Il cuore accogliente degli Appennini: i 9 comuni delle Alte Marche
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Le Alte Marche rappresentano un territorio ricco di cultura, creatività, storia e tradizioni. Nove Comuni, stretti tra città d'arte e protetti dalle cime del Monte Catria e del Monte Nerone, invitano a scoprire l'entroterra marchigiano, dove il patrimonio culturale e quello naturalistico si intrecciano e fondono per regalare un'esperienza di viaggio unica. Sarà indimenticabile lasciarsi trasportare dalle eccellenze culinarie, scoprire gli affascinanti borghi, esplorare i tanti spazi artistico - creativi e perdersi tra gli scorci mozzafiato di questo territorio.
Dopo aver esplorato una natura incontaminata e luoghi di storia e mistero, lasciati conquistare da una tradizione enogastronomica unica. La ricchezza di questa terra non finisce mai di sorprendere.
Piobbico
Territorio ricco di risorse naturalistiche, Piobbico ha visto sorgere i primi insediamenti umani sin dalla preistoria, anche gli etruschi e i romani hanno lasciato traccia della loro presenza.
La storia del paese si identifica e si sviluppa con la famiglia Brancaleoni. Sul Monte Nerone sono presenti importanti e numerosi siti naturalistici e grotte dove sono state ritrovate ossa di Ursus Spelaeus risalenti a migliaia di anni fa, i cui resti sono conservati nel Museo civico.
Questo è un territorio da godersi anche a piedi attraverso i numerosi sentieri che si snodano lungo i versanti del monte.
Serra Sant’Abbondio
Serra Sant’Abbondio è sorta sul versante sinistro dell’alta valle del Cesano, a ridosso del monte Catria (1701 m.), di origine antica con alcune testimonianze archeologiche del passaggio dei Celti, Piceni e Romani. Fulcro della comunità è il Monastero camaldolese di Santa Croce di Fonte Avellana, ancora oggi attivissimo luogo spirituale e culturale. Lo sviluppo di Fonte Avellana iniziò con San Pier Damiani, alla cui forte personalità si devono non solo il nucleo originario della costruzione, ma più ancora l’impulso spirituale, culturale e organizzativo che resero l’eremo centro d’attrazione e di diffusione della vita monastica, influendo fortemente sulla riforma religiosa e sulla vita sociale. Grazie a questa figura eccezionale di monaco e di uomo di chiesa, il monachesimo avellanita e camaldolese ha potuto presentarsi, nella sua storia pluricentenaria, come fulcro del cristianesimo e della spiritualità.
Sassoferrato
La città di Sassoferrato come la conosciamo oggi, con il rione “Castello” e il rione “Borgo”, in epoca romana non esisteva. In una pianura al suo ingresso sorgeva la prosperosa città di Sentinum i cui resti archeologici, che sono visibili nel Parco e nel Museo Civico, vanno dal I sec. a.C. al IV/V sec. d.C. Sentinum è il luogo della famosa Battaglia delle Nazioni, dove nel 295 a.C. si scontrarono i Romani e le popolazioni italiche e celtiche. Il monumento simbolo della città è la Rocca Albornoz, massiccia costruzione militare edificata nel XIV sec. dal cardinale Egidio de Albornoz. Tra le numerose chiese da visitare spicca l’abbazia di Santa Croce, splendido esempio di architettura romanica risalente al XII secolo e costruita con materiali provenienti dalla vicina Sentinum. A Cabernardi, frazione poco distante da Sassoferrato, sono visitabili il Parco Archeominerario e il Museo della Miniera di Zolfo a testimonianza della presenza di una miniera di estrazione dello zolfo che tra 1800 e 1900 è stata il fulcro economico del territorio e non solo.