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Enogastronomia

Vendemmia nelle colline marchigiane

Dal Bianchello al Verdicchio, dalla Vernaccia di Serrapetrona ai vini del Piceno: un viaggio tra le uve e i territori delle Marche.

3 minuti

A fine estate, nelle campagne marchigiane arriva il tempo della vendemmia. Non c’è una data precisa. Ogni uva matura seguendo i propri tempi e molto dipende da come è andata la stagione. In qualche zona si comincia già ad agosto, per altri vitigni bisogna aspettare.

Se siete nelle Marche in questo periodo, ve ne accorgerete anche viaggiando. Sulle strade di campagna è facile incrociare i trattori che tornano dai vigneti carichi d’uva, segno che nelle cantine sta cominciando il lavoro della nuova annata.

La raccolta interessa buona parte della regione, ma non è uguale dappertutto. Per prima cosa cambiano le uve. E insieme a loro cambiano i vini e il momento in cui i grappoli sono pronti. Seguire la vendemmia da nord a sud può essere allora un modo diverso per conoscere i territori del vino marchigiano.

Nel Pesarese, tra Bianchello e Colli Pesaresi

Nel Pesarese, tra Bianchello e Colli Pesaresi

Partiamo dalla provincia di Pesaro e Urbino. Nella valle del Metauro e sulle colline vicine si coltiva il Biancame, l’uva da cui nasce il Bianchello del Metauro DOC. È un bianco fresco e piacevole, facile da incontrare sulle tavole della zona soprattutto accanto ai piatti di pesce dell’Adriatico.

Avvicinandovi a Pesaro entrerete invece nella zona dei Colli Pesaresi DOC, una denominazione che comprende vini bianchi e rossi. Tra questi ultimi c’è il Sangiovese, presente da tempo sulle colline pesaresi.

Qui il vigneto arriva anche vicino alla costa. Sul Monte San Bartolo, in particolare, alcuni filari crescono sulle colline che guardano il mare. È uno di quei paesaggi in cui passeggiare con calma: la campagna dell’entroterra è ancora vicina e poco dopo, dietro le vigne, compare l’Adriatico.

Nell’Anconetano, le terre del Verdicchio, della Lacrima e del Rosso Conero

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In provincia di Ancona il Verdicchio è di casa sulle colline dei Castelli di Jesi. Intorno a Cupramontana, Staffolo, Maiolati Spontini e Montecarotto siete nella zona storica del Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico. È un bianco fresco e sapido, che può essere bevuto giovane ma che sa anche aspettare: alcune versioni acquistano carattere proprio con il passare degli anni.

A Cupramontana il vino entra anche nel centro storico. Nei MIG, Musei In Grotta, si trova il Museo Internazionale dell’Etichetta del Vino. Può essere una tappa interessante se, dopo aver attraversato le campagne, volete conoscere un altro pezzo della cultura enologica di queste colline.

Morro d’Alba è poco più a nord e qui cambia completamente il vino. La Lacrima di Morro d’Alba DOC nasce dall’omonimo vitigno autoctono ed è un rosso che si riconosce soprattutto per il profumo intenso e molto particolare. Prima di lasciare il paese percorrete la Scarpa, il camminamento coperto sopra le antiche mura. Dagli affacci vedrete le vigne tutt’intorno.

Il mare torna nel paesaggio ai piedi del Conero. Sulle colline vicine all’Adriatico cresce soprattutto il Montepulciano, alla base del Rosso Conero. Nel bicchiere trovate un rosso più deciso, con un gusto pieno che si abbina bene alla cucina di terra. Ci sono strade da cui i filari fanno intravedere l’acqua e, nel periodo della vendemmia, grappoli maturi e Adriatico finiscono nello stesso panorama. 

Nel Maceratese, dal Verdicchio di Matelica alla Vernaccia di Serrapetrona

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A Matelica ritroverete il Verdicchio, questa volta in una vallata interna circondata dai rilievi. Il Verdicchio di Matelica DOC mantiene la freschezza tipica di quest’uva, ma spesso ha un carattere più deciso. Anche qui è un vino capace di evolvere bene nel tempo.

Se vi spostate di qualche chilometro, cambia tutto. A Serrapetrona si raccoglie la Vernaccia Nera, utilizzata per produrre la Vernaccia di Serrapetrona DOCG. È una rarità anche per il colore: uno spumante rosso, prodotto sia secco che dolce, in cui le bollicine incontrano il carattere della Vernaccia Nera. La sua particolarità comincia già dopo la vendemmia. Una parte delle uve viene lasciata ad appassire e tornerà nel processo produttivo più avanti. Per ottenere la Vernaccia di Serrapetrona sono previste infatti tre fermentazioni.

Nel Fermano e nel Piceno, tra Pecorino e Passerina

Nel Fermano e nel Piceno, tra Pecorino e Passerina

Scendendo verso le province di Fermo e Ascoli Piceno incontrerete il Falerio e il Rosso Piceno, ma sono soprattutto due uve bianche a ricorrere spesso nei calici della zona: Pecorino e Passerina.

Il Pecorino dà vini dal gusto piuttosto deciso, freschi e sapidi. La Passerina è generalmente più delicata e immediata, ed è utilizzata anche per versioni spumanti.

Offida dà il nome alla DOCG che comprende Offida Pecorino, Offida Passerina e Offida Rosso. Prima di spostarvi nelle campagne intorno al paese, raggiungete Santa Maria della Rocca, una chiesa che sorge su uno sperone appena fuori dal centro storico e guarda verso le colline. Tra i campi riconoscerete anche i vigneti.

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