vincenzo Bellini. Considerato oggi casa di eccellenza della tradizione d’opera lirica, il Teatro Regio di Parma è tra i più importanti d’Italia. Dalla facciata Neoclassica all’eleganza dei suoi interni abbelliti da stucchi dorati, si arriva alla sala della platea, cuore dell’edificio, sovrastata dal soffitto dipinto da Giovan Battista Borghesi al centro del quale pende l’ “astrolampo”, un grande lampadario in bronzo dorato forgiato dalle officine Lacarrière di Parigi. Il sipario dipinto, uno dei pochi esempi giunti fino a noi, è anch’esso opera del Borghesi. In alto, un orologio “a luce”, che segna l’ora di cinque in cinque minuti, è posto al centro dell’architrave del proscenio. La camera acustica, dipinta da Giuseppe Carmignani, riprende le decorazioni dei palchi e si compone di pannelli componibili telescopicamente per servire le più diverse formazioni orchestrali. Oltre alla consueta stagione lirica, quella di balletto con ParmaDanza e la stagione concertistica, il teatro propone ogni anno il Festival Verdi, con un calendario ricco di eventi e spettacoli dedicati a Giuseppe Verdi. Tante le attività e le realtà parallele, da quella del Regio Young, dedicata alla scuola e alle famiglie, al Corso di Formazione di Alta Sartoria, all’Accademia Verdiana, dedicata ai nuovi talenti lirici. Interessantissime le visite guidate per scoprire la storia del teatro, il suo mondo e le sue iniziative.
Punto di interesse
View of bell tower and facade of San Giovanni Evangelista church, Parma, Italy

Chiesa di San Giovanni Evangelista

L’antico Monastero con la Cupola del Correggio Complesso benedettino che comprende la Chiesa, il Chiostro e la Biblioteca di San Giovanni. Fu fondato dal Vescovo Sigifredo nell’ XI secolo ed è caratterizzato dalla sua facciata barocca che si apre su Piazzale San Giovanni. Sul lato destro nel 1613 fu aggiunto il campanile che, con un'altezza di 75 metri, è il più alto di Parma. La Chiesa ha una struttura romanica, con pianta a croce latina, tre navate con volte a crociera e cappelle laterali. L’interno è un trionfo di affreschi. Nella navata centrale spicca il fregio continuo dipinto da Correggio che realizzò anche la lunetta con San Giovanni e l’Aquila e il ciclo di affreschi della Cupola: sorprendente è La visione di San Giovanni Evangelista con uno straordinario gioco prospettico. La navata sinistra si distingue per interessanti lavori giovanili del Parmigianino. Tra questi spiccano gli affreschi di Sant’Agata e il carnefice in coppia con quello delle Sante Lucia e Apollonia della prima cappella. Nel Monastero meritano una visita i tre chiostri, funzionali allo svolgimento dei riti processionali della comunità religiosa, in cui si respira l’aria benedettina, caratterizzata dalla regola “Ora et Labora”. Anche la Biblioteca del Monastero è adeguatamente affrescata e possiede circa 20.000 volumi, tra cui codici miniati del ‘400 e del ‘500 che dimostrano l’attività amanuense dei monaci.
Arte & Cultura

Museo del Prosciutto di Parma

Al Museo del prosciutto di Parma per assaggiare la tradizione Benvenuti a Langhirano, distretto del crudo: qui infatti non c’è solo il Museo del prosciutto di Parma, ma anche un festival dedicato a questa delizia prodotta tra il Po e l’Appennino. Il museo si trova negli spazi dell’ex Foro Boario e merita una visita, anche per scoprire gli altri salumi prodotti in zona come il culatello di Zibello e la spalla di San Secondo. Con degustazione inclusa, ovviamente! L’arte dei lardaroli La lavorazione degli insaccati in zona parmense risale al Medioevo, quando i lardaroli si specializzarono tramandando di generazione in generazione una tradizione molto più antica: i Romani già nel II secolo a.C. producevano squisiti prosciutti salati. Quella tradizione, di cui parlarono autori latini come Orazio e Plauto, si consolidò nel tempo. Al prosciutto di Parma si fa riferimento già in un libro di cucina del 1300. Poi si ritrova in un menu di nozze del 1500, tra le poesie di Tassoni e persino tra i consigli dietetici di un medico bolognese del XVI secolo. Oggi alla lavorazione artigianale dell’epoca si sono affiancate tecnologie più moderne che hanno migliorato le condizioni igieniche senza alterare il gusto. Né la tradizione: sono ancora i maestri salatori a preparare le cosce per la stagionatura che dura almeno 12 mesi. Alla fine della quale solo i prosciutti che superano rigidissimi controlli vengono marchiati a fuoco con la corona ducale a 5 punte. Alla scoperta del prosciutto al Foro Boario La sede del museo si trova tra il centro storico di Langhirano e il torrente Parma, su un’area sottratta al fiume all’inizio del 1900 per proteggere l’abitato dalle piene. A quell’epoca risalgono il Macello e il Foro Boario, un’architettura rurale in origine destinata alla vendita del bestiame. Il percorso prevede 8 tappe, quante sono le sezioni del museo. Si comincia dalla scoperta del territorio e delle razze suine per passare alla sezione dedicata al sale, indispensabile per la conservazione dei salumi. Passo dopo passo si scoprono tutti i segreti del prosciutto di Parma, dalla sua produzione all’uso in cucina. Concludete con l’immancabile assaggio nella prosciutteria del museo. A Langhirano e dintorni Il paese di Langhirano si trova sulle verdi pendici dell’Appennino parmense e qui nei primi due weekend di settembre si tiene il festival dedicato al prosciutto di Parma. I salumifici storici si trovavano lungo il torrente per sfruttare meglio l’aria fresca della zona per la stagionatura dei prosciutti. Sono ancora qui, anche se non più in uso. Da vedere anche il palazzo del Municipio, costruito nel XIII e rimaneggiato nel 1600. A pochi chilometri dal paese, sulla riva opposta del torrente, si trova la Badia Cavana fondata su un’altura nel 1111. Fu un’abbazia molto importante della zona. Il gioiello è la piccola chiesa romanica dedicata a San Michele. Poco più distante invece c’è il castello di Torrechiara che risale al 1400. Se avete voglia di fare due passi, godetevi il Sentiero d’Arte di Torrechiara che collega il castello al paese di Langhirano costeggiando il canale di San Michele attraverso boschi, campi e vigneti dell’antica Torcularia, il nome medievale di Torrechiara.
Città

Città del teatro, della musica e del cibo d’eccellenza

Città piccola dal nobile passato, che riporta alle signorie dei Farnese e dei Borbone, Parma è una meta turistica apprezzatissima: i suoi monumenti sono ammirati in tutto il mondo, l’immortale compositore Giuseppe Verdi ne è simbolo musicale e la sua cucina fa impazzire grande e piccini.

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