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Natura

LIGURIA

Il fiume Magra che si tuffa nel Tirreno: che magìa

Nel punto esatto in cui il fiume Magra si tuffa nel Mar Tirreno, la Natura mette in scena uno dei suoi spettacoli più straordinari.

07 luglio 2022

Il cielo e la vegetazione perenne si riflettono nell’acqua con sfumature che vanno dal blu acceso al verde smeraldo, i versi dei cormorani e dei gabbiani reali che qui nidificano sono gli unici suoni a rompere il silenzio, il profumo della fitta vegetazione perenne riempie i polmoni.

Riuscite a immaginare un luogo più adatto a una pausa di relax? Ma anche a una proposta romantica, perché la magia di questo luogo punteggiato da salici e pioppi e addolcito dallo sciabordio delle acque del fiume, che nasce in Toscana dal monte Borgognone e prima di arrivare al Tirreno attraversa l’intera Lunigiana, ci porta nel mondo delle fiabe.

1. Silenzio, parla la natura

Il primo consiglio è quello di usare come punto di riferimento il tratto più bello, vale a dire quello tra Fiumaretta e Bocca di Magra. Il secondo? Quello di arrivare fin qui a piedi o in bicicletta, cioè senza alcun mezzo a motore che possa disturbare la quiete assoluta che domina le verdi colline circostanti ricoperte di viti e olivi.

2. Dai fasti del passato alla speculazione edilizia

La visita al territorio intorno alla foce del Magra non è soltanto un’esperienza immersiva nella bellezza contemplativa di questi luoghi, ma anche un tuffo nella storia. Di Luni, grazioso comune spezzino nella valle della foce che fu opulenta colonia romana, racconta oggi l’omonimo parco archeologico: qui si possono visitare il foro dell’antica città, il grande tempio e alcune dimore signorili tra cui i resti della domus dei mosaici, nome dovuto ai suoi magnifici pavimenti. Anche Dante Alighieri passò in questa valle, ospite dei Malaspina.

Nel Dopoguerra, invece, la foce divenne rifugio preferito di molti letterati, da Pavese, a Montale, fino a Calvino. Al suo passato importante, però, si accosta un periodo più recente fatto di speculazione edilizia, dalla quale anche gli stessi abitanti del luogo cercano di proteggere la valle.  

3. Il regno del pioppo e del coltellaccio

Lungo 62 chilometri, il fiume Magra passa per le province di Massa Carrara e La Spezia, Pontremoli e Ameglia, tagliando zone umide di grande valore, ideali per la sosta di specie da proteggere ed endemiche.

Lungo le sue sponde si susseguono salici, pioppi e biancospino; dove l’acqua scorre più lenta, si moltiplicano le piante palustri dai nomi curiosi, come il coltellaccio e la lisca maggiore.